termocamino: Carinci o Vulcano?


Da non confondere con il tecnico dei termo! ......Che in giro ce n'è ancora parecchi!

Complimenti per l' integrazione con la pdc: biomassa + pdc è la soluzione ottimale. Direi che oramai siamo in molti ad utilizzare tale sistema.

Bella questa.. tecnico dei termo :)

Si, mi trovo molto bene con pdc e tc. Ero partito ovviamente con le mie idee: Caldaia a condensazione e tc (il più grosso possibile) perché pensavo, casa grande tc grande per scaldarla "che così consumo poco gas". Il termotecnico invece mi ha cambiato tutte le carte in tavola: "vuoi consumare poco gas?" allora pdc giusta in relazione alla coibentazione della casa e degli infissi, oltre che al buon rapporto dei m2.
tc dimensionato correttamente che cede all'acqua i kw che servono per lo scambiatore del puffer, né troppi né pochi. FV anch'esso della corretta proporzione per i consumi vista la presenza della pdc.
Sono tutte cose che non puoi fare a caso. E non ho fatto neanche l'allacciamento al gas.. anche se la predisposizione in casa l'ho voluta ugualmente.. (poche centinaia di euro in più alla fine)

Tra l'altro il Carinci, insieme al Vulcano, sono termocamini che fanno i termocamini, pochi kw resi all'ambiente dove sono e tanti resi all'acqua, grandi serbatoi per l'acqua che permettono un'ottima autonomia anche dopo che si è affievolito il fuoco, vetri non troppo grandi per evitare inutili dispersioni. Masse notevoli di refrattario e acciaio. Mi ha anche previsto di inserire a fianco della temperatura del tc, un termostato che indica la temperatura del puffer.. utilissimo per decidere quanta legna caricare.

Se ci fossimo imbarcati io e l'idraulico non saprei dove sarei finito. Quelli spesi per un buon progetto sono stati fra quelli spesi meglio in assoluto... e alla fine mi hanno fatto risparmiare.
 
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Jox, puoi condividere il tuo schema?
Il termo tecnico a cui mi ero rivolto si è rivelato un tecnico termo ed ha progettato una roba che non funziona (ho postato sul forum e avuto conferma)!
E si che dovrebbe essere un professionista specializzato...
Sto quindi mettendo insieme un pò di vostri suggerimenti per poi muovermi al meglio con un'altro...
Grazie!

Sto mettendo insieme altri progetti per capire bene col nuovo professionista...
 
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Confermo che, la presenza del rilevamento della temperatura dell'accumulo, vicino al termocamino è utilissima!!!
 
Il mio monta come centralina la tiemme sys 250, e legge la T dell'accumulo, solo una sonda però

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Dopo che che in alcuni interventi questo post era divenuto una specie di processo al mio impianto di riscaldamento e non una discussione utile a chiarire quale camino offre migliori caratteristiche tra Carinci e Vulcano posso finalmente scrivere una recensione a ragion veduta, visto che da oltre 7 anni utilizzo un caminetto Carinci mod.190 che è stato una vera e propria delusione. Non scriverò nulla sulla resa e l'integrazione nel mio impianto ma mi limiterò a evidenziare le caratteristiche costruttive.
Per una rapida lettura e comprensione evidenzierò in BLU i pregi ed in ROSSO i difetti.
Parto dall'inizio:
Arriva il termocamino e solo toccandolo mentre lo scaricavano la vernice si staccava;
Il termocamino è abbastanza massiccio e pesante le lamiere sono di buon spessore, a differenza di altri termocamini che avevo visto in precedenza;
Nessuna coibentazione, lamiera nuda;
La matricola era un pezzo di carta stampata e attaccata con la colla
(una punzonatura per un'azienda così tanto declamata risulta costosa o complicata?);
Un bellissimo adesivo sottolinea in MADE IN ITALY, sarà vero? (lo vedremo in seguito);
Installazione: forma irregolare e scarico fumi decentrato, quindi difficoltà nel posizionamento, sporgenze varie, vano del portello troppo ingombrante ed esteticamente brutto;
Diametro dello scarico fumi non standard quindi necessita di un adattatore;
Nessun ingresso di aria comburente dal basso, se non quattro fori posti sotto i canali di scorrimento del portello che non vengono menzionati da nessuna parte e non consentono nessuna regolazione.
La mancanza di una presa d'aria dal basso rende difficile modulare la combustione, infatti se la legna è troppo secca brucia immediatamente, se un tantino umida stenta a incendiarsi, BAH! Non poter regolare l'ingresso di aria nella camera di combustione è un vero problema e spesso costringe a lasciare aperto lo sportello per avere una combustione ottimale.
Qui inizia il riscontro delle qualità declamate dai cataloghi e depliant informativi di Carinci, che cito testualmente.
Innovativa tecnica di combustione Carinci, grazie all’accensione dall’alto (SISTEMA ESCLUSIVO BREVETTATO), nel Nord Europa accendono il fuoco dall'alto già dal secolo scorso, maggiore resa, minori emissioni. Qui ci sarebbe un intero capitolo da sviluppare...
Fiamma diffusa: una volta che la legna è preriscaldata brucia tutta per forza;
Pratico e veloce nella pulizia: non ha un cassetto raccoglicenere, quindi bisogna ricorrere alla paletta in ferro (come i miei nonni), inoltre un fastistioso scalino tra il piano e la chiusura rende ancora più difficile l'operazione;
Facilità di carico: la forma irregolare consente di caricare solo pezzi di legno di lunghezza limitata;
Una volta acceso si può notare che il vetro comunque si sporca, a differenza di ciò che che viene dichiarato "vetro sempre pulito grazie al sistema di ingresso dell'aria comburente".
La velocità di riscaldamento non è eccelsa ma è accettabile.
[FINE PRIMA PARTE, non vorrei essere troppo prolisso...]
 
Ciao, grazie per la recensione. Anche io ho un TC tiipo il tuo , solo il mod. 150 montato nel 2015⁰, i tuoi stessi anni.
Per quella che è la mia esperienza, mi trovo in accordo con te per quanto riguarda il vetro che si sporca.
Volevo chiederti, ma lo hai acquistato su internet?
Quando decisi di montare un TC ne vidi alcuni, Vulcano Carinci e uno che non ricordo il nome, ma non mi convinceva lo spessore delle lamiere, troppo fini. Con questo voglio dire, tutte le cose che hai segnato in rosso erano visibili in negozio.

PS brucio legna secca.
 
..................Con questo voglio dire, tutte le cose che hai segnato in rosso erano visibili in negozio.

In negozio non ho provato se la vernice si staccava o misurato il diametro di scarico dei fumi e le sporgenze varie. Poi le rassicurazioni in merito alla capacità di combustione senza l'ingresso di aria dal basso non erano tantomeno verificabili, quindi...
 
Beh, certo, non ho provato a scartavetrare la vernice neppure io... ma tutte le altre cose erano quantomeno visibili, a mio parere. Mi spiace tu ti sia trovato male, per fortuna, non posso dire lo stesso.
pensi di sostituirlo o ti tocca "digerirlo" così com'è?
 
Beh, certo, non ho provato a scartavetrare la vernice neppure io... ma tutte le altre cose erano quantomeno visibili, a mio parere. Mi spiace tu ti sia trovato male, per fortuna, non posso dire lo stesso.
pensi di sostituirlo o ti tocca "digerirlo" così com'è?


Ancora questo è niente, oltre le cose visibili ci sono un sacco di errori "congeniti" di progettazione che in seguito elencherò. Non credo di tenerlo ancora, quanto prima lo manderò al deposito dei rottami metallici.
 
ma sicuro che non ti abbiano venduto un qualche rimasuglio di magazzino? Io ho uno degli ultimi Carinci, non ricordo se il System 2.0, eppure tutte queste magagne non le ho proprio notate, se non quella della pulizia con la scopetta ma è ovvio che sotto non possa avere un raccoglitore per la cenere perchè c'è il braciere per la biomassa e le tubazioni per l'areazione forzata
 
Quoto bravo666 , anche io non ritengo una ciofeca il carici, ma è anche vero che
non sono un intenditore, tanto meno un difensore carini a prescindere. Attendo con curiosità la seconda parte della disamina dello scontento utente.
 
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Beh, certo, non ho provato a scartavetrare la vernice neppure io... ma tutte le altre cose erano quantomeno visibili, a mio parere...

Quelli che ho elencato e sottolineato non ho mai detto che sono difetti occulti ma evidenti errori progettuali e costruttivi, i quali effetti possono essere riscontrati solo con l'uso (ndr)!

Unica caratteristica occulta non menzionata da nessuna parte sono i quattro fori di aereazione posti sotto i canali di scorrimento del portello che non consentono nessuna regolazione.
 
Ultima modifica:
[SECONDA PARTE]
Veniamo alle regolazioni, o meglio alla sola regolazione dell'ingresso di aria dalla griglia frontale posta nella parte superiore dello sportello. Questa regolazione avviene tramite una brugola esagonale ed è possibile solo a sportello aperto. Quindi apri lo sportello, regola l'ingresso di aria, chiudi lo sportello, verifica se la combustione è corretta, altrimenti ricomincia. E così via per almeno 8/10 tentativi, apri, regola, chiudi, verifica; apri, regola, chiudi, verifica; apri, regola, chiudi, verifica; apri, regola, chiudi, verifica. Per poi scoprire alla successiva accensione che o è troppo o troppo poco! Secondo questa teoria progettuale la legna bruciata dovrebbe essere sempre uguale, stesso grado di stagionatura, stessa percentuale di umidità, quasi la stessa dimensione poichè la quantità di ossigeno fornito alla combustione non può essere variato se non rifacendo la regolazione con le modalità già enunciate.
Altra scoperta è la griglia della presa d'aria imprecisa, ovvero non simmetrica con feritoie dello sportello, così alcune feritoie sono più aperte mentre altre più chiuse. Ho misurato con un micrometro le feritoie ed hanno diversi centesimi di differenza, quindi quando si apre la griglia non tutte hanno la stessa apertura per l'ingresso dell'aria, lo stesso vale quando si tenta di chiuderle, qualcuna rimane leggermente aperta. Se la progettazione e la successiva fresatura e asportazione del materiale per ricavare le feritoie, fosse stata eseguita scrupolosamente e con apparecchiature di precisione, (taglio al plasma, laser, controllo numerico) il risultato non doveva essere questo. La costruzione è realizzata in maniera molto sommaria e la manifattura (IMHO) NON è italiana, probabilmente paesi est Europa. Collegamenti: mandata e ritorno, dimensioni un pollice e un quarto; carico e uscita acqua sanitaria. Quando ho interpellato l'assistenza tecnica circa l'opportunità di montare o meno la valvola anticondensa chiamo il numero di cellulare da "interpellare per qualsiasi dubbio" (cito testualmente dal manuale allegato al termocamino e dagli adesivi apposti sullo stesso) ma nonostante circa 40 (quaranta) chiamate nessuno risponde. Mando una serie di mail di richiesta informazioni ma come volevasi dimostrare nessuna risposta, allora chiamo l'ufficio tecnico della sede di produzione, mi risponde una voce femminile che mi dice le passo un tecnico. Mi risponde un tizio che non si qualifica nè si presenta, stenta a parlare in italiano ed alla fine mi congeda dicendo: "se la vuole montare la monti..." io chiedo: "che diametro?", lui: "un pollice..." io gli dico che la misura corretta è un pollice e un quarto, e lui: "beh, si è lo stesso..."

[FINE SECONDA PARTE, continua...]
 
[TERZA PARTE]
Capitolo accensione e combustione. Come già detto, per la concezione di questo camino senza regolazione dell'aria comburente la legna bruciata dovrebbe essere sempre con lo stesso grado di stagionatura, stessa percentuale di umidità senza considerare che il calore all'interno della camera fa variare le condizionin di combustione. L'ambiente riscaldato e la canna fumaria calda aumenta la combustione, quindi se prima avevate aperto le feritoie per l'ingresso dell'aria adesso risulteranno eccessive e la legna si consumerà più velocemente... Il libretto di istruzioni parla di cinque passaggi per i fumi, ma dalla struttura non si individua affatto questa caratteristica, prova ne è la temperatura di uscita dei fumi che è di circa 230° centigradi (misurati). Oltre a ciò dichiara assenza di fumo nell'ambiente: ma a termocamino freddo facilmante tutto il fumo torna indietro e l'assenza di un sistema di chiusura parziale dell'uscita fumi (a sportello chiuso) fa sprecare molta energia. La chiusura della porta non è perfetta e spesso escono piccole quantittà di fumo, oltre al fatto che con lo sportello aperto le asole di scorrimento della porta creano dei piccoli vortici di aria che tirano il fumo.
Altra caratteristica decantata è la cappa anti intasamento, ma anche se non si intasa è comunque necessaria la regolare pulizia della fuliggine. E a proposito di pulizia il bello, o il brutto se preferite, viene quando bisogna rimuovere la piastra in fondo al focolare è difficile toglierla senza infilarsi dentro il camino ed è facile farsi male. Ma la vera difficoltà è rimetterla in sede, maledirete il giorno che avete scelto questo camino.


[FINE TERZA PARTE, continua...]
 

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