Ce ne sono di qualunque potenza. In Cina e Brasile, sono impianti domestici magari da 1 kW, ma sono giustificabili solo dalla mancanza di norme e da motivi di sopravvivenza. In Italia si arriva anche a 20 MW, e probabilmente altrove (dove concentrano molto materiale da digerire) si arriverà a 100 MW.
Il punto è (come sempre) un altro: la CONVENIENZA viene dal fatto di avere molto materiale digeribile il più vicino possibile, altrimenti non si fa. Non è pensabile di far arrivare es. rifiuti o mais da trinciato da 200 km di distanza solo per alimentare correttamente un impianto troppo grande per essere solo locale. I costi di trasporto supererebbero abbondantemente il ricavo.
Per i rifiuti, il vantaggio di avere un materiale che non paghi (ma vieni pagato per prenderlo) è bel vantaggio... ma poi la gente ci ficca di tutto, e devi avere un costoso sistema di cernita e selezione per evitare problemi "digestivi" e guasti alle macchine. In un impianto che ho costruito, arrivavano i cassoni degli sfalci: ci abbiamo trovato (macinate poi dalle coclee di trasporto che si sono ovviamente rotte) due pentoloni tipo "festa patronale" da un metro di diametro, sei biciclette, mattoni e anche un motore d'auto.
Comunque , per far funzionare un impianto a biogas da un MW servono ad esempio circa 270 ettari coltivati a mais da trinciato, tanto per avere un riferimento in grandezza. Con una media di 75 tonnellate/ettaro (alcuni ibridi oggi arrivano a 100 tonnellate/ettaro) ci vogliono 20.000-25.000 tonnellate all'anno per farlo funzionare per 11 mesi + uno di manutenzione.