Riscaldamento del pianeta da generatori di energia


mariomaggi

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Ciao a tutti.
Vi invito a concentrarvi su questo aspetto, spesso dimenticato.

* Tutte le forme di energia da fossili - gas, petrolio, carbone, ecc. - o materiale per reattori a fissione o fusione - nel momento in cui vengono utilizzate apportano un ulteriore riscaldamento al pianeta.
Tale riscaldamento corrisponde alla quasi totalità dell'energia utilizzata.


* Tutte le forme di energia rinnovabile - eolica, solare, idroelettrica, geotermica, ecc. - nel momento in cui vengono utilizzate apportano un ulteriore riscaldamento al pianeta.
Tale riscaldamento corrisponde però solo ad una minima parte dell'energia utilizzata, quella relativa alle perdite (attriti, ohmiche, idrodinamiche, ecc..

La differenza è quindi sostanziale, si passa dal 100% a pochi punti percentuali. In altre parole, il gradiente di crescita della temperatura della Terra quando si usano energie fossili è molto superiore a quello delle rinnovabili.

Non abbiamo diritto di scaldare ulteriormente il nostro pianeta!
Ciao,
Mario
 
Io avrei una domanda,se possibile,l'energia del sole sui moduli fv è noto produce calore,assai,quella stessa energia se invece finisse su ,alberi,erba,vegetali in genere invece?Cioè esistono,immagino di si,immagini termografiche di grandi impianti fv?Solo una curiosità la mia.Sono un cultore del energia fv,ma curioso.
 
Le immagini termografiche non mostrerebbero la vera situazione, perchè riprenderebbero solo un punto di osservazione mentre l'irraggiamento avviene in tutte le direzioni. La questione è molto complessa, c'è di mezzo l'albedo del terreno o delle coltivazioni sottostanti nel caso dell'agrivoltaico, e la riflettanza del pannello, che dipende anche dallo stato di pulizia.
L'energia del sole produce calore non solo sui moduli, ma su tutti i materiali. Parte dell'energia che arriva in un metro quadrio di superficie terrestre viene riflessa, se il pannello per assurdo fosse a specchio si scalderebbe poco. Se il terreno è nero o quasi si scalderebbe molto di più di un pannello PV, ma essendo collegato a tanto terreno che disperde il calore, la temperatura misurata è minore, ma la quantità di calore assorbita della terra è maggiore.
 
il riscaldamento del pianeta non è attribuibile alla quantità di energia immessa in atmosfera o in mare, ma all'irraggiamento solare. i gas serra assorbono calore dall'irraggiamento, e impediscono alla radiazione di poter uscire. questo è lo stesso sistema delle serre agricole, all'esterno fa più freddo anche se all'interno non viene rilasciato calore. quindi in definitiva non è la quantità di kwh che diventano calore con il petrolio o il metano, ma la impossibilità di disperdere energia al di fuori dell'atmosfera. bisogna ridurre velocemente la co2 nell'aria.
 
Questa energia termica aggiuntiva si produce esclusivamente usando energie fossili, fissili e a fusione.
Non ho capito se è un invito alla discussione "costruttiva" oppure un avviso del tipo "Pentitevi che dovete morire".

Faccio l'avvocato del diavolo: aggiuntiva dipende dai punti di vista... i "fossili" sono sempre del Pianeta ed hanno pure immagazzinato energia solare.
Accettiamo come verità che in assoluto si contribuisca...quanto incide realmente?

Perchè il pianeta ha conosciuto un susseguirsi di "glaciazioni/surriscaldamenti" da ben prima della ns. evoluzione.
Quindi se il nostro "benessere consumistico" fosse decuplicato negli ultimi 100 anni...ma il nostro impatto fosse in rapporto di 10 su 100mila direi che l'allarmismo sia mascherato.


Credo che siano calcoli molto difficili.

Ps
Anche l'aumento della popolazione umana incrementa la temperatura del pianeta....che famo? Contigentiamo?
 
tutto dipende dalle scale temporali a cui implicitametne ti stai riferendo: l'andamento della temperatura può essere considerato su base annua, secolare, 1000 anni, 10^5 anni, 10^6 anni, 10^9 anni, quindi vista l'età del nostro pianeta tutte le considerazioni relative ad aumenti o diminuzioni vanno pesate su questa premessa.
Cambiando la scala temporale di riferimento e/o spostandola si può dimostrare tutto e il contrario di tutto data l'estrema variabilità dei dati senza peraltro tenere conto delle incertezze di misura e o di stima che sicuramente vanno via via screscendo man mano che ci si sposta nel passato.
Chi vuole dimostrare che il riscaldamento globale è un problema sfrutta i dati delle ultime decine di anni, chi vuole dimostrare che non lo è può utilizzare scale maggiori di migliaia di anni.
La cosa più sensata è ammettere che la temperatura è sempre stata altalenante per una serie di cause che quasi sicuramente fino a 2 secoli fa non avevano nulla a che fare con le attività umane.
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Indipendentemente dall'andamento delle temperature nelle ultime centinaia di migliaia di anni (stimato a centinaia/decine/unità di migliaia di anni di distanza per circa il 99,95% dell'intervallo temporale qui sopra e misurato a precisione crescente per il restante circa 0,05%) è semplicemente e inconfutabilmente vero che bruciare, oggi, un barile di petrolio o un metro cubo standard di metano consuma, oggi, quelle risorse in maniera incredibilmente più veloce rispetto alla velocità di "accumulo" (dell'energia, prevalentemente solare, nei precursori delle odierne fonti) accaduta nel passato; e quindi produce calore in maniera molto più veloce di quanto sarebbe accaduto naturalmente (cioè non bruciandoli intenzionalmente).
Se fosse vero il contrario si chiamerebbero fonti "rinnovabili" anche quelle.
 
Se fosse vero il contrario si chiamerebbero fonti "rinnovabili" anche quelle
Ma in effetti è solo una disquisizione sul termine...

Vorrei far notare che uno dei pilastri della Fisica è che nulla si crea, nulla si distrugge ma tutto si trasforma.
 
Chi vuole dimostrare che il riscaldamento globale è un problema sfrutta i dati delle ultime decine di anni, chi vuole dimostrare che non lo è può utilizzare scale maggiori di migliaia di anni.
Bravo.

Ps. Mo diranno che dai nick siamo 2 cloni :eek::cool:
 
Quindi se il nostro "benessere consumistico" fosse decuplicato negli ultimi 100 anni...ma il nostro impatto fosse in rapporto di 10 su 100mila direi che l'allarmismo sia mascherato.
Mi autoquoto solo per dire che dopo aver consultato alcune fonti posso cinfermare il dato del rapporto citato: ogni anno la Terra è investita da "calore solare" pari a 10.000 volte quello prodotto localmente.

Quindi anche raddoppiando l'impatto dei "fossili" la percentuale di incremento è infinitesimale.

"Curioso" poi quanto scritto. su un articolo di fonte accreditata:
Global electricity demand is forecast to increase at a brisk average annual rate of 3.6% over the 2026-2030 forecast period, supported by consumption from industry, electric vehicles, air conditioning and data centres. Worldwide electricity demand grew by 3% year-on-year in 2025. This followed growth of 4.4% in 2024, when intense heat waves and strong industrial activity in many regions boosted electricity use. Looking ahead, annual demand growth over the next five years is set to be 50% higher on average compared with the average across the previous decade.
 
Ultima modifica:
Ma in effetti è solo una disquisizione sul termine...
No, in effetti non lo è: un conto sono gli accumuli naturali di energia che non si rinnovano allo stesso ritmo con cui vengono consumati (cioè convertiti in calore a temperatura ambiente) e un altro conto sono i flussi di potenza che sfruttiamo mentre si convertono in calore a temperatura ambiente (cosa che fanno comunque anche se non li sfruttiamo). Nel primo caso non c'è equilibrio e la temperatura aumenta, nel secondo sì e la temperatura rimane costante.

Nulla si crea, nulla si distrugge ... in un sistema chiuso, ma il nostro pianeta è un sistema aperto e quindi qualcosa entra e qualcosa esce.
 
annual demand growth over the next five years is set to be 50% higher on average compared with the average across the previous decade.
Considerando che molti dei consumi si stanno spostando sull’elettrico, sarebbe interessante capire in parallelo quanto cala il consumo di altre fonti e quante emissioni risparmieremo con beni che durano diversi lustri.

Esempio pratico: per la produzione di 1 kWp di pannelli FV avrò delle emissioni iniziali ma per almeno 25 anni quel pannello mi produrrà tra i 1.200 e i 1.500 kWh l’anno.

Installare PDC quanto gas mi fa risparmiare nel lungo periodo rispetto ad una caldaia?
Parlando di gas dobbiamo considerare anche che il GNL probabilmente comporta emissioni maggiori (estrazione, compressione allo liquido, emissioni per il trasporto via nave e rigassificazione) rispetto ai gasdotti.

L’auto elettrica quanto carburante mi farà risparmiare nel suo ciclo di vita? Quante emissioni eviterò se non devo estrarre petrolio, lavorarlo, spedirlo e distribuirlo?
 
Commetti lo stesso errore di chi osanna le auto elettriche perché (a sentire loro) non inquinano.

Quanto inquinerà l’auto elettrica dipende da come la ricarichi e per “quanti km” la sfrutterai.

Non osanno le auto elettriche e sono consapevole che qualunque cosa acquistiamo ha un costo in termini di emissioni.

Proprio per questo preferisco comprare prodotti di buona qualità fatti per durare e riparo prima di pensare alla sostituzione.

Ho un’auto a benzina (con consumi ragionevolissimi) e non intendo cambiarla a breve con una elettrica perché nel mio caso sarebbe anti-ecologico e anti-economico (pochi km l’anno e non potrei ricaricarla a casa).

Se però fosse il momento di cambiarla, avessi la possibilità di caricarla col FV di casa e percorressi più km ogni anno, la situazione sarebbe diversa sia dal punto di vista ecologico che economico.

Ho seguito la stessa logica con il frigo “obeso” che ho cambiato dopo quasi 20 anni di onorato servizio: anche se le nuove versioni consumano il 70% in meno ho aspettato che si rompesse prima di cambiarlo perché farlo prima sarebbe stato anti-ecologico ed i minori consumi non avrebbero giustificato l’acquisto del nuovo.

L’impronta di carbonio del FV che ho installato 8 anni fa si è sicuramente “mangiata” il primo anno di produzione per compensarne la fabbricazione ma per molti anni produrrà energia a zero emissioni.

Una coppia di amici doveva cambiare l’auto ormai vecchia e ne hanno scelta una elettrica: hanno un garage e hanno installato FV abbondante con cui ricaricarla.
Nel loro caso era sensato.

Come in tutte le cose si deve valutare la situazione a tutto tondo senza osannare o demonizzare la tecnologia.

Rimane la mia domanda: la richiesta di energia elettrica sta aumentando, in parallelo scenderanno le fonti alternative (gas, petrolio ecc.)?
 
Quanto inquinerà l’auto elettrica dipende da come la ricarichi e per “quanti km” la sfrutterai.
Io sono più pragmatico e non ne faccio una valutazione personale (il singolo caso) ma generale: l'energia elettrica globale è prodotta per oltre il 50% con combustibili fossilli...quindi le auto elettriche equivalgono quantomeno al 60% rispetto alle emissioni di una "fossile".

Se non fosse per gli incentivi le "alternative" elettriche non le prenderebbe nessuno (ma su questo mi rimane il dubbio di prezzi gonfiati proprio per la questione bonus).

Ho la nemmeno vaga impressione che tutto sia una mera presa per il cuxx adottata da politica e lobby.
 
Mi autoquoto solo per dire che dopo aver consultato alcune fonti posso cinfermare il dato del rapporto citato: ogni anno la Terra è investita da "calore solare" pari a 10.000 volte quello prodotto localmente.
E, secondo te, anche in assenza di "calore prodotto" localmente cosa succede al "calore solare" che ogni anno (ma anche ogni secondo) investe la terra ? Non è che c'è riflessione ? Non è che anche la terra irradia (non per riflessione, solo in quanto "corpo nero") e lo fa in maniera proporzionale alla temperatura superficiale ? Non è che c'è un equilibrio tra "calore" che arriva e "calore" che parte ? Non è che se aggiungi una "produzione" di calore "locale" raggiungi un diverso punto di equilibrio, guarda caso a temperatura superficiale più alta ?

La quantità N di calore "prodotta" da noi qui non va confrontata con 10000*N, ma con 10000*N-10000*N=0*N=0.

O, meglio, bisogna fare i conti di che aumento di temperatura comporta quella "produzione locale", ma per fare questo serve un modello che tiene conto di tutte le variabili in gioco, tra le quali la concentrazione dei gas-serra nell'atmosfera.
 

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