| QUOTE (AlessandroTesla @ 24/2/2005, 00:13) |
Belinassu sei un grande!
Una considerazione: qual'è l'agente perikoloso che ha dentro l'olio da frittura? L'acqua, ma questa non si separa per peso specifico diverso quando si fa il biodiesel? In fondo lo lavi con acqua no?
Dell' acqua di lavaggio ke ne fai? Scariki in fogna? se ha dentro residui di metanolo non va tanto bene, di etanolo e glicerina invece poco male. Quindi non è meglio transesterificare con etanolo nei processi "casalinghi"?
Tutte le altre porkerie ke si formano nella frittura causa le alte temperature ke fine fanno nel processo? Finiscono nell'acqua di lavaggio o dentro al biodiesel e vengono combuste assieme a lui?
Certo l'olio di frittura è l'unica strada per rendere economicamente vantaggioso il processo ed il biodiesel l'unica strada per utilizzare l'olio vegetale senza rogne e problemi legali. Con 200 lt. di olio di frittura a costo zero mi esce il biodiesel a 20 cents al litro senza spendere una lira per modificare la macchina e senza avere rogne con lo stato, il sogno di ogni automobilista... e con la glicerina ci scaldo la casa... |
Dunque … rispondo per punti:
a) L’acqua contenuta nell’olio fritto (da cui ottenere biodiesel) non è pericolosa per il motore (dove non arriverà ..) ma per la reazione di transesterificazione,
infatti se nell’olio c’è acqua la reazione non va avanti a causa della reazione di saponificazione che parassita il processo.
Quindi l’acqua va eliminata (basta riscaldare leggermente l’olio e lasciarlo decantare, l’acqua va in fondo).
b) L’acqua del lavaggio non va gettata, ma riutilizzata (le acque degli ultimi lavaggi sono quasi pulite e vanno bene per i primi lavaggi del ciclo successivo)
quando è satura di saponi e altre amenità andrebbe filtrata per recuperare il sapone (sto pensando a una realizzazione di questa cosa, graditi i consigli).
Il metanolo dovrebbe essere recuperato per evaporazione durante il processo, così non ce ne sarà nei lavaggi e nel biodiesel ( o sarà molto ridotto),
la cosa oltretutto contiene il costo dei reagenti, dato che ne recupera una buona parte di quello più costoso.
c) L’etanolo sarebbe preferibile al metanolo per motivi ecologici (si ottiene dalla fermentazione di vegetali coltivabili e non dalla distillazione petrolifera ecc.)
Il prezzo da pagare è che deve essere anidro e non basta la distillazione (costosa) per averlo a 99% (ci vuole una disidratazione con setacci molecolari) e difficilmente cmq lo resta a lungo,
costa più caro, ce ne vuole di più, richiede più catalizzatore e lo scioglie peggio,
e dulcis in fundo la reazione è più ostica e rognosa e rischia facilmente di essere un insuccesso (che traduce diversi litri di olio in una gelatina inutile).
d) Le famose porcherie dell’olio fritto lo sono alla fine da un punto di vista alimentare più che ambientale, si tratta di acidi grassi liberi e residui di cibo carbonizzati,
acqua e sali…
Gli acidi grassi vengono esterificati in metilestere, il resto va a fondo (o resta nelle filtrazioni/decantazioni) o viene lavato con l’acqua a fine processo
Quindi il biodiesel se ben fatto contiene solo metilestere di pochi tipi di acidi grassi vegetali/animali, anche se proviene da olio fritto nero e grasso di maiale raschiato dalla padella delle salsicce….
Inutile dire che se si opera nelle condizioni ottimali la cosa può davvero essere pulita e ottenere un combustibile pulito partendo da una base economica
Una considerazione finale, con 200 lt di olio fritto (ammesso che si trovi e che costi zero) ci si fa del buon biodiesel senza modificare la macchina (se predisposta) e scaldando la casa con la glicerina,
ma le rogne dallo stato non sono evitate, perché in questo modo si evadono le accise e quindi si è fuorilegge, pur usando un combustibile di gran lunga più pulito ed ecosostenibile.
Credo si possa utilizzare senza problemi legali come additivo fino al 20-25% ma non sono sicuro della percentuale.
Edited by belinassu - 25/2/2005, 10:09