Sugo&Botte
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Perdonami ma tu hai esperienza in merito? perche' leggendo i documenti che ho postato piu' sopra mi sembra chiaro che vada fatto cosi.
Mi auto “riesumo” dall’oblio auto inflitto (ma vi prometto che ci torno subito).
Ho contezza precisa delle parcelle nei LL.PP. (lo stesso DM 17 Giugno 2016 nasce in quell’ambito – l’applicazione ai lavori di edilizia provata è, a mio avviso, un po’ forzata ma questa è la “disposizione” introdotta con il punto 13.1 lettera c dell’Allegato A al D.M. 6 agosto 2020 per quanto riguarda il limiti al riconoscimento delle spettanze professionali).
Nei LL.PP. i corrispettivi professionali NON si calcolano scorporando i corpi d’opera o le sub-categorie “a sentimento” soprattutto se appartenenti indiscutibilmente alla stessa “categoria” tra quelle contemplate dal DM 17 Giugno 2016 (vedi ad esempio il caso di involucro e serramenti, entrambi appartenenti alla categoria EDILIZIA).
Per come è impostato il meccanismo di calcolo del DM, si determina una sorta di parcella minima nel caso di importi lavori ridotti. Per cui, sfruttando questa “peculiarità”, è evidente la “convenienza” economica del professionista a scomputare quanto più possibile la sua parcella professionale. In questo modo vengono fuori spettanze professionali MONSTER (20-30-40% dell’importo lavori). Questa è una “manfrina” che il committente pubblico non concede ai professionisti (privati).
Sulle parcelle di edilizia privata, come ho già lasciato intendere, “concedo il dubbio”.
Ricordando comunque, come già detto, che ritengo assenti ogni tipo di limite di compenso in un rapporto puramente di tipo privatistico (fortunatamente v’è ancora la libertà di decidere quanto pattuire in un rapporto privato-privato). Qui il problema nasce dal fatto che è il pubblico (lo Stato) a rimborsare queste parcelle derivanti da un rapporto privato-privato e che lo Stesso stato ha già posto un limite al rimborso (punto 13.1 lettera c dell’Allegato A al D.M. 6 agosto 2020).
Ma supponiamo per un attimo che sia corretto l’approccio “furbo” del professionista che scomputa (a sentimento) quanto più possibile per arrivare a spettanze del 30-40 o 50% dell’importo lavori; allora se costruisco un’opera privata vengono normalmente emesse “n” parcelle da “m” professionisti?
dove: “n”= numero (arbitrario) di corpi d’opera
“m”= numero di professionisti che intervengono nel progetto
Chiudo ricordando che anche il CNI (alla stregua degli ordini professionali) “difende” la categoria (degli ingegneri, in questo caso) e che in sede di controllo, il professionista sarà chiamato a produrre le pezze giustificative della sua parcella ai sensi del DM 17 giugno 2016, NON ai sensi delle linee guida di un ordine (o sindacato) professionale.
Adesso ritorno (per restarci, questa volta) nell’oblio.