ma un caffè o un pranzo tipico (quindi banane e frutta in genere escluse) quanto costa ?
Mi fa piacere che qualcuno abbia almeno fatto una riflessione invece di fare battute. In un Paese straniero, fare confronti è spesso difficile... sia per i pregiudizi o le false informazioni ricevute, sia per le stranezze tipiche di tutti i Paesi se confrontati con l'Italia. Comunque,lascio le considrazioni sui pellets alla fine.
Nel bar più fico della cittadina pago il caffè espresso 1,40 euro (l'espresso qui è considerato "esotico"), mentre caffè, bombolone e succo d'arancia stanno a quattro euro. Nel ristorante italiano di moda, due antipasti, primo a scelta con pasta fatta in casa e arrosto , dolce caffè e grappino sono circa 55 euro... ma la sola grappa sono sette euro. Di fianco c'è una pizzeria: pizza e coca 13 euro; più avanti c'è un all you can eat cinese a 13 euro, però dopo c'è un'altra pizzeria dove la sola pizza normale viene venduta a 17 euro e la grande a 27 euro. Boh...
La benzina 95E10 (faccio notare il 10) costa 2,32 euro, le sigarette che in Italia sono 5 euro sono 8,70 euro, il caffè in grani costa poco, ma comprare una tazzina in cermica/vetro/ferro smaltato può costare 9 euro, e un mug che è più grande anche 18 euro. I negozi di moda sono pochi e con abbigliamento più pratico che fashion, le scarpe costano poco e maglie e felpe di qualità certificata pure. Insomma, qui spendere per un brand non va bene a meno che sia di qualità eccelsa, altrimenti si trovano cose di grande qualità ma con marchi locali a buon prezzo. Frutta e verdura costano come in Italia ma con alcune cose paradossali: l'aglio si trova nelle solite retine da tre teste a 0,90, sempre il solito spagnolo o cinese (come in Italia nei discount), ma se si va alla LIDL, si trova a 4,50 (sempre la LIDL, in Italia lo vende a 0,9).
Gli alcolici non si trovano in vendita nei negozi: sopra i cinque gradi, sono venduti solo dai negozi del monopolio a prezzi tripli di quelli italiani. Quindi, nei supermercati si trovano solo birre e long drink di al massimo cinque gradi. Una birra Moretti si paga 2,35 euro, ad esempio.
Ok, torniamo all'energia.
La Finlandia ha anche in questo caso situazioni paradossali se viste da un italiano: è grande come l'Italia, ma ha solo cinque milioni di abitanti. E' praticamente disabitata, se vista coi nostri occhi, e fuori dalla capitale ci sono solo cittadine o addirittura case isolate a chilometri una dall'altra.
E' una terra coperta di roccia e foreste e spazzata dal vento, e quindi con una quantità di polvere impressionante come nel deserto del Sahara. Di conseguenza, anche la qualità dell'aria non è eccelsa ma essendo di origine naturale nessuno può farci nulla. Quindi, il problema dell'inquinamento industriale e da riscaldamento passa in secondo piano (anche a causa del ridotto numero di abitanti che possono inquinare e del vento che porta via l'inquinamento da sistemi di riscaldamento ma riempie tutto di polvere),
La raccolta di prodotti naturali è libera per tutti, quindi può andare chiunque a raccogliere funghi, mirtilli o legna senza permessi... e infatti tutti nelle cittadine e nelle case isolate vanno a far legna gratis: la loro spesa è l'acquisto delle motoseghe e dei rimorchietti per auto, ed è l'attività principale dei finlandesi la domenica pomeriggio. Paradossale anche il fatto che nei centri storici nelle varie località decentrate sia OBBLIGATORIO usare la stufa, anche se integrata da altri sistemi di riscaldamento: molti centri storici sono patrimonio dell'UNESCO e devono essere conservati ed utilizzati come alla fine del '700, quindi con le stufe in muratura di allora o con copie moderne delle vecchie stufe di ghisa (poi integrati da riscaldamenti a pavimento o elettrici, ma vabbè...)
In altre parole, la Finlandia funziona a legna (a meno che si tratti dei condomini moderni in muratura), ma la pagano solo se se la fanno portare a casa già raccolta, spaccata, essiccata e col trasporto, come dire che è gratis ma il costo che si paga è quello del servizio.
Inoltre, la quantità enorme di materiale forestale ha dato vita a colossi del commercio di legname per arredamento, industria della carta ed altro, facendone una delle voci principali del PIL finlandese.
Quindi, come mai in un Paese fatto quasi solo di foreste, legna che si raccoglie gratis, grandi quantità di scarti di legname a chilometro zero... il pellet a circa 8 euro al sacco viene considerato economico?
Aggiungo per chi è curioso: il mio vecchio padrone di casa si lamentava per la spesa di energia elettrica. Aveva due casette di circa 70 mq con un minuscolo cortile in comune, e una la affittava ammobiliata compresa di spese. Spendeva per la casa in affitto 500 euro al mese di energia elettrica, mentre lui, facendo economia e scaldandosi a legna non spendeva più di 350 euro al mese. Io gli facevo notare che una vecchia cucina elettrica con le piastre da 3700W ci metteva 20 minuti a far bollire tre litri di acqua, e se prendeva un piano a induzione avrebbe risparmiato il 40%.
Qualcuno vuole ancora lamentarsi delle bollette italiane?