Tesla

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Da quel che si sa,tutte le onde che si propagano nel vuoto camminano imperterrite.Tutte le onde che incontrano materia si rallentano,cedendo energia ad ogni impatto.Infatti la stratosfera si ionizza appena i raggi solari entrano in quel campo.E i raggi cosmici non riescono a penetrare piu' di tanto nel sottosuolo,ed è sottoterra che vengono costruiti gli acceleratori di particelle ed affini,proprio per evitare interferenze con onde che provengono dallo spazio siderale.Ma catturare i raggi cosmici non è certo facile,purtroppo......dico purtroppo perchè,per quanto esigui di numero,hanno un elevatissima energia ...a meno che Tesla non li catturasse grazie a un'asta verticale,lunga alcuni metri,in cui si incanalavano per poi scaricarsi ,alla base dell'asta metallica,su condensatori e valvole

Edited by OggettoVolanteIdentificato - 15/3/2006, 22:02
 
Nello schema indicato, un conduttore verticale è attraversato da un impulso di corrente ad alta tensione molto stretto.

Ciò causa due tipi differenti di campi.

Il primo campo è magnetico, dove le linee di forza magnetica ruotano intorno al conduttore. Queste linee sono orizzontali e ruotano in senso orario se osservate dall' alto. Il campo magnetico permane finchè il flusso di corrente attraversa il conduttore.

Il secondo campo è l'onda di energia radiante. L'onda si presenterà soltanto se l'impulso di corrente è direzionale (in un senso), cioè non si presenterà se il conduttore è alimentato con corrente alternata. L'onda si irradia orizzontalmente dal conduttore verticale in ogni direzione sotto forma di shock wave.

Questo evento non si ripete se il conduttore è alimentato da corrente costante. L'energia radiante prodotta e che può essere prelevata da questo evento è 100 volte superiore all'energia di impulso iniziale.

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Sulla mia dispensa di Progettazione dei Sistemi Elettronici, riguardo la propagazione di un segnale su una linea di trasmissione, c'è una figura pressoché identica a quella postata da Fuelless. Dico pressoché identica perché al posto della dicitura "onda di energia radiante" da me c'è scritto "campo elettrico". La figura sulla mia dispensa serve a dare una giustificazione alquanto rozza di un fenomeno detto crosstalk (ovvero diafonìa) che si verifica quando in una linea (od in entrabe) scorre un segnale di tipo impulsivo, al quale, quindi, è associato un ampio spettro frequenziale. Dicevo rozza perché è lecito considerare il campo elettrico e quello magnetico completamente disaccoppiati solo in regime di correnti-tensioni continue, o al più se le correnti-tensioni non sono continue, in una zona dello spazio molto vicina alla linea sulla quale viaggia il segnale detta appunto "zona dei campi reattivi". Ciò che avviene realemente è che nel dieletrtrico circondante le due linee si propaga un'onda em, ovvero il campo elettrico è intimamente legato a quello magnetico, quindi disegnare separatamente il campo magnetico e quello elettrico prodotti da una linea di trasmissione sulla quale viaggia un segnale con fronti molto ripidi (cioè impulsivo) non è corretto. Tale raffigurazione aiuta a capire intuitivamente il fenomeno del crosstalk, ma non rappresenta i campi em reali propagantisi attorno alle linee.
Ciao
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CITAZIONE
Nello schema indicato, un conduttore verticale è attraversato da un impulso di corrente ad alta tensione molto stretto.​

Qunto stretto? (Bisogna capire come generarlo e quindi i tempi sono molto importanti)
Hai qualche link o info in proposito?

Ciao
 
CITAZIONE(Wechselstrom @ 16/3/2006, 00:02)
Sulla mia dispensa di Progettazione dei Sistemi Elettronici, riguardo la propagazione di un segnale su una linea di trasmissione, c'è una figura pressoché identica a quella postata da Fuelless. Dico pressoché identica perché al posto della dicitura "onda di energia radiante" da me c'è scritto "campo elettrico". La figura sulla mia dispensa serve a dare una giustificazione alquanto rozza di un fenomeno detto crosstalk (ovvero diafonìa) che si verifica quando in una linea (od in entrabe) scorre un segnale di tipo impulsivo, al quale, quindi, è associato un ampio spettro frequenziale. Dicevo rozza perché è lecito considerare il campo elettrico e quello magnetico completamente disaccoppiati solo in regime di correnti-tensioni continue, o al più se le correnti-tensioni non sono continue, in una zona dello spazio molto vicina alla linea sulla quale viaggia il segnale detta appunto "zona dei campi reattivi". Ciò che avviene realemente è che nel dieletrtrico circondante le due linee si propaga un'onda em, ovvero il campo elettrico è intimamente legato a quello magnetico, quindi disegnare separatamente il campo magnetico e quello elettrico prodotti da una linea di trasmissione sulla quale viaggia un segnale con fronti molto ripidi (cioè impulsivo) non è corretto. Tale raffigurazione aiuta a capire intuitivamente il fenomeno del crosstalk, ma non rappresenta i campi em reali propagantisi attorno alle linee.
Ciao
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Campi magnetici e campi elettrici sono conseguenze reciproche abbastanza
scontate ...

Quello che si vuole mettere in evidenza sono fenomeni poco conosciuti
che riguardano aspetti dell'energia radiante, aspetti interessanti che
conducono a fenomeni notevoli trattati e indagati molto bene da Tesla,
Moray, Gray e tanti altri ...

Prova a indagare i loro progetti, i brevetti, la loro vita, il loro lavoro.
Coglierne l'essenza non è semplice, ma la sostanza c'è ... o almeno questo è
il mio giudizio, la mia impressione ...
 
CITAZIONE(acirasa @ 16/3/2006, 09:42)
CITAZIONE
Nello schema indicato, un conduttore verticale è attraversato da un impulso di corrente ad alta tensione molto stretto.​

Qunto stretto? (Bisogna capire come generarlo e quindi i tempi sono molto importanti)
Hai qualche link o info in proposito?

Ciao​

L' ALTA TENSIONE NON PERDONA ... attenzione.

Tesla parla di microsecondi ...
 
per quel che riguarda l'evento radiante ci vorrebbe Ed.Gray lui e ferrato sull'argomento ,solo che adesso è desaparecidos!!!!!

io non ho visto gli schemi (se sono veri?) della famigerata auto con "l'antennone" ma siamo sicuri che non si trattasse di elettrostaticità?
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tratto da energoclub.net
 
pultroppo dell'auto di tesla si hanno solo alcune foto e pochi appunti tutto il resto chissa...
 
Tutti ricorderanno Edison ...
Ebbene, le prime linee ad alta tensione, (qualche migliaio di volt), erano in corrente continua.

La distribuzione di energia a grande distanza rappresentava un grosso problema a causa delle enormi perdite ... la maggior parte dell'energia
veniva dissipata dalla rete di distribuzione e per raggiungere le grandi città erano necessarie molte sottostazioni per compensare le perdite.

Problemi anche in cabina alta tensione ... molti tecnici dell'epoca,
al momento dell'accensione "switch-on", perdevano la vita al main-switch
e con loro anche altri nelle immediate vicinanze ...
Problemi analoghi anche sotto le linee aeree dove molti operai perdevano la vita.

Si è creduto che questo strano fenomeno fosse elettricità statica, si presentava soltanto a switch-on e per alcuni millisecondi.

Il problema fu risolto più avanti con interruttori schermati collegati a terra
e con linee aeree più adatte.

Tesla ha calcolato che le tensioni prodotte erano centinaia di volte più grandi di quelle fornite dal generatore. Era chiaro che la tensione era stata amplificanda o aumentanda in qualche modo, ma la domanda era:
da dove veniva l'energia supplementare?
 
ma è cosi chiaro!!!!
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nel microsecondo che precede lo scorrere della corrente si sviluppa una perturbazione dell'equilibrio eterico generando un forte impulso radiante che colpisce i poveri malcapitati!!!!!!
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lasciando perdere la mia satira ,,, come si puo convertire il "campo elettrico" in potenziale utile?

Edited by reattivo - 16/3/2006, 21:56
 
La chiusura di un interruttore equivale all'instaurarsi sulla linea elettrica di un gradino di tensione con fronte di salita molto ripido. Ora, un filo è solo idealmente un cortocircuito: infatti ad esso è sempre associata una capacità, una resistenza ed un'induttanza parassita. Ebbene, nel caso di filo dominato dall'induttanza, le extratensioni sono dovute proprio al comportamento simile a quello di un induttore da parte del filo stesso.
Facciamo un banale esempio numerico:
suppongo di avere un filo di rame la cui induttanza parassita sia 1 microH, modellato come un induttore. In 100 ns la corrente che scorre nell'induttore passa da 0 A a 100 A. Secondo la formuletta
CODICE
. d I
V = L ------- = E-6 * 100 / E-7 = 1 kV
d t​

vedo che ai capi dell'induttore, non appena chiudo l'interruttore, si genera un'extratensione di 1000 V. E' chiaro che questo valore di tensione tenderà a calare nel tempo, perché il filo conduttore, andando a regime di corrente continua, si comporta effettivamente come un cortocircuito. E in continua sappiamo che un induttore è uguale ad un corto.
Questo problema delle extratensioni è anche molto sentito nei circuiti digitali quando si verificano delle commutazioni simultanee di molti dispositivi logici. Accade che, a causa dei fronti ripidi caratteristici dei segnali digitali, le porte logiche che stanno commutando richiedono delle correnti impulsive all'alimentazione. Ora, i collegamenti alle linee di alimentazione hanno una piccola induttanza parassita associata ad essi. Quando vengono attraversati da una corrente impulsiva si verifica una caduta di tensione ai capi del collegamento assolutamente indesiderata: questa caduta di tensione è fonte di rallentamenti o di malfunzionamenti dei circuiti digitali.
Ciaociao
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ok capisco cio che hai scritto, secondo te questo fenomeno puo essere ritenuto utile?
il buon Tesla si riferiva a questo fenomeno quando rilevava "anomalie"?
 
Il più delle volte tale fenomeno è indesiderato: infatti in alcuni circuiti di potenza sono previste delle fasi di soft start e soft stop che hanno il preciso scopo di far variare più gradualmente la corrente.
Magari le anomalie cui si riferisce Tesla coinvolgono altri fenomeni, oltre che queste extratensioni.
 
Si,le caratteristiche del soft-start aiutano le circuiterie a non andare in tilt da extratensioni.Solo che,da quanto sto capendo,qui si accennava a sistemi ad impulso,mentre le soft-start entrano nell'ambito di onde quadre alternate,in cui varia il duty-cycle. A quanto pare,sembra che impulsi fortissimi riescano a 'strappare' elettroni dal materiale conduttore,e il campo generato è molto piu' intenso dell'impulso applicato..... P.S. fra un po' si parlerà di Testatika,lo so già
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Forse gli impulsi di corrente imposti sono talmente forti tanto da imprimere a qualche elettrone un'energia cinetica sufficiente a superare la barriera di potenziale metallo/isolante (dove l'isolante è l'aria)... Un fenomeno tipo hot electron injection?
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L'evento radiante è causato non tanto da picchi di corrente continua in conduttori(linee alta tensione ecc)ma una rapida scarica in aria,almeno di 3000 v e con tempi inferiore a 100us,che provocano uno spostamento dell'etere.Tesla usava uno scaricatore(due elettrodi)acoppiati a un magnete per spegnere l'arco elettrico e rendere l'impulso il più breve possibile.Andate a leggere il libro "The Free energy secrets of cold electricity"si trova su emule.....
 
Ricordo che in Italia è vietato fare sperimentazioni di trasmissine col metodo a scintilla. Il motivo è ovvio se qualcuno lo fa, blocca la ricezione a tutte le frequenze delle radio anche a parecchia distanza.
 
CITAZIONE
Ricordo che in Italia è vietato fare sperimentazioni di trasmissine col metodo a scintilla. Il motivo è ovvio se qualcuno lo fa, blocca la ricezione a tutte le frequenze delle radio anche a parecchia distanza.​

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sono un terrorista elettroeterico e nn lo so
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Edited by Framoro - 17/3/2006, 20:31
 
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