Stufette a biomassa e biochar


*** Citazione integrale rimossa. Violazione art.3 del regolamento del forum. nll ***

@ Giovanni: Se stai parlando della lucia stove di Nathaniel dovresti magari sentire lui stesso, di solito è molto disponibile. Cercalo dal suo sito o dalla messaggistica in youtube. A me ha risposto diverse volte e in tempi brevi.

Al resto del forum, vi seguo da un pò, la discussione è davvero interessante. Io ne ho prodotti un paio di stufette/fornellini di diverse dimensioni e forme. Ci darò una bella occhiata al resto della discussione per farmi una panoramica e poi se sarà di utilità darò anche io il mio contributo.
Saluti a tutti!
 
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*** Citazione integrale rimossa. Violazione art.3 del regolamento del forum. nll ***

Questi microgassificatori fanno una combustione molto più pulita di quella tradizionale ma sconsiglio di accenderli in luoghi chiusi, c'è e ci sarà sempre una parte di incombusti che vanno nell'aria quindi meglio evitare, anche se una piccola Elsa (potenza<1kW), tenuta accesa per mezz'ora in una stanza arieggiata di sicuro non crea problemi e rimane al di sotto dei limiti di legge. Prove che abbiamo fatto su un nuovo prototipo dicono che le sue emissioni sono inferiori a quelle di una sigaretta accesa in una stanza. Chiaro che con bruciatori più grandi le cose cambiano e gli incombusti emessi diventano rilevanti..
 
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MAXTHEBOSS ha detto:
*** Citazione integrale rimossa. Violazione art.3 del regolamento del forum. Inoltre il messaggio citato è stato oggetto di moderazione. nll ***


Ciao.
Ho seguito i tuoi post, e le domande inteligenti che fai agli esperti e ai non esperti.
Apprezzo anche le tue finalità "concrete" che vorrebbero arrivare alla produzione di "cose" utilizzabili per riscaldamento, o per cucinare...
Ok... Io ho buone esperienze in meccanica (lavorazione metalli) e conoscenze pratiche e teoriche sufficienti.
Intendo iniziare al più presto sperimentazioni diversificate su :
1) stufette, o,bracieri, a fiamma libera, di piccole dimensioni.
2) stufe con canna di scarico fumi, piccole e medie.
3) fornelli per cucinare.
Ciao.
Se ci sei ancora, dammi un segno di vita...

Sei sicuro che la tua costruzione funzioni secondo il principio che enunci ?

________________________--

Credo che tu stai equivocando.
Il prototipo di ZINCOCARBONE non è una stufa a pirolisi, almeno non nel senso classico.
Ma bansì una stufa a gassificazione, che possiamo dire una variante della pirolisi.
In questa variante la ventola soffia sia dentro la corona di fori in basso, alimentando la combustione, sia dentro la corona di fori superiore che alimenta la fiamma.
Le scintille che vedi sparate su, sono dovute ai pezzetti che l'amico aggiungeva man mano. Cosa assurda e da non fare, perchè una volta accesa, la stufetta va lasciata in santa pace.

Quest Prove che abbiamo fatto su un nuovo prototipo dicono che le sue emissioni sono inferiori a quelle di una sigaretta accesa in una stanza. Chiaro che con bruciatori più grandi le cose cambiano e gli incombusti emessi diventano rilevanti..

_____________________

Come avete fatto le misurazioni dei gas incombusti ?

Gli equivoci non finiscono mai...

D: Dove vai ?
R: Son cipolle.
D: E cosa vendi ?
R: Vado a Siena.

E' quello che sta capitando nel forum.
C'è chi fa domande sul processo di pirolisi, e ottiene risposte centrate sulla gassificazione. E viceversa.
Specialmente chi ha fatto prototipi funzionanti in gassificazione si trova ad esser scoraggiato da "esperti" che pensano in pirolisi.
Stiamo lavorando su gassificazione.
Pensiamo in gassificazione, facciamo prototipi e scambi in gassificazione.
Progettiamo stufe (e altro) funzionanti in gassificazione.
Altrimenti c'è il caos e poi lo scoraggiamento.

Scusatemi; ma è possibile che queste stufe non siano in commercio???

________________________

Io ho tutta l'intenzione di farlo! ! !
:clapping::clapping::clapping:
Accettansi auguri e scambi culturali....
 
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salve sono nuovo del forum ma vi ho letto spesso ed ho anche provato a costruire una stufa/gassificatore , anche più di una per le verità e funzionano tutte bene ma naturalmente con rendimenti diversi appunto per la diversa costruzione vorrei sapere se ci sono dei parametri ideali per la costruzione delle stesse , tipo un coefficiente fisso tra il cilindro interno e quello esterno , la proporzione (nel caso senza ventola) della lunghezza dell'uno rispetto all'altro e così via .
Ho notato che uno dei miei prototipi non fa fumo allo spegnimento (se lasciato stare) ma solo all'accensione come dovrebbe .
Nel caso ho anche notato che a parità di dimensioni del bruciatore interno il gassificatore che ha più dato performances è quello che ha il cilindro esterno più lungo ed anche che praticamente non rimaneva nulla del legno che era servito per caricarlo nemmeno la carbonella per intenderci o meglio pochissima
grazie per la risposta
 
Siamo parecchio distanti, purtroppo.
Ma il problema maggiore, a quanto pare, è che questo blog sia morto.
Azzardo una diagnosi : Manca il passaggio dai prototipi sperimentali a prodotti commrciabili.


Note di Moderazione:
Questo non è un blog, ma un forum. Cerca in rete e ne scoprirai le differenze. Questa discussione (né blog, né forum, ma è una parte del forum) è tenuta attiva da voi utenti: finché c'è interesse, qualcuno ci scrive. Quando ha esaurito la sua funzione di scambio d'informazioni, non è detto che non interessi a nessuno, significa solo che nessuno ha novità da aggiungere, ma molti potrebbero essere ancora interessati a leggere

 
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ciao adelchi :
No le stufe a pirolisi già esistono solo che solo in alcuni casi vengono definite appunto pirolitiche, basta guardare i rendimenti delle ultime stufe sia a biomassa che pellet che superano il 90% e te ne accorgi anche guardando bene il funzionamento ,solo che costano tantissimo e cmq. richiedono uno sfiato (canna esterna) che è effettivamente indispensabile per evitare incidenti a mio modesto parere

il nostro obbiettivo sarebbe o dovrebbe essere. di potersi costruire la propria stufetta con pochi soldi ed abbastanza facilmente utilizzabile senza dover pagare fino ad 8.000 euro o più per una stufa di quelle in commercio
 
Ultima modifica da un moderatore:
Condivido.
Credo, come te, che si possa fare un riscaldamento fai-da-te con semplici stufette.
Tra circa un mese potrò disporre di uno spazio ove fare prototipi.
Farò stufette a camera semplice, poichè ritengo inutili quelle a doppia camera.Infatti la combustione avviene non esattamente come pirolisi "classica" ma per gassificazione. In cui l'ossigeno funge e lavora...Non è affatto assente.
Quel che farò, tenuto conto di esperienze precedenti (mi sono letto una catasta di post precedenti) è un cilindro diametro mm120 e altezza il doppio, mm240.
Poi gli opportuni taglietti lunghi 40 mm sul bordo alto del tubo, distanti 15 mm e stortati con una pinza, in modo da dare un'entrata tangenziale all'aria di combustione.
Importante poi mettere una cappetta che riduca l'uscita fumi a diametro mm.80...E sopra un tubo ovviamente da 80 lungo mm500-600 per dare tiraggio alla fiamma.
Il tiraggio della fiamma è importante, in quanto richiamerebbe aria dal di sotto della stufa che andrebbe ad alimentare la gassificazione del truciolato- cippato- pellet ecc...
Ovviamente si deve trovare un equilibrio tra sezione dell'aria comburente il gas e la sezione comburente il truciolato...Con delle prove...
 
Ciao adelchi :
Non sono d'accordo sulla monocamera per il semplice motivo che la doppia camera se le proporzioni sono esatte NON produce fumo in fase di spegnimento mentre la monocamera ,tipo Elsa per intenderci, si e ,come ho scritto prima , ci si deve in ogni caso premunire con una canna fumaria esterna o in ambiente molto ventilato non per un inquinamento ma per il sequestro di ossigeno dovuto alla fiamma .
Questo almeno dalle mie personali esperienze
 
Ciao broker !
1) Riguardo a bi-camera, interessante quanto mi dici sui fumi. Cosa da approfondire.
2) Riguardo al tubo di scarico, sono d'accordo in caso di utilizzo in ambienti chiusi.
La questione che ti vorrei porre a questo punto è :
Come fare lo scaricamento ceneri (biochar) e il caricamento cippato senza dover ribaltare la stufetta ?
Cosa che sarebbe semplice in una picola, del tipo uso all'aperto, senza canna fumaria. Mentre in una più grossa, con la canna fumaria, sarebbe gravoso e scocciante non poco...Anche perchè si dovrebbe lasciar raffreddare il tutto prima di metterci le mani:cry:

Per broker...
Dimenticavo il punto 3...
3) Riguardo al consumo di ossigeno del locale al chiuso, troverei opportuno provvedere ad un prelievo dell'aria esterna tramite un tubo che dall'esterno arrivi alla stufetta...Come già si può fare con le stufe a pellet...E in tal caso sarebbe utile avere la doppia camera.
 
Ultima modifica da un moderatore:
Ciao broker !
2) Riguardo al tubo di scarico, sono d'accordo in caso di utilizzo in ambienti chiusi.
La questione che ti vorrei porre a questo punto è :
Come fare lo scaricamento ceneri (biochar) e il caricamento cippato senza dover ribaltare la stufetta ?
Cosa che sarebbe semplice in una picola, del tipo uso all'aperto, senza canna fumaria. Mentre in una più grossa, con la canna fumaria, sarebbe gravoso e scocciante non poco...Anche perchè si dovrebbe lasciar raffreddare il tutto prima di metterci le mani:cry:

Secondo me lo scaricamento si può tranquillamente fare a stufa spenta (come del resto in tutte le stufe a legna di mia conoscenza ) sia ribaltando ma anche attraverso sportelli creati ad hoc come nelle altre stufe a legna
Per l'alimentazione invece si può eseguire anche attraverso delle coclee sia dal di sopra ma anche con lo stesso sistema dei cassetti come per lo scarico .
Personalmente non vedo grosse differenze tra una stufa "normale" e questa per le operazioni che mi hai prospettato ma tieni presente che anche un "bruciatorino " da circa 12 cm di diametro e circa 30 di lunghezza del tubo interno ti manda in giro un bel po di calore quindi farli molto più grossi secondo me per un uso casalingo non conviene (una fiamma di 12 cm di diametro per una lunghezza di 30 o piu riscalda un ambiente medio , una stanza di circa 20 metri quadri ma anche piu grande,abbastanza in fretta e bene )

Per broker...

Dimenticavo il punto 3...
3) Riguardo al consumo di ossigeno del locale al chiuso, troverei opportuno provvedere ad un prelievo dell'aria esterna tramite un tubo che dall'esterno arrivi alla stufetta...Come già si può fare con le stufe a pellet...E in tal caso sarebbe utile avere la doppia camera.

Concordo utilizzare l'irragiamento attraverso un vetro termico o anche un sistema tipo termocamino sarebbe senz'altro più sicuro che una fiamma libera in mezzo alla stanza ma i caminetti esistono non bisogna inventarli :)



Ciao adelchi :)
 
Ciao Broker !
Tutto logico quello che mi hai risposto.
Adesso quello che mi fa pensare, è come "scambiare" il calore della combustione che se ne va col tubo di scarico, con l'aria ambiente.
Credo indispensabile uno scambiatore di calore a fasci di tubi, investiti da aria forzata tramite ventola, che recuperino il più possibile il calore uscente.
A questo punto veramente vorrei fare qualche prototipo. E fare filmato da farti vedere.
Confido di poterli fare senza tanti problemi...Ma purtroppo il brutto verrà al passaggio della produzione in piccola serie e vendita. Già mi vedo quelli del fisco come sciacalli affamati mordermi ai polpacci...:cry:
 
*** Citazione superflua rimossa (il testo è qui sopra, chiunque lo può leggere anche senza citazioni). Violazione art.3 del regolamento del forum. nll ***

Per il calore anche così i tubi fanno da termosifone essendo interni all'appartamento ma puoi anche utilizzare delle serpentine intorno al bruciatore per trasmettere a dei termosifoni veri e propri il calore (termocamino appunto)
Per le noie fiscali mi spiace ma non conosco molto bene la materia per poterti dare una risposta se la cosa và conviene rivolgersi a dei commercialisti seri, ma finchè è artigianale non soggetta a vendita credo che sia di là da venire
ciao
 
Ultima modifica da un moderatore:
Secondo me lo scaricamento si può tranquillamente fare a stufa spenta (come del resto in tutte le stufe a legna di mia conoscenza ) sia ribaltando ma anche attraverso sportelli creati ad hoc come nelle altre stufe a legna
Per l'alimentazione invece si può eseguire anche attraverso delle coclee sia dal di sopra ma anche con lo stesso sistema dei cassetti come per lo scarico .




Ciao adelchi :)

Ciao broker...
Solo una precisazione.
La stufetta non si può (e non si deve!) alimentare dal di sopra,buttando dentro il combustibile-
Perchè questo è normale nelle stufe a combustione normale.
In quelle a gassificazione si accende sulla parte superiore. E man mano la combustione (in carenza di ossigeno) scende sino ad arrivare alla fine, in basso. E man mano che la combustione scende le ceneri si formano sopra, e non sotto.
In pratica, se dal di sopra aggiungi cippato, questi non brucerà. Se ne starà li a galleggiare.
E se si accenderà farà solo casino.
Quindi :
1) accendere sopra.
2) mettere la cappetta per dare tiraggio.
3) attendere la fine combustione.
4) aprire lo sportellino in basso per togliere la cenere.
5) aprire lo sportello in alto per ricaricare
E così via, altro ciclo.
Avendo chiaro questo, non ci saranno delusioni.
Ciao.
 
Ciao adelchi :)

Allora tutto giusto solo una piccola delucidazione .
Essendo il nostro "accrocchio" un gassificatore una volta iniziato il processo di gassificazione la fiamma si alza dal combustibile per essere combusta a livello dei fori in alto e nel bruciare sequestra ossigeno ( succede la stessa cosa se si mettono dei pezzettini di carta al centro di un bruciatore a gas normale in cucina, il pezzettino di carta non brucia ma si carbonizza) il risultato è che si crea tra il combustibile(legno , pellet ecc ..) e la fiamma in alto una camera anaerobica cioè senza ossigeno dove si può mettere dentro, naturalmente rispettando le dimensioni del bruciatore, quasi qualsiasi cosa che essa carbonizzerà senza bruciare e lo farà istantaneamente o quasi, io ho provato a metterci dentro plastica, foglie verdissime ecc..e non ha dato pur carbonizzando nessun fumo o cattivo odore di risulta .Il motivo è semplice perché non brucia ma gassifica il combustibile continuando finché ha materiale da carbonizzare sopra o sotto .
Avevo costruito il mio prototipo appunto per dimostrare che il problema dei rifiuti si poteva e si può affrontare senza inquinare o quasi l'ambiente spendendo molto di meno di quello che si dice e ricavandoci anche un bel pò di energia a costo zero ed anche avendo per la stragrande maggioranza dei casi altro combustibile di risulta che sia syngas carbonella, olio di pirolisi ecc, anche perché quasi tutto il co,co2,diossina e via dicendo viene sequestrato nella carbonella di risulta(nel caso di biomassa vegetale) che potrebbe a sua volta essere ribruciata o immessa come fertilizzante nei terreni .
Certamente il discorso non finisce qui e ci sarebbero molte altre cose da dire ma spero di aver chiarito il mio punto di vista
 
dove si può mettere dentro, naturalmente rispettando le dimensioni del bruciatore, quasi qualsiasi cosa che essa carbonizzerà senza bruciare e lo farà istantaneamente o quasi, io ho provato a metterci dentro plastica, foglie verdissime ecc..e non ha dato pur carbonizzando nessun fumo o cattivo odore di risulta .Il motivo è semplice perché non brucia ma gassifica il combustibile continuando finché ha materiale da carbonizzare sopra o sotto .

Ciao broker !
Mah...! Continuo a ritenere che quello che vai ad aggiungere sopra non venga gassificato ma solo combusto. Dando l'inconveniente di resa scarsa e montagne di cenere.
Però, dovrei provare...
Per caso hai fatto dei filmati su YouTube ?
:preoccupato:
 
*** Citazione superflua rimossa. Violazione art.3 del regolamento del forum. nll ***

Personalmente no ma ve ne sono tanti che dimostrano quello che dico .te ne incollo uno
http://www.youtube.com/watch?v=8KlLQ6n1Rjc


Non è mio ,ed anche se non si capisce bene perché l'autore parla in dialetto campano le immagini sono abbastanza eloquenti .
Non sono molto d'accordo con quello che dice in quanto è inutile utilizzare un bruciatore aperto per lo smaltimento ed esistono in commercio bruciatori chiusi che svolgono molto meglio il compito però ha il vantaggio di far capire bene il principio fisico ed il meccanismo
 
Ultima modifica da un moderatore:
Caro amico,
Ho visto il video. Peggio che andar di notte...
E' il solito casino di chi non capisce la differenza tra normale combustione, pirolisi classica, gassificazione ( che poi è il caso che ci interessa).:cry:
Appena possibile comincerò a fare qualche disegnino e foto.
Ciao.
 
d'accordo con te le immagini sono più eloquenti delle spiegazioni ed è quello il motivo per cui l'ho postato.
Il principio fisico di quello che dicevo si vede bene ed anche la pratica per raggiungere il risultato essendo che viene gassificato tutto o quasi tutto non conta che sia sopra o sotto , come raggiunge la temperatura di gassificazione gassifica ,questo volevo mettere in evidenza cioè che la parte più vicina alla fiamma naturalmente più calda gassifica per prima poi mano mano a scendere sino a esaurire il combustibile vi sono dei video/foto/disegni anche all'interno di questa discussione nelle pagine precedenti che lo mostrano quindi se introduci una biomassa nella camera anaerobica creatasi tra il combustibile e la fiamma questa essendo nella parte più calda dell'apparato gassifica prima
un saluto :)
 
Ultima modifica:
In napoletano sarebbe meglio discutere di pizze. Se vi interessasse approfondire l'argomento e non scrivere certe stupidaggini posso suggerirvi qualche testo di chimica delle medie . La minchiata migliore è il sequestro della diossina nella carbonella
 
caro Sulzer1:
Il problema vero invece è scendere dai troni e spiegare la propria posizione senza dare patenti .
Personalmente ho costruito un piccolo bruciatore /gassificatore ci ho messo dentro, a processo avviato con pellet, anche le bottiglie vuote dell'alcool con cui avevo avviato il processo e non si è visto né il fumo né si è avvertito il cattivo odore della plastica bruciata, poi ho messo dentro anche foglie di ciliegio verdissime ,turbine tipo tornado all'interno ma ancora niente fumo esterno ,chiaramente quantità accettabili alle ridotte dimensioni del bruciatore, premetto che il bruciatorino è di 12 cm di diametro e circa 30 di profondità .

Per le emissioni non ho letto da nessuna parte che si emetta diossina eppure se si bruciano le stesse cose in special modo le plastiche all'aperto la diossina c'è eccome al di là di quello che dice il signore del video

http://it.wikipedia.org/wiki/Gassificatore

[URL]https://it.wikipedia.org/wiki/Pirolisi


https://it.wikipedia.org/wiki/Inceneritore


LA PIROLISI E' MEGLIO DELL'INCENERITORE[/URL]
 

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