Risparmio energetico e certificazione energetica: teoria, aspetti pratici, dubbi e domande


no sergio, chiaro che lui intende spegnere 5 ore partendo da casa calda, non da T esterna...poi parla di termosifoni non di riscaldamento a pavimento...

Riccardo, come vedi la casa la tiene sempre fredda perchè tiene termi chiusi per molta parte della giornata, come avevo intuito.

Se i muri sono freddi e accende solo poche ore scalda l'aria ma non le pareti, e quando spegne la T dell'aria crolla. Non è un test attendibile , lo ripeto. Deve lasciare aperti i termi fino a scaldare casa a 20-21 per qualche giorno (non ho detto che vada fatto tenendo aperti termi 24h, ma almeno durante il giorno!), e poi vedere che succede quando spegne.

Non sta usando l'inerzia della casa, è evidente.

Aggiungo anche che le ore di funzionamento non dipendono da radiante o termosifoni.... qualunque sistema usi per riscaldare se non mandi l'energia che serve a compensare le dispersioni non tieni calda la casa, e se hai termi hai due possibilità:

1) scaldi ad alta potenza (cioè ad alta temperatura) per poco tempo
2) scaldi a bassa potenza (cioè a bassa temperatura) per tanto tempo

Lascio a te concludere quale sia l'opzione migliore con caldaia a condensazione....
 
Ultima modifica:
hai ragione, avevi intuito prima... della caldaia a condensazione abbiamo saputo dopo...

Comunque se la casa scende rapidamente non è un buon segno, perchè non sembra vada sotto i 16...quindi comunque una temperatura media intorno ai 17°C minimi ce l'ha

Aspettiamo se ci fornisce qualche info in più come richiesto...
 
Intanto grazie a tutti coloro che hanno voluto mandarmi suggerimenti e risposte.
E subito dopo qualche chiarimento.
1. Sulla classe energetica. Trattandosi di una casa costruita da una cooperativa, appena consegnata e in attesa di essere "rogitata", non ho ancora "ufficialmente" la classe energetica, ma è già stato detto che sarà attribuita la "B".
2: Il problema che mi angustia NON è il riscaldamento. A riguardo di esso chiarisco comunque che si tratta di un centralizzato, con caldaia a condensazione, che eroga acqua calda a temperature più basse rispetto alle ordinarie caldaie a uso individuale. Tuttavia dover tenere i termosifoni accesi 6 ore per portare la temperatura interna da 16.5 a 18.5 gradi mi pare "insolito", considerando che sono a Roma e che la temperature esterna, quando rientro attorno alle 16, è solitamente attorno ai 10° e che la minima notturna rarissimamente scende sotto i 4°
3. La casa ha una superficie interma calpestabile di 56 mq; i soffitti sono a 2,70 m, quindi la cubatura al coperto è di 151 m.c.
4. Le pareti interne sono in carpenteria tradizionale (foratini), e quella esterna è munita di "parete termoventilata", risorsa tecnologica di nuova generazione con cui vengono "protette" dal caldo e dal freddo le costruzioni destinate ad abitazione nell'italia settentrionale, dove il clima è molto più rigido che a Roma.
5. Il mio problema è, appunto:
a) la PERDITA di calore in inverno, abbondantemente desctritta nei post precedenti, e
b) il surriscaldamento estivo.
Tutto ciò mi fa pensare ad una modestissima azione di isolamento da parte dello spessore tra il soffitto di casa mia e la soprastante terrazza, sulla quale come ho detto si trovano diversi pannelli fotovoltaici.
6. La casa è esposta a sud-ovest. Eppure, in estate, pur chiudendo le tapparelle (e considerando la presenza dei doppi vetri che isolano tanto dal rumore quanto dal calore), la casa comincia ad accumulare calore ben prima che il sole arrivi ad illumonare la facciata dell'appartamento in cui mi trovo.
Ritengo pertanto che il fenomeno sia da attribuirsi all'irraggiamento del sole SULLA TERRAZZA, e appunto allo scarso isolamento tra questa e il soffitto di casa mia.
7. Purtroppo l'appartamento del piano di sotto (certamente per questo più isolato) non è ancora abitato, e quindi non posso fare confronti empirici.
8. Non credo necessario alcun carotaggio, in quanto la cooperativa non ha problemi a dichiarare né a certificare tipo, qualità e quantità di materiali impiegati, e:
9. Non è mia intenzione, almeno ad oggi, avviare alcuna azione legale.
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Sto solo cercando di capire SE ESISTA UNA FIGURA PROFESSIONALE CHE, esaminando il problema "a posteriori", calcolando il valore energetico complessivo dei 151 mc ndi casa mia e quello dell'ambiente esterno circostante, possa calcolare quale sia il tempo in cui questi livelli energetici tendano a corrispondere fra loro.
E' evidente che, se l'isolamento fosse totale (infinito) tale tempo, del tutto teorico, sarebbe pure infinito, e - viceversa - se l'isolamento fosse pari a poco più di zero, tale tempo sarebbe estremamente breve.
Tutte le condizioni intermedie costituiscono situazioni per cui si può, convenzionalmente, attribuire un giudizio di efficacia dell'isolamento (1° ogni 2 ore: mediocre; 1° ogni 4 ore: buono; 1 ° ogni 8 ore, ottimo, ecc.)
Se qualcuno ha idea di chi e come possa farlo, mi farebbe immensamente piacere saperlo.
Altrimenti devo raccogliere esperienze empiriche.
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In attesa di altri contribuiti, vi lascio raccontandovi l' "apologo del calabrone", alquanto illuminante anche sul mio caso:
Un grandissimo ingegnere aeronautico (russo, mi pare), creatore di innovativi velivoli, studiando dal punto di vista fisico e in particolare aerodinamico del calabrone, sostenne che questo - per l'apertura delle sue ali, il ritmo con il quale le batte, e il suo stesso peso, NON PUO' VOLARE.
Fortunatamente per l'insetto, esso non lo sa e perciò VOLA LO STESSO.
Morale: Non ha molto senso provare che nella mia situazione siano stati impiegati anche più dei tot centimetri previsti di isolante, interposti tot e più strati di questo e di quello, se poi si constata che - comunque - l'effetto di tutto ciò è, oggettivamente, che in casa fa caldo in estate e freddo in inverno.
Il punto è tutto qui: poichè se sono IO a dire che fa freddo (o caldo, in estate), si tratta di un'affermazione SOGGETTIVA, alla quale si contrapporrebbe l'affermazione altrettanto SOGGETTIVA della eventuale controparte, costruttore o cooperativa, OCCORRE UN SISTEMA che renda OGGETTIVA tale affermazione.
E questo sistema non può che essere QUANTO calore entra (estate) o si disperde (in inverno) nell'unità di tempo date le temperature IN e FUORI casa.
 
2: Il problema che mi angustia NON è il riscaldamento. A riguardo di esso chiarisco comunque che si tratta di un centralizzato, con caldaia a condensazione, che eroga acqua calda a temperature più basse rispetto alle ordinarie caldaie a uso individuale. Tuttavia dover tenere i termosifoni accesi 6 ore per portare la temperatura interna da 16.5 a 18.5 gradi mi pare "insolito"

Secondo me non hai per nulla letto quanto ho scritto al post 221
 
Certo. Serve la certificazione energetica.
Tuttavia, ma adesso non ho tempo e devo andare visto che ho il turno di notte, ci hai dato la cubatura. Il che già è un buon dato visto che, sapendo con precisione la T media esterna ed il calo di T interna nel lasso di tempo, qualcosa si potrebbe pur capire.

Premesso questo, a mio parere , non se in una classe B. Non crolla così verticalmente la T in così poche ore e con T esterne così alte. non vorrei dire cose azzardate, ma ti stanno buggerando. Ma tranquillo sei in buona compagnia in italia.
L'unico dato che puoi raccogliere ora lo otterresti tenendo i +20 costanti e calcolando il tuo consumo giornaliero annotando le T esterne ( le puoi prendere dai vari siti meteo di aeronautica etc etc in base alla zona di roma dove ti trovi. Esistono anche stazioni amatoriali. Per questo potrei darti una mano.)
ciao.
 
beh però questo è un 3d sulla certificazione energetica, e abbiamo già spiegato a SirOliver che quello che lui vuol sapere non si può ricavare dal "tempo di raffreddamento".

Un'idea se la può fare se farà prove più metodiche confrontando i tempi di discesa con i miei o quelli di altri, ma inerzia di una casa e certificazione energetica NON sono direttamente collegati.

Ha anche detto che l'appartamento sotto è vuoto, come ipotizzavo. La certificazione ipotizza che sia pieno, la differenza potrebbe non essere irrilevante
 
Cari amici,
grazie a tutti per i contributi postati. Mi scuso per non aver risposto con prontezza, ma nel comprensorio in cui abito non ci sono ancora neanche le linee telefoniche, per cui non ho internet.
Ho fatto tesoro di tutto quanto ho potuto apprendere.
Intanto chiarisco che quello in questione è un appartamento vero e proprio, e non una "mansarda", e come tale viene venduto. Inoltre la coopertativa opera in zona da tantissimi anni e ne è riconosciuta la serietà.
Quindi non ho timori di mala fede, ma semmai dubbi sulla validità del progetto (che è innovativo per la zona).
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Nel frattempo ho iniziato a tenere accesi i termosifoni per intervalli più lunghi, impostando ad una gradazione più bassa i regolatori dei caloriferi. In questi giorni poi di freddo particolarmente intenso, straordinario per questa città, li tengo accesi anche di notte. In tal modo conto di portare il caso "a regime" anche dal punto "inerziale", consentendo ai muri di scaldarsi.
Quanto a registrare scrupolosamente le temperature interna ed esterna, inizio e fine dell'accensione ecc., lo faccio già da tempo.
Ne darò conto appena ne potrò ricavare indicazioni un po' consolidate, contando sui Vostri pareri che attendo sempre con vivo interesse.
Alla prossima e grazie ancora
Sir Oliver
 
Analisi economica fan coil vs pavimento radiante

Analisi economica fan coil vs pavimento radiante

Ciao a tutti, sono uno studente laureando di ingegneria energetica, laurea magistrale. Nella mia tesi devo fare un confronto tra il sistema di climatizzazione a pavimento radiante (con deumidificatori x l'aria) e il sistema a ventilconvettori, per vedere quale dei due sarebbe meglio installare in un nuovo edificio. Il confronto è a livello economico (soprattutto) e di benessere. Il problema è che possiedo pochi dati sul lato economico, visto che non è facile reperire dei preventivi e fare il calcolo passo passo inizia ad essere complicato se lo voglio fare per tutto l'impianto (condominio con 8 appartamenti). Qualcuno può darmi una mano? Grazie anticipatamente
 
Ciao Giovanni,

la tua richiesta è complessa...provo a rispondere brevemente ma forse è il caso che tu vada a vedere e chiedere nella sezione "risparmio energetico - in casa"

Per i preventivi credo sia difficile trovare dati perchè di solito l'impianto viene scelto dal progettista, e i preventivi confrontati si riferiscono alla stessa tipologia di impianto... però magari ti risponderà qualche progettista.
A livello di costi di gestione (consumo energetico) credo possa dare una buona stima un software di certificazione energetica.

A livello di benessere, ma è una considerazione molto generica che già conoscerai, di solito i sistemi a pavimenti sono più confortevoli, ma richiedono un uso continuativo.

I sistemi ad aria per essere confortevoli vanno canalizzati, e comunque in generale (opinione personale) li vedo più adatti dove serve un effetto rapido: la classica 2a casa che si usa il weekend, o anche in uffici e negozi magari permette di risparmiare spegnendo l'impianto di notte e accendendolo prima della riapertura
 
Intanto grazie per la risposta.
Il problema è che non ho a disposizione nessun software di certificazione energetica... l'unico software open source che sono riuscito a rimediare è TRNSYS però non l'ho mai usato e quindi non mi trovo molto. L'unico dato economico che ho è un preventivo (fatto abbastanza alla buona) in cui viene fuori che i pavimenti radianti verrebbero a costare circa 20mila euro in più rispetto a fan coil a livello di installazione.. però per fare un confronto nell'arco dei 10 anni non saprei da dove iniziare in questo momento
 
dunque... per iniziare ho unito la tua richiesta a questo 3d, che mi sembra il più attinente.

La differenza di 2-3000€ per appartamento è limitata, ma non so darti conferme...vediamo se altri sono in grado.

Riguardo il risparmio trattandosi di tesi e di progetto io farei affidameto ai dati da norme UNI...se ricordo bene è la UNI 11400 alla base di questi calcoli, prova a cercarla, riporta tabelle di rendimenti sia per i sistemi di distribuzione che di emissione.

Sono gli unici numeri oggettivi che mi vengono in mente
 
Ciao, grazie per le risposte e per la pazienza :)

Io ho solo un preventivo (molto approssimativo) che cita questa differenza.

la norma è la 11300, però tu che cosa cercheresti? I rendimenti confrontando che cosa?

poi volevo chiedere, visto che ancora non mi trovo molto nel forum, se ci sono dati sul risparmio che può dare il pavimento radiante rispetto ai fan coil durante l'anno
 
premesso che ci ho lavorato pochissimo ed anni fa....

Nella UNI ci sono varie tabelle di rendimento, che sono alla base dei calcoli per la certificazione energetica. A dire il vero servono soprattutto per certificazioni su edifici "vecchi", dove si usa un calcolo forfettario invece che puntuale, ma possono dare un'idea.

Nel tuo caso l'edificio è lo stesso... quindi cambierebbe solo la parte impiantistica.

La parte più consistente la fa il generatore...e allora bisogna vedere se nei tuoi preventivi cambia anche quello, nel senso che i fan coil (immagino) possono essere elettrici o anche alimentati da caldaia centralizzata.

Poi cambia il rendimento di emissione (pavimento in un caso, fan nell'altro) ed eventualmente anche il rendimento della distribuzione...cioè delle tubazioni dell'acqua del riscaldamento centralizzato.

Nel forum trovi tanti dati sui consumi, potresti anche chiederli, ma sono riferiti a edifici e località diverse quindi un confronto è impossibile...

cmq ho chiesto anche su altro forum, vediamo se mi rispondono
 
Dunque, l'impianto andrebbe prevalentemente a pompa di calore, poi ci sarà una caldaia quando la pdc ha dei COP troppo bassi. Sia fai coil che pavimento radiante sarebbero alimentati dalla PDC, quindi qui l'unica differenza sarebbe sulla temperatura di mandata della pdc, e immagino che con il radiante si risparmierebbe qualcosa in quando chiedono una T minore. Pensavo di tenere fissa la pompa di calore, ma in base alla temperatura di mandata il rendimento cambia. Emissione e distribuzione OK.

Comunque provo a controllare nelle uni e vedere se trovo qualcosa, intanto grazie ancora, mi stai dando tantissimi spunti interessanti.
 
forse avevo sbagliato UNI, ecco la risposta di un professionista da altro forum:

Non è facile in poche parole fornire indicazioni compiute. Sarà anche perché io penso ad una tesi magistrale come a qualcosa di non banale, tale da richiedere non poco impegno. Ma non voglio sottrarmi: per il poco che posso dare.

Per la parte economica.
Non vedo altro modo di procedere se non sviluppando, a seguito di un progetto, anche di massima, un computo. Per la parte dei costi di realizzazione degli impianti assumendo costi su base parametrica (ad esempio per il radiante un tot. al m², con dati reperibili in rete). Un poco più complicato è poi valutare i costi di gestione in termini di consumi di energia per i quali può essere utile far riferimento alle procedure di diagnosi energetica o in modo più semplicistico quelle adottate per la redazione degli attestati di prestazione energetica. Tutto ciò sulla base delle norme della serie UNI TS 11300, nelle versioni oggi disponibili, abbastanza complete e articolate.

Per la parte attinente al benessere.
Qui la faccenda è forse un poco più articolata. La buona notizia è però che esiste parecchio materiale sul quale poter lavorare. Il nostro studente avrà certamente avuto modo di affrontare la tematica, che è presente, in modo più o meno dettagliato in tutti i testi di termotecnica. Lo stesso Manuale del termotecnico di N. Rossi dedica un intero capitolo all’argomento. Nello specifico, delle condizioni di benessere in edifici con impianti radianti, si possono trovare parecchi elementi nel libro di M. Vio: “Climatizzazione con sistemi radianti”, nella collana AiCARR. Un altro testo, sempre di M.Vio è “Impianti di climatizzazione” dove anche qui tratta del confort ambientale in relazione alla tipologia di impianto analizzato. Dicevo che non manca letteratura in materia, ho citato solo un paio di testi che ho trovato al volo fra i tanti nella mia libreria. Ulteriore materiale si può trovare nella biblioteca AiCARR. La ricerca, che si può fare online, alla voce “benessere” riporta 467 risultati tra atti di convegno, norme, libri. La biblioteca è accessibile su appuntamento. Ovviamente può essere un problema se il nostro studente non sta a Milano o dintorni. In compenso parte del materiale (in genere gli atti di convegno) sono disponibili in Pdf (il limite è che è riservato ai soci, ma per gli studenti la quota associativa è di molto ridotta).
Se poi vuole spingersi oltre può avventurarsi verso il ricco materiale reperibile a livello internazionale, in particolare nel mondo anglosassone, presso ASHRAE, ove la tematiche della qualità della vita negli ambienti interni è oggetto di studi, su base interdisciplinare, da molti anni.


Per correttezza ti metto il link alla discussione:
Analisi economica fan coil vs pavimento radiante • Il Forum di ElectroYou

Decidi tu se iscriverti anche su Electroyou...

Energeticambiente è molto più frequentato e ricco sulle tematiche ambientali e di risparmio energetico, su Electroyou trovi molti professionisti (e Paolo A M che ha risposto mi sembra ricordare che tempo fa scrivesse anche qui)

Dove studi?
 
Studio a Bologna... comunque per quanto riguarda la parte sul benessere diciamo che ho materiale a sufficienza da elaborare, non vorrei andare troppo nello specifico e quindi quello che ho trovato me lo faccio bastare. Il grosso problema è sul lato economico.

Comunque non so come ringraziarti, adesso vado subito ad iscrivermi nel forum in modo da rispondere direttamente
 
Nel mio nuovo articolo un report sui risultati ottenuti dopo i lavori effettuati anni fa:

http://www.electroyou.it/richiurci/wiki ... n-bolletta

Sarebbe interessante avere altri "casi vissuti" dei risparmi in bolletta ( e quindi risparmi energetici) ottenuti dopo lavori di efficientamento sulla propria casa, se qualcuno ha dati concreti da condividere sarebbe interessante!


Con i lavori avevo ottenuto una classe D:
Risparmio energetico DIY: dalla classe G alla classe D - ElectroYou

ma i consumi corrispondono addirittura a una classe B!!
 
fidarsi di un ape (non Piaggio) ha senso?

fidarsi di un ape (non Piaggio) ha senso?

Benvenuti.
Per gentile concessione di un amico del forum, riesco a postare questa certificazione redatta per il suo immobile.
Lo faccio, perchè in altre discussioni, ho già avuto qualche battibecco con alcuni utenti che prendevano per oro colato tutto ciò che riportava il loro certificato, dimensionando la pompa di calore su quel dato.
Io invece ritengo che siano la maggior parte carta straccia, totalmente inaffidabili, e figli inutili della burocrazia italiana.
Però per non fare troppo il presuntuoso, visto che non è che nella vita ne abbia visti chissà quanti, o redatto alcuno, vorrei tanto discutere con voi del valore di un certificato fatto così:
1) il posto dove era ubicato l'immobile è ZONA D 1800GG, e questo certificato riporta zona C 1300 GG ...e vabbè...!
2) Il certificato è redatto per due case distinte e separate, ma nei risultati riporta un fabbisogno totale, senza fare riferimento a quale immobile è riferito, e poi divide questo fabbisogno per 260, ma non riesco a capire a cosa equivale 260, qualcuno di voi sa spiegarmelo?
3) in ogni caso gli esce un valore di 96, ke però non si capisce se sono patate o mele, in quanto le unità di misura sono un optional.
4) sempre allo stesso rigo, scrive tra parentesi KWh/mc o Kwh/mq, e non ho proprio capito cosa significherebbe

Dunque, non capisco niente io, o non capisce nulla chi lo ha scritto?
Aiutatemi a capire...!

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Pur non essendo del settore sono perfettamente d'accordo sul fatto che gli APE sono redatti secondo parametri "preimpostati". La cosa opportuna sarebbe utilizzare termocamere e acquisire i dati, temperature dispersione etc, stando nell'edificio per almeno un anno! Tra l'altro le abitudini familiari, aprire per arieggiare ad esempio, incidono sulla dispersione energetica ma questo ovviamente un tecnico professionista non può saperlo.
 
Quello del ricambio d'aria è calcolabile come perdita volendo.
Cosa più difficile è invece fare quello che hai detto per i rilievi. Ecco perchè si fanno in teoria sti certificati.

Ma da una legge che prevede che questo certificato debba farlo pure io per compravendere una casa che è solo muri esterni di 100 anni fa, alti qualche metro, senza alcun tetto, e senza infissi (tavole con i chiodi giusto per apparire chiuso il locale), sinceramente non mi aspetto nulla di meglio.
 

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