Rifiuti zero


No.
"Conviene" o "non conviene" è un discorso del tutto fuorviante... Come già detto, CONVIENE aumentare il più possibile (e più di oggi) la quota di rifiuto riciclato, raccogliendolo con la differenziata o come ci pare. A quel punto, la parte destinata all'incenerimento diminuisce (mentre cresce invece il recupero dei materiali), e quello che non si può raccogliere o differenziare si incenerisce. Se non lo si fa, l'unica alternativa è la discarica, che è molto peggio.

Poi, che ci vogliamo inceneritori moderni e sicuri al passo coi tempi è un altro discorso, così come la gestione degli stessi. Intanto, se cala la quota da incenerire si possono benissimo usare quelli esistenti, e addirittura chiuderne qualcuno di quelli obsoleti. Intanto, prevederne la sostituzione con tecnologie più moderne e a basso impatto ambientale.

Fra l'altro, è esattamente quel che dici nel tuo primo messaggio.

pienamente d'accordo su tutto ! qui nel mio paese ci sono vicini che fanno un sacchetto di indifferenziato da 15- 20 litri AL MESE !!! ( sacco nero PROIBITO )

potremmo chiamarlo sacchetto jolly :D ….. ormai se la raccolta differenziata viene fatta con intelligenza finisce veramente poco nell'indifferenziata
 
per altro c'è da considerare che , rispetto agli inceneritori di RSU …. le percentuali di ceneri( rispetto al peso di combustibile) che producono gli impianti a biomassa sono da 10 a 20 volte INFERIORI
Io utilizzo la cenere di legna della mia stufa (legna autoprodotta a km0) per l'orto (senza esagerare per non cambiare il pH, in parte per attivare il compost, per i "bagni di sabbia" dei volatili e un altra parte per autoprodurre detersivi e saponi.
Dici che sto inquinando o ne faccio un riuso intelligente?
Potrei utilizzare per gli stessi scopi la cenere di un inceneritore con tranquillità?
 
nessuno può rispondere alla tua domanda con scienza e coscenza, per una ragione molto semplice e nel contempo inoppugnabile che prterebbe alla conclusione esattamente oposta alla tua

i residui dell'incenerimento (volgarmente dette ceneri) di un inceneritore di rifiuti vengono analizzate SEMPRE, in cascata a ciò si può decidere con ESATTEZZA se usarle, mangiarle, destinarle ad una specifica raccolta di materiali pericolosi o cosa altro fare

i residui dell'incenerimento (volgarmente dette ceneri) di un impianto di piccola taglia, PEGGIO ancora domestico (i km zero c'entrano come i cavoli a merenda) vemgono dati per scontati e usati (uso la dizione corretta degli accademici di chimica validata dall'accademia della Crusca) ad minchiam, una volta di là e una di qua, semza consapevolezza alcuna
ovviamente se sbaglio e tu provvedi a rigorose analisi dei lotti non hai che da rettificare la mia posizione, sono dispostto pure a scusarmi

ma non saltare fuori con la solita IDIOZIA del " ciò che viene da processi naturali è per forza buono menttre ciò che viene da sintesi chimica è per forza dannoso " perchè non ci credono più nemmeno nei manicomi del Burundi
 
Io utilizzo la cenere di legna della mia stufa (legna autoprodotta a km0) per l'orto (senza esagerare per non cambiare il pH, in parte per attivare il compost, per i "bagni di sabbia" dei volatili e un altra parte per autoprodurre detersivi e saponi.
Dici che sto inquinando o ne faccio un riuso intelligente?
Potrei utilizzare per gli stessi scopi la cenere di un inceneritore con tranquillità?

bhe ….. l'uso di qualsiasi sostanza in "tranquillità" dipende solo dalla nostra percezione del rischio/pericolo di quello che stiamo usando/manipolando.

mi spiego meglio …

se uno non sa che nella cenere di legna ci sono quantità variabili di arsenico ,zinco,cadmio,molibdeno,cromo, nichel ,rame …..etcetc ..la usa con "tranquillità"

se uno non sa che il VCM ( vinile cloruro monomero ) è cancerogeno …. lo usa in tranquillità per profumare gli ambienti

se uno no sa che la benzina è cancerogena ( ben riportato su tutte le pompe di benzina!!! ) la usa in tranquillità

se uno non sa che le pentole antiaderenti possono contenere PFOA e vanno utilizzate secondo certi "crismi" ….la usa in tranquilità

se uno no sa che il crisotilo ( minerale ) è amianto …..lo usa in tranquillità

se uno non sa che ……………….e altri miliardi di esempi

se uno non sa


LO USA IN TRANQUILLITA

invece…..

quelli che lo sanno ….usano determinati dispositivi di protezione individuale (DPI ) quando trattano materiali di un certo tipo, oppure usano determinate cautele

cordialmente

Francy
 
Ultima modifica:
Dubito che gli alberi intorno casa mia contengano, ad esempio, grandi quantità di piombo, cadmio e mercurio.
Però oggettivamente non è mia consuetudine far analizzare gli alberi, quindi potrei anche sbagliarmi. In tal caso però sarei più preoccupato di altro che della cenere...
 
appunto !

non dare per scontato, visto che citi sempre, a volte a sproposito, misteriosi studi
non mi pare che l'Organizzazione Mondiale dellla Sanità abbia detto :
" da studi profondi e significativi è emerso che l'unico posto al mondo dove l'inquinamento non c'è si configura in un cerchio da circa 3 km di raggio con centro la casa di WW "
 
Dubito che gli alberi intorno casa mia contengano, ad esempio, grandi quantità di piombo, cadmio e mercurio.
Però oggettivamente non è mia consuetudine far analizzare gli alberi, quindi potrei anche sbagliarmi. In tal caso però sarei più preoccupato di altro che della cenere...

WW......si chiamano oligoelementi …..e sono presenti in ogni dove , solamente che si concentrano nei processi chimici di decomposizione termica, in quanto una buona parte di questi metalli rimane nelle ceneri ( sotto forma di solfati oppure ossidi oppure carbonati etc). Ecco perché li troviamo sempre nelle " ceneri "

saluti
 
Ultima modifica:
Mr.hyde, fino a qui c'ero arrivato.
Quello che mi chiedo è se sono presenti nella stessa concentrazione nella cenere un albero (magari non cresciuto su di un poligono militare, ad esempio) piuttosto che in quella di un inceneritore che brucia rifiuti indifferenziati.
 
Ultima modifica:
Dipende sempre dal contenuto che ha il combustibile utilizzato

Inviato dal mio YAL-L21 utilizzando Tapatalk
 
Quindi le ceneri che potrebbero avere diversi materiali, potrebbero essere utilizzate come compost?
 
No. Le ceneri sono una cosa molto diversa dal compost, anche per caratteristiche fisiche (e si vede a occhio!). Tanto per cominciare, il compost è friabile, arieggiato, fibroso, serve anche come ammendante. La cenere è come la polvere di pietra, cioè l'opposto: rende il terreno un blocco, come fosse un mattone.

Ma forse intendevi che si possa "aggiungere al terreno" per modificarne le caratteristiche? Così come si usa la calce, per esempio? Oppure come "nutriente", altrimenti detto concime?
 
No. Le ceneri sono una cosa molto diversa dal compost, anche per caratteristiche fisiche (e si vede a occhio!). Tanto per cominciare, il compost è friabile, arieggiato, fibroso, serve anche come ammendante. La cenere è come la polvere di pietra, cioè l'opposto: rende il terreno un blocco, come fosse un mattone.

Ma forse intendevi che si possa "aggiungere al terreno" per modificarne le caratteristiche? Così come si usa la calce, per esempio? Oppure come "nutriente", altrimenti detto concime?
Avevo letto male allora, avevo letto che poteva essere usato come compost e concime, giustamente nell'indifferenziato c'è di tutto.
 
Scusa, ma non capisco le tue risposte: spiegati. Cosa intendi, come compost o come concime?
 
Il concime è un concentrato di sostanze, che di solito viene utilizzato in modo mirato, per integrare le caratteristiche del terreno, in base alle necessità della coltura. Il compost, invece, è il ricavato della decomposizione aerobica di materiale organico. Nel compost ci trovi molte delle sostanze nutritive per le colture, ma devi ovviamente scordarti gli effetti di un concime e poi quanti di noi sono in grado di prodursi un compost idoneo alle proprie esigenze di coltura?
Ho fatto un corso di compostaggio e ci hanno spiegato molte cose, ma in pratica il compost che produco è sempre e solo delle solite caratteristiche, perché prodotto dai miei scarti alimentari, non ho la possibilità di differenziarli per ottenere compost di differente acidità (i geranei vogliono un terreno acido, ma le patate no!), o differente pezzatura. Con gli sfalci devo fare attenzione, altererebbero troppo il compost, ne devo conferire pochi, la maggior parte la do ai cavalli del mio vicino.
Se posso fare un paragone azzardato, il compost è una via di mezzo tra il concime e il terreno impoverito, però non compro più concime da quando sono andato via dalla città, al massimo il mio vicino mi regala qualche carriolata di stallatico.
 
Il concime è un concentrato di sostanze, che di solito viene utilizzato in modo mirato, per integrare le caratteristiche del terreno, in base alle necessità della coltura. Il compost, invece, è il ricavato della decomposizione aerobica di materiale organico. Nel compost ci trovi molte delle sostanze nutritive per le colture, ma devi ovviamente scordarti gli effetti di un concime e poi quanti di noi sono in grado di prodursi un compost idoneo alle proprie esigenze di coltura?
Ho fatto un corso di compostaggio e ci hanno spiegato molte cose, ma in pratica il compost che produco è sempre e solo delle solite caratteristiche, perché prodotto dai miei scarti alimentari, non ho la possibilità di differenziarli per ottenere compost di differente acidità (i geranei vogliono un terreno acido, ma le patate no!), o differente pezzatura. Con gli sfalci devo fare attenzione, altererebbero troppo il compost, ne devo conferire pochi, la maggior parte la do ai cavalli del mio vicino.
Se posso fare un paragone azzardato, il compost è una via di mezzo tra il concime e il terreno impoverito, però non compro più concime da quando sono andato via dalla città, al massimo il mio vicino mi regala qualche carriolata di stallatico.
Grazie della risposta pensavo fossero la stessa cosa.
 
Figurati, anche io prima di fare il corso ne sapevo quasi niente, infatti il corso l'ho fatto proprio quando mi sono trasferito in campagna e ho voluto acquistare il compostatore, anche per approfittare del contributo del mio comune, che ce li vendeva a prezzo di costo (1/4 di quanto lo vendevano in un brico), purché si fosse preso il patentino di compostatore, con il corso finanziato dalla Regione.
 
Nll, immagino l'hai fatto con Acea. Mi hanno detto che è ben fatto. Dovresti avere anche uno sconto sulla tassa rifiuti...
 
Figurati, anche io prima di fare il corso ne sapevo quasi niente, infatti il corso l'ho fatto proprio quando mi sono trasferito in campagna e ho voluto acquistare il compostatore, anche per approfittare del contributo del mio comune, che ce li vendeva a prezzo di costo (1/4 di quanto lo vendevano in un brico), purché si fosse preso il patentino di compostatore, con il corso finanziato dalla Regione.
Nella mia città c'era il problema dell'organico, non sapevano come usarlo come in tutta la Regione, sono riusciti a regalarlo alle aziende agricole della Regione, quindi potrebbe non andare bene per certe colture?
 
Il compost può essere formato da diverse sostanze, parlare di frazione umida per definire l'organico che metti nella compostiera è riduttivo, ma è quello che basta nel compostaggio domestico. Negli impianti di compostaggio, come quello presso il quale ho fatto il corso, viene prodotto compost con diverse caratteristiche, potendo gestire cumuli differenti, infatti puoi acquistare il compost adatto alle tue necessità: più o meno acido, più o meno ricco di particolari sostanze. Ogni coltura può trarre giovamento da un compost specifico, che solo un impianto ben gestito può garantire. Ogni lotto di compost viene seguito giorno per giorno durante la sua maturazione, viene ridotto alla pezzatura voluta, vengono effettuate analisi del prodotto ed eventualmente modificato il mix per raggiungere la composizione voluta. Se l'impianto non è ben gestito è naturale che possa venire considerato un costo e quindi l'umido possa essere dato gratuitamente ai contadini, che però non possono spargere direttamente nei campi: la frazione umida NON E' compost! Lo diventerà per l'azione dei microorganismi che digeriscono l'organico, se sono rispettati certi criteri e i tempi di maturazione.

Gli impianti che sono presenti nella mia zona trattano i rifiuti in modo integrato, unendo varie tecniche, quella del compostaggio è soltanto una delle tante: si produce biogas sia dalla massa già conferita in discarica prima dell'avvio del ciclo integrato, sia attraverso i biodigestori (uno è a poche centinaia di metri da casa mia), si fa la raccolta differenziata e l'indifferenziata subisce una vagliatura per separare ulteriormente ciò che può essere riciclato, o compostato. La frazione residua alimenta l'impianto di incenerimento (così accontentiamo quelli a cui non piace il termine "termovalorizzatore"), che produce energia elettrica e termica, quest'ultima distribuita al vicino centro commerciale e alle famiglie della zona.

L'intero ciclo è stato preso ad esempio sia in altre parti d'Italia, sia negli USA, e non è raro che vengano a farvi visita o a chiedere consulenza.

Queste cose per funzionare bene devono essere inserite in un ciclo virtuoso della gestione e del trattamento dei rifiuti, perché possano trasformarsi in risorsa. Sovente si sente parlare delle singole tecniche, ciascuna presa singolarmente può presentare delle criticità.
 
Il compost può essere formato da diverse sostanze, parlare di frazione umida per definire l'organico che metti nella compostiera è riduttivo, ma è quello che basta nel compostaggio domestico. Negli impianti di compostaggio, come quello presso il quale ho fatto il corso, viene prodotto compost con diverse caratteristiche, potendo gestire cumuli differenti, infatti puoi acquistare il compost adatto alle tue necessità: più o meno acido, più o meno ricco di particolari sostanze. Ogni coltura può trarre giovamento da un compost specifico, che solo un impianto ben gestito può garantire. Ogni lotto di compost viene seguito giorno per giorno durante la sua maturazione, viene ridotto alla pezzatura voluta, vengono effettuate analisi del prodotto ed eventualmente modificato il mix per raggiungere la composizione voluta. Se l'impianto non è ben gestito è naturale che possa venire considerato un costo e quindi l'umido possa essere dato gratuitamente ai contadini, che però non possono spargere direttamente nei campi: la frazione umida NON E' compost! Lo diventerà per l'azione dei microorganismi che digeriscono l'organico, se sono rispettati certi criteri e i tempi di maturazione.

Gli impianti che sono presenti nella mia zona trattano i rifiuti in modo integrato, unendo varie tecniche, quella del compostaggio è soltanto una delle tante: si produce biogas sia dalla massa già conferita in discarica prima dell'avvio del ciclo integrato, sia attraverso i biodigestori (uno è a poche centinaia di metri da casa mia), si fa la raccolta differenziata e l'indifferenziata subisce una vagliatura per separare ulteriormente ciò che può essere riciclato, o compostato. La frazione residua alimenta l'impianto di incenerimento (così accontentiamo quelli a cui non piace il termine "termovalorizzatore"), che produce energia elettrica e termica, quest'ultima distribuita al vicino centro commerciale e alle famiglie della zona.

L'intero ciclo è stato preso ad esempio sia in altre parti d'Italia, sia negli USA, e non è raro che vengano a farvi visita o a chiedere consulenza.

Queste cose per funzionare bene devono essere inserite in un ciclo virtuoso della gestione e del trattamento dei rifiuti, perché possano trasformarsi in risorsa. Sovente si sente parlare delle singole tecniche, ciascuna presa singolarmente può presentare delle criticità.
Ho capito grazie per le info quindi reputi il biogas sostenibile a livello ambientale?
 

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