Scrivo qui alcune considerazioni in merito a "radiante" per raffrescamento. Con una premessa. Dovendo a breve iniziare una ristrutturazione (zona climatica B, gradi giorno 833) sto valutando la possibilità di utilizzare il radiante come sistema di raffrescamento. Le considerazioni che faccio sono personali, da inesperto, non hanno la pretesa di essere giuste, anzi potrebbero essere sbagliate. E' cosa gradita se qualcuno di piu' esperto riuscisse a correggere e/o integrare a beneficio mio e di tutti.
Vorrei usare il "radiante" (non lo virgoletto piu', uso questo termine in senso lato per indicare quel tipo di distribuzione di calore) principalmente, quasi esclusivamente per il raffrescamento. Nel mio caso l'energia necessaria al raffrescamento è 5 volte superiore a quella del riscaldamento e non ho particolari necessità di riscaldamento, anche una stufetta andrebbe bene.
Tutte le informazioni che ho trovato sul radiante principalmente sono indirizzate al riscaldamento, il raffrescamento è un di cui quasi gratis che eventualmente se ne puo' fare a meno optando per soluzioni ad aria. Nel mio caso, se dovessi basarmi sul beneficio in termini di riscaldamento, dovrei immediatamente scartare tale sistema per le premesse di cui sopra.
Vorrei usare il sistema radiante per il presunto / reale maggior confort che dovrebbe offrire per via dell'assenza (o quasi) di aria in movimento ed una maggiore uniformità della temperatura. Mi piacerebbe visionare un impianto del genere per capire se la differenza di confort, ovviamente come percepita a livello personale, giustifica la maggiore complessità ed il maggior costo rispetto ad un impianto ad espansione diretta. Qualcuno in questo forum in zona Catania usa il radiante per raffrescamento?
Trattandosi di un impianto il cui scopo principale è fare fresco non caldo ho scartato la versione a pavimento e mi sto concentrando solo su quella a soffitto.
Un sistema aria/aria è autoconsistente, ha sia funzione di raffrescamento che di deumidifica. Il radiante ha solo una parte e la deumidifica va integrata a parte, raffrescare senza deumidificare (al di la del problema della condensa) non è a mio giudizio opzione praticabile. Non è un discorso di tecnicismo e/o di problemi che si potrebbero avere, ma di confort in primis. Senza deumidifica verrebbe meno il motivo per il quale usare il radiante, il confort appunto.
In riscaldamento il radiante è piu' "ignorante" e l'inerzia del sistema puo' essere gestita piu' facilmente. Qui, come in altri luoghi, molti consigliano l'uso della climatica e nessuna testina elettronica e controllo di zona. Si raggiungono ottimi risultati con il "semplice" impianto di distribuzione e la logica presente in quasi tutte le PDC.
Sono arrivato alla conclusione (ma se qualcuno e' in grado di smentire sarebbe una bella cosa) che le considerazioni di cui sopra vadano a farsi benedire in raffrescamento. Senza un opportuno sistema di controllo e gestione (che le pdc non hanno) potrebbero essere piu' le rogne che i benefici.
Vedo difficile usare la climatica perche' essa si basa sulla temperatura (esiste qualcosa che tenga conto anche dell'umidita'?) che è solo una delle, almeno due, variabili che condizionano la mandata.
In questo scenario è il sistema di controllo che dovrebbe impostare la mandata alla T calcolata secondo parametri che tengano conto anche dell'umidità (ma si potrebbero aggiungere altri parametri quali le ore del giorno, la posizione del sole e degli oscuranti etc etc). Va da se che la PDC deve poter essere comandata tramite un qualche protocollo aperto (non cloud perche' sarei dipendente dalla disponibilita' di tale servizio).
Per ogni zona, sezione indipendente dell'impianto [stanza o equivalente], bisogna prevedere un opportuno sensore di temperatura ed umidita' posizionato in modo strategico.
Il sistema di controllo deve poter interrompere immediatamente il flusso se quella zona entra in rischio condensa senza per forza di cose spegnere tutto l'impianto. Da qui la necessità di sensori per ogni zona e delle testine elettroniche.
L'inerzia gioca un ruolo fondamentale sia nel prevenire la condensa (se il sistema interrompe il flusso ma la temperatura superficiale rimane bassa per troppo tempo non si è risolto nulla) sia nel seguire l'andamento delle temperature che in estate son piu' ballerine e maggiormente influenzate da irraggiamento etc etc. Pertanto l'unica soluzione che vedo è quella del soffitto, cercando la soluzione con la piu' bassa inerzia possibile.
L'apertura di una finestra potrebbe mettere in crisi una zona ed in casi, forse estremi, l'indicazione del sensore di umidita' arrivare troppo tardi. L'apertura della finestra dovrebbe quindi essere monitorata e la zona spenta. A tal proposito si potrebbe usare un sensore di umidita' esterna e/o i dati di una stazione meteo vicina per decidere se tale evento è critico o meno. In mancanza di dato spegnere (oltretutto non si spreca

)
La intenzione, sempre che la moglie accetti un allungamento dei tempi di ristrutturazione (cosa non scontata), è quella di implementare la logica di gestione su HomeAssistan (o similari, ma quasi sicuro sara' quella la piattaforma). Alcuni dei problemi da risolvere sono:
- Identificazione dei pannelli con la minore inerzia termica in grado di coprire il fabbisogno estivo dell'involucro
- Identificazione della PDC a cui potersi interfacciare tramite protocollo aperto e che metta a disposizione tutti i parametri che servono allo scopo (alcuni controller ho visto hanno giusto 4 parametri in croce)
Ogni consiglio non è ben accetto, di piu'
Poi ovviamente c'e' tutta la parte di implementazione della logica di controllo, ma quello non è un problema.
Ma in fin dei conti bisognerebbe capire se tutta questa complicazione, al di la del "piacere" tecnico nel realizzarla, ed i maggiori costi (almeno 6/7 mila euro in piu' rispetto ad un impianto ad espansione diretta canalizzato) siano giustificati dal maggior confort che il sistema finale potrebbe dare.
Ogni commento e contributo e' ben gradito
PS:
Su eventuali confronti, con altre tipologie di impianti, ed alternative magari apro un thread a parte per non sporcare questo.
PPS:
mi ero dimenticato ... se puo' essere utile qui il codice python (ma potete tranquillamente convertirlo in quel che volete, excel compreso) per il calcolo della temperatura di rugiada qualora volesse automatizzarlo e non leggerlo da tabella.
import math
def temperatura_di_rugiada(temperatura, umidita):
a = 17.27
b = 237.7
alpha = ((a * temperatura) / (b + temperatura)) + math.log(umidita/100.0)
temperatura_di_rugiada = (b * alpha) / (a - alpha)
return temperatura_di_rugiada
temperatura_input = 30.0 # Temperatura in gradi Celsius
umidita_input = 65.0 # Umidità relativa in percentuale
temperatura_rugiada = temperatura_di_rugiada(temperatura_input, umidita_input)
print("Temperatura di rugiada:", temperatura_rugiada)