Per rrrmori53
Ti rispondo io velocemente.
La CEI 0-21 tratta gli "impianti connessi" alla rete (elettrica). Quindi i cosidetti impianti "on grid". Attenzione che per "impianto connesso" non si intende solo un impianto FV, ma un generico impianto, quindi anche quello di casa. Tutto ciò che è installato in casa, quindi, fa parte dell'impianto e, se questo ha un POD, è connesso alla rete.
Un impianto "off grid" è, tecnicamente, un impianto "fuori dalla rete", ossia non connesso.
L'off-grid è consentito dalla normativa solo se effettivamente "off grid". Quindi, ad esempio, una baita a cui non arriva la rete può essere servita da un impianto "off grid". Ma anche una struttura con un POD può avere un impianto "off grid" a condizione che quest'impianto sia fisicamente non collegato all'impianto connesso alla rete, ossia dotato di POD.
La stragrande maggioranza degli impianti "off grid" (che spacciano come tali, che dicono che non immettono, che utilizzano la rete del distributore come backup) sono in realtà connessi alla rete e, quindi, illegali. Si, proprio illegali, con le conseguenze del caso anche nel settore penale.
Rammento che un impianto deve essere conforme al DM 37/08 (e se di potenza superiore a 6 kW deve essere progettato da idoneo professionista). Il tecnico installatore che rilascia la Di.CO. (Dichiarazione di conformità) secondo il DM 37/08 si assume chiaramente la responsabilità della realizzazione dell'impianto e, nella Di.Co. dichiara "che l'impianto è stato realizzato in modo conforme alla regola dell'arte". Cos'è la regola dell'arte nel campo tecnico? E' l'insieme delle "regole" da seguire quando si opera in uno specifico settore e tali "regole" sono date dalle norme tecniche ISO, UNI, CEI a seconda del settore tecnico. Se non seguo una norma tecnica sono nel campo dell'illegalità? Certo che no. Ma occorre rammentare che il Codice Civile, all'art. 2224 recita "il prestatore d’opera è tenuto a procedere all’esecuzione dell’opera secondo le condizioni stabilite dal contratto e a regola d’arte." Quindi il tecnico nel rilasciare la Di.Co. e dichiarando di aver seguito la regola dell'arte sta rispettando il codice civile.
Se l'impianto è finto "off grid", ossia è connesso alla rete ma il titolare non ha provveduto a espletare le pratiche per la connessione, anche se dotato di Di.Co. rilasciata dal tecnico che l'ha installato (non considero nemmeno gli impianti realizzati con il "fai da te") ricade in uno dei due casi seguenti:
- il tecnico, nella parte in cui dichiara la regola d'arte, ha seguito la CEI 0-21: ha seguito le regole per un impianto connesso utilizzando però componenti che non rispettano tale norma (gli inverter per gli impianti connessi sono tecnicamente diversi da quelli che si impiegano negli impianti off grid; questi ultimi prevedono altri componenti che non si utilizzano negli impianti connessi) e, quindi, l'impianto non è "a regola d'arte". Quindi non rispetta il codice civile, quindi è illegale;
- il tecnico, nella parte in cui dichiara la regola d'arte, ha seguito le norme CEI applicabili agli impianti off grid (che sono diverse dalla CEI 0-21): ha seguito le regole per un impianto "non connesso", utilizzando quindi componenti che rispettano altre norme tecniche, ma ha collegato tale impianto alla rete di casa. Quindi l'impianto, essendo connesso e non rispettando le regole tecniche previste per gli impianti connessi, non è "a regola d'arte" e, pertanto, non rispetta il codice civile, quindi anche in questo caso è illegale.
In sostanza, l'impianto è sempre illegale. E se da tale illegalità discende qualche situazione che determina un quadro rilevante ai fini penali, il titolare dell'impianto ne dovrà rispondere secondo le vigenti leggi.