Il fabbisogno elettrico è solo uno dei fabbisogni di energia. Poi devi considerare carburanti e termico.
Comunque nel 2021 secondo Terna l'Italia ha consumato 318 miliardi di kWh. Di cui il 36% coperto da FER. Il resto praticamente tutto da gas e importazione di EE da nucleare dalla Francia e Slovenia.
E' un calcolo credo impossibile al momento, perchè non basta calcolare il costo dei pannelli necessari, ma serve calcolare il costo di un sistema di accumulo su scala nazionale che al momento semplicemente non c'è! Di sicuro molto alto.
I tetti, se intendiamo i tetti delle abitazioni, scordateli. Quello va bene per l'impiantino da villetta per risparmiare e sentirsi ecofriend.
Se parliamo di tetti industriali (capannoni) la disponibilità non è sufficiente a coprire tutta la domanda (sempre teorica vedi sopra), ma certo ne coprirebbe una buona parte.
Qui (
Quanto suolo consuma il fotovoltaico in Italia? Dati e ipotesi nel rapporto Ispra | QualEnergia.it) trovi qualche dato. Il problema del consumo di sulo agricolo non esiste in quanto la disponibilità di terreno non utilizzato o non utilizzabile supera gli 1,7 milioni di ettari, soprattutto al sud, e le stime più ottmistiche parlano di 50.000 ettari di nuova installazione futura.
Comunque, a mio parere, il fotovoltaico potrebbe in futuro essere necessario in misure anche maggiori, se si vuole coprire anche il fabbisogno di carburanti nel caso si andasse a azzerare l'utilizzo di idrocarburi fossili e si passasse a elettrico o idrogeno/idrometano.
Sicuramente molti e si dovrebbe fare con gradualità. Magari anche recuperando una fileira italiana di produzione per non renderci ulteriormente dipendenti dal dittatore di turno!
Alla fine segnalo che nel 1966 l'Italia era al TERZO posto al mondo come produzione elettrica da nucleare e che la costruzione delle centrali in programma ci avrebbe consentito non solo i risparmi che ormai sono evidenti, ma anche di affrontare questa necessaria transizione con molta meno angoscia.
Dall'altra parte è senz'altro vero che la moratoria ci ha evitato qualsiasi ipotesi di incidente nucleare. Ma NON il problema della gestione delle scorie, che ovviamente già c'erano e che anzi.., l'abbandono del nucleare ha trasformato in una pericolosa patata bollente che tutti i siti interessati si rimbalzano in perfetto stile Nimby. Come è anche ovvio, visto che se definisci una scelta di produzione "pericolosa e non sostenibile" dovresti pure spiegare perchè mai qualcuno dovrebbe accollarsi il rischio residuo di tale scelta! Ben diverso il caso, ad es. inglese o francese dove la popolazione viene ristorata per il sacrificio di accollarsi un minimo rischio che però è chiaro a tutti essere necessario per mantenere una produzione che tutti ritengono strategica e fondamentale.
Noi abbiamo scelto di essere più poveri e esposti a rischi di blackout. Con scelta liber a rispettabile da parte della popolazione! Tutto qua!
L'improtante è fare capire alla popolazione che il costo della scelta NON è poi facilmente accollabile ai cattivoni di turno perchè i costi si scoprono poco simpatici...