Di fatto il governo IT dichiara :Emergenza climatica


per @B_N_

LA falsa petizione contro le eco-bufale del prof Zichichi

Il 5 luglio è apparso su “Il Giornale” un articolo in cui il Prof. Antonino Zichichi ha ribadito le sue posizioni estreme sulla questione climatica, parlando di “eco-bufale”, di “terrorismo” e criticando in modo radicale la modellistica climatica; l’articolo è stato presentato da un titolo (si presume della redazione) in cui si definivano “ciarlatani” gli scienziati che ritengono che le attività umane stiano modificando il clima del pianeta.


https://www.climalteranti.it/2017/07...e-il-giornale/
 
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Cosa intendi?
Che sai bene che sebbene efficenti ,ma potrebbero esserlo di più,se non ci fosse il commercio (la fasulla novità il prossimo anno) inoltre non dovrebbero nemmeno pensare di produrre ciofeche con redimenti di 20 anni fà.Tutto ai massimo dello stato ingegneristico.Ma sopratutto non saranno centinaia di milioni di PDC a risolvere i problemi.Perchè consumano .Comunque.E ho una HITACHI da 11 anni , una Sanyo da 13 , 2 FTXM da 2 1/2 e l ultima una dual split FTXM da 1 1/2...Tripli vetri .Ma la casa non intendo usare plastiche per imbottirla.Aspetto di poterla rifare forse un giorno chissa in Itong o legno.Sono due unità immobiliari ,non mie.Di famiglia.Perciò ti posso assicurare che comunque consumano...La strada maestra è quella della goccia di combustibile non utilizzata.E non intendo foraggiare questi commercianti /finanziarie ladri del 110%.+ ACS su un unita con PDC....E non ho il becco di un quattrino in banca,tutti investiti li.Anche con prestito per un fotovoltaico nel 2010 estinto da pochissimo.Perciò ditemi VOI.Cosa avreste risposto a chi mi diceva che non credo nella tecnologia?Però ormai è da un pò di anni che dubito e parecchio di chi vuol vendere qualcosa di "tecnologico".
 
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ad un lettore distratto sembrerebbe leggendo taluni ultimi interventi che vi sia [quasi] da scegliere tra un sorta di salvataggio della galassia ed un rispermio economico
secondo me ambedue gli aspetti se portati a religione sono sbagliati
l'unica cosa cui noi tutti dobbiamo rispondere è l'Energia stessa, l'ottimizzazione dell'Energia deve essere il faro che ci guida

ricalcando l'esempio di JG certi interventi vanno fatti perchè sono ciò che risponde alla logica suddetta
il fatto che generino ANCHE risparmi economici e una conseguenza, ci va bene ma viene in cascata
il fatto che diminuiscano l'inquinamento ci va bene, ma è una conseguenza, non è il faro che ci guida
il fatto che le "cose" funzionino oggettivamente meglio è la cosa più importante

visto che (JG) parlavi di condominio ti faccio il mio personale esempio
la mia posizione condominiale in assemblea non è retorica, non parlo mai mettendo in primo piano nè i soldi nè l'ambiente, ho sempre detto
"ci sono casini che VANNO ASSOOLUTAMENTE SANATI !
tutto sommato se volete usare il 110.%, il 90.%, il 70.% mi sta pure bene, risparmiare soldi non mi fa certo schifo
tutto sommato mi va pure bene che si migliorino le condizioni globali
ma sull'aspetto ottimizzazione non derogo
primo: in un modo o nell'altro ciò che migliora va fatto
secondo: se ne parli con la banca, poi vedremo chi paga"

rispetto l'aspetto un po' talebano di diazedi rispondo che io non ci sto
sono disposto a fare qualche minimo sacrificio solo se i vantaggi sono estremamente notevoli, il gusto del martire del ... non mi appartiene

facciamo meglio possibile ciò che onestamente riteniamo il meglio, non ascoltiamo i predicatori
magari faremo qualche errore e potremo autocriticarci prima ancora di essere criticati, ma avremo sempre la coscenza di aver ambito al Meglio

aprezzo il fatto che tu (JG) abbia fatto certi interventi, ricordati che prima ancora di un guadagno economico o di aspetti ambientali ciò che hai guadagnato per PRIMA COSA è la cosa più importante, aver ambito al meglio ed esserci riuscita
anch'io ho fatto in casa mio il meglio che potevo oggettivamente e soggettivamente fare
ma per esempio al contrario di te non faccio nulla per sceglere fornitori di energia più (metti l'aggettivo che preferisci), per una ragione molto semplice
anche un disoccupato, anche un pensionato, anche un mantenuto deve dare valore al suo tempo, lo deve fare liberamente ma con coscienza, magari quantificalo anche solo 2 euro per ogni ora in cui pensi a
ora, secondo me il tempo che impiegherei per sceglere bene un fornitore mi porterebbe un risparmio inferiore al valore del mio tempo e contemporaneamente non mi darebbe alcun vantaggio accessorio, per cui meglio fare altro
 
da 11 anni , una Sanyo da 13 , 2 FTXM da 2 1/2 e l ultima una dual split FTXM da 1 1/2...Tripli vetri .Ma la casa non intendo usare plastiche per imbottirla.Aspetto di poterla rifare forse un giorno chissa in Itong o legno.Sono due unità.
sbagli
anteponi la religione alla scelta del meglio e ciò e male
se avessi pensato che il modo migliore per isolare i muri fosse stato il legno ci avrei messo il legno, ma dato che il modo MIGLIORE è l'uso di sostanze sintetiche ho usato sostanze sintetiche, PERCHE' ERA IN QUEL MOMENTO LA COSA MIGLIORE
se per assurdo la cosa migliore fosse stata metterci la M. ci avrei messo la M.
l'importante è che dopo aver fatto valutazioni al massimo delle mie (poche o tante) capacità ne fossi stato sicuro

mai rinunciare al Meglio
 
Certo non pretendo che tu senta un albero che ti parla..o un delfino che ti supplica .Però credimi io vivo male,mi fà star male sopravivere in questo MALE.INUTILE.Anche e SOPRATUTTO perchè molto di esso è creato da tuoi simili.
 
diezedi, non per voler prendere la difesa del 110%, ma anch'io ho provato a chiedermi cosa ci guadagnerebbe la collettività, a regalare ai cittadini il restauro dei propri immobili e qualche risposta sono riuscito a trovarla, pur non essendo l'economia il mio campo.

Prendi quanto scrivo come la condivisione di ciò che ho elaborato, spulciando qua e là, senza la pretesa di parlare a nome di quale che sia governo, o ministero.

Intanto il primo punto è che si tratta di un credito d'imposta, quindi se non hai capienza (tu, o quello a cui cedi il credito), ci rimetti tutto quello che eccede la tassa che avresti dovuto pagare.
Ammesso che hai capienza per tutto l'importo del credito, significa che hai fatto altri redditi dichiarati tali per cui avresti dovuto pagare delle imposte, quindi si tagliano fuori quei contribuenti (il proprietario dell'immobile, o l'imprenditore edile) che non hanno presentato una fedele dichiarazione dei redditi. Inoltre anche per i lavori coperti dall'incentivo, occorre ottenere tutte le autorizzazioni edili, ed effettuare tutte le fatturazioni e i pagamenti in forma tracciabile.
Grazie a questi incentivi, se una impresa dichiara quest'anno un certo reddito, che gli permette la capienza per recuperare il credito, difficilmente potrà dimostrare alla finanza d'essere tornato nullatenente gli anni successivi, almeno per i 5 anni in cui deve scalarsi la quota dalle imposte.
E' vero che forse lo Stato non recupererà tutto e subito, ma alla fine sembra che sarà la classica operazione win-win, dove tutti potranno guadagnare, ambiente compreso.

Questo è quello che mi avrebbe portato a prendere in considerazione l'eventualità di approfittarne anch'io, ma non ci sono riuscito, probabilmente a causa di qualche furbetto che ha fatto lievitare il prezzo dei materiali edili, l'insorgenza di intermediatori che si intromettono chiedendo degli extra al di fuori del 110% cedibile, l'immissione nel mercato di prodotti non a norma venduti come certificati, e il rischio che, se ci rivolge a una banca per ottenere un prestito con cessione del credito, ci si ritrovi ad avere quei soldi trasformati in un prestito ordinario, se le opere non avranno rispettato tutti i requisiti previsti in termini di raggiungimento degli obiettivi, o se l'ufficio tecnico del Comune dovesse riscontrare delle difformità nella esecuzione dei lavori, o nella documentazione catastale.

Questo lo si sta discutendo nella sezione tecnica apposita, non è il caso di duplicare tutto qui. Quello che vorrei dire è che la difesa contro il cambiamento climatico è fatta da tanti interventi, qualcuno volto a ridurre il consumo di fonti fossili, altri per migliorare l'efficienza dei veicoli, o degli impianti di riscaldamento, altri per coibentare gli edifici, o per renderli più luminosi senza utilizzare la luce artificiale (in azienda avevamo installato dei convogliatori di luce solare, per illuminare un fabbricato (uffici e corridoio) durante il giorno, così da poter tenere spente tutte le altre luci. Anche gli studi per migliorare l'efficienza dei sistemi per produrre l'energia elettrica da fonti pulite e rinnovabili, vanno in questa direzione.

Ci sono i disfattisti che non sanno vedere che la macchina si è messa in moto, o gli scoraggiati che vorrebbero che si facesse di più, o più velocemente, ma assistono ai bla-bla dei governi che non sembrano cogliere l'emergenza e procedono a passo lento. Poi ci sono anche i complottisti che immaginano dei loschi retroscena anche nelle decisioni prese realmente a favore dell'ambiente.

Rispetto quelli che sono in buona fede, a loro vorrei dire di non scoraggiarsi, di continuare a cercare la sensibilizzazione sull'emergenza climatica, ma di trovare incoraggiamento anche dai minimi passi avanti, piuttosto che abbattersi per il fatto che sarebbero potuti essere dei passi più grandi.


p.s.: ai profeti del MEGLIO a tutti i costi, vorrei ricordare che il meglio è nemico del bene e che il meglio di ieri a volte risulta deleterio già oggi (vivo in una regione che ha conosciuto il "meglio" costituito dall'amianto e cha ha portato a imbottire le nostre case di quel materiale, sappiamo tutti come è andata a finire e quanto stiamo ancora pagando quella scelta rivelatasi scellerata). Preferisco chi ha progetti di più lungo respiro e valuti la convenienza nel tempo, non nell'oggi.
 
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vivo in una regione che ha conosciuto il "meglio" costituito dall'amianto e cha ha portato a imbottire le nostre case di quel materiale, sappiamo tutti come è andata a finire e quanto stiamo ancora pagando quella scelta rivelatasi scellerata
no, mi sta bene che ci si dia da fare per eliminare l'amianto, è giusto perchè è davvero pericoloso, ma non mi sta bene il falso storico
vari decenni or sono i tecnici onesti erano convinti che l'amianto era il meglio del meglio, successivamente ci si accorse che non era vero
oltre al disastro oggettivo fu un gran mazzata per i progettisti, si generò una curiosa situazione le installazioni pericolose e da eliminare non erano quelle fatte con il ..., erano quelle "migliori"
nel civile si è dovuto rifare completamente svariate coibentazioni in costruzioni di fascia alta e/o eseguiti in accordanza a specifiche stringenti, erano in regola costruzioni economiche o eseguite da truffatori

mi è capitato tante volte di dire a clienti che erano preoccupati:
"controlla subito, perchè se fosse davvero amianto devi ........., ma se sei fortunato i chimici trovano argilla per cui eliminarla e sostituirla con qualcosa di meglio costa poco"
se devo fare una statistica personale è sempre andata di ....., l'unica beffa è che nel passato tanti lo pagarono come se fosse stato amianto
 
"ma non mi sta bene il falso storico", beh, allora evita di scriverlo tu, la tempistica (o la storia) è quella che spiega le mie affermazioni qui sopra.

Quando dico che era ritenuto il meglio, lo dico a ragion veduta, ovviamente mi riferisco a tempi in cui ancora non si conosceva la pericolosità dell'amianto. Le azioni giudiziarie che sono ancora in corso, contro i vecchi proprietari degli impianti di estrazione e lavorazione dell'amianto, sono perché si è continuati a produrlo e a venderlo nonostante la scienza avesse appurato la pericolosità del materiale. Per questo dico che si è passati dal crederlo il meglio, al pentirsi di averlo installato un po' dappertutto.

Ho avuto amianto anche in casa mia, ricordo ancora le presine in amianto che usava mia madre, quando ancora sembrava il meglio come materiale isolante e ignifugo. Le guaine dei conduttori nelle griglie elettriche e nel ferro da stiro. Ho acquistato anch'io delle lastre ondulate in Eternit da mettere sulla casetta degli attrezzi in giardino, che ho poi dovuto smantellare a mie spese e sostituire con altre in composito in fibra di vetro (per altro più carine e resistenti di quelle in cemento-amianto).

Solo gli incompetenti possono confondere l'amianto con l'argilla, avendolo visto anche sotto forma di roccia (da ragazzo l'insegnante di scienze ci aveva fatto raccogliere diverse rocce, per identificarle e catalogarle e tra quelle c'era anche l'amianto), e sotto forma di manufatti, non avrei problemi a riconoscerlo neppure io.
Attualmente ho una grossa vasca di raccolta dell'acqua del pozzo che è in cemento-amianto, ho dovuto incapsularla, perché è stata posta a dimora in cantina, da chi c'era prima di me, sfondando il muro di casa, e ora le alternative sarebbero di sfondare nuovamente quel muro, o di rompere la vasca per farla passare dalla scala dentro casa, con tutti i problemi di spargimento delle fibre d'amianto nell'aria e tra le fessurazioni delle pareti, costringendomi a stare fuori casa il tempo necessario alla bonifica.
 
la guaine dei ferri da stiro erano in mica non in amianto
solo gli incompetenti possono non distinguere l'argilla dall'amianto se si presenta in forma pura, se vedi male la copertura dei tubi devi fare un'analisi
 
sopratutto non saranno centinaia di milioni di PDC a risolvere i problemi.Perchè consumano .Comunque.E ho una HITACHI da 11 anni , una Sanyo da 13 , 2 FTXM da 2 1/2 e l ultima una dual split FTXM da 1 1/2...Tripli vetri .
Prima di quello ho fatto tende estive ed invernali (le finestre erano già state cambiate dal vecchio proprietario).

So che anche le PDC consumano ed inquinano ma dovremo pur scaldarci.
I miei nuovi clima hanno come gas R32 contro R410a.
A parità di peso ha il 70% in meno di GWP e ne basta un peso inferiore.
Non ho azzerato il mio impatto ma l’ho notevolmente ridotto (senza dover rinunciare a scaldare la mia famiglia).
Consapevole che i miei consumi abbiano comunque un impatto, con il mio FV “verso” in rete l’equivalente GREEN dei miei consumi in energia.

Ma la casa non intendo usare plastiche per imbottirla.Aspetto di poterla rifare forse un giorno chissa in Itong o legno.
Se hai delle intercapedini potrebbe funzionare la lana di pecora per imbottirle?
Ho degli amici toscani che mi dissero che se qualcuno si proponesse di tosare (gratis) le pecore che allevano, sarebbero ben lieti di cedergli (gratis) la lana tosata.

Anche a me l’idea di “imbottire” i muri mette pensiero per la non reversibilità dell’intervento e per la “breve” conoscenza di alcuni materiali.
E se la schiuma poliuretanica che insufflano si scoprisse che non fosse così salutare?

Vi racconto la mia serata per farvi capire come (anche nella stessa famiglia) ci possano essere tanti approcci diversi che possono portare alla stessa soluzione.

Stasera con marito e figlio piccolo parlavamo a tavola del bilancio condominiale e dei consumi d’acqua.

Mio marito mi ha fatto giustamente notare che avendo scelto di bere “l’acqua del sindaco” è normale che ne consumiamo una discreta quantità e che 3.000 litri l’anno li usiamo per bere.
Per mio marito i lati positivi erano la fatica risparmiata e l’acqua più buona (in secondo piano il risparmio che ha comunque “conteggiato”).
Il piccolo gli ha risposto che in più non inquiniamo. Devo dire che già alla materna dava soddisfazione: lo avevano premiato con il titolo di ricicloman facendo un gioco l-test per insegnare ai bimbi la raccolta differenziata.

Io invece ho visualizzato 2.000 (!!!) bottiglie spostate da camion (inquinando), che magari erano state stipate 1 mese incocciate sotto al sole, messe faticosamente nel carrello, poi in auto, a casa non sai mai dove metterle, finiscono sempre troppo in fretta (facendomi sprecare tempo per riacquistarle).
Poi devi svuotare in continuazione il
raccoglitore per la plastica.

Per fortuna l’acqua di Roma è buona.

Da qualche anno abbiamo anche abbandonato le bottiglie per il vino.
Quando seguivo anche l’Umbria mi fermavo periodicamente in una cantina con vini che gradivo. In un’occasione mi proposero la bag-in-box ma ho risposto gentilmente che il cartone tipo tavernello o peggio non lo avrei mai comprato.
Mi dice che hanno un nuovo merlot e le piacerebbe farmelo assaggiare, perplessa le rispondo che è il solito che acquisto da anni.
Apre la porta da cui me lo aveva portato e mi mostra un cartoncino da 5 litri con un rubinetto (con valvola unidirezionale che permette a vino di uscire ma non all’aria di entrare).

Questo per dire che ci sono tanti modi per dare piccoli contributi che se ripetuti ogni giorno da N persone possono aiutare a migliorare le cose.
Provate a visualizzare sul pavimento di una piazza 2.000 bottiglie di plastica in meno e 250 di vetro per ogni famiglia.
Mica male…
 
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Le "guaine" che dici tu, B_N_ non erano guaine, ma gli isolanti che si trovavano nelle piastre delle resistenze (tra i tanti mestieri che ho fatto, ho lavorato anche in una industria di piccoli elettrodomestici), mentre io mi riferivo alle guaine sui contatti e i fili nudi che arrivano a quelle resistenze. Non potevano essere di mica, in quanto la mica è fragile, mentre serviva la consistenza del tessuto e la resistenza al calore, che l'amianto garantiva (poi si è usata la fibra di vetro).

Ti ho già scritto che sono solito a scrivere solo di ciò che conosco, oppure chiarisco subito se sto esprimendo un dubbio o una mia ipotesi.


p.s.: ho fatto innumerevoli lavori nella mia vita lavorativa, avendo iniziato fin da adolescente (in regola con i libretti), e ancora prima, da bambino (in nero). Molte delle mie conoscenze le ho acquisite sul campo e mi hanno aiutato a rendere molto bene anche negli studi, facendomi guadagnare le borse di studio che mi hanno permesso di completare quegli studi.
 
Che brutto capitolo...

Quel filmato l'avevo già visto, ma anche a rivederlo mi viene quasi da piangere. Pensare che poi si è proseguito a produrlo e commercializzarlo anche dopo che i proprietari erano stati avvisati della sua pericolosità... mi monta su anche la rabbia.

Un grosso deposito dell'Eternit c'era anche a Torino, dietro casa di alcuni miei parenti, che andavo sovente a trovare con la mia famiglia e passeggiavo tranquillamente su quei marciapiedi, con l'erba e i muri imbiancati di quella polvere. Fortuna che allora abitavo in collina, prima di trasferirmi in provincia, e quella polvere non l'ho respirata più di tanto, ma quei lavoratori...
 
Anche nei miei ricordi di bambina c’è l’eternit che secondo gli adulti era il meglio.
Speriamo che non ricapiti mai più una cosa del genere…
 
Impressionante: lo maneggiavano come fossero panettiere che mescolano farina.
Anche solo la polvere di cemento sarebbe stata deleteria per i loro polmoni.

certamente JO, il tipo di impianti utilizzati rendevano l'ambiente lavorativo sovrassaturo di polveri, inoltre la mancanza di DPI dava "il colpo di grazia" , senza contare che il vestiario veniva portato a casa per il lavaggio.
Insieme ai vestiti , inconsciamente , portavano a casa anche la "morte" (polvere di asbesto) ai propri cari. .


Quel filmato l'avevo già visto, ma anche a rivederlo mi viene quasi da piangere. Pensare che poi si è proseguito a produrlo e commercializzarlo anche dopo che i proprietari erano stati avvisati della sua pericolosità... mi monta su anche la rabbia.

già!!! NLL anche a me monta la rabbia , in quanto l'industria chimica e petrolchimica è piena di episodi simili ....dai solventi aromatici ( e per aromatici non intendo che hanno un aroma ! ma mi riferisco ad una classe di composti chimici , il tipico esempio è il benzene ed il toluene nelle vernici ), al VCM
etc ... ( benzina ,gasolio etc..etc.. )


comunque molte vite potevano essere salvate , in quanto i sospetti sono nati nel 1900 ... :(




Un po' di storia su conoscenze e prevenzione del rischio da amianto.


-Le conoscenze


1898. L. Deane Ispettrice del Lavoro in Gran Bretagna segnala la pericolosità delle polveri di amianto.

1906. E.M. Murray illustra in Gran Bretagna, un caso “emblematico” di malattia da amianto arrivato alla sua osservazione 7 anni prima; in Francia 50 casi di morti in tessitrici sono messi in rapporto con l’esposizione a polveri di amianto; il tribunale di Torino giudica ammissibile e credibile una denuncia di pericolosità per la salute dell’amianto.

1909. R. Scarpa a Torino a proposito di 30 casi di grave tubercolosi in lavoratori dell’amianto lancia un “grido di allarme” per la pericolosità del pulviscolo che si libera nelle fabbriche dove questi avevano lavorato.

1911. Esperimenti in ratti mostrano “ragionevoli elementi” per sospettare della pericolosità delle polveri di amianto.

1918. Negli Stati Uniti alcune compagnie assicuratrici rifiutano di coprire i lavoratori dell’amianto stante la pessima condizione delle industrie dove lavorano.

1924-27. W.E. Cooke in Gran Bretagna descrive con maggiore precisione la fibrosi polmonare da accumulo di polveri di amianto denominata “asbestosi”.

1930. E.R.A. Merewether e C.W. Price dell’Ispettorato del Lavoro della Gran Bretagna redigono un rapporto altamente convincente nel descrivere la pericolosità delle aziende dove viene tessuto e lavorato l’amianto.

1935-45. Vengono descritti in Gran Bretagna in Germania e negli Stati Uniti casi di tumore del polmone in lavoratori ammalati o morti per asbestosi.

1941-49. M. Nordmann e A. Sorge riportano in Germania i primi indizi della cancerogenità dell’amianto in sperimentazioni con topi; i risultati di altre sperimentazioni effettuate nello stesso periodo negli Stati Uniti presso i laboratori Saranac per conto di aziende produttrici non verranno mai resi noti.

1942. In Germania viene riconosciuta come malattia professionale indennizzabile il tumore polmonare che compare in lavoratori con l’asbestosi.

1955. R. Doll in Gran Bretagna dimostra con certezza che i lavoratori dell’amianto hanno un elevato rischio di ammalarsi di tumore polmonare.

1959-60. R.Wagner e coll. in Sud Africa identificano il mesotelioma come conseguenza lavorativa e non lavorativa della esposizione ad amianto.

1964. Il convegno della Accademia delle Scienze di New York promosso da I. Selikoff sancisce tra le altre cose che il mesotelioma è un rischio che riguarda tutti i lavoratori dell’amianto ed anche la popolazione generale esposta ad amianto.

1977. La IARC classifica come cancerogene per l’uomo tutte le varietà di amianto.

1985. Alla conferenza internazionale di Montréal viene confermato che i valori limite per l’amianto negli ambienti di lavoro ed anche quelli più bassi stabiliti negli ultimi anni non proteggono dal rischio di tumori.




La prevenzione


1931. In Gran Bretagna viene promulgata una regolamentazione per controllare la polvere nelle manifatture di amianto e per indennizzare la asbestosi.

1946. Negli Stati Uniti l’ACGIH propone che venga rispettato un valore limite di polverosità nell’ambiente di lavoro per la prevenzione dell’asbestosi. Si tratta di un valore che solo in seguito verrà denunciato come “inadeguato” “grezzo” e frutto di “corporate
corruption”

1966. Viene chiusa la miniera di crocidolite di Wittenoom in Australia; in alcuni paesi inizia per determinate applicazioni la sostituzione della crocidolite con altre varietà di amianto o con fibre artificiali.

1969. Una regolamentazione viene promulgata in Gran Bretagna e vengono fissati tra le altre cose dei limiti per le fibre di amianto molto più bassi di quelli dell’ACGIH.

1975-80. Iniziano negli Stati Uniti ed in Gran Bretagna e poi in altri paesi campagne di informazione e di protesta dei “media” dei sindacati e di varie associazioni contro l’amianto ed i produttori di amianto; in molti procedimenti giudiziari sono riconosciute le richieste di indennizzo di lavoratori ammalati a causa dell’amianto; situazione questa che porterà con il passare degli anni alla bancarotta di molte industrie dell’amianto principalmente negli Stati Uniti ed in Gran Bretagna.

1975. In quasi tutti i paesi industrializzati vengono ridotti l’importazione e l’impiego di amianto ed in primo luogo della crocidolite

1992-99. La maggioranza dei paesi industrializzati ed anche l’Unione Europea ma non gli Stati Uniti bandiscono la commercializzazione e l’impiego di ogni varietà di amianto.

2000-01. L’Organizzazione Mondiale del Commercio rigetta l’opposizione contro il bando del crisotilo presentato dal Canada interessato in quanto produttore e sostenitore della possibilità di impiegarlo in maniera sicura.



Tratto da: Amianto atti della conferenza regionale
Pistoia, Piccolo Teatro Mauro Bolognini, 2005



Microsoft Word - SintesiStoriaEternit.doc (unipd-org.it)
Storia dell'amianto e nascita dell'eternit
Associazione familiari vittime amianto




Normativa di riferimento



Il D.Lgs 9 aprile 2008, n. 81. Il Titolo IX, Capo III e Capo IV (articoli 246-265) si occupa della protezione dai rischi connessi all´esposizione all´amianto e delle sanzioni.




La legge 27/03/1992 n. 257 contiene norme relative alla cessazione dell'impiego dell'amianto. L'art. 1 vieta in modo tassativo, "l'estrazione, l'importazione, l'esportazione, la commercializzazione e la produzione di amianto o di prodotti contenenti amianto". Evidente la volontà del legislatore: l'amianto, uno qualsiasi dei sei silicati fibrosi riportati all'art. 23 del D. Lgs 277/91, è posto al bando. È vietato sia nel ciclo produttivo, sia in quello commerciale.


Il Decreto 6 settembre 1994 "Normative e metodologie tecniche di applicazione dell'art. 6, comma 3, e dell'art. 12 comma 2 della legge 27/3/1992, n. 257, relativa alla cessazione dell'impiego dell'amianto". Il decreto stabilisce, tra l'altro, le modalità tecniche da adottarsi, per le attività di bonifica.


D.M. 20/08/99 “Ampliamento delle normative e delle metodologie tecniche per gli interventi di bonifica, ivi compresi quelli per rendere innocuo l'amianto, previsti dall'art. 5, comma 1, lettera f), della legge 27 marzo 1992, n° 257, recante norme relative alla cessazione dell'impiego dell'amianto”.



FONTE : Amianto (unipd-org.it)
 
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Reazioni: nll
riesco a capire la posizione di Mr_hyde per una ragione molto semplice, anch'io faccio spesso lo stesso errore
sono un tecnico di un altro settore per cui in quello sono oggettivamente "avanti" rispetto agli altri, ma è giusto criticare ma è giusto anche farsi autocritica
è giusto che ad un certo punto si sia deciso di eliminare l'asbesto ma è anche facile per un esperto dire che "si sarebbe dovuto agire prima", ancora più facile per un semipolitico specchiarsi e vedere malafede
la realtà era che quando cominciarono a circolare VOCI, su presunte pericolosità si scontrarono con la tradizione tecnica che lo vadeva come materiale vicino alla perfezione, e bada che non ho vent'anni ma nemmeno settanta!
è successo quello che umanamente era giusto che succedesse, se non mettiamo insieme alle [giuste] valutazioni tecniche questo aspetto diveniamo avvoltoi che si nutrono della morte altrui
ovvio che questa considerazione non vale solo per l'asbesto, vale per tante cose della vita
tu sei in mezzo, io e NLL ai due estremi, è facile ancora di più "arrabbiarsi", chiediti nella vita che tempi di reazione hai avuto TU
io su critiche che so essere giuste e su suggerimenti che nel futuro saranno ovvi ritengo onesto non alzare la voce con chi è oggettivamente in difficoltà di recepimento
Anche a me l’idea di “imbottire” i muri mette pensiero per la non reversibilità dell’intervento e per la “breve” conoscenza di alcuni materiali.
E se la schiuma poliuretanica che insufflano si scoprisse che non fosse così salutare?
considerazione fondata, ma attenta che se vai avanti così arrivi a valutare l'idea di demolire la casa, dal resto è indubbio che i risultatti sarebbe eccellenti
io ho usato due diverse soluzioni
casa mia era ed è abitata per cui dovevo astenermi dal bucaiolarla troppo, ho usato resina espansa
mia suocera è morta ed abbiamo fatto un ristrutturazione dell'appartamento per uno dei miei figli, dato che lavoro anche per un produttore di imballaggi mi sono fatto dare qualche metro cubo di piccoli ritagli ed attraverso un buco in alto li abbiamo infilati nelle intercapedini, è morbibo, non collasserà, non è igroscopico, non esala gas
ovvio che non puoi farlo mentre ci abiti
valutando la differenza tra l'inverno prima e quello dopo (uno solo, lo scorso) il risultato è più che eccellente
eviterei la lana di pecora come altri prodotto naturali e "naturali" perchè sono igroscopici e con il tempo colassano, sai già che l'assioma
naturale -> solo bene
sintetico -> solo male
non mi è mai appartenuto, per esempio non mangio funghi velenosi e preferisco tubi di plastica rispetto a quelli in metallo
 
Il mio non è un pregiudizio ma se diezedi non userà mai materiali sintetici, il suggerimento ricade necessariamente su quelli naturali pur essendo consapevoli dei limiti di alcuni materiali.

La mia è più che altro prudenza. Uso la miglior soluzione che la tecnologia mi offre ma mi lascio sempre la via d’uscita dello smontaggio rapido nel caso fosse un Eternit2.

Proprio per questo ho usato l’XPS per isolare (dall’interno) il soffitto del mio bungalow al mare.
La differenza è stata da subito notevole.
Lì mi metteva meno pensiero perché passiamo poco tempo in casa e (nel caso si scoprisse in futuro che è dannoso per la salute), l’ho avvitato sulle assi di legno e in mezza giornata lo potrei rimuovere e smaltire.

La schiuma espansa che ci hanno proposto per i muri di casa mi lascia un po’ più di dubbi perché non è reversibile.

Proprio quest’estate c’è stato un avviso di sicurezza per la schiuma fonoassorbente in poliuretano su base poliestere (PE-PUR) utilizzata su ventilatori domiciliari di una nota azienda.
L’avviso recitava:

“1) la schiuma in PE-PUR può degradarsi in particelle che possono penetrare nel percorso dell'aria del dispositivo e venire ingerite o inalate dall'utente
2) la schiuma in PE-PUR può rilasciare alcune sostanze chimiche”

Tralascio la prima parte (ingestione/inalazione durante l’uso) che non ci riguarda ma la comunicazione prosegue con:

“I potenziali rischi di esposizione chimica dovuta all’emissione di sostanze comprendono: mal di testa/capogiro, irritazione (occhi, naso, vie respiratorie, pelle), ipersensibilità, nausea/vomito, effetti tossici e cancerogeni.”

Mi sono detta che aver fatto il cappotto facilmente smontabile è stata un’idea saggia. La giusta via di mezzo per sfruttare la tecnologia ma disfarsene se diventa dannosa.
 
“1) la schiuma in PE-PUR può degradarsi in particelle che possono penetrare nel percorso dell'aria del dispositivo e venire ingerite o inalate dall'utente
2) la schiuma in PE-PUR può rilasciare alcune sostanze chimiche”

La schiuma poliuretanica si degrada con gli uw
In edilizia ne usiamo/usavo discreta quantita per motivi di praticita e tenuta, immagina che le porte installate negli ultimi 30 anni sono quasi tutte fissate con quella, nel caso tiene piu di calce e gesso perche elastica e robusta
L' XPS se lasciato all'aperto come il poliuretano sin polverizza e ingiallisce nella parte esterna, non per nulla è consigliato non lasciarlo montato in facciata per troppo tempo senza rasatura
Per contro una volta installato al 100% non creano problemmi apparenti, Io ho smontato delle parti di cappotto qui a casa Mia e appaiono ancora integri al 100%, installato nel 2002............... non ieri eh!!!!

Io no dormirei sotto dei pannelli in XPS esposti, almeno incollaci una carta da parati

P.s. X Diezedi.. Qui in zona abbiamo un produttore di case in legno E PAGLIA, inserita tra parete esterna e interno nello spessore di circa 40/50 Cm
Non che la paglia sia non adatta, il problema è come viene prodotta e trattata, immagina che il glifosato lo trovi sulla pasta, E SULLA PAGLIA??????.
NON DIRMI "MA QUELLA BIO", gia quella bio....................
Come la fibra di legno.....................e il sughero, se non trattati quanto durano

Il mio tetto in legno massello, realizzato in Trentino, sembra nuovo dopo 20 anni, non è certamente TUTTO NATURALE, loro hanno fornito anche il "trattamento" che io ho applicato


P.s.2 Non conosco la mia impronta energetica/ambientale pero devo ammettere di aver pensato anche all'ambiente, tetto tutto in legno, dura piu del cemento, pareti termiche e in aggiunta cappotto, finestre come da normativa IN LEGNO CON DOPPI VETRI,
In sostanza con 9 Kw scaldo circa 240 Mq.
Di piu non è facile, anche se possibile
 
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