...Cioè a cosa serve il 3° conduttore...... "vorrei" una spiegazione dedicata a questa domanda.Grazie [/FONT]
Ciao diezedi, anche se Riccardo ha già risposto impeccabilmente alla tua domanda, come richiesto provo a farlo in termini diversi...
Prova a prendere una batteria stilo e collega un voltmetro tra positivo e negativo misurerai +1,5 V. Questo è un sistema in corrente continua ad alimentazione singola. Se volessi trasportare il doppio della potenza potresti pensare di utilizzare due batterie in serie in modo da avere un sistema, sempre ad alimentazione singola a 3 V. I 3 V li prelevi tra positivo della prima batteria e negativo della seconda, dove positivo della seconda e negativo della prima sono connessi insieme. Bene, hai potenziato la mini rete in DC, ma non hai però il modo di alimentare una lampadina che nel vecchio sistema lavorava a 1,5 V, anche se ne hai altre che possono lavorare a 3 V. Come risolveresti questo problema senza dover rimpiazzare la lampadina da 1,5 V con una da 3V?
Se colleghi un terzo conduttore, derivato dalla connessione delle due batterie (quindi tra negativo della prima e positivo della seconda) e lo chiami GND o neutro, ti accorgerai che tra positivo della prima batteria e GND misurerai +1,5 V, mentre tra GND e negativo della seconda batteria misurerai - 1,5 V. Chiaramente tra positivo e negativo continuerai a misurare 1,5 V - (-1,5 V) = 3 V . Questo è un sistema in DC ad alimentazione duale.
In definitiva le lampade da 3 V le alimenti tra positivo e negativo, quelle da 1,5 V tra positivo e gnd e/o tra gnd e negativo.
Svantaggi del sistema: necessità di usare un conduttore in più rispetto al sistema a tensione singola.
È chiaro che 130 anni fa l' alternata era di gran lunga più vantaggiosa rispetto alla continua. Oggi le cose sono cambiate grazie all' evoluzione dell' elettronica di potenza. Già negli anni cinquanta si realizzava qualche elettrodotto in cavo sottomarino in alta tensione in corrente continua HVDC ed oggi si contano tanti impianti di questo tipo, anche in Italia. Per tratte lunghe si ci orienta su questi sistemi che risultano convenienti per via dell' assenza di cadute di tensione induttive, per l' assenza delle correnti di dispersione capacitive, per il minor costo dell' elettrodotto, ecc....
Per tratte corte e reti di distribuzione conviene ancora l' alternata, per via della semplicità, del basso costo di conversione e di eliminazione dei guasti.
Spero di esserti stato di aiuto.