BrightingEyes
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Il problema di base di termovalorizzatori, inceneritori e discariche è che non danno (semplicemente perchè è umanamente impossibile) garanzia assoluta di innocuità e salubrità. Con tutti i dati e le indagini del mondo, ci sarà sempre spazio per l'assatanato di turno di infondere sospetti e paura fra la gente, che comprensibilmente, cercherà di difendersi da un pericolo, reale o presunto, che istintivamente sente gravissimo.
E' pacifico, dimostrato, acclarato scientificamente e normativamente che le emissioni di un termovalorizzatore moderno e ben fatto sono ampiamente al di sotto di un limite di reale pericolo. Ma, appunto, non esiste e non può esistere il "limite 0". Basta che un paio di ricercatori abbiano dimostrato che ogni combustione (quindi anche i roghi dell'immondizia dei furboni per capirci!) emette nanoparticelle che vengono assunte dal corpo umano che subito il "principio di cautela" fa a fettine qualsiasi megastudio decennale sulla effettiva pericolosità statistica (unico mezzo serio) dell'utilizzo dei termovalorizzatori.
Chi ora si riempie la bocca con i dati delle malattie di Brescia superiori a Napoli dimentica che ogni analisi seria su questi fatti deve durare anni. L'effetto pieno dei veleni che ora i campani respirano si avrà solo fra anni!
Altro discorso quello della "riduzione" dei rifiuti. Che ricorda tanto da vicino quello della "riduzione" dei consumi. A parte le ipotesi di grave recessione economica non c'è alcun modo realistico per ottenere una riduzione dei rifiuti che superi qualche punto percentuale! Sarà ottimo risultato che non aumentino ancora semmai!
Quello che occorre fare è il riciclo. Che significa enorme e costante impegno da parte del singolo nel dividere TUTTI i rifiuti. Lo si fa normalmente in altre nazioni.
Qui in Italia siamo più "furbi", ma le metodologie esistono. Il conferimento del sacchetto tramite scheda elettronica aprirebbe d'incanto gli occhi a tutti i "macchimelloffafare, tanto poi rimescolano di nuovo tutto!"
Riciclando si può ridurre del 70% e il maggior costo iniziale si recupera velocemente. Una percentuale di non recuperabile rimarrà sempre e andrà eliminata con una delle sole due soluzioni esistenti: termovalorizzatori o discariche.
A chi si inalbera pensando di svangarla così ricordo solo che è prudente scendere dall'albero e proseguire a piedi, prima di trovarsi dolorosamente col sedere per terra.
E' pacifico, dimostrato, acclarato scientificamente e normativamente che le emissioni di un termovalorizzatore moderno e ben fatto sono ampiamente al di sotto di un limite di reale pericolo. Ma, appunto, non esiste e non può esistere il "limite 0". Basta che un paio di ricercatori abbiano dimostrato che ogni combustione (quindi anche i roghi dell'immondizia dei furboni per capirci!) emette nanoparticelle che vengono assunte dal corpo umano che subito il "principio di cautela" fa a fettine qualsiasi megastudio decennale sulla effettiva pericolosità statistica (unico mezzo serio) dell'utilizzo dei termovalorizzatori.
Chi ora si riempie la bocca con i dati delle malattie di Brescia superiori a Napoli dimentica che ogni analisi seria su questi fatti deve durare anni. L'effetto pieno dei veleni che ora i campani respirano si avrà solo fra anni!
Altro discorso quello della "riduzione" dei rifiuti. Che ricorda tanto da vicino quello della "riduzione" dei consumi. A parte le ipotesi di grave recessione economica non c'è alcun modo realistico per ottenere una riduzione dei rifiuti che superi qualche punto percentuale! Sarà ottimo risultato che non aumentino ancora semmai!
Quello che occorre fare è il riciclo. Che significa enorme e costante impegno da parte del singolo nel dividere TUTTI i rifiuti. Lo si fa normalmente in altre nazioni.
Qui in Italia siamo più "furbi", ma le metodologie esistono. Il conferimento del sacchetto tramite scheda elettronica aprirebbe d'incanto gli occhi a tutti i "macchimelloffafare, tanto poi rimescolano di nuovo tutto!"
Riciclando si può ridurre del 70% e il maggior costo iniziale si recupera velocemente. Una percentuale di non recuperabile rimarrà sempre e andrà eliminata con una delle sole due soluzioni esistenti: termovalorizzatori o discariche.
A chi si inalbera pensando di svangarla così ricordo solo che è prudente scendere dall'albero e proseguire a piedi, prima di trovarsi dolorosamente col sedere per terra.