Non ho mica detto che non bisogna tentare, ho detto solo che bisogna calcolarsela bene!
Non tener conto delle potenze utilizzate industrialmente può far buttare alle ortiche un bel po' di soldi...
Diciamo piuttosto che personalmente preferirei copiare un buon prodotto che partire da zero, del resto ci sono esperienze che non sono da buttare via ma andrebbero valorizzate ed adattate alle esigenze dei "piccoli".
Ci sono alcuni punti fermi, secondo me, che sono da considerare bene prima di cominciare:
- nell'industria il materiale di partenza per i pellet viene macinato e depurato dai pezzi metallici con calamite: è ovvio, i pezzi che sono piu grossi dei buchi della trafila ci si pianterebbero o la tapperebbero, costringendoci a fermare periodicamente la macchina per ripulirla (ho in mente che ci vogliano ore, a picchiare con martello e cacciaspine...ed una gran fatica). I pezzi metallici, semplicemente, rovinerebbero la trafila...
Deve essere previsto un sistema affidabile di setacciatura, come minimo... e se si parte dal cippato, anche un mulino.
- la parte trafila e rulli è sottoposta a sforzi notevoli di pressione, bisogna dimensionare accuratamente gli spessori della trafila, gli sforzi sui cuscinetti, oppure... nel funzionamento i cuscinetti (costosi!) si spaccano, e la trafila si ovalizza sotto la pressione dei rulli e dopo un po' si rompe per fatica..
- è generalmente richiesta una riduzione meccanica importante, vista la coppia richiesta dalla macchina, quindi occhio ai diametri degli alberi, altrimenti si torcono come caramelle, e, come detto prima, attenzione ai carichi radiali dei cuscinetti.
- nei depliant di tutte le macchine industriali si insiste sulla resistenza all'usura per abrasione dei rulli e delle trafile, del resto se si pensa a come la segatura viene forzata ad entrare nei fori della trafila... si usano materiali resistenti, acciai speciali etc . Non ci si può aspettare una durata decente usando del ferraccio.
Il pericolo di una costruzione fatta a spanne è quello di distruggere la macchina ben prima di ammortizzarla! E' bello pensare "mi costa di meno se i pellets li faccio io", ma se si mette nel conto il tempo impiegato per la costruzione, i materiali, i tempi delle riparazioni ed i pezzi di ricambio... ed alla fine la macchina è da buttare via dopo dieci o venti quintali di pellets prodotti, allora i costi AUMENTANO invece di diminuire, perchè sul costo dei pellets ci devo aggiungere anche quelli degli esperimenti. Mica si conta soltanto l'energia elettrica, come si diceva nei post precedenti, si deve considerare di spalmare sulla quantitàdi pellets prodotta (e producibile nel ciclo di vita della macchina) l'intero costo di acquisto, costruzione e manutenzione della macchina.
Io non ho niente contro una macchina artigianale, a patto che sia fatta bene e calcolata a dovere. (anche i produttori cominciano con dei prototipi..)
Tra l'altro, non si tratta di affermare che nelle macchine professionali le pressioni sono più elevate: il problema è che per fare i pellet, quelle pressioni CI VOGLIONO. Se così non fosse, i produttori di queste macchine proporrebbero sicuramente potenze inferiori, non sono mica sciocchi: i clienti farebbero a botte per avere una macchina più economica e che consuma di meno.
Sulla pasta Barilla sono parzialmente d'accordo, se lo fai per hobby o per necessità economica va bene: ma altrimenti devi contare il TEMPO che ci metti, ed il tempo ha un costo. E' proprio per questa ragione che quasi nessuno si fa la pasta in casa come una volta e che la barilla si è fatta i miliardi.