...prima da “professionista” forse arrivava a 1200 ( ma non sempre, e solo se c’erano in cassa ovviamente)...
Bravo! Ottimo spunto per allargare la discussione e trattare un po’ di “dignità” ed alte str..ate populistiche!
Tutti sanno, o dovrebbero sapere, che una libera professione NON PUÒ essere assimilata nel trattamento add un rapporto dipendente! Nei primi anni nessuno ha la coda fuori e la possibilità di avere un rapporto dipendente accessorio, anche se temporaneo o part time, è spesso il discrimine fra successo o fallimento.
Inoltre ritengo una vera bestemmia contabile imporre alle libere professioni le stesse regole di un’azienda nei primi anni. Molto meglio sarebbe fare come in Inghilterra e definire un limite di fatturato per i primi 5 anni sotto al quale NON devi tenere contabilità, commercialista, ecc. ma paghi solo una percentuale MINIMA sul fatturato che va a coprire i contributi. Niente tassazione e stop. Lo stato incasserebbe di più solo per l’IVA perchè non essendoci alcun guadagno sul non emettere fattura il professionista sarebbe incentivato ad emetterla.
Certo che se poi rendi i contratti temporanei troppo costosi e difficili nella PIA ILLUSIONE che le aziende se ne facciano una ragione e gettino milioni dalla finestra caricandosi di posizioni a tempo indeterminato poi difficili da eliminare... campa cavallo!
A parte l’ovvio fatto che ormai il tempo indeterminato è solo illusorio che sia “a vita” se non nel solito pubblico, in realtà le aziende hanno diverse vie per evitare di sottostare all’ingenuo ricatto di gigetto e della sua claque adorante e semplicemente non avrai nè i contratti indeterminati nè i temporanei!
Infatti le precipitose retromarce su voucher e causale derivano proprio dalle prospettive che gli esperti hanno chiarito a gigetto. Che, con supremo ed ammirevole sprezzo del ridicolo (tanto coi suoi non rischia e gli altri ormai lo conoscono...) sta disinvoltamente presentando un jobs act 2 con piccole correzioni, peraltro costosissime, ad un parlamento che gli ha già chiarito che lo modificherà!
Prima del jobs act un rapporto di lavoro prevedeva un periodo di prova di un mese, del tutto turlupinatorio, perchè i cuccioli togati al guinzaglio sindacale hanno negli anni a suon di sedicente “giurisprudenza” (in realtà una vera e propria azione legislativa accessoria a quella parlamentare e del tutto INCOSTITUZIONALE, ma vabbè... acqua passata deo gratias!) trasformato in una trappola per fessi, visto che la “recessione dal contratto senza altra motivazione” è stata trasformata dall’ideologia in magistratura in un percorso difficilissimo ed irto di paletti! Bastava spesso che il dipendente facesse ricorso adducendo che la prova non era stata completa in quanto non gli avevano dato da fare le mansioni precise che un’azienda rischiava di trovarsi condannata a pagare 10 anni di stipendi e contributi arretrati, multe, ecc e magari rischiare il fallimento. Dovendo pure riassumere uno che poi stampava 1 anno di “ferie arretrate”, dopodiché si licenziava e chiedeva la liquidazione!!!
Storie come questa elettrizzavano d’orgoglio cheguevarista molti ai miei tempi, ricordo.
Io avvertivo che quando il pendolo avesse iniziato l’oscillazione contraria altri avrebbero pagato caro il prezzo di queste “vittorie proletarie”! Infatti...
Il jobs act ha un’impostazione opposta. La tutela crescente cresce perché parte da un periodo di tre anni di contratto annuale rinnovabile. Punto. Se in quel periodo il dipendente si è rivelato valido e se l’azienda ne ha avuto beneficio e se l’attivita Lo permette... il contratto diventa a tempo indeterminato.
La “pseudorivoluzione” di gigetto che pretende di “sotterrare”, in realtà accetta definitivamente quasi in toto l’impostazione del jobs act! Si, gli anni sono ridotti a due, ma comunque restano praticamente due anni di prova INAPPELLABILE da qualsiasi togato col libretto rosso in tasca. Cosa che rende il contratto a tempo indeterminato raggiungibile solo da chi DAVVERO ha capacità e competenza tali da convincere il datore di lavoro.
Quindi, fortunatamente, gigetto non ha “sepolto” proprio una fava! Ha tolto la pubblicità sui giochi, e dovrà trovare il modo per coprirne il buco, ma ha PROPOSTO minime modifiche a una tipologia di contratti lavorativi ormai di fatto norma per tutti. Che ha prodotto OTTIMI risultati dal punto di vista occupazionale, denigrata per mesi dalle capre che berciavano “ si vabbè, aumenta l’occupazione, ma perché conteggiano anche chi lavora 1 ora e sono tutti precari” e sono smentiti dai dati.
Speriamo che anche queste minime modifiche non determinino una caduta occupazionale e pensiamo piuttosto a come garantire reddito nei periodi non coperti da contratto. Senza scadere nei goffi ed irrealizzabili “redditi di cittadinanza” che illudono tanti boccaloni e poi vengono rimandati all “anno prossimo da destinarsi” in perpetuo!
Perche qui TUTTI vogliono che il giovane abbia un reddito stabile e dignitoso! Quelli che sperano (illusoriamente!) di ottenerlo cambiando il jobs act in realtà si illudono solo di far pagare questa stabilità alle aziende!
Io ritengo del tutto inutile provarci, le aziende vi faranno marameo e il giovane non accederà al mutuo o a farsi una famiglia non perché ha un contratto precario, ma perché NON lo ha proprio e fa il “libero professionista” alla speriamoindio!
Ritengo invece che un reddito di supporto per i periodi di disoccupazione, pagato dallo stato, quindi da TUTTI, finanziato da robusti tagli agli sprechi previdenziali e sindacali come quello sopra riportato dei “dirigenti solo ai fini di busta paga” e legato a provata disponibilità lavorativa del singolo (ad es. anche con una P. Iva aperta ed attiva) potrebbe garantire una stabilità economica molto migliore delle fandonie nostalgico-cheguevariste che vanno ora per la maggiore ner popppolo!