Autoconsumo collettivo da Fotovoltaico Proposta di Legge


Vipsolar fotovoltaico

Guarda daniel86, non hai torto, il 25 settembre partecipo al webinar di Italia Solare
Mi sono iscritto anch'io... vediamo che ci dicono...

credo comunque sia azzardato prevedere la fine dello SSP per i vecchi impianti, forse per il futuro.
Speriamo il più tardi possibile, almeno per gli impianti già in essere...

Ho lo stesso dubbio di daniel86 riguardo all'incentivo anche per i nuovi impianti realizzati col 110%, da una parte mi sentirei di escluderlo visto la "gratuità" dell'impianto (+ eventuale accumulo), eventualmente solo dal 21esimo KW in su (ma anche lì, una parte del costo si potrebbe detrarre,boh chi ci capisce è bravo).
Per come leggo e interpreto il comma 3, sembrerebbe che chi dovesse accedere al 110+comunità energetica, non possa percepire l'incentivo di 10/11 c€/kWh. In questo caso ci sarebbe sì l'autoconsumo collettivo (senza incentivo) e il surplus verrebbe immesso in rete e ripagato tramite RID dal GSE.

Il dubbio personalmemte è se si potrà avere un solo contatore di scambio e quindi un solo pod o se servono due contatori di scambio con costi annessi. In un paese evoluto basterebbe un algoritmo per determinare (in modo realistico ma approssimato) le quote immesse da ciascuna sezione
Il contatore di scambio sarà sempre e solo 1. Non c'è bisogno di nessun algoritmo particolare in quanto sarebbe sufficiente dividere la quantità di energia immessa in maniera PROPORZIONALE alla potenza sottesa dalle due sezioni. Questo meccanismo il GSE lo conosce bene in quanto lo applica per gli impianti FTV che hanno 2 sezioni con regimi commerciali differenti (ad es. SSP + V CE: in questo caso il GSE valuta le immissioni proporzionali alle potenze dell'impianto e ripaga l'utente finale in parte con lo SSP e in parte con la TFO). Questo metodo si potrebbe tranquillamente applicare anche per potenziamenti di impianti FTV in SSP con una nuova sezione in RID che sfrutterebbe il 110.

saluti
 
Premetto Nel paese che non c è tutto è possibile. Ma chi fa l impianto con 110% non avrà e ci mancherebbe altro l incentivo di auto consumo , ma " dolo pag rid dell immesso. Comunità o no . Mentre chi lo fara' misto 110 e 50% l incentivo sarà misto e in % pari al rapporto delle potenze tra il 20kwp al 110% e i kwp rimanenti ( max 180kwp) al 50%. Poi il problema sara dividere i proventi del gse tra i consumatori. Ma credo che ci sar5 chi ride e chi piange ovvere chi consuma prevalentemente di giorno che avrà la bolletta alleggerita e chi consuma di sera che l ' arrotondera' di un 5 o 10%. Vaglielo a spiegare perché quest' ultimo risparmia meno di un suo vicino a pari investimento. Anche se fosse 0 € contento non sarà.
 
L'inventivo per gli impianti FV agevolati al 110% c'è se fai parte di una comunità energetica o di una comunità di autoconsumo (stesso edificio) ma viene ribadito l'obbligo di cederla al GSE qualora decidessi di non farne parte.
L'articolo 2 serve a dirimere i casi complessi con impianti misti e cioè impianti vecchi con ssp e/o CE che vengono ampliati con sezioni di impianto NUOVE e INCENTIVATE al 110%. In questo caso sembrerebbe prospettarsi la facoltà di mantenere ssp o ce sulla vecchia sezione di impianto e fare "autoconsumo di comunità" con la nuova sezione. È implicito nel termine "nuova sezione di impianto" che ciascuna sezione avrà un suo contatore di produzione (ed il suo inverter). Il dubbio personalmemte è se si potrà avere un solo contatore di scambio e quindi un solo pod o se servono due contatori di scambio con costi annessi. In un paese evoluto basterebbe un algoritmo per determinare (in modo realistico ma approssimato) le quote immesse da ciascuna sezione di impianto o semplicemente un meter certificato o un banale contatore enel messo tra il contatore di produzione della nuova sezione e quello di scambio. Già mi immagino i magheggi per raggirare qualsiasi sistema tranne "l'algoritmo".

Mi autoquoto perché rileggendomi ho notato un'inesattezza. Nello specifico gli impianti FV al 110% possono accedere solo alle agevolazioni per le associazioni di autoconsumo (100 euro/MWh) e non per le comunità energetiche (110 euro/MWh). Il punto da dirimere per inquadrare il mio caso è se si possono istituire associazioni di autoconsumo nell'ambito di borghi di palazzi e villette che si sono riunite in un supercondominio per la gestione delle aree comuni e dei servizi interni.
Proverò anch'io a partecipare al webinar:bye1:
 
Non so se è stato detto ma interessa anche a me ( in realtà credo interessi a tanti :D ), il costruttore mi ha chiamato pomeriggio dicendomi che come condominio dobbiamo costituire una associazione... è così? Io immagino che qualcuno debba indicare quali sono i passi da effettuare, MISE ADE GSE ecc...
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Mi autoquoto anch'io con un aggiornamento, da prendere sempre con le pinze (ogni volta che scopro qualcosa in più cerco di aggiornarvi, ma sembra che le cose si riescano a scoprire solo a spizzichi e bocconi): il costruttore al quale come condominio ci stiamo affidando, almeno in questa fase iniziale di verifica fattibilità, è riuscito a parlare con un responsabile della regione Abruzzo, che gli ha comunicato che è sufficiente compilare una dichiarazione in cui a livello condominiale si comunica la volontà di costituirsi come comunità energetica (mi ha detto così, credo sia più preciso in questo caso definirlo autoconsumo collettivo), immagino tramite assemblea condominiale. Tale dichiarazione sarà poi da allegare alle millemila scartoffie da compilare per avviare le pratiche del 110, ma in generale per le opere da realizzare se non si sfrutta il superbonus. Ripeto, da prendere sempre con le pinze perchè per ora sono solo parole. Io nel frattempo avevo già scritto alla regione Abruzzo e anche al GSE, ovviamente senza ancora aver ricevuto risposta.
 
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Mi autoquoto perché rileggendomi ho notato un'inesattezza. Nello specifico gli impianti FV al 110% possono accedere solo alle agevolazioni per le associazioni di autoconsumo (100 euro/MWh) e non per le comunità energetiche (110 euro/MWh). Il punto da dirimere per inquadrare il mio caso è se si possono istituire associazioni di autoconsumo nell'ambito di borghi di palazzi e villette che si sono riunite in un supercondominio per la gestione delle aree comuni e dei servizi interni.
Proverò anch'io a partecipare al webinar:bye1:
Dr.Gix ma la vostra legge regionale sulle comunità energetiche a che livello di attuazione è/era arrivata?
 
Dr.Gix ma la vostra legge regionale sulle comunità energetiche a che livello di attuazione è/era arrivata?

Hanno approvato le linee guida ma riguarda principalmente le comunità energetiche promosse dai comuni e che comunque escluderebbero gli impianti collegati prima di marzo 2020 (ed ovviamente anche quelli nuovi che usufruiranno del superbonus 110%). Personalmente mi sto interessando con ARERA per avere chiarimenti circa le associazioni di autoconsumo fatte nei supercondomini.
 
Mah io non ci capisco niente, sul pdf, indicato qualche post fa, vi è scritto:
Visualizza allegato 78104
" 2. L’intera energia prodotta e immessa in rete resta nella disponibilità del referente della
configurazione, con facoltà di cessione al GSE con le modalità di cui all’articolo 13, comma 3, del
decreto legislativo 387/2003, fermo restando l’obbligo di cessione previsto per l’energia elettrica non
autoconsumata o non condivisa, sottesa alla quota di potenza che acceda al Superbonus.
3. Ai fini di quanto previsto dall’articolo 119, comma 7, del DL 34/2020, il comma 1 non si applica
all’energia elettrica condivisa sottesa alla quota di potenza di impianti fotovoltaici che ha accesso al
Superbonus, per la quale resta fermo il diritto al contributo per l’autoconsumo collettivo previsto dalla
regolazione di ARERA, nonché l’obbligo di cessione già richiamato al comma 2."

Quindi c'è l'incentivo anche per chi sfrutterà il 110% o no?? sarò io duro, ma questi decreti non li capisco

Certamente gli impianti in 110% avranno un contributo, è scritto in grassetto anche nella news sul sito del MISE.
Io intendo che questi impianti avranno un "contributo per l’autoconsumo collettivo previsto dalla regolazione di ARERA" e non quello indicato nel comma 1, cioè 110/100€/MWh


2. Per i soggetti diversi da quelli di cui al comma 1, le tariffe di cui al presente decreto sono cumulabili esclusivamente con:a) la detrazione di cui all’articolo 16-bis, comma 1, del DPR 917/1986;
b) la detrazione del 110%, nei limiti e alle condizioni stabilite dall’articolo 3, comma 3.
 
un esempio per gli amministratori locali nostrani di come poter utilizzare l'autoconsumo collettivo e le future comunità energetiche
questo tedesco è sicuramente un esempio pilota ma dimostra che se c'è volontà qualsiasi burocrazia viene demolita

Comunita energetiche, una transizione decisa e partecipata dai cittadini di Wolfhagen | QualEnergia.it


Dopo averlo letto sono diventato scettico. Mi sembra un racconto "emozionale" e molto improntato al tema finanziario.

Mi piacerebbe avere una vista più tecnica dei benefici che si avrebbero a livello nazionale o continentale nel perseguire questo cambio di paradigma.
 
a me non sembra emozionale una comunità di 6 comuni che acquistano solo il 13% di energia dalla rete pubblica, mi pare un esempio virtuoso, economicamente
valido, di gestione e di produzione comune di energia elettrica solo da fonte rinnovabile.
Che poi ci sia anche un guadagno per alcuni, ben venga ma di fatto
l'87% dei consumi è totalmente green.
Un gran bel risultato ed ottenuto in largo anticipo su qualsiasi paese, percorso iniziato addirittura nel 2002.
 
Comunque come ha detto Dolam è solo la volontà che manca,io direi che queste .. Community Choice Aggregation - Wikipedia .. sono antesignane del modello VPP(VirtualPowerPlant) però vi è una differenza tra le due è che per una delle due soluzioni è necessaria la vicinanza fisica tra consumattori/prosumers ed quello è il vero plus per ridurre i consumi e restituire il """potere""" nelle mani delle comunità/isole/ecc l altro (la VPP)può essere fatto banalmente tramite per es blockchain anche tra centrale nel deserto del Sahara e Hamburg sono green entrambe ma io ci vedo una sostanziale differenza .Forse sbaglio eh.
 
Ultima modifica:
Quindi non c’e Ancora scritto da nessuna parte come i condomini possono diventare “autoconsumo collettivo”?
 
È oggi il webinar?
Aggiornateci poi!

Se non sbaglio è finito da poco.. Prime impressioni? Come saranno gli incentivi con queste comunità energetiche?
 
Ultima modifica:
Come avrete capito questa delle comunità energetiche è pari ai vecchi conti energia con il vantaggio che anche le altre spese della bolletta sono pressoché azzerate quando si consuma durante la produzione.
Sarà quindi essenziale saper gestire i propri consumi con adeguati sistemi domotici e soprattutto installare batterie nelle proprie abitazioni diventerà d'uso comune al fine di contenere anche i consumi serali e massimizzare i rimborsi da GSE.

Diciamo la verità, si apre una nuova frontiera per il FV che nei paesi più piccoli diventerà un vero Plus come incentivo alla popolazione a restare.
Nuovi modi di fare impianti, non più singoli ma di dimensioni generose che soddisfino anche picchi di potenza notevoli e forse l'abbinamento con accumuli condivisibili anche dalla rete diventa essenziale per coprire ogni richiesta di potenza.

Insomma è un argomento stimolante e devo dire innovativo nel mondo delle FER
 
quindi riassumendo:
- su tutta l'energia immessa in rete (compresa quella che finisce in autoconsumo collettivo): ritiro dedicato 0.04-0.05 €/kWh
- energia scambiata tra utenze (autoconsumata dalla comunità): 0.10-0.11 €/kWh (fissi e garantiti per 20 anni) + restituzione oneri di rete e sistema (~0.009 €/kWh)
- interamente cumulabili con detrazioni 50%
- nel caso del 110% si perde l'incentivo di 0.10-0.11 €/kW, e rimane solo ritiro dedicato e restituzione oneri

In pratica per l'energia auto-consumata si ottiene un rimborso di circa 0.24 €/kWh (detrazione 50%), oppure 0.14 €/kWh (detrazione 110%), non male considerando che al momento in bolletta si paga meno di 0.2€/kWh (compresi costi fissi).
Però al contrario dello SSP, i consumi non si possono traslare, quindi d'inverno sarebbe un problema.

La distribuzione dei rimborsi tra i vari utenti della comunità è fatta in base a regolamenti ed accordi privati tra gli utenti.

Non ho capito però come funzionerebbe se ci sono batterie sull'impianto comune, o meglio la loro convenienza... a meno che non ci sia una pompa di calore comune non ci sarebbe convenienza (luci e ascensore alla fine non consumano tantissimo). O sarebbe possibile immettere in rete l'energia delle batterie?
Si potrebbe mettere una batteria in ogni casa che si ricarica di giorno (massimizzando l'autoconsumo collettivo), ma la gestione sarebbe molto molto complessa.
 
Ultima modifica da un moderatore:
"Si potrebbe mettere una batteria in ogni casa che si ricarica di giorno (massimizzando l'autoconsumo collettivo), ma la gestione sarebbe molto molto complessa."
non tanto complessa , è possibile con qualche variazione.

invece sei un pò troppo ottimista sui rimborsi che a mio avviso , da quello che hanno detto nel webinar, potrebbero arrivare ad un massimo di 17/19 cent ma solo per l'energia autoconsumata durante la produzione.
I 4/5 centesimi solo sull'energia immessa in rete non anche su quella consumata.

Resta il grosso problema dei consumi notturni che se si ha la batteria indiscutibilmente possono andare in "autoconsumo" da ricarica mattutina,
diversamente gravano sull'utente

 

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