Guida Titolazione (Controllo PH Olio esausto X Soda Caustica) - EnergeticAmbiente.it

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Guida Titolazione (Controllo PH Olio esausto X Soda Caustica)

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  • #61
    Salve, dato che questo è il mio primo post, per prima cosa ringrazio e saluto i tutori del forum.

    Volevo approfondire la discussione confermando che non è indispensabile la Fenolftaleina, infatti ho provato con successo un comune PH test che vendono nei negozi animali/acquari e ho usato gli stessi dosaggi descritti dalla procedura.
    L'unica differenza, molto banale, che cito solo per la cronaca, è la scala colori del PH Test, comunque sono riuscito a raggiungere la colorazione che identifica il PH 8,5.

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    • #62
      Ho letto in giro ma mi sfugge perchè la titolazione deve puntare al pH 8,5. La fenolfetaleina cambia colore a quella gradazione di pH e ci mostra il relativo valore, ma per sapere quanta soda è necessaria per annullare gli acidi grassi liberi non dovremmo puntare ad ottenere un pH neutro, ovvero 7 anche durante la titolazione?

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      • #63
        Se vedi il primo post di jiro180387 c'è scritto 8.5.
        La fenolftaleina è soltanto un colorante che misura il ph in un certo range. Se usi questo prodotto ti devi fermare al colore magenta che corrisponde al ph 8.5. Se usi un altro prodotto ti devi attenere alla cartina tornasole di quel prodotto nella lettura di un ph 8,5 (p.e. nel mio caso blu antracite). Non posso dirti la marca ma ti assicuro che è molto comune.

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        • #64
          Si, il fatto che si debba arrivare ad 8,5 mi è chiaro, non ho capito il motivo visto che dobbiamo misurare la quantità di NaOH-KOH necessaria per per annullare gli acidi grassi liberi, quindi per portare l'olio a pH 7 (in soluzione alcolica).

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          • #65
            Non entro troppo nello specifico mi attengo alla procedura che cita:

            Lo scopo della titolazione è quello di scoprire quanto catalizzatore in più ci occorre per annullare gli FFA.

            e poi:

            Per il nostro scopo ci serve arrivare al valore di 8.5 pH.

            Quindi intuisco che per il processo ci vuole un ph di 8,5 e non 7


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            • #66
              L'ho capito che il valore del manuale è 8,5, ma io sto cercando qualcuno che mi spieghi il MOTIVO di questo valore. Leggendo in giro non sono riuscito a capirlo da solo.

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              • #67
                è semplice se superi 8,5 hai la saponificazione cioè produci sapone.

                ecco perchè si dice di non superare mai i 7 gr per gli oli molto esausti proprio perchè durante il processo potresti avere sapone e non biodiesel.

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                • #68
                  hahahaha ragazzi siete spettacolari in questo forum ... vedo anche tanta confusione sull'argomento chimica .. e mi piacete cosiiiii ...dunque Jiro Andrea mat voleva sapere perché nella titolazione deve arrivare a ph 8,5 .. Andre è molto semplice per salificare tutto l'acido grasso libero viene usato sodio idrossido (che in chimica si identifica come base/alcali forte) , mentre l'acido grasso è un acido debole ... nelle titolazioni di acidi deboli con basi forti il ph del sale formatosi (esempio ...oleato di sodio) e' basico (quindi sopra al 7) .... invece le titolazioni con acido forte e base forte danno sali neutri e le titolazioni di acidi forti e basi deboli danno sali acidi .... quindi se ti fermi a ph 7 durante la titolazione avresti salificato solo una parte di acido grasso e quindi l'analisi nn ti darebbe risultati corretti ..spero di essere stato esaudiente cordialita' Francy

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                  • #69
                    *** Citazione integrale rimossa. Violazione art.3 del regolamento del forum. nll ***

                    la sua domanda era perchè proprio 8,5?

                    la tua risposta dice solo che il ph 7 non da i risultati sperati ma non spiega il perchè del valore 8,5.
                    Ultima modifica di nll; 01-04-2013, 13:46.

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                    • #70
                      ma come no?? il sale che si forma è a idrolisi basica perché dato da acido debole e base forte ...l'ho scritto sopra ..mi sembra che sia chiarissimo

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                      • #71
                        perche proprio 8,5 e non superiore?

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                        • #72
                          perché le titolazioni in chimica sono solo 3(acido debole base forte acido forte base debole acido forte base forte) e gli indicatori utilizzati a disposizione sono mediamente 3 (arancio metile ,rosso metile e fenolftaleina) .. nelle titolazione di acidi deboli con basi forti la curva di titolazione si "impenna" quando il ph va' oltre al ph di viraggio della fenol (la variazione di colore della stessa è 8,34 per l'esattezza) se ci sono dubbi sulla curva di titolazione della sostanza saro' ben lieto di spiegarlo... nella titolazione comunque il sapone per rottura del trigliceride nn puo' avvenire in quanto nn sussitono le condizioni ... studio chimica da 28 anni puoi fidarti di quel che scrivo ...sul metodo che viene utilizzato per la titolazione ...mmm... provate a farlo senza aggiungere olio e ditemi che risultati trovate :-)
                          Ultima modifica di Ospite; 30-03-2013, 11:37.

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                          • #73
                            la titolazione seve per verificare quanta soda caustica ci vuole , se si supera gli 8,5 e provi a produrre biodiesel cosa succede?
                            avrai sapone acco perche del valore 8,5 il ph del sapone in realtà sarebbe 9.


                            lui ha chiesto perche 8,5 e non 7 perche quel valore max.

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                            • #74
                              nn centra nulla la titolazione con la produzione di biodisel, sono due cose separate ...innanzi tutto all'inizio della reazione hai un ph che nn è controllabile in quanto se lo misuri con un ph metro è oltre 14 (il ph metro va' fuori scala ) ... nella titolazione hai tantissima acqua che nn è inserita nella reazione di trans esterificazione ...quindi il ph di 8,5 nn è nella reazione ma solo ed esclusivamente nella titolazione per conoscere gli acidi grassi liberi ....... il ph di 8,5 deve essere rispettato solo sulla titolazione perché la fenolftaleina vira colore a quel ph ..tutto qui ... sn due cose differenti la titolazione dalla trans esterificazione ...la titolazione serve solo a sapere quanto acido libero c'è e quindi quanta soda mettere in piu' per neutralizzarlo nella trans ...e quella soda in piu' che metti nella trans produce sapone!!! i sali sodici delgli acidi grassi SONO SAPONI !! la transesterificazione avviene solo sul trigliceride e nn sugli acidi liberi che chiaramente si trasformano in saponi subito... mi spiego meglio l'olio che noi abbiamo (sia da frittura sia nuovo) si chiamano trigliceridi cioè sono esteri formati da glicerina e 3 gruppi di acidi grassi .. questi hanno una acidita' residua data dalla presenza di acidi liberi che nn hanno esterificato la glicerina ...queste molecole di acido grasso libero danno l'acidita' di un olio (tutti gli oli per legge hanno % di acido libero da rispettare ..tutti!!) nella frittura per contatto con l'acqua contenuta nei cibi si ha una IDROLISI dei trigliceridi parziale ...cioè uno dei gruppi acidi attaccati alla glicerina si stacca per idrolisi con conseguente formazione di un digliceride e di acido grasso oppure un monogliceride + 2 molecole di acido grasso ... questo avviene anche negli oli nuovi con conseguente acidita' di un olio .... detto questo noi dobbiamo transesterificare l'estere (trigliceride o digliceride) ...e nn possiamo mai transesterificare un acido libero ...il suddetto acido reagisce subito con la soda per dare il sale sodico( sapone) .. mentre il trigliceride ci mette circa 1 ora a reagire completamente con il metanolo per dare l'estere metilico (il tempo della reazione completa dipende dalla temperatura)quindi inizialmente di soda libera ce ne sara' moltissima e il ph nn ha senso misurarlo (in quanto è fuori scala oltre 14).. se c'è acqua anche in piccole dosi il trigliceride subisce una reazione di idrolisi basica(reagisce con l'acqua) e quindi toglie parte del trigliceride per la transesterificazione per formare saponi ma questo dipende dalla quantita' di acqua presente... è chiaro il concetto?? ma se pensate di nn aver bisogno di un chimico ...e pensate di poter fare le vostre teorie senza sapere nulla di chimica ..fate vobis io esco anche tranquillamente dalla discussione ...cercavo solo di spiegare la realta' della chimica visto che faccio ricerche da circa 28 anni nel campo chimico ... cordialita' Francy...n.b intanto quel metodo di titolazione nn esiste vedi i metodi ufficiali ...e prova a fare la titolazione senza olio ...capirai perché sto' facendo queste obbiezzioni ...ciao
                              Ultima modifica di Ospite; 30-03-2013, 15:04.

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                              • #75
                                Grazie della spiegazione, tutto molto chiaro, però aggiungo altre domande perchè l'argomento è sfizioso :>

                                Digliceridi e monogliceridi sono transesterificabili? Se non lo sono, non abbiamo possibilità di liberarcene perchè non sono nemmeno salificabili?

                                Capisco Jiro che dice che quando si esagera con la base (NaOH, KOH) invece di una transesterificazione completa (o quasi) si ha metà transesterificazione e metà saponificazione, effettivamente questo lo dice tanta gente che ha esperienza pratica con questo processo. Anche qui mi chiedo il perchè; dopotutto se ci sono tutti gli elementi necessari per effettuare la transesterificazione, per quale motivo questa viene sostituita (anche parzialmente) da una saponificazione a causa di un aumento della base forte?
                                Ultima modifica di AndreaMatt; 31-03-2013, 12:59.

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                                • #76
                                  Originariamente inviato da Mr.Hyde Visualizza il messaggio
                                  *** Citazione integrale rimossa. Violazione art.3 del regolamento del forum. nll ***
                                  ciao mr hyde
                                  volevo farti una domanda, sabato scorso ho fatto la trans........ per produrre biodiesel e non avendo fatto la titolazione ho messo 7gr di soda per lt di olio ma ad oggi verificando il risultato ho visto che non si e' diviso in due parti ben distinte ma e' diventato un pappone "credo che sia sapone" per poter recuperare il tutto posso fare qualcosa oppure e' tutto da buttare, speriamo di no perche' sono 125 lt di olio.
                                  aspetto notizie e ti ringrazio
                                  Ultima modifica di nll; 01-04-2013, 13:38.

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                                  • #77
                                    per duke12 ....ciao caro potresti essere piu' specifico per favore? .. nel senso che alcole usi? (etilico o metilico?, a che concentrazione? che temperatura mantieni durante la trans? quanto tempo li lasci reagire? l'olio lo tratti ? se si in che modo? che olio è(di palma di oliva di semi?) che idrossido di sodio usi? a che titolo di purezza?) ---------------------------------------------------------------------------------------------------------- per AndreaMat ........... mentre nella transesterificazione l'idrossido di sodio serve solo come catalizzatore (cioè nn partecipa alla reazione ma la catalizza e basta) , nella reazione di saponificazione l'idrossido è sia un catalizzatore che un reagente della stessa (cioè partecipa alla reazione in modo attivo ) per la legge degli equilibri mobili gli stessi sono regolati 4 parametri fondamentali (concentrazione, temperatura,pressione e tempo di contatto),la reazione di saponificazione quindi avviene in concomitanza alle trans in modo competitivo (le due reazioni sono competitive) ...in questo caso la pressione nn influenza la reazione di saponificaz , ma gli altri 3 parametri si .. la concentrazione della soda(nella massa totale) è uno di questi (perché aumenta il numero di urti efficaci tra molecole di trigliceride e soda) ,nel senso che essendo un reagente della saponificazione un'aumento dello stesso porta la reazione a spostarsi verso destra ed aumenta la competizione della saponificazione sulla trans, chiaramente nella reazione con olio fritto le dosi di soda devono aumentare e questo aumento riduce la trans e aumenta la competitivita' della saponificaz. difatti come ti dicevo sto' studiando un metodo per trattare l'olio prima della trans in modo da ridurre notevolmente la sua acidita' libera e dosare la soda che si dosa negli oli NON fritti per aumentare la resa(trattamento con CaCl2) e successiva anidrificazione con gel di silice . cordialita' Francy
                                    Ultima modifica di Ospite; 01-04-2013, 21:50.

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                                    • #78
                                      *** Citazione integrale rimossa. Violazione art.3 del regolamento del forum. nll ***

                                      ciao mr.hyde ti ringrazio della risposta ora ti dico quello che ti serve:
                                      per la trans... uso il metanolo 99,5° in concentrazione di 200ml per lt di olio miscelato con 7gr di soda, la temperatura durante la reazione e' costante a 50-52 gradi grazie a una resistenza ho agitato con una pompa per 1,30 ore, l'olio lo filtro con un filtro autocostruito cioe' una retina di ottone abbastanza fine e il tipo di olio e' di semi vari esausto.
                                      oggi ho fatto una prova sul risultato che ho ottenuto "cioe' il pappone" e riscaldandolo a 55° ritorna tutto liquido " densita di olio iniziale" come se non avessi fatto la reazione iniziale.
                                      ciao e ti ringrazio ancora
                                      Ultima modifica di nll; 02-04-2013, 22:57.

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                                      • #79
                                        dunque prova a fare questi 4 test su piccole porzioni( 100 ml) del "pappone" 1_ aggiungi sale da cucina( 10 g su 100ml) e prova ad agitare fino a che si scioglie il sale ( lascia a riposo a 20°C e guarda se stratifica ) 2_ su 100ml di pappone aggiungi circa 100 ml di acqua dist o demi, annota il comportamento lasci separare ,filtra l'acqua dagli acidi grassi e/o saponi e con cartina tornasole o ph metro vedi il ph se basico o acido 3_ aggiungi 0,2/03 g di soda a 100 ml di pappa e scalda per mezz'ora a 50 °C annota comportamento e vedi se separa 4_aggiungi 10 ml di metanolo su 100 ml di pappa scalda a 50°C per mezz'ora la scia a riposo ed annota comportamento.... fatte queste prove ricontattami con i risultati , cosi' vediamo cosa puo' essere successo

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                                        • #80
                                          Casualmente anche io ho avuto un problema di pappone Ho fatto le 4 prove da 100 ml:
                                          1) Sale, migliore stratificazione, netta e sostanziosa. Questa è la foto, il bicchiere non è pieno perchè era di plastica e s'è bucato, probabilmente per la corrosione degli elementi
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                                          2) Acqua, buona separazione, il pH dell'acqua era 8, quello dell'olio non so ancora come si calcola visto che la cartina tornasole non mi cambia mai di colore, se non sbaglio nell'olio si può calcolare la quantità di acidi grassi liberi, non il pH. Ecco la foto
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ID: 1935243

                                          3) Soda (io uso il KOH), separazione discreta, ecco la foto
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                                          4) Metanolo, scarsa separazione, questa è la foto
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                                          • #81
                                            dunque sembrerebbe un problema di separazione per densita' molto vicine (risolvibile con l'aggiunta di sale) ...per poi proseguire con lavaggi acqua e sale del bio , ma volevo farti una domanda ... tu usi KOH , da studi risulta che KOH ha il vantaggio di determinare una migliore separazione del glicerolo dalla fase estere,

                                            comporta anche un minor rischio di
                                            formazione di sapone e di solubilizzazione dell’estere nel glicerolo;
                                            NaOH è più economico e dà una trans esterificazione più veloce...................... inoltre
                                            occorre ricordare che con molto catalizzatore si perde dell’estere per solubilizzazione nel glicerolo ora mi chiedo quanta potassa inserisci? che temperatura e che tempi utilizzi per la reazione? e poi che olio usi? ricordo anche che a 30-35°C la reazione si completa in 4 ore o poco meno dipende dal catalizzatore ,salendo con la temperatura i tempi sono via via decrescenti fino a 40 minuti a 65°C(che purtroppo è il punto di ebollizione del metanolo)...a 65 °C servono reattori con refrigerante a ricadere raffreddato ad acqua altrimenti il metanolo se ne va' nell'aria (attenzione il metanolo è veramente tossico ed infiammmabilissimo !!! .. il metanolo puo' provocare la morte anche per inalazione ...usatelo con cautela)
                                            .
                                            Ultima modifica di Ospite; 03-04-2013, 10:52.

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                                            • #82
                                              Uso KOH perchè avevo letto in giro che genericamente è più efficiente nella transesterificazione, senza conoscerne i dettagli. Dopo aver padroneggiato il processo userò NaOH, l'ho comprata oggi a 0,00152€ al grammo.

                                              Ho usato 3 lt di olio vecchio misto (mi sembra non usato eccessivamente), 600 ml di metanolo, temperatura 50-60°, tempo 55 minuti, 25 gr di KOH 8,3 gr per litro d'olio (base 7 + 1,3 di titolazione), mescolamento con trapano.
                                              L'errore dovrebbe essere la quantità base di KOH da usare, che è 4,9 e non 7 gr. Ho usato questo valore alto (indicato nei siti statunitensi e non italiani) perchè non ero soddisfatto del test 3/27 sul biodiesel della reazione precedente, questo prima che tu mi spiegassi che c'è una concorrenza di reazioni (saponificazione vs transesterificazione), quindi esagerare col catalizzatore fa più danni che utili.

                                              Le 4 prove di separazione che hai consigliato sono interessanti per i risultati diversi ottenuti. Secondo te perchè c'è stata poca differenza di densità tra acqua e biodiesel da lavare?

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                                              • #83
                                                non secondo me .... ma secondo studi effettuati in Italia l'eccessivo dosaggio di alcali puo' determinare lo scioglimento dell'estere nel glicerolo con conseguente dissoluzione parziale e quindi di difficile separazione ... io userei(anzi uso) 3,5 gr di soda base ,poi eseguo il test ufficiale di analisi dell'acidita' dell'olio(è eseguito come standard dai laboratori dell'arpa asl e antisofisticazione per determinare se un'olio è stato prodotto nel rispetto delle norme antisofisticazione) mi spiego meglio DEFINIZIONE DEGLI OLI
                                                Secondo le leggi vigenti gli oli di oliva presenti sul mercato, in relazione alle tecnologie di produzione e a determinate caratteristiche chimiche, prima fra tutte l'acidità libera (espressa in grammi di acido oleico per 100 grammi di olio), sono distinti nelle seguenti categorie merceologiche:
                                                "Olio extra vergine di oliva": estratto per semplice molitura delle olive e avente un'acidità massima dell'1%. È il prodotto qualitativamente migliore;
                                                "Olio vergine di oliva": anch'esso ottenuto per semplice molitura delle olive, avente però un'acidità massima del 2%;
                                                "Olio di oliva": con acidità non eccedente l'1,5%, ottenuto dalla miscela di "olio di oliva raffinato" e di oli vergini (extra vergine, vergine, vergine corrente);
                                                "Olio di sansa di oliva": ottenuto dalla miscela di "olio di sansa raffinato" e di oli vergini, anch'esso con acidità non superiore all'1,5%.
                                                In aggiunta ai precedenti, nella vigente legislazione ci sono altri tipi di oli che non sono però ammessi al consumo diretto:
                                                "Olio di oliva vergine corrente"; "Olio di oliva vergine lampante"; "Olio di oliva rettificato"; "Olio di sansa di oliva greggio"; "Olio di sansa di oliva rettificato".
                                                L' "Olio di oliva vergine corrente" ha un'acidità massima del 3,3% e, se unito all' "Olio di oliva rettificato", darà l' "Olio di oliva".
                                                L' "Olio di oliva vergine lampante" può avere un'alta acidità e/o difetti organolettici; dopo la rettificazione chimica darà l' "Olio di oliva rettificato", utilizzato per ottenere l' "Olio di oliva" mescolandolo con i vergini (o extra o vergine o corrente).
                                                L' "Olio di sansa di oliva greggio" è prodotto mediante trattamento chimico-fisico dei residui di lavorazione delle olive (sansa) con i solventi e, dopo la rettificazione, darà l' "Olio di sansa di oliva rettificato" che, mescolato con i vergini (o extra o vergine o corrente) darà "Olio di sansa di oliva".
                                                Va specificato che:
                                                gli oli rettificati (sia di sansa che di oliva) hanno subito una lavorazione che ne ha compromessa la parte aromatica caratteristica degli oli di oliva atti al consumo; 3
                                                nell' "Olio di oliva" e nell' "Olio di sansa di oliva" non è prescritta la quantità minima di olio vergine (o extra o vergine o corrente) che deve comporre la miscela.
                                                NUOVA NORMATIVA PER LA CLASSIFICAZIONE DELL'OLIO
                                                A partire dalla nuova campagna olearia 2002/2003 entrerà in vigore la nuova normativa CEE come da Reg.1513 del 23 luglio 2001.
                                                Essa infatti prevede un accorciamento delle categorie e, punto importante, un abbassamento del parametro relativo all'acido oleico disciolto in 100 gr. di olio.
                                                Olio extra vergine d'oliva: olio di oliva la cui acidità libera, espressa in acido oleico e' al massimo di 0,8 gr. per 100 gr. e avente le altre caratteristiche conformi a quelle previste per questa categoria;
                                                Olio di oliva vergine: olio di oliva vergine la cui acidità libera,espressa in acido oleico, è al massimo di 2 gr. per 100 gr. e avente le altre caratteristiche conformi a quelle previste per questa categoria;
                                                Olio di oliva lampante: olio di oliva vergine la cui acidità libera, espressa in acido oleico, è superiore a 2 gr. per 100 gr. e avente le altre caratteristiche conformi a quelle previste per questa
                                                . il test ufficiale è il seguente: si prepara una soluzione 1:1 di etere etilico e alcol etilico al 99,9 % , tale soluzione deve essere portata a ph di viraggio della fenolftaleina con soda o potassa 0,1 molare ...in pratica a 50 ml di soluzione si aggiungono alcune gocce di fenolftaleina e si titola con soluz 0,1 molare o normale di soda /potassa , in altro contenitore si pesano dai 5 ai 20 gr di olio (a seconda del grado di acidita' presunto) ...con 10 g nn sbagli mai ... si AGGIUNGONO 50 ml di soluzione precedentemente titolata di alcol etere all'olio in esame , poi si titola con soda o potassa sempre 0,1 molare sino a viraggio al tenue colore della fenol(cioè appena si vede un piccolo cambiamento dall'incolore al rosa pallido)... (la titolazione del solvente alcol etere è necessaria per nn incombere in errori di "falsa acidita' dell'olio") poi i ml di soda/potassa utilizzati per la effettiva titolazione dell'olio vengono annotati da qui partono i calcoli .....ESPRESSIONE DEI RESULTATI:
                                                l'acidità espressa come % in massa di acido oleico è pari a:
                                                (v x c x M) / (10 x m)
                                                V= volume in ml della soluzione a titolo noto di idrossido di sodio usato
                                                c= la concentrazione esatta della soluzione a titolo noto di idrossido di sodio usato
                                                M=il peso molecolare dell'acido oleico(282)
                                                m= il peso in grammi della sostanza da analizzare .................................................. .........una volta trovata la percentuale di acido oleico libero si calcola la quantità di soda da aggiungere in piu' di quella base (3,5 g per litro e nn 7!!) sapendo che 282 g di acido oleico richiedono 40 g di soda (o 56 di potassa) ...si imposta una proporzione ....esempio 1 kg di olio contiene l'1% di acido libero....cioè 10 g di acido libero ... si imposta questa proporzione diretta 282 : 40 = 10 : X ........... X = (40 x 10)/282 = 1,42 g (di soda da aggiungere in piu' rispetto al dato base ad 1 kg di olio e non ad 1 litro ) ... LA CHIMICA è UNA MATERIA MOLTO PRECISA e scrupolosa ed è per questo che risulta di difficile comprensione comunque tutto ha una logica cordialita' Francy
                                                Ultima modifica di Ospite; 03-04-2013, 14:01.

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                                                • #84
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                                                  ancora grazie

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                                                  • #85
                                                    ciao ragazzi per la discussione sulla titolazione dell'olio oggi ho fatto qualche esperimento in merito visionabile qui Biodiesel con metodo infallibile: risultato eccezionale! .... ............................... poi se vi puo' interessare ho fatto qualche ricerca in internet sull'uso del biodiesel nei motori questi sono i risultati trovati ..................................... Utilizzazione del biodiesel nei motori

                                                    Gli esteri degli oli vegetali possono essere utilizzati in tutti i motori Diesel oggi sul mercato senza alcuna modifica, se miscelati con il gasolio fino al 20-30%, o solamente con piccoli accorgimenti nel caso si utilizzasse biodiesel puro.

                                                    Ad oggi la sperimentazione migliore nel settore dell'autotrazione con biodiesel si è osservata nel pubblico trasporto (autobus urbani); le cosiddette "flotte" percorrono un elevato numero di chilometri ogni anno e quindi consentono di ricavare dati statisticamente attendibili.

                                                    Di seguito sono descritti i problemi motoristici emersi nel corso di alcune prove (fonti bibliografiche diverse):
                                                    Compatibilità del materiale

                                                    Utilizzando biodiesel miscelato con gasolio fino al 20% in volume, non si riscontrano problemi di compatibilità con i materiali; ma un carburante con un elevato contenuto di esteri (più del 30 %) causa inconvenienti quando entra in contatto con determinati composti plastici (Gomma Stirene-Butadiene o SBR, Gomma naturale, Gomma Etilene-Acetato, Gomma Etilene-Propilene,isoprene, hyphalone, silicone e polisulphyde) che normalmente costituiscono le guarnizioni degli iniettiori, delle pompe, ecc. Per questa ragione è normalmente sconsigliato l'utilizzo del biocarburante tal quale o in miscele ad alta percentuale di metilesteri a meno di non sostituire le guarnizioni con materiali compatibili.
                                                    Rame, Acciaio al carbonio, Ottone, Gomme fluorurate (Teflon, Viton), Gomma Alto Nitrilico (acrilonitrile>35%), Gomma nitrilica caricata, Copolimero Nitrilica/PVC, Polietilene, Poliammide 11-30 sono tutti esempi di materiali che non subiscono danni particolari in seguito al contatto con i metilesteri di oli vegetali. (Fonte: Novaol)

                                                    Influenza sull'olio lubrificante

                                                    In tutti i test eseguiti si osserva una minore capacità lubrificante dell'olio dovuta all'effetto diluente del metilestere; in pratica il biodiesel trafila dal cilindro, passa le fasce elastiche e diluisce l'olio. Il fenomeno è meno evidente quando diminuisce la percentuale di biodiesel.
                                                    Miscelato all'olio lubrificante il biodiesel può creare una serie di problemi in quanto aumenta il numero di iodio della miscela. Se il numero di iodio dell'olio supera il valore di 115, inizia un processo di polimerizzazione (si formano incrostazioni gommose nei condotti dell'impianto di lubrificazione che determinano la riduzione del flusso di lubrificante) che obbliga alla sostituzione anticipata dell'olio del motore. Tale fenomeno viene ridotto drasticamente utilizzando una miscela al 30% o meno di biodiesel. La polimerizzazione è dovuta alla struttura chimica dei componenti del biodiesel e quindi difficilmente eliminabile; è comunque possibile ridurre tali problemi regolando al meglio il motore.

                                                    Problemi agli iniettori

                                                    Il comportamento degli iniettori alimentati a biodiesel è paragonabile a quello che si osserva utilizzando gasolio. Prove dell'univesità dell'Idaho (Peterson et Al,1997) hanno dimostrato che gli iniettori si incrostano leggermente di più (2-3 volte) con il biodiesel che con il gasolio e che comunque tale problema è di minima portata. Dopo alcune ore di funzionamento si forma una incrostazione carboniosa attorno agli iniettori che tende nel tempo a diminuire di spessore. Esiste cioè un livello critico di deposito raggiunto il quale non i osserva più accumulo di materiale. Tale livello critico per il metilestere sembra essere molto simile a quello del gasolio, mentre si osserva un peggioramento per le miscele al 50%.

                                                    Altre incrostazioni di questo tipo si osservano, come per il gasolio, in prossimità delle valvole (poche) e delle fasce elastiche.

                                                    Sembra inoltre (Schlag S., 2000) che anche con motori dotati di "common rail" l'utilizzo del biodiesel non causi inconvenienti all'impianto purché si abbia l'accortezza di aumentare leggermente (100 bar) la pressione di iniezione. Alcuni problemi (aumento dell'acidità e del residuo carbonioso, minore stabilità all'ossidazione) invece, sembrerebbero nascere a carico del biocombustibile se sottoposto a condizioni così estreme come quelle generate dal common rail.

                                                    Durata e performance del motore

                                                    Numerosi test hanno dimostrato che la durata di un motore alimentato a biodiesel non si discosta molto da quella di un motore a gasolio. Come specificato poco sopra alcuni piccoli accorgimenti rendono il motore perfettamente compatibile anche con il biodiesel puro.
                                                    A differenza del biodiesel, il gasolio causa un maggiore accumulo di ferro, alluminio, cromo e piombo nella coppa dell'olio.
                                                    Tutti i risultati delle prove indicano inoltre che il biodiesel non conduce a sostanziali differenze nel comportamento (potenza e coppia) dei motori se si utilizzano alcuni accorgimenti tecnici, mentre aumentano i consumi specifici, di circa il 10%, a causa del minore potere calorifico del metilestere.

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                                                    • #86
                                                      Questa parte sul common rail è un po' contraddittoria, prima dice che basta aumentare la pressione per non avere inconvenienti e poi dice che ci sono problemi per l'acidità e l'ossidazione. Sbaglio?

                                                      Originariamente inviato da Mr.Hyde Visualizza il messaggio
                                                      Sembra inoltre (Schlag S., 2000) che anche con motori dotati di "common rail" l'utilizzo del biodiesel non causi inconvenienti all'impianto purché si abbia l'accortezza di aumentare leggermente (100 bar) la pressione di iniezione. Alcuni problemi (aumento dell'acidità e del residuo carbonioso, minore stabilità all'ossidazione) invece, sembrerebbero nascere a carico del biocombustibile se sottoposto a condizioni così estreme come quelle generate dal common rail.

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                                                      • #87
                                                        si è vero hai ragione ,bisognerebbe approfondire il concetto

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                                                        • #88

                                                          non c'è nessuno che può parlare per esperienza personale sui motori common rail? mi sembrava che vincester usasse il bio su una macchina common rail, magari provo a sentire se era lui e se ha fatto qualche accorgimento...
                                                          Ultima modifica di LeoNoc; 30-04-2013, 22:34.

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                                                          • #89
                                                            (P.s. hyde elimina un po' di messaggi privati che hai la casella piena... )

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                                                            • #90
                                                              Se la qualita' del bio e' buona non avrai nessun problema con i commonrail.
                                                              tutto

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