Stufette a biomassa e biochar


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[TD="align: left"]mah...c'è molta confusione su questa storia dei brevetti della lucia stove..esiste la prova che documenta che in italia il brevetto è stato respinto, quindi in italia il brevetto della lucia Stove non dovrebbe essere valido:

UIBM - Ufficio Italiano Brevetti e Marchi

ho trovato invece un brevetto europeo internazionale depositato:

Espacenet - Bibliographic data

come bisogna comportarsi in questo caso??...quale delle due informazioni è valida??...inoltre sul sito di Nathaniel Mulcahy, Worldstove • … a million stoves to help save the world non esistono informazioni di contatto, non un indirizzo email..a parte 2 link alle rispettive pagine di facebook e twitter...[/TD]
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(UIBM - Ufficio Italiano Brevetti e Marchi) se questo link non funziona entrare nella pagina, fare la ricerca per titolare:
MULCAHY NATHANIEL
o per n. brevetto:
TO2008A000823 e si vedrà che la domanda per il brevetto in italia è stata respinta l'8 maggio 2010
 
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brevetto lucia stove

brevetto lucia stove

ciao antar,
la vicenda di nat e la lucia è complicata; l'ha venduta in alcune centinaia di pezzi alla fine 2009 ed inizio 2010; poi forse per problemi finanziari o di produzione, non c'è stato più nulla in commercio; se ne è andato in giro per il mondo ad haiti ed altre parti in Africa a fare stufe per popolazioni svantaggiate, sua grande e meritevole passione, ma non ha dato loro la vera lucia stove, ma un suo più semplice derivato la origami stove, senza ventola e meno efficiente ed interessante per noi italiani ed europei; ora pare che stia per ripartire con le vendite;
non so se il brevetto è valido in Italia, ma ha importanza solo se hai intenzione di riprodurla su larga scala, se vuoi fartene un esemplare per te, e non lo metti in commercio, nessuno ti vieta di farlo, sempre che tu ci riesca con efficacia, cosa che sinora non è riuscita a molti:
ciao
 
Ciao Domenico..devo dedurre che se il brevetto in italia è stato respinto, significa che secondo la legge italiana non è valido e quindi l'idea è liberamente producibile da tutti in italia, però non sono un esperto di diritto internazionale quindi non so ancora come funzionano queste cose...mi meraviglia anche molto il fatto che Nat non abbia un indirizzo email in cui può essere raggiunto, a parte i contatti FB e twitter..poi per quanto riguarda la costruzione di una stufa simile alla Lucia, io ne ho costruita una molto più efficiente..che ovvia ai problemi di come ottenere la fiamma "fibonacci" in modo semplice, e la stufa può essere alta anche un metro senza comprometterne minimamente la gassificazione...nel mondo la stufa tipo lucia è già prodotta su larga scala in moltissimi paesi, e non so credo siano tutte state ispirate dalla Lucia Stove e che ne paghino i diritti di marchio: in Taihlandia c'è Alexis Belonio che le produce già su larga scala e da tempo: http://www.youtube.com/watch?v=h5umoDIAXLY, in india è già in produzione dalla Oorja: http://www.youtube.com/watch?v=6cxlwMmLCQ4 e dalla Navshakti: http://www.youtube.com/watch?v=3787i9ZjZ_I, in Africa e in Sudamerica è già in rapida diffusione, grosse aziende come la Philips la stanno già spartendo la torta con le grosse multinazionali: http://www.whiteboardmag.com/innovation-philips-developes-a-smokeless-stove-for-africa-and-india/, o come questo: http://www.youtube.com/watch?v=cNcbT72-WbY&list=PLF6lM65O9IThE5cKzHnDfTGL_uZCGMYCD ...
 
antar

antar

io conosco già da tempo tutte le stufe a gassificazione che hai postato; mi piaceva la Orja e l'altra indiana, ma hanno efficienze dichiarate ddel 35% o del 50 %, data dalle certificazioni; conosco anche quelle di belonio e quella della philips che l'ha ritirata dal mercato dopo averla prodotta, e poi l'ha lasciata in produzione in sudafrica con una piccola royalty e senza il suo marchio; c'è un americano che ha fatto molto meglio come: Electric wood burning stove | Battery operated stove | Emergency preparedness stove, che è più bello ed efficiente di quell indiane e costa solo 165 dollari; ed ha una linea di boiler collegati e cucine; molto più avanti e si fa produrre i pezzi in Cina; ma le efficienze sono basse al 35% perchè secondo me non hanno la genialità della lucia di nat; lui ha detto 6 kilowatt termici con 93% di efficienza; io ancora non ho trovato nulla a quel livello e le ha vendute a soli 105 euro all'inizio; non aveva capito bene cosa aveva in mano; se tu dici che esiste di meglio, per favore segnalamelo con un prodotto concreto;
ciao mimmo
 
Allora... hai posto sul tavolo più argomenti, per quanto riguarda il primo potresti iniziare dal processo più antico Karrick process - Wikipedia, the free encyclopedia


Mi spiace ma hai sbagliato. Hai postato un impianto di gassificazione anerobica.

La HTC è tuttaltra cosa e serve a produrre char con caratteristiche interessanti e con poca energia.

Vedi per esempio questo impianto commerciale: TerraNova Energy - renewable fuel | systems for hydrothermal carbonization

Si può fare anche a casa... How to make supercapacitors at home part 5 - Hydrothermal Carbonisation - YouTube


Ciao.
 
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Leo, secondo me non hai neanche provato a guardare il link che avevo postato. Il processo Karrick avviene esclusivamente per l'azione del vapore ed essendo discontinuo nella prima fase di riscaldamento si verificano condizioni simili a quelle del processo Terranova che hai postato. Gli scopi e la materia prima sono differenti. La discussione in quel momento non era incentrata sulla produzione di char agricolo ma era più indirizzata in ambito energetico. Non so cos'è un supercondensatore, scusami
 
io l ho costruita

io l ho costruita

Una tlud in terra cotta anni fa!Il prototipo lo feci in terra cruda, feci la base e piantai lungo il perimetro 5 tubi da 1.5 di diametro e 10 cm piu bassi della stufa.i tubi attraversavano la base in modo da pescare l aria x la secondaria.costruii le pareti sempre in terra cruda in modo da annegarvi i tubi rimanessero per metà diametro a vista verso l interno e fossero riscaldati dalle fiamme.Il coperchio lo feci in lamiera con il classico foro centrale.la stufa prototipo andava alla grande,bruciava per un ora e mezza x carica e la terra cruda rilasciava calore x 4 ore pur essendo all aperto.costruii poi da un mio amico un grsnde bruciatore tlud in mattoni alto 130 cm largo 90 a pianta quadrata con 12 tubi da 50 mm di diametro x la secondaria e base scanalata x la primaria,la stufa si caricava da uno sportello laterale che serviva anche x lo scarico del carbone.il mo amico la usava x eliminare le sterpaglie senza fare fumo e si faceva il carbone x il grill e il filtro dell acquario.
 
Ciao a tutti! Mi scuso se riapro un'altra volta la questione ma io ancora non capisco del tutto il funzionamento. Prendiamo, per esempio, la tlud di cui si parlava in parecchi post fa. In quel caso iniziata la pirolisi si chiude l'aria sotto e il gas esce da sopra, si miscela con l'aria e brucia ecc ecc. Nella lucia stove, invece, il gas viene estratto per effetto venturi con aria forzata e miscelato con l'aria nell'intercapedine? Ho capito giusto?
Altra domanda: ho visto il rendering su youtube del funzionamento ed ho visto che la pirolisi parte dall'alto e va verso il basso lasciandosi dietro del biochar che si accumula. Ma da dove arriva il calore che tiene "viva" la pirolisi???

Ciao, *** Sollecito rimosso. Violazione art.1 del regolamento del forum. nll *** Questa mattina ho fatto il mio primo esperimento con la lattina di birra... 8 buchi in alto e 8 un po' più piccoli in basso. Riempita fino a poco prima dei fori alti con pezzetti di legno di abete e gusci di nocciole. Avviata la fiamma con un cucchiaino di acquaragia. La fiamma è partita e dopo qualche minuto (sembra) anche la pirolisi. La fiamma si è alzata una decina di centimetri ma non ha cambiato colore (non è diventata azzurrina). Inoltre quando ho cercato di tappare i fori sotto, la fiamma ha tentato di soffocare. Ho riaperto subito i fori e la fiamma è ripartita. La fiamma è andata avanti per un po' ma ogni tanto vedo del fumo uscire dai fori sotto. Cosa significa? La pirolisi è avvenuta davvero?
 
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forse hai fatto casino...

forse hai fatto casino...

Versando un innesco liquido (acquaragia) non hai acceso solo lo strato superficiale, ma tutta la massa, tutta insieme.
La prossima volta vedi di sbriciolare un innesco solido, tipo un cubetto di diavolina.
Dice il proverbio: Se vuoi arrivare bene, devi partire bene.
 
Grazie per la risposta.
Ok, quindi il fumo da sotto potrebbe essere derivato da quello... Allora oggi provo in un altro modo. Tra poco vado a casa a vedere cosa è rimasto. Se fosse rimasta solo cenere, se non ho capito male, c'è stata solo combustione. Se invece trovo tutto simil carbonizzato, come faccio a capire se è biochar? Basta che provo a ridargli fuoco per vedere se si accende?
Per le domande del post precedente invece???
A dopo!

E' rimasta solo cenere.... Ho riprovato modificando il top della lattina. Ho fatto delle lamelle che ho messo in diagonale per aumentare il "giro" di fiamma ma niente ancora. Adesso proverò con un top con il buco più stretto...
Per la partenza ho utilizzato un cubetto di legno imbevuto nell'acquaragia (senza perdite di gocce...).
La partenza sembrava andata bene ma poi la fiamma è calata e non partiva. Ho messo il top e stasera vedo cosa succede...
 
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Ancora non sei partito bene.
Stavolta hai dato poco fuoco in una zona ristretta.
Devi incendiare TUTTO lo strato superficiale.
E siccome stai usando un contenitore piccolo, devi usare pezzatura piccola, tipo il pellet.
Ciao.

Per le domande del post precedente invece???
A dopo!

Hai messo diverse domande "pesanti" in un solo post...
 
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Fetente troverai sempre e comunque tutta cenere, le stufette sono tutti sistemi aperti, quando finisce l'effetto " tappo di fiamma" la brace si trova nella condizione di un fuoco all'aperto.
Invece di cercare inneschi creativi ti converrebbe utilizzare pezzetti di candela di paraffina o se la trovi paraffina in polvere o in perle.
 
finita la pirolisi bisogna svuotare e spegnere la brace con acqua, altrimenti brucia come normale carbone e va in cenere.
 
Ok. Ho capito. Grazie a tutti per i suggerimenti. Se però troverò sempre cenere, come faccio a capire se c'è stata pirolisi o combustione???
Riparto con le prove....
 
quando c'è la pirolosi la forma del pekket, legno, gusci di noci, si carbonizzano rimanendo inalterati nella forma iniziale, inoltre quando guardi la fiamma vedi che alla base è azzurra come quella del gas.
 
Buongiorno a tutti! Sabato sono riuscito a fare un po' di prove. Ho cambiato lattina. Ho preso una scatola di pelati e ho tagliato il top della lattina di birra in modo da avere un concentratore (era più streatta in alto). Non è il massimo della vita ma almeno ha funzionato. Ho riscontrato parecchi problemi nella partenza in quanto ho usato pezzetti di legno e non pellet, quindi la dimensione, penso, deve aver influito sulla velocità di propagazione della fiamma. Una volta partita per bene la fiamma, ho messo il concentratore, ma la fiamma non si alzava, così ho soffiato per spegnere la fiamma e, con l'accendino, l'ho rifatta partire ed, in effetti, è ripartita dove c'era l'uscita del concentratore. La ripartenza mi ha garantito che ci fosse gas. La fiamma vorticava e in una decina di minuti tutto è finito. Non avendo la possibilità di chiudere i fori sotto, tutto quello che c'era è diventato cenere. Come "primo" esperimento direi che è andato bene.
Adesso voglio farne una grande dentro nella carcassa di un estintore, però, vorrei farla tipo lucia. Nei ritagli di tempo mi metto dietro e vedo cosa riesco a tirare fuori.
Ritengo, però, che sarebbe il caso di rendere un po' più automatico il processo. Il fatto di dover svuotare la cenere, ririempire la stufa, rifare partire la fiamma, il tutto a mano, mi sembra un po' anni '50. Nessuno, che voi sappiate, ha provato un sistema automatico o semiautomatico?
 
un sistema automatico o semiautomatico si può creare con un cassetto estraibile sottostante e la caduta del char con un'apertura sul fondo della camera di combustione, ma questo sistema, credo che sia fattibile a livello industriale o con grande praticità di taglio e saldature, non penso proprio che si possa eseguire con dei barattoli imrovvisati.

un'azienda che stà conducendo questi sistemi e stà producendo la vedi al sito:

*** Auto-promozione rimossa. Violazione art.9 del regolamento del forum. nll ***
 
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Si, però, il problema è sempre la ripartenza. Ammettiamo che quando è tutto finito, si apre il cassetto, si scarica il char, si chiude il cassetto, si riempie il boccale con la nuova biomassa: e poi? Come si fa a fare ripartire di nuovo tutto? Perché mi sembra che tutte le stufe che ho visto siano delle caffettiere. Si svuotano del caffè precedente, si rimette il caffè nuovo e si rimette la caffettiera sul fuoco. Cosa ne dite di un sistema a 45°con il caricamento dal basso in modo che la pirolisi e il caricamento "si rincorrano"?

un'azienda che stà conducendo questi sistemi e stà producendo la vedi al sito:

*** Auto-promozione rimossa. Violazione art.9 del regolamento del forum. nll ***

Si ma dice che fa 6540 kWh!!!!!!!!! Mi sa che è un po' troppo per cucinare..
 
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sul sito che ti ho indicato, l'azienda propone e progetta sistemi per risparmiare, come è scritto nelle prime 2 pagine del sito.
Per rimenere sulla tua osservazione di "caffettiera" ti voglio far riflettere su questo esempio:
per fare del caffè si può usare sia la moka tradizionale inserendo la polvere e l'acqua sia le moderne macchine a cialde, con la moka devo effettuare delle lavorazioni manuali tipo aprire la caffettiera, versarci l'acqua, mettere la polvere di caffè, richiudere il tutto, con un costo di circa 10-12 centesimi a caffè, e l'acquisto della moka circa 30 euro.
con la macchina a cialde accendo la macchina , inserisco la cialda e mi verso il caffe nella tazzina con un costo di circa 50-60 centesimi a cialda e l'acquisto della macchina dalle 180-250 euro.

Da questo si capisce cosa vuol dire risparmiare, limitarci ad usufuire automatismi significa spendere molto di più ( giustamente chi offre questi servizi deve ripagarsi il costo e guadagnare qualcosa), ma se si utilizza parte della tua manualità si risparmia e si spende meno.

una stufa come presente sul sito *** Auto-promozione rimossa. Violazione art.9 del regolamento del forum. nll ***
 
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Con l'esempio del caffé, forse, mi hai convinto... Però, il mio discorso era per una stufa un po' più grossa di un bicchiere di birra. Penso a quelle stufe fatte nei bidoni da olio da 200 litri che potrebbero diventare una "centrale termica" per utenze un po' più esigenti. In quel caso il carico e lo scarico funzionerebbero ogni qualche ora quindi non mi sembra ci possa essere tutto questo spreco di energia.
Nel frattempo ho fatto altre prove con altri barattoli ma la partenza è sempre un problema. I pezzetti di legno imbevuti bruciano fintanto che c'è l'acquaragia, dopodiché si spegne tutto. Il legno diventa nero ma niente più fuoco. Siccome utilizzi scarti di abete in lastre di derivazione brico, può essere che abbiano un trattamento semi ignifugo????
 

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