Di fatto il governo IT dichiara :Emergenza climatica


- Un passaggio graduale al 100% da FER. La soluzione più amata da tutti (o quasi) ma che occorre dire che come costi NON sarebbe affatto meno impegnativa delle 7 centrali nucleari!
si vede che non sei del settore
avete un villino, ci mettete sopra 3 o 6 kW e credete di sapere

non che dico che non dobbiate farlo, ma siate consci che ......

fine dell'intervento
anche perchè certe cose non si possono dire
 
Tornare al nucleare è costosissimo e poco utile nel breve periodo.

Che nel breve periodo sia inutile è ovvio.
ma pensare di essere autosufficienti h24 365gg con energia potenziale, sole vento e litio credo sia complesso.
A mio avviso se si vuol essere carbon free il nucleare è obbligatorio. Ma non è questo il punto.

Vi vorrei fare una domanda (se gia lo sapete o se avete qualche articolo dove trovare dati), in particolare ad atomax che mi sembra del mestiere.
supponiamo che tra 20 anni non avremo più bisogno del gas (ho messo 20 anni ma non è quello il punto).
supponiamo quindi che tra 20 anni tutto verra fatto da energia elettrica.
Supponiamo che tra 20 anni avremo bisogno della stessa energia di ora (visto i tempi che ci aspettano magari il fabbisogno sarà più basso ma ragioniamo alla pari)

Le domande sono:
Di quanta energia elettrica abbiamo bisogno?
Che investimento dovremmo fare per avere quella energia verde (magari per semplicità ipotizziamo solo fotovoltaico per fare conti semplici)?
di quanto suolo (o tetti) abbiamo bisogno?
Quanti anni ci vogliono per produrre i materiali ed installare gli impianti per fare quella energia?
 
Come dice il proverbio quando i buoi sono scappati si chiude la stalla , se aspettiamo le soluzioni statali per produrre energia a basso costo chissà quanto tempo passerà , un qualcosa di reale concreto non risolverebbe il problema di eliminare il metano ma almeno ridurrebbe il consumo giornaliero di elettricità in molte famiglie , è togliere ancora dei balzelli e dei cappi sul fotovoltaico , certo è una goccia nel mare ma chi possiede una casa o ha la possibilità di avere superfici esposte al sole , potrebbe istallare pennelli fotovoltaici magari senza immettere in rete , quindi acquistando i materiali far posare i pannelli o se le superfici sono poco elevate posare da soli i pannelli , far collegare il tutto dal proprio elettricista in fondo sono due fili pannelli e collegamento elettrico nulla di complicato, poi certifica , configura inverter per non immettere in rete , al limite si collega al sito gse e indica tipologia impianto e potenza e stop, costi diciamo che con 800 euro a kw si puo fare , attualmente un impianto costa sui 2000 a kw ,certo sono soldi ma il privato puo investire autonomamente e configurare in base alle sue esigenze magari all'inizio istalla pochi pannelli poi aggiunge nel tempo ,non deve aspettare i tempi delle pratiche burocratiche i tempi enel per allaccio alla rete , che poi cosa me ne faccio se decido di non immettere, invece per regolamenti fatti a suo tempo dove magari inverter immetteva il sur plus di energia e non era previsto che non immettesse non si puo fare , o meglio se lo fai e non immetti nulla ma produci solo quello che consumi enel non si accorge che immetti ma e illegale ,,per cui a questi costi del fotovoltaico pochi istallano , o meglio istallano quelli del 110 che con tutti quei soldi se li spendevamo per istallare il fotovoltaico adesso eravamo meno in emergenze
 
Di quanta energia elettrica abbiamo bisogno?
Il fabbisogno elettrico è solo uno dei fabbisogni di energia. Poi devi considerare carburanti e termico.
Comunque nel 2021 secondo Terna l'Italia ha consumato 318 miliardi di kWh. Di cui il 36% coperto da FER. Il resto praticamente tutto da gas e importazione di EE da nucleare dalla Francia e Slovenia.

Che investimento dovremmo fare per avere quella energia verde (magari per semplicità ipotizziamo solo fotovoltaico per fare conti semplici)?
E' un calcolo credo impossibile al momento, perchè non basta calcolare il costo dei pannelli necessari, ma serve calcolare il costo di un sistema di accumulo su scala nazionale che al momento semplicemente non c'è! Di sicuro molto alto.

di quanto suolo (o tetti) abbiamo bisogno?
I tetti, se intendiamo i tetti delle abitazioni, scordateli. Quello va bene per l'impiantino da villetta per risparmiare e sentirsi ecofriend.
Se parliamo di tetti industriali (capannoni) la disponibilità non è sufficiente a coprire tutta la domanda (sempre teorica vedi sopra), ma certo ne coprirebbe una buona parte.
Qui (Quanto suolo consuma il fotovoltaico in Italia? Dati e ipotesi nel rapporto Ispra | QualEnergia.it) trovi qualche dato. Il problema del consumo di sulo agricolo non esiste in quanto la disponibilità di terreno non utilizzato o non utilizzabile supera gli 1,7 milioni di ettari, soprattutto al sud, e le stime più ottmistiche parlano di 50.000 ettari di nuova installazione futura.
Comunque, a mio parere, il fotovoltaico potrebbe in futuro essere necessario in misure anche maggiori, se si vuole coprire anche il fabbisogno di carburanti nel caso si andasse a azzerare l'utilizzo di idrocarburi fossili e si passasse a elettrico o idrogeno/idrometano.

Quanti anni ci vogliono per produrre i materiali ed installare gli impianti per fare quella energia?
Sicuramente molti e si dovrebbe fare con gradualità. Magari anche recuperando una fileira italiana di produzione per non renderci ulteriormente dipendenti dal dittatore di turno!

Alla fine segnalo che nel 1966 l'Italia era al TERZO posto al mondo come produzione elettrica da nucleare e che la costruzione delle centrali in programma ci avrebbe consentito non solo i risparmi che ormai sono evidenti, ma anche di affrontare questa necessaria transizione con molta meno angoscia.
Dall'altra parte è senz'altro vero che la moratoria ci ha evitato qualsiasi ipotesi di incidente nucleare. Ma NON il problema della gestione delle scorie, che ovviamente già c'erano e che anzi.., l'abbandono del nucleare ha trasformato in una pericolosa patata bollente che tutti i siti interessati si rimbalzano in perfetto stile Nimby. Come è anche ovvio, visto che se definisci una scelta di produzione "pericolosa e non sostenibile" dovresti pure spiegare perchè mai qualcuno dovrebbe accollarsi il rischio residuo di tale scelta! Ben diverso il caso, ad es. inglese o francese dove la popolazione viene ristorata per il sacrificio di accollarsi un minimo rischio che però è chiaro a tutti essere necessario per mantenere una produzione che tutti ritengono strategica e fondamentale.
Noi abbiamo scelto di essere più poveri e esposti a rischi di blackout. Con scelta liber a rispettabile da parte della popolazione! Tutto qua!
L'improtante è fare capire alla popolazione che il costo della scelta NON è poi facilmente accollabile ai cattivoni di turno perchè i costi si scoprono poco simpatici...
 
Il fabbisogno elettrico è solo uno dei fabbisogni di energia. Poi devi considerare carburanti e termico.
Comunque nel 2021 secondo Terna l'Italia ha consumato 318 miliardi di kWh. Di cui il 36% coperto da FER. Il resto praticamente tutto da gas e importazione di EE da nucleare dalla Francia e Slovenia.

E' un calcolo credo impossibile al momento, perchè non basta calcolare il costo dei pannelli necessari, ma serve calcolare il costo di un sistema di accumulo su scala nazionale che al momento semplicemente non c'è! Di sicuro molto alto.

I tetti, se intendiamo i tetti delle abitazioni, scordateli. Quello va bene per l'impiantino da villetta per risparmiare e sentirsi ecofriend.
Se parliamo di tetti industriali (capannoni) la disponibilità non è sufficiente a coprire tutta la domanda (sempre teorica vedi sopra), ma certo ne coprirebbe una buona parte.
Qui (Quanto suolo consuma il fotovoltaico in Italia? Dati e ipotesi nel rapporto Ispra | QualEnergia.it) trovi qualche dato. Il problema del consumo di sulo agricolo non esiste in quanto la disponibilità di terreno non utilizzato o non utilizzabile supera gli 1,7 milioni di ettari, soprattutto al sud, e le stime più ottmistiche parlano di 50.000 ettari di nuova installazione futura.
Comunque, a mio parere, il fotovoltaico potrebbe in futuro essere necessario in misure anche maggiori, se si vuole coprire anche il fabbisogno di carburanti nel caso si andasse a azzerare l'utilizzo di idrocarburi fossili e si passasse a elettrico o idrogeno/idrometano.

Sicuramente molti e si dovrebbe fare con gradualità. Magari anche recuperando una fileira italiana di produzione per non renderci ulteriormente dipendenti dal dittatore di turno!

Alla fine segnalo che nel 1966 l'Italia era al TERZO posto al mondo come produzione elettrica da nucleare e che la costruzione delle centrali in programma ci avrebbe consentito non solo i risparmi che ormai sono evidenti, ma anche di affrontare questa necessaria transizione con molta meno angoscia.
Dall'altra parte è senz'altro vero che la moratoria ci ha evitato qualsiasi ipotesi di incidente nucleare. Ma NON il problema della gestione delle scorie, che ovviamente già c'erano e che anzi.., l'abbandono del nucleare ha trasformato in una pericolosa patata bollente che tutti i siti interessati si rimbalzano in perfetto stile Nimby. Come è anche ovvio, visto che se definisci una scelta di produzione "pericolosa e non sostenibile" dovresti pure spiegare perchè mai qualcuno dovrebbe accollarsi il rischio residuo di tale scelta! Ben diverso il caso, ad es. inglese o francese dove la popolazione viene ristorata per il sacrificio di accollarsi un minimo rischio che però è chiaro a tutti essere necessario per mantenere una produzione che tutti ritengono strategica e fondamentale.
Noi abbiamo scelto di essere più poveri e esposti a rischi di blackout. Con scelta liber a rispettabile da parte della popolazione! Tutto qua!
L'improtante è fare capire alla popolazione che il costo della scelta NON è poi facilmente accollabile ai cattivoni di turno perchè i costi si scoprono poco simpatici...

Spettacolo. Grazie per le info e per i link perché voglio capire gli ordini di grandezza.
li leggo più tardi ma grazie per le info.

Rispondo solo a
"Il fabbisogno elettrico è solo uno dei fabbisogni di energia. Poi devi considerare carburanti e termico."

Io intendevo proprio se tra 20 anni avremo riscaldamento/automobili/etc tutto a corrente (ovvero sostituire benzina pellet metano legna ... con energia elettrica)
Volevo proprio capire di quanta energia avremmo bisogno se fosse solo elettrica.
Cmq grazie ancora per i dati
 
A mio avviso se si vuol essere carbon free il nucleare è obbligatorio. Ma non è questo il punto.
A mio avviso sarebbe sempre stato obbligatorio! Tanto più alla luce del fatto che i governi degli anni 60-70 ci avevano puntato e investito moltissimo!
A mio avviso però ora ha ragione anche chi dice che illudersi che un ritorno al nucleare sia la soluzione miracolosa è poco sensato! I costi ed i tempi sono incompatibili con la realtà!
Io ritengo che un ritorno allo sfruttamento del nucleare sia inevitabile per l'Italia. Ma con i tempi giusti e senza aspettative miracolistiche. E continuo a sperare che sta cappero di fusione venga accelerata robustamente.
La rinuncia totale alla tecnologia nucleare sarebbe un danno enorme (già in parte lo è stato) per la ricerca e l'industria italiana. Fortunatamente la "foglia di fico" della collaborazione nel progetto della fusione ha permesso di mantenere un nucleo di competenze valido. Salvandole dalla furia giacobina di chi voleva cancellare qualsiasi accenno alle tecnologie nucleari anche nella ricerca. (E ce n'erano tanti eh!)
In ogni caso, nucleare o fotovoltaico che sia, ogni cambio in corsa della produzione elettrica NON scalfirà in alcun modo l'impatto della crisi del gas. Che NON dipende dalle armi inviate, da Biden o dagli alieni cativi, ma dall'attacco proditorio di un dittatore sanguinario a cui l'intera Europa ha risposto come dovuto!
E questa crisi NON sarà gestita con le soluzioni "naif" così care alla propaganda referendaria del 1997 o alle illusioni di Salvini, ma con la buona, semplice, collaudata politica di RAZIONAMENTO!
Ed oggi, da Cernobbio, ho ascoltato la prima intervista di un imprenditore che diceva quello che tutti (gli addetti ai lavori) sanno ma che nessuno ha il coraggio di dire! E cioè che il razionamento ha un senso SOLO per il mercato privato! Ma che se si impone il razionamento all'industria... questa CHIUDE! E manda in CIG i dipendenti! E in rosso le banche e l'ufficio entrate!

Rendiamocene conto...

Io intendevo proprio se tra 20 anni avremo riscaldamento/automobili/etc tutto a corrente (ovvero sostituire benzina pellet metano legna ... con energia elettrica)
Volevo proprio capire di quanta energia avremmo bisogno se fosse solo elettrica.
Cmq grazie ancora per i dati
Prego. Ma sul forum di queste cose se ne dibatte da anni e sicuramente trovi dati molto più precisi e persone molto più competenti a risponderti nelle sezioni apposite.
Io ho solo imbastito una risposta a memoria e con qualche dato trovato in rete. Ma le analisi di Ugo Bardi (ad es.) le trovi e da anni segnalano che in teoria TUTTO il fabbisogno energetico italiano (elettrico, carburante e termico) potrebbe teoricamente essere soddisfatto dalle FER. Fotovoltaico i primis perchè l'eolico o si fa off shore (ma il Mediterraneo non è il Mare del Nord e i fondali non aiutano) o a me pare molto più impattante e dannoso (pensiamo solo alla strage di uccelli).
Teoricamente puoi arrivare a una situazione dove grandi parchi di FV producono energia elettrica che viene in parte distribuita in base alla domanda, in parte accumulata in idrogeno o batterie che a loro volta possono fornire carburante da autotrazione (altre batterie o idrogeno direttamente o idrometano). La domanda termica per i riscaldamenti può anch'essa passare alle pompe di calore elettriche, certo. Ma credo che una percentuale di biomassa (pellet, legna, ecc) rimarrà senza particolari problemi (è comunque una CO2 che si considera a impatto zero perchè "riciclata" dalle piante).
E' però una prospettiva di lunghissimo periodo e secondo me nemmeno così necessaria se si accetta l'idea che una parte di produzione elettrica provenga dall'atomo. Lo hanno deciso in Finlandia... non ritengo che in Italia si sia così più splendidamente furbi da aver capito cosa dovrebbe essere sfuggito ai finlandesi!
Se poi sarà un cocktail Fusione/FER... direi perfetto.
E i pronipoti di Putin torneranno a venderci vodka e patate semmai...

P.S. Queste soluzioni per me diventeranno sempre più diffuse, anche da noi: Preparing For Blackouts With Bluetti AC500 - YouTube
 
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ok, se ci tenete proprio lo segnalo
nel brevissimo una fonte energetica interessante sarebbe quella di PRETENDERE che gli impianti fotovoltaici GIA' ESISTENTI funzionino
interessatevi, ma non da me che non sono ben visto dagli ipocriti professionisti, interessatevi presso gente di vostra fiducia, magari pure "ecologisti", purchè troviate qualcuno che vi dica la verità, solo allora potrete decidere se ridere o piangere
 
ok, se ci tenete proprio lo segnalo
nel brevissimo una fonte energetica interessante sarebbe quella di PRETENDERE che gli impianti fotovoltaici GIA' ESISTENTI funzionino
interessatevi, ma non da me che non sono ben visto dagli ipocriti professionisti, interessatevi presso gente di vostra fiducia, magari pure "ecologisti", purchè troviate qualcuno che vi dica la verità, solo allora potrete decidere se ridere o piangere

Si ok, ma cosa iintendi per funzionino? Devi essere chiaro, non tutti hanno le tue competenze. Se il mio 6 kw produce 7500 kwh anno, io penso che funzioni, se poi mi dici che ne deve produrre 12000 e sbloccare qualche funzione segreta, ok, alzo le mani. Ma con i tuoi interventi dici e non dici.
 
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... Comunque mi pare che utenti come Peace and Love non possano che essere felici della situazione!
Quale migliore occasione per dimostrare, intendo proprio con l'esempio, che si può mantenere la bolletta allo stesso livello del 2020 anche se il prezzo è triplicato?
Basta consumare un terzo e si risolve!
Decrescita e pedalare, su! :beer:
Senza ironia ... ho preso 2/3 della legna degli anni scorsi .. metterò anchio un maglione in più*¹... metano per ora mi serve solo per cucinare su un appartamento,quello dove vivo io uso al 90% una piastra induzione della LIDL di quando vendeva ancora cose decenti ,credo nel 2007,la utilizzo quasi escluivamente se cè il sole sul FV. .Acqua sanitaria per ora uso ST ,da ottobre,di solito, PDC ACS.Dai fossili è da mò che cerco di affrancarmi,l anno scorso il pieno del Panda mi è durato dal12/2020 al 12/2021 quest anno mi sà,spero, che cè la farò con due .Con il calduccio dei mesi scorsi ho comunque usato molto poco le 3 PDC aria/aria pur avendo il FV ,solo così,tanto per.... Certo lo sò bene che ognuno ha le sue esigenze,o presunte tali, ma io non vorrei che le generazioni future mi maledicano perchè """ NON me lo sono ""tagliato"" ..."""...Del resto anche Pareto ,che in quanto a pragmatismo credo sia stato un bel insegnante,diceva (+/-,non ricordo esattamente.)....▬ Sono pazzi quelli che non usano ciò che hanno per soddisfarsi immediatamente o quelli che pensano a come utilizzarlo in futuro... ▬ la prosa naturalmente era scritta in modo moltooo più elegante ma il senso era quello, anzi se qualcuno la ricorda mi farebbe il favore di scriverla.È scritta da qualche parte qui dentro.https://it.wikisource.org/wiki/Manua...cienza_sociale ... *¹ Ma come ho già scritto non vivrò con il frigo spento e la porta aperta per far contenti i nostri leader.
 
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Senza ironia ... .
Sinceramente non ci ho capito granchè.
Ma la mia era una semplice ricetta per non essere costretti a scegliere se mettere il cibo in tavola o scaldarsi! Il cibo devi metterlo... scaldarsi basta il maglione! Tu sono ANNI che ce lo dici... immagino che finalmente sarai felice di poterlo mettere in atto, no?? Ti hanno anche dato un like, quindi immagino che qualcuno ti abbia capito... ottimo! Io rinuncio!

P.S. 3 PdC aria/aria? Immagino 3 split. Comunque complimenti. Una dotazione da veri eroi della decrescita che guardano con indignazione (loro possono, ovvio) i "pazzi" che vanno in auto a lavorare!
Ribadisco... un po' di vera decrescita a molti non farà poi tanto male.
 
Vi vorrei fare una domanda (se gia lo sapete o se avete qualche articolo dove trovare dati), in particolare ad atomax che mi sembra del mestiere.
supponiamo che tra 20 anni non avremo più bisogno del gas (ho messo 20 anni ma non è quello il punto).
supponiamo quindi che tra 20 anni tutto verra fatto da energia elettrica.
Supponiamo che tra 20 anni avremo bisogno della stessa energia di ora (visto i tempi che ci aspettano magari il fabbisogno sarà più basso ma ragioniamo alla pari)

Le domande sono:
Di quanta energia elettrica abbiamo bisogno?

Attenzione a prestare attenzione ad un fattore fondamentale che provo a ripetere di continuo, ma "filtra" sempre con molta difficoltà.
Un conto è l'energia un conto è la potenza!

Se ti dicessi: " Di quanta energia hai bisogno in casa?" Tu potresti rispondermi: - "Di 3000 kWh/anno".
Un impianto FV della potenza di 2,3 kW basterebbe a produrre quella energia.
Ma se in un giorno nuvoloso, oppure di notte, tu decidessi si assorbire anche un solo kW di potenza, resteresti a buio.

In ogni caso, per rispondere alla tua domanda, abbiamo bisogno di:

Circa 195 TWh per sostituire l'energia prodotta dalle termoelettriche.
Circa 148 TWh per sostituire il metano con l'idrogeno per gli usi industriali.
Circa 80 TWh per sostituire il gas in uso domestico (ipotizzando una diminuzione dell'energia di 2,5 volte per via delle maggiori efficienze dei sistemi elettrici, PdC ecc...)
Circa 32 TWh per sostituire il gas nel settore commercio e servizi (sempre ipotizzando lo stesso miglioramento di performance del domestico).

Che investimento dovremmo fare per avere quella energia verde (magari per semplicità ipotizziamo solo fotovoltaico per fare conti semplici)?

Si tratterebbe di produrre 455 TWh (in aggiunta agli attuali prodotti da FER) per un totale di circa 350 GWp di FV.
Al prezzo di 800€/kWp sarebbe un investimento di circa 280 miliardi di €.
Poi devi aggiungerci gli elettrolizzatori, l'adeguamento delle reti gas per il trasporto di H2, gli accumulatori di ogni tipo, l'adeguamento della rete, ecc...
Il costo del FV è solo una frazione del prezzo totale.
Il problema è disporre di tali investimenti in tempi brevi.
 
Il problema è disporre di tali investimenti in tempi brevi.

Da inguaribile ottimista, ma senza abbandonare la mia formazione tecnica, direi che forse occorra una corretta pianificazione e predisporre un percorso di investimenti, ricerca e industrializzazione che ci permetta di raggiungere l'obiettivo con gradualità, nel più breve tempo possibile.

Faccio un esempio. Alcuni anni fa discutevamo su questo forum dell'opportunità di rimpiazzare con i led l'illuminazione pubblica e privata. Al tempo il prezzo di una lampadina a led di pochi W (3-5W) superava i 15€ e si vendevano soltanto lampadine led a luce fredda (neppure veniva indicato il valore della temperatura, lo si dava evidentemente per scontato che si potesse avere solo quello). Io sostenevo che si trattava di una tecnologia agli inizi e che presto, grazie all'economia di scala, si sarebbero potute avere lampadine più potenti, a costi più contenuti.
Mi sono scontrato con i soliti troll, o semplici scettici, che bocciavano senza appello la tecnologia led. Nel frattempo stavano sperimentalmente sostituendo i lampioni alla rampa di accesso dell'autostrada A6, e ho notato che l'illuminazione era decisamente migliorata, non era solo maggiore, ma era di un bel giallo, cosa utile nei mesi freddi, per contrastare la nebbia. Un cartello indicava il risparmio energetico che si stava ottenendo, rispetto alla illuminazione precedente. Nonostante questa esperienza, i contrasti con gli scettici qui sul forum sono proseguiti ancora per diversi mesi.
Da allora ho avuto modo di sostituire tutte le lampadine di casa, con potenze varie, secondo la necessità, passando dalle fluorescenti e le alogene a quelle a led, spendendo sempre meno. Ora le ultime acquistate le ho pagate 1€ o meno l'una, meno di quanto pagavo le ultime a incandescenza (per il frigo e per la macchina da cucire, per via della dimensione, ma ora ho sostituito anche quelle con i led).

Lungo esempio per dire che quello che appare molto difficile ora, è facile che possa essere fattibilissimo in futuro, si deve solo pianificare bene e partire.

Siccome è difficile che si possa fare a meno del gas a breve, come fonte energetica di transizione, ritengo che si debba pensare a inserire gradualmente e ovunque le FER, tutte le FER, non soltanto il FV. Insieme occorre pensare che la nostra industria di lavorazione degli idrocarburi dovrebbe essere riconvertita, così da recuperare il livello occupazionale che verrebbe a mancare, magari sviluppando la produzione nazionale di pannelli, di turbine eoliche, di sistemi di accumulo, ecc... così da affrancarci dalla Cina e dal centro Europa.

Gli investimenti saranno certamente ingenti, ma non è che ora si stia spendendo così poco per il gas, e neppure si deve investire ogni risorsa necessaria nel primo anno, la si potrebbe spalmare su più anni, considerando che gradualmente l'incidenza sarà a calare, perché inizieranno a influire i risparmi delle FER già installate e l'abbassamento dei costi a causa dell'economia di scala. Inoltre, se si partisse in quarta a installare FER ovunque in brevissimo tempo, si correrebbe il rischio di incorrere in aumenti spropositati causati dai soliti speculatori finanziari. Grazie, ma anche no.
 
Sono d'accordo con quanto scrivi!
Le FER vanno sviluppate e soprattutto implementate!
Pensare di farci affidamento al 100% in un solo decennio è pura utopia! Non è pessimismo, è realtà!
Pensare di abbandonare il metano da qui ai prossimi 10 o 20 anni è pura utopia. Se si decide di abbandonare il metano si decide di abbandonare o quantomeno rallentare drasticamente lo sviluppo delle FER!
Questo è quello che dico.
 
Beh, tornando all'esempio dei led: ricerca, economia di scala e concorrenza hanno accelerato enormemente i tempi, rispetto al vociare dei più di quei tempi. Neppure gli ottimisti del passaggio ai led avevano previsto che il prezzo sarebbe calato così velocemente, meno di 10 anni per scendere sotto di oltre il 90%. Un po' di ottimismo credo ci possa fare bene, senza esagerare.
 
Concorso, come scriveva Einstein, è meglio essere ottimisti ed aver torto, piuttosto che pessimisti ed aver ragione.
 
Mi pare interessante ogni partito fà il propio programma,realistico +/- ,lo porta a conoscenza e ogni votante fà le propie considerazioni.Il programma è vincolante,cioè ogni partito deve fare TUTTO il possibile per raggiungere tali obiettivi ... via alla fantasia.E ne hanno di mezzi a disposizione .Secondo me il più VERO vincerà.▬ https://linktr.ee/climateleadership ▬ Naturalmente tale piattaforma DEVE essere libera DA OGNI TRACCIANTE E INVIO DI DATI a chichessia.PERCIÓ IN PRIMIS VIA FB,INSTA, GUGOL E OGNI ALTRA SCHIFEZZA....PS la stessa legge EU lo impone..eh si anche loro qualche rara volta fanno leggi che tentano di tutelare le persone,pur se son solo leggi d facciata.
 
Ultima modifica:
Il flaring del gas naturale è chiaramente un fatto speculativo (nelle proporzioni che ha assunto), si crea un gap tra la domanda e l'offerta, in modo da sostenere artificialmente un prezzo alto, solo che i pozzi di estrazione del gas non possono essere chiusi, ma se ne possono limitare solo parzialmente i flussi. Per quei metanodotti che sono stati chiusi, qualunque sia stato il motivo della chiusura, si ricorre al flaring per disfarsi del flusso residuo di gas estratto. Da precisare, comunque, che è più dannoso per l'ambiente se si immettesse direttamente in aria quello stesso quantitativo di gas, piuttosto che i suoi residui di combustione (CO[SUB]2[/SUB] essenzialmente).

Noi siamo comunque delle vittime delle scelte dei russi e dei suoi alleati, è chiaro che a noi converrebbe non avere problemi di disponibilità di metano, né di prezzi troppo alti a causa della ridotta offerta, ora che la domanda è ripresa a crescere nel dopo pandemia.

Tutto questo è indubbiamente un grosso problema sia per l'inquinamento immediato, sia per il ritardo che porterà alla lotta ai cambiamenti climatici, con il graduale abbandono delle fonti fossili, che verrà probabilmente ritardato, quando invece lo si sarebbe dovuto accelerare.
 

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