RSU

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alfredo85

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Non so se avete sentito le notizie degli ultimi giorni a Napoli, ma immagino di si, montagne di rifiuti che non si sanno come smaltire con cittadini che appiccano fuochi e avvelenamenti da diossina.... nessun industriale napoletano ha ancora messo in campo l'idea di un sito di compostaggio per la produzione di gas metano o al limite di un inceneritore come ce ne sono alcuni nell'Italia del Nord, vivo in provincia di Napoli e le parole di un professore universitario mi tornano in mente :" il napoletano non crea un caxxo, al massimo è capace di rubare le idee (e non solo) altrui o nella migliore delle ipotesi di comprarle" Ora se ci fosse qualcuno a Napoli che oltre al denaro avesse anche il cervello (io s-fortunatamente) ho solo il secondo avrebbe rilevato l'attuale società di raccolta, in modo da guadagnare raccogliendo i rifiuti, investire questi soldi megli impianti necessari e riguadagnare vendendo l'energia che i rifiuti contengono a patto di saperla tirare fuori.
 
In questa sezione, dove è stata spostata la tua discussione, vi sono diversi esempi di come si possa ricavare della materia prima a partire dai rifiuti, come si possa formare dell'ottimo ammendante col compostaggio della frazione umida e come sia possibile utilizzare il rimanente per la produzione di energia.

Purtroppo dalla teoria alla pratica ci si scontra con i soliti problemi di finanziamento per avviare le varie attività e... anche con le abitudini degli utenti a non differenziare i rifiuti.

Le idee ci sono, ma ben vengano anche altri contributi, magari per studiare sistemi in grado di separare a valle i rifiuti in modo economico ed efficiente, così da non essere più necessaria la raccolta differenziata, che tanto scombussola le abitudini degli italiani (con medie nazionali inferiori al 30%).
 
con quello che paghiamo al comune per lo smaltimento dei rifiuti, la potrebbe fare anche la società incaricata la raccolta differenziata, cioè la separazione dei vari materiali, anzi darebbe lavoro pure a qualche impiegato in più visto che la gente sarebbe disposta a spendere un po' di più visto che risparmierebbe nella bolletta dell' energia
 
Perchè dobbiamo delegare sempre agli altri quello che possiamo fare noi per primi.
Continuando di questo passo i problemi li rimandiamo sempre nel tempo e nei modi.
Ognuno di noi è attore in questo mondo e siamo noi con il nostro esempio e con le nostre azioni, che ne stiamo decretando lo sfascio.
La raccolta differenziata è il primo passo per sentirsi cittadini coscienti e attori, poi spetta ai nostri amministratori fornire le soluzioni per lo smaltimento corretto dei RSU.
Perchè in Germania sono disponibili a ricevere i rifiuti campani e i nostri amministratori non riescono a "vedere " soluzioni che per i tedeschi sono ovvie, questo è il problema.
Forse che i tedeschi hanno una coscienza ecologista inferiore alla nostra? adottano delle tecniche di smaltimento che i nostri tecnici non conoscono? hanno dei tassi di sicurezza inferiore ai nostri?
Queste sono le vere domande che dobbiamo porci, sopratutto senza falsi pregiudizi e senza assumere posizioni di rifiuto intransigenti e ostruzionistiche.
 
Dotting, è appunto alla Germania che mi stavo riferendo, come è dei loro investimenti nel settore che volevo intendere quando scrivevo di finanziamenti per avviare le attività correlate al recupero, ma è anche vero che è la cultura ecologica della gente comune che ha giustificato i governanti a investire quelle cifre, non è certamente un'imposizione dall'alto, lo dimostra anche il fatto che hanno pure il primato nella costruzione di case passive.

Sentendo i discorsi sui problemi dei rifiuti a Napoli e in Campania, troppo spesso dobbiamo registrare che i nostri cittadini attendono quasi sempre interventi dall'alto e non ci si riesce ad organizzare per far partire la soluzione dal basso, alla faccia dell'italica fantasia: che i teutonici ci abbiano superato anche in questo?
 
CITAZIONE (nll @ 5/1/2008, 11:46)
Sentendo i discorsi sui problemi dei rifiuti a Napoli e in Campania, troppo spesso dobbiamo registrare che i nostri cittadini attendono quasi sempre interventi dall'alto e non ci si riesce ad organizzare per far partire la soluzione dal basso, alla faccia dell'italica fantasia: che i teutonici ci abbiano superato anche in questo?​

Non è solo una questione di educazione ambientale, i mezzi e i metodi per imporre ai cittadini una corretta raccolta esistono e in alcuni casi possono essere applicati. Il vero problema italiano è la formazione di tecnici e di esperti nel settore, io ci lavoro e trovo difficile reperire informazioni tecniche anche dentro la mia stessa azienda. In una discussione su questa stessa sezione del forum qualcuno aveva chiesto come gestire una giacenza di rifiuti inesistente dovuta a differenze di pese, l'unico ad azzardare una risposta sono stato io e la cosa l'ho trovata preoccupante perchè è il segno che anche tra chi si occupa direttamente dello smaltimento esiste molta poca conoscenza della legge e delle sue applicazione. A vedere i telegiornali e vedendo i vari ambienti di lavoro gli unici ad avere le idee chiare sono i NOE, e credo che questo sia dovuto al fatto che sono loro a verificare se le leggi vengono rispettate o meno.
L'intero sistema funziona male perchè non esiste nessuno in grado di dare risposte chiare, ora si è messo in mezzo anche Prodi che si intende di rifiuti come io di finanza. Ci rendiamo conto che si deve investire sulla formazione e sul confronto tra gli "esperti"?
Faccio un'ultima osservazione: per anni ho provato ad interessarmi al biogas e la cosa peggiore è stato scontrarmi con la diffidenza di chi si occupa di impianti. Le pratica sembra legata ad una ristretta cerchia di persone, vedo la stessa cosa nel mondo dei rifiuti con l'aggravante del risvolto sociale.
 
Superato il problema della raccolta differenziata, che è la prima azione da promuovere e adottare per una successiva gestione oculata dei RSU, in Italia vi sono tantissime realtà in cui i RSU vengono smaltiti in maniera ottimale.
Ne cito uno giusto perchè è stato illustrato nella puntata di Ambiente Italia, diffusa sabato 5 gennaio e visibile in Internet: lo stabilimento di Fusina, vicino a Venezia.
Di tecnici ed esperti del settore, facciamo l'esempio ancora di Brescia, ve ne sono tanti e poi tanti.
Il problema è che per mandare avanti lo stabilimento di Fusina occorrono soltanto 25 addetti, ti rendi conto soltanto 25 voti e famiglie.
 
CITAZIONE (alfredo85 @ 3/1/2008, 15:44)
nessun industriale napoletano ha ancora messo in campo l'idea di un sito di compostaggio per la produzione di gas metano o al limite di un inceneritore come ce ne sono alcuni nell'Italia del Nord​

Il vero problema non è quello di avere soldi o idee, ma di riuscire a realizzare impianti di quel genere. La realtà si scontra dapprima con una burocrazia complessa e farraginosa ma soprattutto con le opposizioni dei cittadini locali. Normalmente l'iter parte consultando le amministrazioni interessate (comune, provincia, regione, eventuale ente parco, ecc. riunite in conferenza di servizi), ottenuta la concessione o già prima inizia l'opposizione dei cittadini (anche per un impianto di compostaggio, figuriamoci per un inceneritore). A questo punto il comune ritira il suo appoggio e tutto svanisce. Questo avviene in tutta Italia, mica solo in Campania, su cento progetti ne va in porto magari uno solo. Non ci riesce la pubblica amministrazione, che avrà anche altre colpe (ma non ho ancora letto un inchiesta ben fatta sulla vicenda di Napoli), figuriamoci un privato. Comunque se non hai i soldi per costruire un impianto fatti rilasciare tutti i permessi, troverai industriali a frotte che vorranno acquistarlo o finanziarlo.
 
Se il problema è di convincere la cittadinanza a convivere con impianti di cui si pensa tutto il male possibile, allora la battaglia è persa in partenza a meno che le compagnie petrolifere italiane non mettano a disposizione del governo le piattaforme in disuso che, almeno nell'adriatico ce ne sono diverse, qui lontano da tutto e tutti si potrebbero smaltire tonnellate di rifiuti ricavando dal gas all'elettricità (le condotte sottomarine ci sono ancora e si possono usare) ... i costi per portare questi rifiuti in mezzo al mare? li si recupera con la vendita dell'energia ricavata!
 
CITAZIONE (alfredo85 @ 5/1/2008, 02:32)
con quello che paghiamo al comune per lo smaltimento dei rifiuti, la potrebbe fare anche la società incaricata la raccolta differenziata, cioè la separazione dei vari materiali, anzi darebbe lavoro pure a qualche impiegato in più visto che la gente sarebbe disposta a spendere un po' di più visto che risparmierebbe nella bolletta dell' energia​

Scusa, ma la tua idea mi lascia alquanto perplesso. Tu quindi metteresti su una società totalmente privata che, a fronte dei finanziamenti garantiti dalla tassa sui rifiuti dovrebbe occuparsi della raccolta e differenziazione di un intero territorio su rifiuti non differenziati a monte?? Ma guarda che secondo me ci riesci a malapena a coprire i costi della sola raccolta! Ma sei conscio del gigantesco lavoro di separazione dei rifiuti mescolati? Ti serve un esercito, non qualche impiegato! (sempre che trovi qualcuno disposto a rovistare in una montagna di rifiuti per otto ore al giorno). E la gente non sarebbe disposta certo a spendere le cifre (molto pesanti) in più per garantirsi questo servizio.
Altro errore è quello di pensare sempre a "scaricare" da qualche altra parte il problema, sia esso Germania o Adriatico. In Campania devono tutti rendersi conto che il tempo delle furbate alla Totò è finito. La gente DEVE imparare quel minimo di coscienza civile che servirà per differenziare, gli amministratori DEVONO capire che non ci si può sempre schierare dalla parte della "gente", ma quando questa ha torto è molto meglio dirlo chiaramente, gli ambientalisti militanti DEVONO smetterla di spargere facile propaganda negativa su tutte le soluzioni, salvo poi scaricare la colpa dei "no" sulla magistratura, come fa ora bellamente il nostro ministro dell'ambiente (che è pure napoletano!).
I mostruosi e pretestuosi ritardi ed ostacoli a qualsiasi ipotesi di smaltimento hanno prodotto il grottesco risultato che se l'unico inceneritore in costruzione sicura fosse finito domani... dovrebbe lavorare anni solo per smaltire l'arretrato!!
Ma come è pensabile che un problema di questo genere sia appaltabile all'amministratore di turno da sostituire con quello dell'altra parte se non ci soddisfa??? Ma in Campania ci si rende conto dell'enormità del problema o no?? Ma la gente che è così pronta e attiva nel prendere a sassate tutto quel che non tollera, non riesce ad attivarsi per procedere alla raccolta differenziata? Quella si che dovrebbe essere pretesa a suon di blocchi stradali! Se la gente non vuole convivere con gli impianti di cui pensa male o si attiva per trovare una soluzione o la battaglia la perderà la stessa gente. Respirare diossina per paura delle nanoparticelle grillesche è come immergersi nel fiume infestato dai coccodrilli per evitare di farsi pungere dalle zanzare! E la soluzione va trovata sul posto e dalla gente, senza attendere la grazia dal cielo. San Gennaro spero abbia altro a cui pensare!
 
alfredo85, gli spazi sulle piattaforme oceaniche sono costosissimi!!! L'idea di allontanare i rifiuti (lontani dagli occhi, lontani dal cuore?) può essere una soluzione solo per i discorsi da bar, ma se vogliamo rimanere su un ragionamento serio, allora dobbiamo trovare una soluzione che non preveda lunghi tragitti per la materia povera (ti sei mai chiesto perché convenga lavorare la materia grezza vicino al luogo di estrazione, o in prossimità dei porti?)
 
CITAZIONE (alfredo85 @ 5/1/2008, 02:32)
con quello che paghiamo al comune per lo smaltimento dei rifiuti, la potrebbe fare anche la società incaricata la raccolta differenziata, cioè la separazione dei vari materiali, anzi darebbe lavoro pure a qualche impiegato in più visto che la gente sarebbe disposta a spendere un po' di più visto che risparmierebbe nella bolletta dell' energia​

Salve a tutti.
:D

mi presento sono ipp e sono della provincia di Napoli, precisamente di Grumo Nevano....
Forse un'isola falice per ciò concerne lo smaltimento dei rifiuti.
Da diversi anni è stata adottata la raccolta differenziata nel comune.
Sinceramente differenziare in casa i propri rifiuti, secondo il mio parere è segno di civiltà e responsabilità e personalmente sono felice di farlo.

CITAZIONE (dotting @ 6/1/2008, 09:15)
Superato il problema della raccolta differenziata, che è la prima azione da promuovere e adottare per una successiva gestione oculata dei RSU, in Italia vi sono tantissime realtà in cui i RSU vengono smaltiti in maniera ottimale.
Ne cito uno giusto perchè è stato illustrato nella puntata di Ambiente Italia, diffusa sabato 5 gennaio e visibile in Internet: lo stabilimento di Fusina, vicino a Venezia.
Di tecnici ed esperti del settore, facciamo l'esempio ancora di Brescia, ve ne sono tanti e poi tanti.
Il problema è che per mandare avanti lo stabilimento di Fusina occorrono soltanto 25 addetti, ti rendi conto soltanto 25 voti e famiglie.​

Saresti così cortese da linkarmi i siti.
Grazie!!!
 
CITAZIONE (alfredo85 @ 8/1/2008, 15:34)
i costi per portare questi rifiuti in mezzo al mare? li si recupera con la vendita dell'energia ricavata!​

I guadagni di solito non derivano tanto dall'energia prodotta, anche se in alcuni casi può essere consistente (inceneritori), ma dal ricevere il compenso per lo smaltimento. L'affare è grosso ovunque, tutti ambiscono ad operare in questo settore, vicino a me, a Cerro Maggiore, c'è la discarica più grossa d'Europa più volte riaperta in passato per risolvere emergenze della città di Milano e alla chiusura definitiva finita spogliata di ogni avere con strascichi giudiziari che hanno coinvolto proprietari e politici, documenti contabili spariti, suicidi di amministratori e ripristini ambientali scaricati a terzi (incredibilmente la regione restituì la cauzione che in casi come questi serve proprio ai ripristini). Uno dei proprietari ha patteggiato la pena pagando sull'unghia più di 50 milioni di euro. Certo in Campania questi problemi sono moltiplicati all'ennesima potenza e le emergenze si ripetono senza soluzione. Nelle discariche più o meno autorizzate sono finiti non solo rsu ma anche rifiuti tossici molto più lucrativi. In quel contesto e in quelle condizioni penso che gli industriali seri non ci provino neppure.
Gli impianti sulle piattaforme la prendiamo come una provocazione.
 
Provocazione fino a un certo punto... l'affare rifiuti non può e non deve essere demandato ai privati il cui unico scopo è quello di guadagnare e non di fornire un servizio efficiente alla collettività, ecco perchè dove tutti guadagnano già dalla sola raccolta nessuno si preoccupa di dire "ok i rifiuti li raccolgo per anni e anni ma dove finiscono? in un pozzo senza fondo? magari! tutto è limitato e quindi anche i siti di stoccaggio esauriscono i loro spazi, ecco che non serve dire io raccolgo i rifiuti e li scarico in un posto, ma dire io raccolgo i rifiuti e li trasformo in qualche cosa di utilizzabile" siccome il problema di fondo come al solito è l'egoismo, in questo caso giustificato, della gente che non vuole l'immondizia sotto la finestra della camera da letto dei suoi figli, occorre portare i rifiuti dove nessuno si lamenta e cioè a decine di miglia dalla costa dove ci sono impianti costati milioni di euro e che nessuno usa più e gli unici che si lamentano della puzza sono i tonni e i merluzzi. qui non ci sono pericoli neanche per i fumi che qualcuno ritiene tossici ne' per la puzza, ne' per nulla. certo è costoso trasportare tanta roba più volte al giorno fino a li ma ecco che se per un privato reinvestire i guadagni non è possibile perchè se non come fa ad avere 50 milioni di euro sull'unghia?? allora non si fa nulla perchè oggi lo stato ha già tante noie che sta privatizzando tutto con risultati di cacca figuriamoci se si accolla pure sta rogna enorme e intanto Napoli è sommersa dai rifiuti e tutti a porta a porta sparano cazzate su cazzate.
 
CITAZIONE (alfredo85 @ 9/1/2008, 13:13)
...il problema di fondo come al solito è l'egoismo, in questo caso giustificato, della gente che non vuole l'immondizia sotto la finestra della camera da letto dei suoi figli, occorre portare i rifiuti dove nessuno si lamenta e cioè a decine di miglia dalla costa dove ci sono impianti costati milioni di euro e che nessuno usa più...​

Se il costo del trasporto se lo accolla la comunità che trova così problematico trattare l'immondizia non ci trovo nulla di sbagliato. Contenti loro contenti tutti. Qui da noi esistono raccolta differenziata, recupero, discariche e termovalorizzatori. E nessuno si sogna nè di trasportare i rifuti nell'adriatico nè tantomeno di partecipare economicamente all'eventuale trasporto dei rifiuti campani. Nè in adriatico nè in Germania! Lo stato non c'entra proprio nulla, il problema è campano e va risolto dai campani, che possono pure "vantare" (
:sick:
) un ministro dell'ambiente della zona! Lo stato può e deve intervenire per cofinanziare le soluzioni economiche ed intelligenti. L'egoismo dei campani, giustificato o meno, se lo paghino i campani, e pure presto prima che gli chiediamo i danni per la figura di fango internazionale.
:angry:
 
dovremmo interrogarci allora sulle differenze di mentalità tra le gente della tua zona e i napoletani, in effetti nel nord esistono impianti come si deve ma al sud no e già questo dovrebbe farci riflettere, perchè è indice di differenziazione non credo solo di mentalità ma anche di carenze istituzionali, queste carenze sono ben visibili in molti aspetti che riguardano la cosa pubblica, io ad esempio seguo spesso le conferenze sui finanziamenti europei alle PMI che si tengono solo alla camera di commercio di Milano... ed un'impresa napoletana che fa, va a Milano ogni due giorni?? Purtroppo c'è discriminazione in tutto e non è questione di fare del vittimismo, è così...qui a Napoli per anni nessuno ha voluto investire nel problema rifiuti per via delle infiltrazioni camorristiche che gestivano appalti e business da ogni parte e quindi mentre a Milano ci stava l'industrialotto che metteva su il termovalorizzatore a Napoli c'erano le discariche abusive di rifiuti pericolosi chè con quelli si guadagna di più e quelli che azzardavano a chiedere le autorizzazioni venivano pesantemente minacciati su ogni fronte. Oggi che lo Stato ha aperto gli occhi e le infiltrazioni sono diminuite è troppo tardi per creare alcunchè ed il meglio che si può fare è aprire una nuova discarica ed io penso che chiunque si lamenterebbe di una scelta del genere perchè quella discarica nuova tra dieci anni si riempirà e staremo punto e a capo perchè in quei dieci anni di tregua nessuno penserà più ai rifiuti e nessuno farà ***** niente a livello di inceneritori, termovalorizzatori ecc. e quindi tra dieci anni ritorneremo a fare questi discorsi; ecco perchè io penso che ora come ora bisogna allontanare i rifiuti dalla gente, incominciare a smaltirli (NON IN GERMANIA PERCHE' I TEDESCHI SI FANNO PAGARE PRIMA PER I RIFIUTI, CON QUELLI RICAVANO ENERGIA ELETTRICA E CE LA RIVENDONO E NOI FESSI PAGHIAMO DOPPIO DAZIO) e nel frattempo creare in loco strutture adeguate. Infine chi ha detto che la raccolta differenziata va fatta a mano dagli utenti o da apposito personale? io credo che esistano macchinari in grado di farlo e se non ci sono proprio in questi giorni ne ho pensato uno, così sarà più facile smaltire senza dover fare la differenziata in casa che purtroppo ed io penso sia fondamentalmente per questo, la maggior parte dei napoletani e provincia (compresi io e mia suocera) vive in appartamenti o casette stipate nei vicoli dove già un secchio ingombra che non puoi passare figuriamoci 4 o 5, purtroppo gesti semplici spesso si sconytrano con difficoltà logistiche reali ecco perchè non si fanno ( i vicoli delle città del Sud io li ho visti al Nord solo a Genova che, guarda caso, soffre anche lei del problema rifiuti...interroghiamoci su questa strana corrispondenza).

[MODERAZIONE: Come vedi si può dire la stessa cosa anche eliminando (asterischi) le parole scurrili, quindi per cortesia evitale! nll]

Edited by nll - 10/1/2008, 17:17
 
CITAZIONE (alfredo85 @ 10/1/2008, 11:48)
... ( i vicoli delle città del Sud io li ho visti al Nord solo a Genova che, guarda caso, soffre anche lei del problema rifiuti...interroghiamoci su questa strana corrispondenza).​

Ecco bravo, interrrogati! Qui (http://www.e-gazette.it/index.asp?npu=39&pagina=7) qualche dato utile. Per riassumere Genova (che, concordo, è molto indietro nella raccolta differenziata, ma solo in rapporto alle altre città "padane"!
:P
) è 6° in classifica e può fare molto meglio (15,8%) paragonando il risultato al 30% di media delle città italiane più civili (Milano, Torino, Bologna, Firenze, ecc.). La classifica è chiusa da 3 città, Catania, Cagliari e Napoli. C'avranno tutte i vicoli
<_<
. Genova comunque, pur con i suoi vicoli, ha una percentuale più che doppia rispetto a Napoli.
A livello di regioni la raccolta differenziata fa il 35,5% al Nord, il 18,3% al centro, l'8,1% al Sud. Non è questione di camorra, spazi ridotti o sfighe plurisecolari. E' la mentalità della gente, sia amministratori che cittadini che deve cambiare. E il modo migliore per farlo capire è scaricarne davvero i costi sui cittadini.
Si è ora (molto prevedibilmente) deciso che il problema di salute e figuraccia mondiale è di tutta l'Italia? (concetto su cui non sono molto d'accordo e non manco di precisare agli amici non italiani, ma vabbè) E si è deciso che l'mmondizia campana se la cuccano un pò per una tutte le regioni così fesse da essersi già risolte da sole i problemi? Bene, splendido! Per la solidarietà nazionale si fa questo ed altro. Ma ovviamente TUTTE le spese di questo esodo biblico di pattume (come mai nessun verde si arrabatta ora a calcolare lo spreco energetico di questa megascampagnata di ecoballe?
:rolleyes:
) dovrebbero essere scaricate sulla regione Campania. Così come TUTTE le spese necessarie per la riparazione dei danni provocati dai "manifestanti" dovrebbero essere addossate in via esclusiva agli stessi campani. La raccolta si può fare con le macchine? Perfetto! Acquistatevene (con tassazione o sottoscrizione pubblica sempre e solo campana) quante ne volete e risolvetevi il problema! Dieci anni di tregua in cui nessuno farà *** nulla ***? (ops.. sorry
:rolleyes:
). Passate parte di quei 10 anni a sfasciare ogni mezzo comunale, provinciale e regionale che passa e vedrete che la "mobilitazione popolare" produce effetti miracolosi anche per scopi più dignitosi di quelli dei ribelli odierni.

Ovviamente non succederà nulla di tutto questo e con disincantata ammirazione non possiamo far altro che ammettere che la proverbiale furbizia napoletana nella piccola truffetta alla Totò ha funzionato ancora alla grande. Abbiamo guadagnato un altro giorno scaricando il problema ad altri... uè! Complimenti! Ma per pudore eviterei di citare parole pericolose come "vittimismo" in questa commediola di bassa lega. Tra pochi giorni i mezzi di informazione caleranno il solito velo su tutta la faccenda, i cittadini lombardi, veneti, liguri, piemontesi ecc. scopriranno fra qualche anno di avere "accettato" un piccolo sacrificio (è sempre piccolissimo se lo fanno altri!) e, in attesa dell'eruzione della prossima nube piroclastica di rabbia popolare, ci godremo tutti, con sognante trasporto, il romantico panorama del Vesuvio.
:P


Saluti e auguroni comunque.

Edited by BrightingEyes - 11/1/2008, 01:52
 
Caro Alfredo,
scusa per le molte citazioni, ma le ho riportate per provare a sottolinearti quali sono secondo me le ragioni del dissesto campano.
Io vivo in provincia di Lecco, in Lombardia, dove la situazione e' la seguente:

LOMBARDIA
La Lombardia produce ogni anno circa 4,7 milioni di tonnellate di rifiuti urbani (il 15% del totale nazionale) che vengono smaltiti da 12 termovalorizzatori e da 5 discariche, in un ciclo che inizia e termina nel territorio regionale.
Del totale di rifiuti urbani, il 42,7% viene raccolto attraverso il sistema della raccolta differenziata, il 37% finisce nei termovalorizzatori e il rimanente, circa 20%, nelle discariche.
Per quanto riguarda la raccolta differenziata, iniziata in Lombardia nei primi anni Novanta, il recupero del materiale raccolto secondo questo procedimento avviene nel territorio regionale e non altrove.
Anche i termovalorizzatori provvedono allo smaltimento dei rifiuti e alla relativa produzione di energia all'interno del territorio regionale. I rifiuti che finiscono nelle discariche inoltre vi entrano già trattati a norma di legge e quindi già essiccati per evitare i cattivi odori.
Tra gli obiettivi della Regione Lombardia entro i prossimi cinque anni, c'è il potenziamento del termovalorizzatore di Brescia -- il più potente della regione, che brucia 1.800 tonnellate al giorno di rifiuti urbani --, la costruzione di un altro termovalorizzatore nel Milanese e il potenziamento della raccolta differenziata per arrivare entro il 2013 ad avere solo il "residuale", cioé solo quei rifiuti che non possono finire nei termovalorizzatori.

Ora, passiamo ad analizzare le tue affermazioni...

QUOTE (alfredo85 @ 5/1/2008, 02:32)
con quello che paghiamo al comune per lo smaltimento dei rifiuti, la potrebbe fare anche la società incaricata la raccolta differenziata​

Gli abitanti delle altre regioni pagano le stesse tasse, e anche di piu, ma non si sognano di dire che qualcun altro deve fare questo lavoro per loro.

QUOTE (alfredo85 @ 8/1/2008, 15:34)
Se il problema è di convincere la cittadinanza a convivere con impianti di cui si pensa tutto il male possibile, allora la battaglia è persa in partenza

qui lontano da tutto e tutti si potrebbero smaltire tonnellate di rifiuti​

Gli abitanti delle altre regioni convivono senza problemi con sistemi integrati di trattamento dei rifiuti (Raccolta diff, riciclaggio, riutilizzo, incenerimento, conferimento in discarica). Perche' non possono farlo i napoletani?

QUOTE (alfredo85 @ 9/1/2008, 13:13)
siccome il problema di fondo come al solito è l'egoismo, in questo caso giustificato, della gente che non vuole l'immondizia sotto la finestra

occorre portare i rifiuti dove nessuno si lamenta e cioè a decine di miglia dalla costa dove ci sono impianti costati milioni di euro e che nessuno usa più e gli unici che si lamentano della puzza sono i tonni e i merluzzi. qui non ci sono pericoli neanche per i fumi che qualcuno ritiene tossici ne' per la puzza, ne' per nulla. .​

Perche' l'egoismo sarebbe giustificato in questo caso?
Una volta che hai inquinato il mare, il tonno ed il merluzzo te li ritroveresti in tavola, portatori di inquinamento nel ciclo alimentare.

QUOTE (alfredo85 @ 10/1/2008, 11:48)
perchè è indice di differenziazione non credo solo di mentalità ma anche di carenze istituzionali, queste carenze sono ben visibili in molti aspetti che riguardano la cosa pubblica

io ad esempio seguo spesso le conferenze sui finanziamenti europei alle PMI che si tengono solo alla camera di commercio di Milano... ed un'impresa napoletana che fa, va a Milano ogni due giorni??
Purtroppo c'è discriminazione in tutto e non è questione di fare del vittimismo, è così...

qui a Napoli per anni nessuno ha voluto investire nel problema rifiuti per via delle infiltrazioni camorristiche che gestivano appalti e business da ogni parte e quindi mentre a Milano ci stava l'industrialotto che metteva su il termovalorizzatore​

I soldi che sono arrivato nella tua regione per risolvere il problema (si parla di 2 MILIARDI di euro) sconfessano la tua affermazione. Lo Stato non e' stato indifferente, ma sono stati i campani ad opporsi ad ogni possibile soluzione.

Anche la camera di commercio campana puo' effettuare questi seminari, basta organizzarli. Sta sicuro che al Nord nessuno se ne risentira'.

Gli inceneritori al Nord non sono gestiti da privati, ma sono stati costruiti dallo Stato con i soldi dei contribuenti. I quali, come i napoletani, non amano la munnezza ed hanno protestato anche vivacemente, MA SEMPRE NEI LIMITI DELLA LEGGE, SENZA COMMETTERE REATI. Coscienti poi del fatto che e' un DOVERE di ogni cittadino smaltirsi i suoi stessi rifiuti senza sperare che qualcuno lo faccia per loro, si sono "arresi" alla costruzione di inceneritori e discariche legali.

Il tutto, riassumendo, per dirti che il problema campano e' della Campania, e, a pungolo perche' vi diate una regolata, adesso dovrete risolvervelo da soli.

I tonno ed i merluzzi vi ringrazieranno.
 
ma i napoletani in questi anni non sono mai usciti dalla loro città? non si sono accorti che nel resto dell'italia si fa la raccolta differenziata? nemmeno che come al solito sono l'ultimo carro d'italia, ultima citta per la raccolta differenziata in italia? e con il fatto che altri comuni vicini invece siano ai livelli dei comuni virtuosi d'italia?
non tiriamo in mezzo la mafia o la camorra ci avranno pure speculato sugli impianti ma sicuramente non è colpa loro dell'immobilità assoluta dell'amministrazione e dei cittadini che se ne fregano capaci solo di non volere
 
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