Caldaia girolami biomatic


Che parametri hai cambiato per la partenza a legna? Io per adesso ho messo solo potenza automatica

Vedo che usi delle tavolette più che legna da camino, io ho la seconda....in settimana provo a fare la partenza "boost" e vedo come va! Ti tengo aggiornato

Anche io mi trovo bene per la parte caldaia, per per l'acs con due bambini piccoli non ci siamo proprio....per il prossimo anno devo correre ai ripari


Ho modificato dei parametri in modo che quando ha finito di bruciare la legna passi a pellet più velocemente senza che l'acqua in caldaia si raffreddi tanto.
Prima di modificare provala.
Usa legna bella secca e attento a non metterne troppa. Inizialmente metti poca legna e vedi come si comporta con la temperatura. Senza puffer bisogna fare attenzione con la legna.
Per ACS istantanea lascia perdere. Forse per migliorare la situazione dovresti mettere un flussostato e collegarlo alla scheda come indicato sui manuali.
Ma penso che in questo modo i cosumi di pellet salirebbero di molto.
 
Ieri ho provato con la legna, non sono stato tutto il tempo a guardare ma mi è sembrato che il pellet uscisse comunque. Sentivo la coclea spingere. Però devo ammettere che i termosifoni si sono scaldati più rapidamente.

Per adesso ho messo solamente 3 ciocchetti per fare la prova, oggi faccio la seconda prova.poi vedo se è il caso di modificare qualcosa.

A te come procede con la legna?
 
Gianni, secondo la tua esperienza è meglio fare due accensioni al giorno o lasciarla accesa 12h di fila? 24h di fila è troppo secondo me, la notte preferisco dormire "fresco"
 
Gianni, secondo la tua esperienza è meglio fare due accensioni al giorno o lasciarla accesa 12h di fila? 24h di fila è troppo secondo me, la notte preferisco dormire "fresco"

Buongiorno a tutti.
Io lavoro con il termostato esterno (con differenziale regolato a 0,9°) e la caldaia si accende quando questo chiama. In media fa sulle due accensioni al giorno.
Per i consumi facendola lavorare 12h non saprei dirti, dovresti fare delle prove.
Questa prova la devo fare anch’io
Per migliorare il consumo ho fatto una modifica sui parametri
In origine avevo questi parametri:
C03 (P1) 1,1
C04 (P2) 2,8
C05 (P3) 3,4
C06 (P4) 3,8
C07 (P5) 4,2
C08 (P6) 4,6
Modificati a:
C03 (P1) 1,1
C03 (P2) 1,8
C03 (P3) 2,5
C03 (P4) 3,2
C03 (P5) 3,9
C03 (P6) 4,6
Con potenza combustine in automatico migliorato di molto il consumo.
Naturalmente ho modificato anche la ventilazione dei fumi dei valori intermedi modificati
Come ti trovi con la legna?
 
Ultima modifica:
Io il termostato esterno non ce l'ho, per questo è accesa 12h di fila. Ho delle valvole termostatiche su 10 termosifoni (13totali) e la casa rimane calda e confortevole tutto il giorno senza le "botte di freddo" che si hanno con delle accensioni separate.
Ho notato che la caldaia si accende pochissimo e per brevi periodi. Considera che consumo di media un sacchetto al giorno al momento e io abito in una villa singola, zona collinare, con finestre nuove, ma non ben coibentata. Da quello che ho sentito non è male come consumi, considerando che non ho puffer e faccio anche ACS.

Con la legna non mi trovo male, devo ancora testarla meglio, ma se fa risparmiare un po' di pellet in accensione è ben accetta :)

A questo punto mi sa che metto anche io il termostato esterno, hai un modello che mi consigli? Io sono uno smanettone, mi sarebbe piaciuto metterne uno smart ma la maggior parte non sono compatibili (tranne netatmo mi sembra)

Ultima domanda, ma alla scheda per collegarlo come ci si arriva in caso?
 
Dunque tu lavori con la temperatura in caldaia e con standby inserito?
Un sacchetto al giorno per 12h è ottimo come consumo.
Considera che io abito in zona climatica E, casa con 160 metri quadri, con finestre nuove ma non ben isolata come la tua e senza puffer, usando il termostato esterno con un massimo di tre accensioni al giorno quando fa freddo consumo sui 18 Kg di pellet.
Per il termostato esterno uso uno digitale con differenziale regolabile a contatti puliti.
Se mi dovesse servire programmare uso il cronotermostato della caldaia.
Per collegarlo usa l’ingresso in scheda IN3 con valore parametro P75 a 4
Pin 29-30
Poi devi impostare il parametro A01 come serve a te.
 
Guarda mi sa che abiti a casa mia :) :) :) abbiamo la stessa tipologia e impostazione di casa, anche io zona climatica E

Guarda ho notato che facendo questa impostazione, caldaia accesa 12h dalle 7 alle 19 o fare più accensioni, anche con più fasce orarie i consumi erano più o meno identici, però per il confort non c'è paragone. Considera anche che noi lavoriamo da casa, quindi siamo obbligati a lasciarla più o meno sempre accesa. Poi ho notato che per freddarsi completamente ci mette anche un paio d'ore, quindi verso le 18.30 alzo la temperatura di casa di un grado e almeno rimane calda più a lungo "di inerzia".

Sinceramente ho detto un sacchetto per fare una media, però penso che i consumi miei e tuoi siano identici, quando fa freddo logicamente consuma un po' di più, se fa caldo un po' meno. Diciamo che ogni 3 giorni metto 3 sacchetti pieni, da qui il consumo.
 
Dimenticavo, la mia in totale rimane accesa circa otto ore al giorno.
Penso che con un unica accensione forse si riduce i consumi di qualche Kg al giorno. Invece non mi piace lasciare la caldaia in standby
 
se un'impianto è costruito e dimensionato correttamente, con il proprio volano termico correttamente dimensionato, non centra nulla quanto rimane accesa o meno una caldaia.
la caldaia lavora quando il sistema lo richiederà.
sarà il cronotermostato in casa a dovere essere impostato ad orario e a T°, tutto qua.
mi sa che partite proprio dalle basi digestione sbagliate......
 
se un'impianto è costruito e dimensionato correttamente, con il proprio volano termico correttamente dimensionato, non centra nulla quanto rimane accesa o meno una caldaia.
la caldaia lavora quando il sistema lo richiederà.
sarà il cronotermostato in casa a dovere essere impostato ad orario e a T°, tutto qua.
mi sa che partite proprio dalle basi digestione sbagliate......

Sicuramente non siamo del mestiere, forse usiamo anche dei termini sbagliati. Però penso che tu parli di sistemi con puffer, noi non lo abbiamo quindi sicuramente la caldaia parte a necessità anche per noi, sicuramente non è l'impostazione migliore senza puffer. Io non ho anche il cronotermostato :)
 
Gianni, oggi mi sono messo davanti la caldaia con accensione a legna, però ho notato che non ha riconosciuto la presenza della legna dentro e continuava a caricare pellet. Ho abilitato l'opzione combi, ho visto che ci sono varie opzioni per il funzionamento combi, ho messo come valore p11=4....sbaglio qualcosa?
 
Dimenticavo, la mia in totale rimane accesa circa otto ore al giorno.
Penso che con un unica accensione forse si riduce i consumi di qualche Kg al giorno. Invece non mi piace lasciare la caldaia in standby

... ho utilizzato una caldaia a nocciolino/pellet per oltre 10 anni con 1 accensione all' anno a ottobre e la spegnevo a maggio, senza mai un problema!

Al contrario ci sono ora caldaie a pellet che si accendono in 30 secondi, come una caldaia a metano, ed allo stesso tempo non hanno problemi di durata.

Il trucco è semplice.... la caldaia deve rimanere sempre "calda" ovvero molto calda, al limite del possibile. Facile con una vac settata a dovere, senza aver paura di salire con le T, anzi fondamentali se la caldaia lavora molto in modulazione!



foto1.jpg foto2.jpg

Foto d' archivio di gennaio 2018.... bei tempi!
 
Come facevi per la pulizia :spettacolo:
Queste caldaie anche se rimangono spente tante ore la temperatura dell'acqua non va mai sotto i 55°, dunque quando riparte i 100 litri contenuti arrivano in poco tempo a 70°.
Comunque la penso come te, meglio fare meno accensioni possibili.
 
Gianni, oggi mi sono messo davanti la caldaia con accensione a legna, però ho notato che non ha riconosciuto la presenza della legna dentro e continuava a caricare pellet. Ho abilitato l'opzione combi, ho visto che ci sono varie opzioni per il funzionamento combi, ho messo come valore p11=4....sbaglio qualcosa?

Si P11= 4 è giusto
Poi devi impostare anche i parametri PA29 e PA23
Probabilmente non ha fatto lo scambio perchè non è stata raggiunta la temperatura fumi impostata.
Leggiti bene il funzionamento combinato sul manuale che ti ho dato.
 
.... la cenere finiva in quella vaschetta davanti al crogiolo che vedi in basso. Il nocciolino che usavo, era di tipo vergine e lavato perfettamente con acqua ed faceva pochissima cenere bianca come borotalco. La vac (il mitico laddomat21 made in sveden fatto arrivare nel 2007 dalla germania ) era tarata a 72 gradi ed i passa 100lt di caldaia + puffer, sempre accesa, non permettevano mai T di lavoro della stessa sotto i 72 gradi spaccati . Caldaia settata a 85 gradi, ma la centralina la mandata a potenza ridotta sopra gli 80, con passaggio a stanby a 83....


http://www.termoventiler.com/applica...1_Manual_I.pdf
 
sappi che un'impianto ben progettato, dimensionato e gestito abbassa di molto i consumi, oltre a regalare un confort in casa ben diverso
Ad esempio, a cosa serve il puffer in un'impianto (qualsiasi esso sia) ?

Puffer della caldaia per il riscaldamento: cos’è e qual’è il suo funzionamento




L’accumulatore termico o Puffer è un elemento spesso indispensabile per il corretto funzionamento degli impianti termici a biomassa e le pompe di calore.

Il puffer è una sorta di serbatoio di accumulo del calore, sotto forma di acqua calda, da utilizzare sia nell’impianto di riscaldamento sia per utilizzo sanitario. La sua funzione principale è, appunto, quella di accumulare l’energia termica in eccesso, così da poterla riutilizzare quando serve.

Tecnicamente, il puffer per il riscaldamento è composto da strati isolanti che non permettono la dispersione del calore e che mantengono calda l’acqua. In questo modo, quando ce n’è bisogno, questo apparecchio immette acqua già riscaldata all’interno dell’impianto, così da accelerare il raggiungimento della temperatura desiderata.

La caldaia a carico automatico a sua volta è costantemente informata in merito alla temperatura dell’acqua, attraverso delle sonde, grazie alle quali l’impianto di riscaldamento riesce a lavorare senza alcun spreco di energia. La caldaia deciderà di produrre più o meno calore in base alla disponibilità di energia termica presente nel puffer. Nella caldaia a legna invece ha la funzione di volano termico, ovvero accumulare il surplus energetico che la caldaia produce e rilasciarlo quando la caldaia è spenta.

Ma il puffer funziona bene su ogni tipo di caldaia? La risposta è sì, ma il funzionamento migliore si avrà in particolare sulle caldaie a biomassa, come quelle a cippato, a legna ed a pellet. Andiamo ad analizzare meglio i vantaggi di collegare un puffer a questi tipi di caldaia.

Vantaggi dell’accumulatore termico (Puffer):

– Ottimizza la combustione e allunga la vita della caldaia a biomassa

– Ottimizza il funzionamento della pompa di calore e allunga la vita del compressore

– Maggiore resa e minor emissioni/consumi

– Assorbe i picchi di richiesta termica

– Maggior confort per l’utente, flessibilità nelle accensioni e cariche del combustibile (biomassa), energia di riscaldamento costante (pompa di calore).

– Facile integrazione con il Solare termico

– Dà il massimo comfort per l’Acqua Calda Sanitaria (ACS)

Il puffer è un accumulatore di energia: per scaldare 100 litri di acqua di 10C° servono 1,16kw.

Scaldando un puffer da 1000 litri da 50C° a 85C° (ΔT=35C°) si riesce ad immagazzinare 40,6kw di energia!
Questa energia è fruibile per la casa semplicemente azionando una pompa anche se la caldaia/pompa di calore è spenta.

Su questo principio, il puffer è una vera batteria energetica per la tua casa dove puoi accumulare i Kilowatt prodotti in eccesso da Legna, Pellet, Solare termico, Fotovoltaico.

Un errore comune è quello di pensare che il puffer sia uno spreco di energia, ma questo non è vero.
Devi immaginare il puffer come se fosse la batteria del tuo cellulare: se non lo usi, non si scarica!
Ma serve un puffer con un buon isolamento (coibentazione). Tutti i puffer hanno circa 10cm di isolamento, ma a seconda del materiale le dispersioni sono molto differenti.

Un buon isolamento fa perdere a un puffer circa 1-2C° ogni 24 ore!

Un isolante non buono perde anche 10 volte tanto!

Un esempio pratico può essere questo:

un puffer da 1.000 litri, con un buon isolamento, che perde 1-2C° al giorno consuma 1,16-2,32 KWh al giorno che corrisponderebbero a 0,07-0,14€ di pellet!

(con un puffer con cattiva coibentazione perderesti 11-23 KWh al giorno con una spesa di 0,70-1,14€ di pellet!)

Chi ti dice di risparmiare sul puffer, non ti dà il consiglio giusto!

Inoltre ci sono altre caratteristiche di costruzione interna che danno la possibilità di sfruttare al meglio l’impianto.



NOTA IMPORTANTISSIMA:

BISOGNA, E RIPETO BISOGNA, METTERE UNA VALVOLA MISCELATRICE SULLA MANDATA DELL’IMPIANTO


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Se non si fa questo, ogni volta che parte la pompa dei radiatori (per esempio), il puffer si raffredda velocemente richiedendo subito nuova energia dal generatore (caldaia o pompa di calore), con conseguenti alti consumi!

Le temperature del puffer, vanno regolate in base alla esigenze del generatore e non dell’impianto!
Infatti se un puffer da 1.000 litri viene tenuto tra 50C° e 85C° (ΔT=35C°) abbiamo un accumulo di 40,6 KWh di energia.
Se lo stesso puffer viene tenuto tra 50C° e 60C° (ΔT=10C°) abbiamo un accumulo di soli 11,6 KWh e per ottenere lo stesso risultato dovremmo mettere un accumulo di 3.500 litri (che non sarebbe conveniente)



COME DIMENSIONARE IL PUFFER IN UN’IMPIANTO A PELLET O CIPPATO

Caldaia a pellet o cippato (a carico automatico)

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20 litri/kW caldaia = volume min. Puffer
per impianto di riscaldamento a bassa temperatura (riscaldamento a pavimento)

30 litri/kW caldaia = volume min. Puffer
per impianto di riscaldamento ad alta temperatura(radiatori)

In aggiunta va considerato il fabbisogno di Acqua calda sanitaria (ACS)



COME DIMENSIONARE IL PUFFER IN UN’IMPIANTO A LEGNA

Caldaia a gassificazione di legna (a carico manuale)

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10 litri per ogni litro di volume del vano di carico (minimo)

Essendo i volumi di acqua tecnica, per la caldaia a legna, molto importanti, solitamente, non serve, in linea di massima, un adeguamento per il fabbisogno dell’Acqua calda sanitaria (ACS)

Piuttosto è da prendere in considerazione il rapporto che esiste tra quantità di legna caricabile e fabbisogno energetico nell’arco delle 24 ore.

Dimensionando bene il puffer con una caldaia a legna, si possono prevedere cariche ogni 24 ore e oltre!



COME DIMENSIONARE IL PUFFER IN UN’IMPIANTO A POMPA DI CALORE

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Almeno 30 litri/kW dovrebbero essere calcolati per il dimensionamento del volume di accumulo (puffer) per immagazzinare la quantità di calore necessaria per un’ora di funzionamento.
Ma è meglio calcolarlo in base al tipo di pompa di calore, tipo di impianto e regolazione.

In aggiunta va considerato il fabbisogno di Acqua calda sanitaria (ACS)

Nel caso che la pompa di calore faccia anche freddo, il puffer caldo può funzionare d’estate anche come accumulo freddo, oppure ne serve uno aggiuntivo solo per il freddo.

LA DIFFERENZA TRA UN PUFFER E UN BOILER

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Spesso vengono impropriamente chiamati allo stesso modo, ma questi serbatoi di accumulo termico presentano importanti differenze che li contraddistinguono.

Nel pufferl’acqua presente viene riscaldata ciclicamente e funge da circuito primario per eventuali scambiatori di calore, quindi è acqua tecnica che garantisce l’inerzia termica.

Mentre nel bollitore l’acqua contenuta nel serbatoio di accumulo è il fluido riscaldato, ed è quindi “a perdere”, per cui in questo caso sono gli scambiatori di calore interni al serbatoio – tipicamente un tubo a serpentina – a riscaldare il contenuto.

COME COLLEGARE IL PUFFER

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Esistono vari tipi di puffer con sistemi di stratificazione particolare.
Anche un puffer normale ha una sua stratificazione naturale, cioè l’altezza dello stesso permette di avere temperature diverse tra la zona alta e quella bassa.
Ma alcuni puffer particolari riescono ad avere delle zone molto distinte e differenti per temperatura permettendo dei prelievi più idonei alle varie richieste dall’impianto.
Inoltre ci sono vari sistemi per produrre l’Acqua calda sanitaria (ACS) e anche di questo va tenuto conto per i collegamenti.

Per questo motivo è meglio richiedere una consulenza ad un tecnico specializzato in questi tipi di impianti.
 
Piccola recensione per questa caldaia con funzionamento in modalità combi (Pellet/legna)
Avevo già provato questa modalità, ma non avendo il puffer mi ero allarmato per l'alzarsi troppo della temperatura.
Dopo aver riprovato un paio di volte ho imparato e capito bene il funzionamento e come caricare la caldaia.
Devo dire che questa funziona molto bene anche con la legna,con notevole risparmio.
Cosa molto comoda, se non si carica più legna, la caldaia riparte a pellet.
 

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