Di fatto il governo IT dichiara :Emergenza climatica


Vero, bisogna distinguere il vero e proprio flaring, dove viene bruciato il gas che fuoriesce insieme al petrolio, ma è una miscela di gas inutilizzabile e viene fatto bruciare per evitare guai peggiori (il gas, una volta bruciato, inquina meno, rispetto al rilascio libero nell'aria). Quindi quello con il petrolio non è il problema, ma la soluzione. Quello che è il vero problema l'ho già scritto, ma mi spiego meglio.

Mi riferivo a due episodi della guerra del gas che sta conducendo la Russia contro l'Europa: prima mossa è stata quella di bruciare enormi quantità di gas naturale nei pozzi a nord, a pochi km dal confine della Finlandia (fiamme ben visibili dai finlandesi), per distruggere il gas che sono costretti a estrarre, non potendo chiudere totalmente i pozzi, ma solo limitarne il flusso. A questa prima mossa ne è seguita un'altra, quella delle 4 esplosioni ai gasdotti Nord Stream 1 e 2, dove sono ancora da accertare i responsabili, dove invece stanno uscendo enormi quantitativi di gas che finiscono nell'atmosfera senza essere bruciati. Qui il flaring non c'è e il problema è enormemente maggiore!

Da precisare che entrambe i metanodotti erano fermi, il Nord Stream 2 non è mai entrato in servizio e il Nord Stream 1 era stato chiuso ufficialmente per manutenzione. Quindi il gas che sta uscendo è quello che era rimasto nelle tubature... che non è poco! Entrambe i gasdotti sono lunghi circa 2000km, 2 condotte di oltre 1m di diametro interno per ciascun gasdotto, a una pressione di oltre 100bar, davvero un bel po' di gas, anche con i gasdotti chiusi!
 
Il link che hai postato riguarda la fuga del gas, non il flaring! Si sa che il metano fa più danno all'ambiente rispetto alla CO[SUB]2[/SUB] che viene rilasciata dalla sua combustione.

Sul flaring devi dividere i due argomenti, quello della miscela di gas che fuoriescono insieme al petrolio, o dalla fermentazione dei rifiuti nelle discariche, che è appunto una miscela di gas, non sfruttabile economicamente, sia per la sua composizione, sia per i quantitativi "minimi" (relativamente agli investimenti che servirebbero per scomporli in gas più puri) ricavabili. In questi casi il flaring è un modo per RIDURRE l'impatto ambientale, quando l'alternativa sarebbe il rilascio nell'ambiente di quei gas tal quali. Ovviamente se rinunci a estrarre il petrolio, non avresti neppure del gas impuro da dover bruciare, ma questo è un altro discorso, vista la nostra dipendenza dalle fonti fossili, dalla quale ci potremo affrancare solo nel lungo periodo, al momento occorre fare il massimo che si può ragionevolmente fare.

Altro argomento è quello legato alla speculazione e alle logiche della guerra, che stanno portando a bruciare il gas naturale estratto dai pozzi e che non si riesce a trattenere nei pozzi stessi (l'estrazione del gas da un pozzo può essere limitata, ma non interrotta!), per generare artificialmente una carenza di offerta, rispetto alla domanda, con conseguente salita del prezzo di vendita del gas. Bruciare questo gas è uno spreco per l'economia dei paesi acquirenti e un dramma per l'ecologia! Chiaramente è meglio bruciare il gas, piuttosto che rilasciarlo tal quale nell'ambiente, ma in questo caso bisogna pensare che si sta bruciando il doppio del gas, ovvero, si brucia quello che esce dal pozzo a scopo speculativo e quello che gli acquirenti devono acquistare altrove per soddisfare le proprie necessità.
 
Beh perchè il biogas da dove proviene?E la quantità di quello bruciato è un enormità.E SOLO perchè non conviene economicamente ..Spero che il prezzo vada alle stelle , per tutti ,America ,Asia ,Africa,Oceania compresi.
 
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Ok, vediamo se ho capito: i gas di scarsa qualità inadatti a qualunque uso devono essere rilasciati in atmosfera senza bruciarli, e idem per i pozzi che non si possono chiudere, giusto?
 
Un attimo, mi sa che stai facendo confusione. Se parli di biogas, devi intendere soltanto quello che viene prodotto dal materiale "umido", che sia quello di discarica, che non sempre è recuperato, o quello che si ricava dal processo di biodigestione per produrre gas, ma che deve ancora subire un processo di lavorazione per ricavarne metano puro almeno al 95%, prima di potere essere immesso nella rete di distribuzione del metano.

Cosa c'entra col discorso sul flaring? Il flaring in sé non è la causa dell'inquinamento dell'aria, ma un modo per ridurlo! Il flaring diventa inquinante se lo si utilizza come sistema per abbassare artificialmente l'offerta di gas naturale, così da rialzarne il prezzo. In questo modo ci sarà un doppio quantitativo di CO[SUB]2[/SUB], perché gli acquirenti compreranno lo stesso il metano, anche pagandolo di più, per soddisfare le richieste della domanda e l'uso di questo gas produrrà altra CO[SUB]2[/SUB], oltre a quella prodotta dal gas sprecato!

Va bene essere ambientalisti, ma cerchiamo, mi ci metto dentro anch'io, di farlo con cognizione di causa, se vogliamo veramente difendere l'ambiente e non alimentare utopie irrealizzabili. Spingiamo perché si produca energia pulita, non per ridurre la produzione di energia! Per difendere l'ambiente ci sarà sempre più bisogno di sostituire le fonti energetiche, non di eliminarle. Il tutto o niente non ha mai funzionato, se si vuole eliminare anche il gas, oltre al petrolio, bisogna indicare con cosa sostituirlo, a quali costi e in quanto tempo: nulla si ottiene pretendendo un cambio immediato, con un colpo di bacchetta magica.
 
Han pur scritto che quei gas li usano in tanti paesi ,in altri no.Perchè.Almeno li reimettano nel sottosuolo.
Dunque, rimango sul discorso pozzi perchè hai generalizzato così tanto che non si capisce bene di cosa si dovrebbe parlare.
Il gas si sviluppa naturalmente, e la percentuale è abbastanza piccola: diventa grande solo se consideriamo migliaia di piccole realtà. In queste piccole realtà (il singolo pozzo) il gas viene sfiatato automaticamente dalle valvole di sovrapressione (obbligatorie per la sicurezza) e bruciato vicino al pozzo. Non avrebbe senso trasportalo a chilometri per bruciarlo altrove.E non cè nessun posto (o pozzo, se preferisci) dove reiniettarlo sottoterra.
Che dovrebbero fare?
 
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Altro argomento è quello legato alla speculazione e alle logiche della guerra, che stanno portando a bruciare il gas naturale estratto dai pozzi e che non si riesce a trattenere nei pozzi stessi (l'estrazione del gas da un pozzo può essere limitata, ma non interrotta!),

Ecco, ad esempio questa era una cosa che non sapevo e che non capisco. Se ho un pozzo di gas, perche' posso solo ridurre il flusso e non chiuderlo? A farla breve, perche' non puo' funzionare come un rubinetto di casa nostra? Mi sfugge questa cosa, ovviamente non ne so nulla di pozzi, estrazioni giacimenti etc etc.
 
Ma chi scrive che si può fare??? (immagino che tu intendessi di re-immetterlo nel pozzo)

Non si può fare per un po' di motivi, ma essenzialmente perché per immetterlo dovresti utilizzare un compressore ben potente e ti servirebbe molta più energia di quella che ti darebbe il gas che vuoi re-immettere nel pozzo! Sarebbe quanto mai inquinante, oltre che costoso.

Questo è quello che intendevo per ambientalista serio: devi valutare il peso delle affermazioni e delle proposte. Il vero ambientalista, ragionandoci su, non proporrebbe affatto di re-immettere il gas nel pozzo, ma troverebbe il modo per sfruttarlo localmente, magari in sostituzione di altre forme di energia (dalle mie parti, quello che viene dalle discariche lo usano per produrre acqua calda per il teleriscaldamento).
 
Io invece non capisco se nella tubatura esplosa possibile che non siano state previste possibili chiusure ogni tot km,uguale in quelle petrolifere?...
nll ...Ma chi scrive che si può fare??? (immagino che tu intendessi di re-immetterlo nel pozzo)
È scritto nella prima pagina del link che ho inviato... se lo bruciano e brucia qual' cosa si può ottenere da questo gas o no?
 
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Io invece non capisco se nella tubatura esplosa possibile che non siano state previste possibili chiusure ogni tot km,uguale in quelle petrolifere?
Perchè sono sul fondo del mare, e scusa se è poco. Chi ne garantirebbe il funzionamento, la tenuta, la manutenzione come in terraferma? Forse si pensa che si tratti di un rubinetto! Invece sono stazioni, piene di apparecchiature e con decine di dipendenti, se la pipeline è importante....
se lo bruciano e brucia qual' cosa si può ottenere da questo gas o no?
Si può ottenere solo calore. Cosa importantissima da avere se sei nel deserto a 54 gradi. Ovviamente, se avesse qualche altro utilizzo lo catturerebbero e lo venderebbero, non ti pare?
 
Se ho un pozzo di gas, perche' posso solo ridurre il flusso e non chiuderlo?...ovviamente non ne so nulla di pozzi...

Sei in buona compagnia, anch'io ne so molto poco, ho iniziato a informarmi su siti specifici (molti sono gli spunti da Eni e Saipem, che sono abbastanza "interessati", oltre che competenti ;)), il mio campo è (era) tutt'altro, il mio avatar lo rivela. Ho iniziato a interessarmi dell'argomento stimolato dai discorsi che facciamo qui sul forum e dalla mia curiosità.

Quella dell'impossibilità di chiudere i pozzi di estrazione del gas (quelli di petrolio sembrano avere meno problemi), riguarda aspetti di sicurezza, se intendi comunque riprendere l'estrazione successivamente. Questo è quanto ho letto sull'argomento, soprattutto a causa di ciò che stanno facendo i russi sul loro gas: hanno ridotto il flusso il più possibile e il resto lo stanno bruciando.

Da precisare che sarebbe anche sbagliato scrivere di flaring per descrivere quel che stanno facendo i russi col gas che non ci vendono più. Il flaring, quello vero, riguarda il gas che viene su estraendo il petrolio (come gas impuro che si libera dal greggio che si estrae) e in parte quello che affiora dalle discariche e che viene convogliato per poter essere distrutto, prima che si disperda nell'aria.

Su Wikipedia ho trovato questo interessante articolo, dove si fa un po' il punto su cosa si sta facendo per recuperare un po' di energia anche dal gas flaring.
 
... Si può ottenere solo calore. Cosa importantissima da avere se sei nel deserto a 54 gradi. Ovviamente, se avesse qualche altro utilizzo lo catturerebbero e lo venderebbero, non ti pare?
Si che mi pare perchè il valore cè l ha e quelli della stessa IEA lo dicono pure loro. Altrimenti sono le solite esternalizzazzioni che "permettono il basso costo* "delle fossili .(*Oltre al resto ma vabbè,per ora sorvoliamo)
 
È scritto nella prima pagina del link che ho inviato...

Assolutamente NO! Non c'è scritto che lo si re-immette nel pozzo, anzi! Intanto non si trattava di una perdita da un pozzo di estrazione, ma da un deposito sotterraneo e leggiti con attenzione quell'articolo, vedrai che hanno avuto anche dei problemi a tamponare la perdita, proprio per la pressione all'interno del deposito, altro che immettere dell'altro gas, cercavano di non fare uscire quello che c'era già dentro!

la Southern California Gas Company (SoCal Gas) ha impiegato circa due settimane per individuare bene l’origine del danno presso l’Aliso Canyon Storage Facility di Porter Ranch, il più grande impianto di stoccaggio di gas naturale degli Stati Uniti occidentali.

Forse tu intendevi (lo intendevi solo tu, visto che l'articolo non lo cita affatto) che se immetto il gas in un deposito di stoccaggio, posso anche re-immetterlo in un pozzo estrattivo! Ma non è la stessa cosa, non sto a spiegarti il motivo, perché non è il mio mestiere, informati come ho fatto io, se ti interessa soddisfare la curiosità, ma evita di fare tue affermazioni come se fossero delle citazioni attendibili di altri.
 
si fà,basta la volontà.

Nella fantasia tutto è possibile, nella pratica ti scontri con con diversi fattori, uno dei quali è: il gioco vale la candela?

Se per recuperare quel poco gas, devo spendere più di quanto ne ricavo, inquinando tanto e forse di più, non basta che sia fattibile, non credi?

Non sempre volere è potere.
 

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