QUI (e solo qui) DOMANDE e dubbi


E un circuito elettronico, anche detto step-down, che abbassa la tensione (invece il boost, anche detto step-up, la alza)

Sono usati in mille modi, anche combinati tra loro (flywheel, se ricordo bene, può sia alzare che abbassare).

Concettualmente sono DC-DC, ma combinati con inverter diventano DC-AC.

Per esempio se con una batteria 12V vuoi pilotare un LED a 3V usi un buck; se vuoi pilotarne 10 in serie usi un boost.

Analogamente se il pannello ha Vout=60V, oltre a renderla alternata devi innalzarla a 220V.

Così, spiegato un po' alla carlona, tanto per dare un'idea....
 
Probabilmente non ho capito bene cosa c era scritto ma mi pareva proprio scritto bulk,tu invece ti riferisci al convertitore buck?O SONO LA STESSA COSA?Io con questo nome(bulk) avevo trovato sia i substrati dei diodi che un diodo completo ma anche dei congegni DC/AC, ecc.Se vuoi metto il link del produttore (dei congegni)cosi vedi di che si tratta e magari me lo spieghi anche a me di che si tratta?Piu che altro e per sapere se hanno dei buoni rendimenti di conversione.Grazie.
 
Scusa hai ragione, per abitudine al termine ho letto buck invece che bulk...

Linka pure, così vediamo di capire cosa sono!
 
Beh, il tuo link mette bulk solo nel titolo e poi non spiega cosa intende...
Però è un convertitore AC -> DC, quindi fa il contrario di un inverter: prende la rete AC e la converte con alta efficienza in DC. Concettualmente è un raddrizzatore + buck, quello che un tempo si faceva con trasformatori, diodi e regolatori di tensione.

Servono ad alimentare, per esempio, apparati di trasmissione (ponti radio) di alta potenza.
 
Va bene,grazie.Mi sembrava,ma conoscendo poco l inglese non ne ero certo,sugli altri siti collegati c era lo stesso termine ma sempre negli stessa situazione(nome congegno+poco altro) .Siccome sei un esperto vorrei approffitarne per chiederti se mi potresti dire qual e la migliore tecnologia(in termini di efficenza nella conversione),(sia concettuale che in congegni realizzati/industrializzati) per trasformare l energia elettrica da alternata a continua.E inoltre(GIA CHE CI SONO ESAGERO) per potenze fino a +/- 5000 W.
 
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Esperto è una parola grossa... ci gioco soltanto...

Non credo si possa definire una tecnologia migliore in assoluto; esistono varie configurazioni ormai molto usate, come buck, boost ecc..
La soluzione ottima dipende da quanto vuoi spendere, dalle tensioni e dalle correnti (o potenze) in gioco, dal tipo di impiego ecc...

Per esempio i 'vecchi' regolatori lineari possono e devono essere ancora usati in alcuni casi, per esempio per regolare tensioni a basse correnti assorbite (dove le perdite nel regolatore sono ininfluenti).
Viceversa alcuni regolatori buck economici hanno rendimenti bassi, intorno al 75% (parlo di integrati da pochi euro).


E poi c'è l'affidabilità o la rete di assistenza del costruttore, a volte contano molto!

Quindi, definite le caratteristiche, dovrai confrontare quello che trovi in base a prezzo ed efficienza dichiarata, e fidarti dei data-sheet...

Comunque forse è il caso di iniziare una discussione mirata sui PWM e non solo, ho inserito una prima parte, è in attesa di approvazione da parte dei mod di sezione.
 
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Centralina controllo solare termico

Centralina controllo solare termico

Ciao sono Claudio di Pavia, "DOMANDA" ho visto in questo fantastico forum utenti che hanno il loro impianto solare termico ON-LINE, io ho un impianto a tubi sottovuoto con gas per lo scabio termico e mi piacerebbe sostituire o integrare l'attuale centralina di controllo con una da poter controllare dal PC stando comodamente in casa, è possibile avere un suggerimento, marca o modello.
un grazie anticipato Ciao Claudio
 
Ciao,è possibile per un ignorante quale io sono capire come è realizzata una rete in CC come quella qui descritta :.......Già negli impianti a corrente continua, per risparmiare sul costo del rame, si incominciò a utilizzare per la distribuzione elettrica della corrente tre fili (da non confondere con il sistema trifase della corrente alternata che è tutt'altra cosa) che portavano 3 tensioni distinte: uno +110 volt, il secondo 0 volt e il terzo -110 volt. Le lampadine da 100 volt poteva utilizzare la corrente con potenziale +110 volt o -110 volt invece il filo con 0 volt era il conduttore neutro, il quale trasportava solo la corrente non bilanciata tra le sorgenti positive e negative. Questo sistema a tre fili (non trifase) necessitava di meno conduttori di rame per trasportare una data quantità di energia elettrica, mantenendo però sempre un livello di tensione relativamente basso. Nonostante questa grande innovazione, rimaneva sempre il grande problema del calo di tensione che si veniva a creare sulle lunghe distanze, e che costringeva gli impianti di produzione elettrica ad essere non più lontani di 1–2 km dall'utilizzatore. Una tensione molto elevata, inoltre, non poteva essere facilmente utilizzata con il sistema a corrente continua, perché non vi era un efficiente sistema, a basso costo, che permettesse la riduzione della differenza di potenziale dalla parte dell'utilizzatore (questo era possibile solo con trasformatori rotanti, poco efficienti e poco robusti)...........Cioè a cosa serve il 3° conduttore.Questo tipo di trasmissionedi EE l ho trovata qui.....Guerra delle correnti - Wikipedia .....Ho provato a leggermi questa .... 1a Nodi, maglie, paralleli, serie.. ecc. .....LA TROVO li la risposta?Gattmes è un ottimo(chiaro)insegnante ma se vi è possibile "vorrei" una spiegazione dedicata a questa domanda.Grazie
 
Ti sei dato alla storia dell'elettrotecnica?

Difficile rispondere senza andarsi a studiare le vicende (anche politiche) dell'epoca.... posso provare con un breve racconto di fantasia, senza pretesa di veridicità e senza schemi, poi magari approfondiamo.

Immagino sia stato un sistema solo sperimentale. Partivano dalla 110V continua, e c'era da contrastare i rivali in alternata...

Con due linee a +110V e -110V e "neutro" si potevano continuare a usare i vecchi apparecchi a 110V, e contemporaneamente produrne nuovi a 220V continui.

Si otteneva così un sistema a 220V, quindi con fili più sottili, pur continuando ad usare i vecchi elettrodomestici a 110. Statisticamente il conduttore "neutro" poteva essere molto più sottile, perchè i carichi vecchi a 110V sarebbero stati mediamente collegati nello stesso numero alle due linee.

Immagina solo due lampadine, una collegata a +110V e neutro, l'altra a -110V e neutro. Il conduttore neutro teoricamente potresti eleiminarlo perchè la corrente assorbita dalla 1a andrebbe pari pari ad alimentare la seconda.

Se io mi sono spiegato senza figure e tu hai perfino capito siamo bravi entrambi ahahhaa
 
...Cioè a cosa serve il 3° conduttore...... "vorrei" una spiegazione dedicata a questa domanda.Grazie [/FONT]
Ciao diezedi, anche se Riccardo ha già risposto impeccabilmente alla tua domanda, come richiesto provo a farlo in termini diversi...
Prova a prendere una batteria stilo e collega un voltmetro tra positivo e negativo misurerai +1,5 V. Questo è un sistema in corrente continua ad alimentazione singola. Se volessi trasportare il doppio della potenza potresti pensare di utilizzare due batterie in serie in modo da avere un sistema, sempre ad alimentazione singola a 3 V. I 3 V li prelevi tra positivo della prima batteria e negativo della seconda, dove positivo della seconda e negativo della prima sono connessi insieme. Bene, hai potenziato la mini rete in DC, ma non hai però il modo di alimentare una lampadina che nel vecchio sistema lavorava a 1,5 V, anche se ne hai altre che possono lavorare a 3 V. Come risolveresti questo problema senza dover rimpiazzare la lampadina da 1,5 V con una da 3V?
Se colleghi un terzo conduttore, derivato dalla connessione delle due batterie (quindi tra negativo della prima e positivo della seconda) e lo chiami GND o neutro, ti accorgerai che tra positivo della prima batteria e GND misurerai +1,5 V, mentre tra GND e negativo della seconda batteria misurerai - 1,5 V. Chiaramente tra positivo e negativo continuerai a misurare 1,5 V - (-1,5 V) = 3 V . Questo è un sistema in DC ad alimentazione duale.
In definitiva le lampade da 3 V le alimenti tra positivo e negativo, quelle da 1,5 V tra positivo e gnd e/o tra gnd e negativo.
Svantaggi del sistema: necessità di usare un conduttore in più rispetto al sistema a tensione singola.
È chiaro che 130 anni fa l' alternata era di gran lunga più vantaggiosa rispetto alla continua. Oggi le cose sono cambiate grazie all' evoluzione dell' elettronica di potenza. Già negli anni cinquanta si realizzava qualche elettrodotto in cavo sottomarino in alta tensione in corrente continua HVDC ed oggi si contano tanti impianti di questo tipo, anche in Italia. Per tratte lunghe si ci orienta su questi sistemi che risultano convenienti per via dell' assenza di cadute di tensione induttive, per l' assenza delle correnti di dispersione capacitive, per il minor costo dell' elettrodotto, ecc....
Per tratte corte e reti di distribuzione conviene ancora l' alternata, per via della semplicità, del basso costo di conversione e di eliminazione dei guasti.
Spero di esserti stato di aiuto.
 
atomax;119749691]
Ciao diezedi, anche se Riccardo ha già risposto impeccabilmente alla tua domanda, come richiesto provo a farlo in termini diversi...
Grazie a entrambi speravo in un motivo in +,non che questo "stratagemma" non mi piaccia,anzi.Speravo in un altra cosa.
Per tratte corte e reti di distribuzione conviene ancora l' alternata, per via della semplicità, del basso costo di conversione e di eliminazione dei guasti.
Perciò è effettivamente più semplice l alternata,(nonostante le sue complicanze e perdite) anche nelle piccole reti di distribuzione perciò sbaglio io e naturalmente tutti gli altri hanno ragione a seguire l AC,e per questo che non riesco a trovare nessuno che lo faccia. Go 100% Renewable Energy : World View ......How Renewable Energy is Changing the Data Center Market | Data Center Knowledge......Secondo me è un peccato non sfruttare la "nuova" elettronica,molti dispositivi di uso comune renderebbero meglio TV,PC,INVERTER,LAVATRICI,la stessa illuminazione.Micronde e induzione non so.Le rinnovabili renderebbero di più.
 
@ diezedi

Aggiungo qualcosa, perchè il concetto sia più chiaro... Il passaggio alla corrente alternata è stato usato per un motivo fondamentale: a quei tempi non si poteva "trasformare" una forma di corrente elettrica continua a bassa tensione in una ad alta tensione, passaggio obbligato per diminuire le perdite causate dalla resistenza dei cavi (che sono proporzionali alla corrente, non alla tensione), e quindi si era obbligati ad usare il 110 V distribuito direttamente (che comunque è già pericoloso).
Perciò, non è questione di semplicità (almeno concettuale, perchè commercialmente è diverso), ma di impossibilità di distribuzione a lunga distanza. Anche i costi lievitavano, perchè i cavi dovevano essere molto più grandi, e quindi scomodi, costosi e necessitavano di supporti più robusti.
Se l'utilizzatore invece può funzionare ad alta tensione in CC, non c'è problema: la Tesla funziona a 400V in CC, ad esempio, ed una eventuale linea a quella tensione sarebbe fattibilissima a livello di quartiere... solo che poi, la devi ritrasformare alla tensione richiesta dagli utilizzatori.
 
atomax;119749691]Secondo me è un peccato non sfruttare la "nuova" elettronica,molti dispositivi di uso comune renderebbero meglio TV,PC,INVERTER,LAVATRICI,la stessa illuminazione.Micronde e induzione non so.Le rinnovabili renderebbero di più.
Per quanto riguarda gli elettrodomestici che hai citato, l'unico vantaggio si avrebbe nell'eliminazione delle perdite sui diodi raddrizzatori (e in minor misura sui condensatori di livellamento). Tutto il resto dell' elettronica di questi elettrodomestici, lavorerebbe esattamente come per l' AC.
Anche se volessi usare direttamente la corrente continua generata da celle fotovoltaiche, celle termovoltaiche, fuell cell, batterie, ecc...comunque dovresti usare dei convertitori elettronici che adattano i valori di tensione e gestiscono il trasferimento di potenza tra generatori e utilizzatori. Pensiamo per un attimo ad un' abitazione con impianto interamente in corrente continua, batterie e fotovoltaico. Avrai comunque delle perdite sull' elettronica che gestisce l' mppt, il regolatore di carica delle batterie, il convertitore interposto tra batterie e carico; le stesse identiche perdite che hai oggi con l' AC. Mancano all' appello le perdite sui componenti che ho citato prima con l' aggiunta delle perdite sui transistor della sezione dc-ac del convertitore e dei filtri di uscita. Parliamo di un 2% volendo esagerare? Nelle applicazioni che fanno uso di componenti a basse perdite (transistori mosfet di ultima generazione) facciamo anche l' 1%.
In questo impianto in DC devi però prevedere l' interruzione di un corto circuito e un interruttore in continua costa molto di più rispetto ad uno normale in AC. Costi più alti anche per la protezione dai contatti indiretti....Non pensiamo di lavorare a 48 V, perché un forno o un asciugacapelli assorbirebbero più di 40 A!
 
Mi rendo conto che l'ultimo post in questo thread è di, ormai, più di un anno e mezzo fa, ma visto che, da titolo, era pienamente attinente alla mia domanda ho pensato non fosse il caso di aprire nuove discussioni... spero che vi sia ancora qualche "elettronico" in zona.
Assieme ad un altro utente del forum stiamo cercando di realizzare un impianto di irrigazione composto da 5 elettrovalvole claber e controllato da una sonoff 4CH a cui è stata accoppiata, per la gestione delle valvole (impulsive con cambio di polarità per apertura/chiusura) una Arduino Nano, un ponte a H e delle shield relè. Lo schema generale lo potete vedere QUI.
Realizzato il tutto e "messo in opera" l'impianto ha da subito evidenziato anomalie; queste sono riassumibili, principalmente, in aperture non volute in risposta a chiusure comandate.... ad esempio: alla chiusura dell'elettrovalvola 1 si apriva la 4
La mia domanda: è possibile che extra-tensioni provenienti, all'atto della chiusura, dal solenoide di una elettrovalvola siano tali da generare l'apertura di un altra elettrovalvola collegata alla prima da un solo polo? Se così fosse, non potendo ricorrere al classico escamotage del diodo di protezione ... normalmente utilizzato in anti-parallelo con le bobine dei relè ... avrebbe senso ovviare a questa sorta di "colpo di ariete" induttivo abbassando gradualmente (ad esempio 0-10V in 300ms) la tensione sui solenoidi invece del classico ON-OFF dato da relè di controllo?
 
Salve a tutti, non so se sto scrivendo nella sezione o addirittura nel post giusto, però non ho trovato altri spazi pertinenti.
L'altro giorno mentre passavo dei cavi per l'installazione di abat-jour costruite da me mi è venuta in mente un'idea malsana: vorrei domotizzare(o, per i pignoli, rendere smart) la casa. Il primo passo sarebbe quello di rendere smart tutti i comandi luce(interruttori, deviatori, ecc.). Ho visto online i prodotti Sonoff e BroadLink e non riesco a trovare informazioni affidabili riguardo la versatilità di questi prodotti. Quasi la totalità dei pulsanti che ho in casa dovrebbero essere deviatori visto che per la maggior parte dell'illuminazioni ho più pulsanti di comando.
Vorrei sapere quale o quali possono essere le soluzioni per rendere smart ogni singolo comando. Inizialmente avevo valutato i Sonoff ma non credo che entrino nelle scatole quindi l'idea era quella di installare pulsanti smart che però non so se possono essere utilizzati come deviatori.
Avreste qualche suggerimento?

Grazie!
 

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