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Recupero e riutilizzo EPS (polistirolo espanso)


Stato
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M

Mr.Hyde

Guest
nel 2002!! mi sono chiesto ...

è possibile comprimere l'EPS (polistirolo espanso) senza metodi meccanici?

(sono uno dei tanti chimici del forum :) )

poco dopo sperimentavo questo metodo (video girato oggi, ma gia sperimentato nel 2002) ..guardatelo tutto il video , e vi accorgerete del volume che ci sta' in 750 ml di miscela .., processo a freddo !!

DSCN0787 - YouTube

abbiamo progettato e costruito anche la macchina per laminazione eps ed asciugatura e recupero/riutilizzo solvente

il prodotto è studiato per ridurre al minimo la depolimerizzazione ...

la massa rimanente puo' essere estrusa a freddo , (con recupero solventi ..), per produrre articoli plastici di ogni genere

con adeguato trattamento puo' essere reinserita nel ciclo industriale di produzione EPS

il quantitativo di EPS trattato nel video è questo in foto (spessore 15 cm )
DSCN0781.JPG

la riduzione di volume è 200 a 1 , quindi il trasporto globale di polistirolo espanso ridurrebbe di 200 volte il consumo di carburante nella fase di trasporto


cordialmente

Francy :)
 
Ultima modifica:
:spettacolo: Bellissimo Francy, e sicuramente utile; secondo me dovresti provare a contattare i vari consorzi che si occupano di recupero dell'EPS, considerando il volume che questo materiale normalmente occupa, un sistema del genere, ne faciliterebbe enormemente il trasporto.

...la massa rimanente puo' essere estrusa a freddo ... per produrre articoli plastici di ogni genere ...
Questo poi, se accessibile, come procedimento, a livello DIY ... sarebbe concorrenziale (economicamente) con qualsiasi genere di resina sul mercato visto il costo, pressochè zero, del materiale ... anzi visto il fermento nel settore sarebbe da studiare anche la fattibilità/possibilità di utilizzarlo in stampanti 3D.... immagina la scena... "Cara, dove hai messo il contenitore del gelato? Volevo stamparmi una nuova cover per il cellulare".
 
grazie Lupino :) ... io vedevo anche interessante la possibilita' di reinserirlo(dopo opportuno trattamento) nel ciclo produttivo industriale , in forma pellettizzata, non avevo mai pensato alle stampanti 3D ... ma potrebbe anche essere utilizzato nei cantieri edili (miscelandolo ad opportuni propellenti) , come schiuma polistirolica , negli isolamenti infissi ... :)
 
Ultima modifica:
Ciao Francy, conosco poco il mondo del EPS, perché io sono "in concorrenza" e mi occupo del compatto, del rigido....E quindi non ti so dire se esiste una reale esigenza di compattazione presso i produttori di articoli in eps.... Ma immagino che come noi del rigido chi produce abbia un sistema di gestione interno degli scarti , sfridi, ritagli e fuori norma che permetta un riutilizzo integrale e a basso costo di tali scarti industriali.

Sicuramente più sentito è invece il tema presso la distribuzione, specie alimentare, che riceve derrate fresche, specie pesce, in casse di eps a perdere...mi riferisco sia ai mercati rionali che alla grande distribuzione. Onestamente non so dirti chi è come viene gestito tale flusso di scarti, ma presumo che presso i mercati i comuni si occupino di raccoglierli in modo differenziato e altrettanto facciano i supermercati.

Resta poi la frazione domestica, che se è imballo finisce nella campana, se è altro, tipo elettronico, finisce nel cassonetto indifferenziato.E quindi, il domestico non imballo si perde...quello imballo, compreso quello del terziario,, finisce a corepla ... E anche qui non ti so dire se ci sino selezionatori attrezzati per separalo, ma penso di no..secondo me l'eps va a fine nastri con tutto il maciame vario..la frazione che o va al cementificio o va al brucio in Germania. Ti posso dire che però non rappresenta un problema di volumi.

Insomma, quel che dico è che non penso ci sia un reale problema costi di trasporto che freni oggi un potenziale flusso di riciclaggio inespresso.

Secondo me dovresti sviluppare il sistema per cercare di risolvere un vero problema è cioè la valorizzazione del fine nastro di corepla.Fai conto che metà dei kg raccolti in italia, circa 400.000 tons, non hanno valore economico perché sono un mix di plastiche eterogenee e inquinanti che non hanno applicazioni se non termiche o di riducenti...che però, almeno per ora, si fatica a farsi pagare per il loro valore e per il valore di ciò che rimpiazzano.

Sarebbe bello avere una specie di "colonna di soluzione" a freddo in cui dall'altro alimenti con questo mix di plastiche (PET, PP,PE, PS, EPS,PVC, inquinanti vari tipo legno, Alluminio, vetro, metalli) e alle varie quote spilli dal pastone liquido una soluzione diciamo abbastanza omogenea rispetto a quanto hai buttato....diciamo almeno PET, poliolefine, stirenici, pvc....con gli inerti che cadono in fondo alla colonna.

Poi dai rispettivi spillamenti recuperi solventi, strippi, estrudi e degasi, pellettizzi.

Tu inventa la colonna di soluzione (invece che di distillazione) e io ti faccio ricco....

Potrebbero essere anche bagni consecutivi....cioè prima sciogli una è la separi col suo solvente...poi immetti il secondo solvente e porti via un altra famiglia...è così via...Oh...alla fine però non è che devi sentire odore di solvente nel materiale...non dico che lo devo usare nel food, ma nemmeno stampare acetone...o solvente nitro...
 
ciao Marco :) , molto interessante la ricerca che mi hai proposto ... vedro' cosa riesco a fare ...comunque per ora rimaniamo sul problema EPS .... esiste, e molte aziende stanno cercando metodi di compattazione tipo questa Presse Mil-tek modelli EPS900 e EPS1800 per polistirene espanso, ( dove spiega)
Gli imballaggi in polistirene espanso sono usati in moltissimi settori merceologici e con scopi diversi; per proteggere prodotti fragili durante il trasporto, per mantenere le temperature nei settori alimentari, nell'industria del freddo e nell'industria ittica, quali isolanti per l'edilizia.

Per queste aziende, tuttavia, trovare metodi idonei e soprattutto poco costosi per smaltire gli imballaggi in polistirene espanso usati rappresenta un grande problema.

I dati raccolti negli ultimi anni rivelano che l'avvio a riciclo è di gran lunga la migliore soluzione per il polistirene espanso, poichè permette agli utilizzatori di ricavare benefici non solo in termini di spazio ma soprattutto economici, rispetto allo smaltimento tradizionale del prodotto sfuso o il conferimento in discarica attraverso gli appositi bidoni/contenitori.

anche se secondo me la compattazione meccanica del polistirolo espanso non potra' mai dare risultati validi ,proprio per la struttura stessa dell'espanso .

Anche l'istituto Guido Donegani studiava metodi di compattazione dell'eps ...con pessimi risultati (ho visionato loro campioni ,la compattazione era 20 a 1 ...quando hanno visto il mio campione (200/250 a 1) sono rimasti basiti !)

il problema dell'espanso è che un camion che trasporta rifiuto EPS viaggia a vuoto (come massa complessiva pieno carico) ,quindi il consumo di carburante risulta elevatissimo rispetto ai kg trasportati ..in pratica trasporta aria !

con il mio metodo ,..su quello stesso camion ce ne stanno 200 , risparmiando 200 volte sul consumo del carburante , il trasporto diviene maggiormente efficiente , e si riduce cosi' di 200 volte le emissioni inquinanti da mezzi su gomma(senza considerare il costo di mantenimento dei mezzi ..assicurazione bollo , cambio olio e quant'altro)

gia' solo questo aspetto (senza considerare per ora i possibili utilizzi ) dovrebbe far riflettere ....quanto consuma una motrice che trasporta un container , e quanto 200 ?

meglio trasportare 1 container pieno di prodotto , o 200 container di aria?

lo stesso discorso vale per il trasporto su rotaia ( 1 carrozza contro 200 )

secondo te amico Marco , non è un grosso passo in avanti?

cordialmente

Francy
 
Ultima modifica:
tecnicamente lo è....poi bisogna vedere l'impatto quantitativo.

Mi spiego..oggi non penso ci siano migliaia di camon o containe rin giro per l'Italia o pe ril mondo carichi di scarti di EPS.

Insomma...a parte i produttori, che penso abbiano risolto in house il porblema, il resto sono utilizzatori (GDO e privati).

I privati hanno volumi molto bassi..diciamo 2 vaschette a settimana a famiglia+un medio imballo elettronico ogni 6 mesi? volumi che non consentono certo al Comune la creazione di una campana (liquida e infiammabile?) dedicata a questo rifiuto.

La GDO forse potrebbe essere coivolta..cioè invece di affidare il rifiuto (10 casette grandi da pesce-carne al giorno?) alla normale differenziata..potrebbero tenere una vasca su pallet del tuo preparato e buttraci dentro ogni giorno le vasche vuote..ma attenzione...saranno sporche..coin residui alimentari..non è che diventa una bomba batterica? e che poi il solvente non si riesce più a recuperare bene?

Forse la GDO che vende beni semidurevoli avrà magari molto eps pulito da smaltire..in tal caso andrebbe meglio...si potrebbe portare un pallet da 800 lt di scela e loro ci buttano dentro X kg di EPS..(a proposito, che rapporto liquido/secco si riesce a gestire?).
Tutavia quando è pieno lo devi sostiture..e quindi non è che aspetti di avere 26 pallet di poltiglia pronta per fare 1 TIR..ma dovrai andare sul posto con un mezzo per spostare solo 1 pallet..ovvio e meglio di prima che spostavi stesso peso ma 10 pallet di volume..ma non è che ottimizzi la raccolta..ottimizzi solo eventuale fase di trasporto finale, cioè da un eventuale punto di concetrazione (regionale) al centro di separazione solvente (sovraregionale).


Insomma..se EPS è mescolato alla normale differenziata plastica il problema volume esiste, ma non si risolve col tuo sistema SALVO separare i flussi, ma troppo complicato.
Nella GDO, se si presenta il problema, magari puo servire.
Presso produttori , non so bene, ma riutilizzeranno in ciclo e qindi penso che sciogliere nel solvente non sia praticabile.
 
Ciao Francy .
L'idea a livello industriale potrebbe andare bene .
Il processo di solubilizzazione avviene a che temperatura ?
Per il recupero del solvente dovresti realizzare una specie di distillatore o sbaglio ?

Saluti.
 
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buon giorno Marco:)

tecnicamente lo è....poi bisogna vedere l'impatto quantitativo.

Mi spiego..oggi non penso ci siano migliaia di camon o containe rin giro per l'Italia o pe ril mondo carichi di scarti di EPS.

solamente nel mercato ittico di milano ,si stimano la produzione annua di 150 tonnellate di EPS di rifiuto(contando che quasi il 98% è aria , i volumi sono enormi) questi finiscono nei comuni cassonetti e vanno in discarica negli ingombranti
fonte AIPE

qui il PDF http://www.epsass.it/pdf/EPS mercato ittico Milano.pdf

per proliferazione batterica non si pone il problema ,è stato risolto alla grande con la formulazione della miscela

la campana non deve essere fissa , ma mobile, basta un piccolo mezzo visto la riduzione di volume di 200 volte (ovviamente deve essere un mezzo idoneo ) , inun mezzo cisterna da 2 o 3 m3 ci starebbero + di 400.000 litri di polistirolo espanso ...

comunque adesso stiamo cercando di valutare se qualcuno è interessato , vi terro' informati .

Ciao Vincenzo :)

L'idea a livello industriale potrebbe andare bene .

ma?... speriamo :(...
per Il processo di solubilizzazione , non avviene la solubilizzazione del prodotto , la miscela va ad indebolire la membrana della perletta espansa , facendo collassare il prodotto su se stesso , in questo modo l'aria fuoriesce dalla miscela ( ben visibile nel video ) .

la massa plastica si accumula , e fin che c'è liquido, il polistirene si compatta ...continuando a mettere EPS alla fine rimane solo la massa in quanto il liquido viene completamente inglobato nella stessa .

La velocita' del processo da buoni risultati fino a -2 °C ( serebbe da determinare cosa succede a -20 °C )

La massa puo' poi essere trattata in oppurtuna macchina con recupero distillati ( a 60-65 °C ) ... non metto la foto della macchina laminatrice , ...oppure in opportuna macchina pellettatrice sempre a 60-65°C

cordialmente

Francy
 
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Ma il polistirolo è miscibile nel solvente ?
Il problema comunque di questo processo è che per il recupero del solvente o miscela che hai creato ,che potrebbe essere del semplice acetone o altra sostanza , dovresti comunque sottoporre a distillazione il prodotto .
In questo modo dovresti comunque riscaldare la massa e consumare una frazione di energia .

Ma per quello che è la mia esperienza vedo che il polistirolo già con il calore perde il volume e si ripiega su se stesso .
Quindi non so se sia più semplice forse immergere il polistirolo in un contenitore riscaldato e far si che si addensi in una massa uniforme all'interno .
 
ciao Vincenzo scusami tanto :)

Ma il polistirolo è miscibile nel solvente ?
Il problema comunque di questo processo è che per il recupero del solvente o miscela che hai creato ,che potrebbe essere del semplice acetone o altra sostanza , dovresti comunque sottoporre a distillazione il prodotto .

dunque Vincenzo forse se riguardi il video vedresti che la massa di aspetto plastico fuso cade sul fondo del recipiente , pian piano che si aggiunge EPS continua ad aumentare, fin che c'è liquido l'EPS si accumula , fino a quando? .

fino a quando la miscela (composta da piu' sostanze) viene inglobata completamente alla massa fusa o semifusa o come la vuoi chiamare :)

la miscela è studiata in modo tale da dare una massa pseudofusa di una determinata gommosita' e plasticita', ma soprattutto zero adesivita' (incollamento alle superficie) , variando i componenti della miscela si possono avere diversi tipi di comportamento della massa

1-L' EPS si scioglie nella miscela dando origine ad una soluzione trasparente ( non si forma nessuna massa sul fondo, la soluzione è perfettamente limpida , arriva al punto di saturo e non scioglie piu' nulla ! (solo per questo caso esistono 3 formulazioni differenti, 2 utilizzabili nel campo carburanti anche se non ci interessano per nulla)

2-L'EPS in parte si scioglie ed in parte si accumula come massa molto fluida e trasparente .

3- il macropolimero (PS) analizzato nella miscela è nell'ordine di 0,1- 0,01 % , la massa si accumula tutta sul fondo come nel mio video
In questo modo dovresti comunque riscaldare la massa e consumare una frazione di energia .

in primis nella fase di recupero verrebbero ridotti i costi carburante e mezzi di 200 volte , in alcuni casi 250 volte (questo dipende dalla densita' in Kg/m3 del macropolimero espanso)... non male no ?
la compressione a bassissima TEMPERATURA è automatica anche a -2 °C ... non servono pale ne meccanismi meccanici in movimmento , non c'è sviluppo di vapori no odori
batteriologicamente inattaccabile (prorpio per la formulazione/composizione della miscela)...

consumo energetico per pressare di 200 volte il polimero e tenere la massa nel contenitore per tutto il tempo che vuoi = zero!... non male


Ma per quello che è la mia esperienza vedo che il polistirolo già con il calore perde il volume e si ripiega su se stesso

scusa Vincenzo :(hai mai provato a mettere dell' EPS nell'acqua che sta' bollendo a 100°C ? ... gli fai il solletico ...solo che degrada prima in 50 anni , rilasciando anche tutti i suoi additivi vari .

Quindi non so se sia più semplice forse immergere il polistirolo in un contenitore riscaldato e far si che si addensi in una massa uniforme all'interno .

Vincenzo per fare quel che ho descritto a tuo parere risparmieresti raccolgiendo polistirolo nei punti di conferimento /accumulo con un mezzo cisterna di acciaio riscaldato TRA I 140 °C e i 160 °C che va' a raccogliere l'eps ... poi tutta la massa fusa la dovresti mantenere a quella temperatura ... fino al punto di riciclaggio e ritrasformazione per estrusione ... (tra i 160 ed i 200 °C ??).. non capisco come possa essere concorrenziale al mio metodo ...te lo trasporto fuso anche dopo 1 mese , anche a zero gradi , lo estrudi a 60- 65 °C con recupero solvente(che viene riutilizzato nello stesso processo ( magari fornendo quei 65°C ,"nella fase di estrusione e lavorazione", da un comune pannello solare in sito) ... non capisco quale risparmio potrebbe dare il sistema da te riferitomi

cordialmente

Francy :)
 
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Francy indubbiamente questo sistema potrebbe avere dei vantaggi.

Ma mi chiedo in termini pratici allora , ammettiamo che ci troviamo come dici tu al mercato ittico dove a fine giornata ci sono numerose casse di EPS da smaltire .
La procedura come dovrebbe avvenire?

Saluti.
zag
 
Mi pare chiaro nel liquido. Una filtrata per eliminare i corpi estranei e via. Hide sarebbero riformabili le perle e sarebbero riespandibili?
 
Francy, l'idea è geniale già di suo, manca un passaggio però per renderla stupefacente, l'estrusione del polimero a livello domestico.
Cioè vorrei, una volta depurato e filtrato il composto, poterlo manipolare in preforma, o utilizzarlo in una stampante 3d e poi magicamente come un 'pop-corn' estruderlo, magari anche con densità differenti in base alla miscela di polimerizzazione utilizzata.
Sogno ?

Aggiungo, si potrebbe fare qualcosa di simile con le bottiglie di plastica dell'acqua ?
 
Ultima modifica:
Ciao Elisabetta.....
...o utilizzarlo in una stampante 3d...
... allora non sono l'unico a "vederla lunga" in questo settore! Vogliamo scommettere che il primo che si butta nel riciclaggio di materie plastiche con estrusione in fili, adatti a questi nuovi "apparecchietti" (magari con dispositivi casalinghi), si fa' i soldi.

..............
(Francy ancora nulla... appena avrò novità vado di PM :cool: )
 
Mi pare chiaro nel liquido. Una filtrata per

Allora per quanto l'idea o il metodo siano validi , c'è un però.
Ammettiamo di essere al mercato ittico o al supermercato e bisogna smaltire il polistirolo applicando il metodo di Hyde.
Questo metodo prevede che un operaio addetto si metta a raccogliere tutto il polistirolo lo sminuzzi e lo pressi dentro il contenitore con la miscela di Hyde .
Domanda quanto tempo impiegherà l'operaio per svolgere questo lavoro? Chi pagherà l'operaio ?
Non è più semplice buttarlo direttamente sul camion dei rifiuti , senza perdere tempo anzichè pagare un operaio per svolgere questo lavoro ?
Il problema è proprio questo , che per evitare costi di trasporto di un materiale leggero, si debba in alternativa pagare costi di solubilizzazione per renderlo più compatto .
Il vantaggio dove sta ? Cosa è più conveniente? A voi la palla .
Senza contare che dopo il prodotto ESP, deve essere sottoposto a separazione dal solvente per distillazione .

Ciao.
 
Ciao a tutti....:)
Non è più semplice buttarlo direttamente sul camion dei rifiuti , senza perdere tempo anzichè pagare un operaio per svolgere questo lavoro ?
Perchè nel camion dei rifiuti ci sale forse da solo??????:rolleyes:
Vista la mole di materiale da lavorare non credo sia un problema dotarsi di un mini impianto che lava, sminuzza e invia il prodotto al silo di compattazione chimica.


Saluti
 
Zagami, capisco il "costo uomo" ma ti assicuro che la movimentazione di 200 camion, anche solo coi relativi autisti e carburante, al posto di uno solo (come indicato nei post di Hyde) sono ben più, economicamente, rilevanti
 
ciao a tutti :)

Ciao Vincenzo , "quel che fino a ieri NON era recuperabile , oggi potrebbe esserlo!"(questa frase non è storica ..!!) il recupero puo' essere effettuato o in una zona mercatale identificata dal comune per il solo EPS ..oppure mettendo i cassonetti per solo EPS e facendo raccolta cassonetto per cassonetto come si fa' oggi .(solo che al posto di conferire in discarica tramite centinaia di veicoli nel NON RECUPERABILE ...conferirebbe il prodotto gia' fuso e lavorabile direttamente ai punti di rivalorizzazione ( ossia trasformazione in prodotti riutilizzabili tipo pellet pesanti , pannelli isolanti, schiume polistiroliche , cassette per vivai e serre .. e tanti tanti altri utilizzi :) .

Ciao Darwin(è molto che non ci sentiamo ) , in realtà il mezzo avrebbe gia' una griglia posta nella parte bassa della cisternetta :) ...la valvola di fondo permetterebbe di far defluire la massa semisolida , l'eventuale liquido residuo rimarrebbe in cisternetta.( il prodotto potrebbe rimanere in tale stato per anni )

Si certo le perle sarebbero riformabili e riespansibili , il processo sarebbe a bassa temperatura, questo è un enorme vantaggio sia per il consumo ma anche per le caratteristiche del macropolimero , che rimarrebbero stabili (bassissima depolimerizzazione rispetto alle alte temperature) .

Ciao Ely , ti ringrazio del complimento :).. per l'estrusione del prodotto a livello casalingo , penso che si possa tranquillamente progettare e brevettare una macchina del tipo in questione, che garantisca pero' determinate sicurezze intrinseche al sistema stesso .

Le bottiglie di PET hanno gia' un valore maggiore rispetto al polistirolo espanso ( ma in questo campo .. ha voce in capitolo marcober :) ), esistono 2 sistemi di smaltimento e rivalorizzazione del polimero , uno meccanico termico

ed uno chimico ...
non ho mai provato ad eseguire il metodo chimico , ma si tratta di sistemi di idrolisi , oppure sistemi di metanolisi che riportano il polimero a monomero (PTA , DMG , MEG). in loco sono metodi difficili ancora .
@Vincenzo..questa non l'avevo letta .. uff
Questo metodo prevede che un operaio addetto si metta a raccogliere tutto il polistirolo lo sminuzzi e lo pressi dentro il contenitore con la miscela di Hyde .

l'operaio non deve sminuzzare ne pressare nulla ... butta semplicemente le cassette VUOTE ,dentro al contenitore , magari 6 o 7 impilate una sull'altra .........,(non si spezza la schiena), e se mai oggi esistono anche piccoli ragni di carico ...se proprio non vuoi fare nulla!
alla pressatura ci pensa il liquido


ciaooo caro amicoooo RENATOO ...anche noi è un po' che nn ci sentiamo

LUPINOOOO ... vai tranquillo, quando puoi o quando hai novita' ...io sono sempre qui con voi

cordialmente

Francy

Ciao Vincenzo ... mizzica se sei duro di comprendonio :D ...haha ...(dai che scherzo! ...insomma :( )

Non è più semplice buttarlo direttamente sul camion dei rifiuti , senza perdere tempo anzichè pagare un operaio per svolgere questo lavoro ?

oltre al fatto che al posto di 200 camion ne girerebbe uno solo ...quindi forse meno operai ..........(e di questo mi spiace)


MENO ...199 mezzi IN MENO con SPESE (oltre all'acquisto del mezzo!!) assicurazione ,bollo , pastiglie ,gomme, cambio olio ,revisioni e manutenzioni varie etc etc etc ,,, E quanto combustibile in meno??..tutti questi costi li paghiamo noi contribuenti (fonte AIPE = associazione italiana polistirene espanso)

oltre a questo , il prodotto essendo riutilizzato ( e non scartato semplicemente nei rifiuti misti). acquista valore come rifiuto , ed è maggiormente sostenibile ..non vedo che problema possa esserci nel rivalorizzare un rifiuto ... se mai è tutto a nostro interesse e beneficio ( rivalorizzare rifiuti sara' l'attivita' del futuro a mio avviso )

senza contare e guardare al futuro...
prima o poi anche nel campo edilizio, la demolizione di edifici in classe energetiche elevate dovranno essere prese in considerazione ..e magari conterranno EPS o xps... magari ... ( ad oggi sembrerebbe che una grossa fetta dell' EPS prodotto in Italia vada nell'edilizia come coibente)

semplice ...

il tuo discorso vanificherebbe la raccolta differenziata!

sicuro ancora ??.. buttiamo tutto in uno ?

non siamo su ENERGETICAMBIENTE.IT??

p.s. ...sei a conoscenza del metodo di produzione del polistirene espanso e non?!?

tra i -2 ed i 65 °C te li scordi ... oltre al fatto che il reagente monomerico ... è LO STIROLO!!


Lo stirene , o stirolo o vinil benzene

è stato riconosciuto ufficialmente come cancerogeno dal XII rapporto sui cancerogeni, pubblicato il 10 giugno 2011 dal Dipartimento Statunitense di salute, Programma Tossicologico Nazionale.(fonte wiki , ma soprattutto
http://ntp.niehs.nih.gov/pubhealth/roc/roc12/index.html )



e per concludere la risposta ...

Vincenzo , questo è un esempio del tipo di ragionamento che sto' cercando di seguire ...

la stessa AIPE comunica nel trafiletto che ho accennato sopra nel PDF

L'EPS a fine vita
Attualmente le cassette usate, con residui di sangue, grasso e frammenti di pelle, vengono raccolte nei
numerosi cassonetti presenti ovunque nel mercato, insieme agli altri imballaggi. I cassonetti vengono
svuotati ogni giorno dall'azienda municipalizzata, dopo la chiusura del mercato. «Nell'ottica di migliorare la
sostenibilità ambientale di Sogemi – racconta Gianluca Cornelio Meglio, responsabile del mercato ittico - ci
piacerebbe trovare il modo di trasformare le cassette usate da rifiuto a sottoprodotto. E così facendo ridurre
un costo (la tassa sui rifiuti) e generare un utile. Stiamo infatti cercando di sviluppare un progetto, insieme a
una società specializzata, per il riutilizzo di questo materiale contaminato in processi produttivi dove ciò non
rappresenta un problema». Oltre alle questioni di carattere tecnico, da risolvere ci sono anche quelle
burocratiche. «Sogemi in quanto tale – continua Cornelio Meglio – non può farsi carico di questa attività,
per cui stiamo cercando di riunire in un consorzio tutti gli operatori del mercato. Il consorzio diventerebbe il
responsabile di questo ciclo virtuoso di gestione delle cassette usate e ne farebbe propri i benefici in termini
di riduzione degli oneri per lo smaltimento e di guadagni derivanti dalla vendita del materiale. Una volta
costituito, il consorzio potrebbe occuparsi di altre attività, per esempio fungere da centrale d'acquisto per
tutti i prodotti di consumo nell'attività commerciale, cassette in EPS comprese».


 
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