Quantum Leap
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esperimenti
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Salve,
pensare a una pila a concentrazione può portare fuori strada. In questo esperimento non stiamo sfruttando una differenza di concentrazione di una specie chimica o fenomeni simili, qua si sfrutta semplice acqua che però, in prossimità di superfici idrofile, assume una struttura ordinata.
Secondo le misure eseguite da Pollack, se si introduce in acqua una superficie idrofila, quale Nafion, ma anche un gel, membrane organiche, tessuti biologici, membrane da dialisi, alcool polivinilico, poliacrilammide, acido poliacrilico, collagene (ma anche fazzoletti di carta, carta assorbente, rettangoli di cotone e tutto quanto di 'idrofilo vi viene in mente ... ) si nota che sulla superficie di tale sostanza idrofila si determina uno strato spesso fino a centinaia di micron e composto da acqua 'ordinata'. Nei primi esperimenti Pollack utilizzava proprio gel.
Chiaramente utilizzando una membrana di qualità (come il Nafion) il fenomeno diviene più comodo da analizzare, ma il gioco funziona con tutto ciò che è idrofilo.
L'acqua 'ordinata', o acqua di interfaccia, mostra delle peculiarità molto interessanti.
La prima è che se si immergono in acqua microsferule di materiale inerte, del diametro che va da 0.2 a 5 micrometri, in prossimità della superficie idrofila si nota uno strato di acqua pulita, nel quale le microsferule non riescono a entrare (da qui il nome di 'Exclusion Zone' scelto da Pollack).
Chiara formazione di 'exclusion zone' in prossimità della superficie idrofila libera da microsfere (a destra).
Pollack, nelle sue esperienze ha dimostrato che sono 'escluse' dalla zona EZ non solo le microsferule, ma anche globuli rossi, batteri, oro colloidale e specie molecolari come l'albumina sierica (marcata con un colorante fluorescente). Utilizzando coloranti fluorescenti organici, costituiti da molecole pari 200-300 u, ancora si distingue una netta zona di esclusione (EZ) in prossimità della superficie idrofila.
Misure di risonanza magnetica nucleare (NMR) confermano che lo strato di interfaccia formatosi è caratterizzato da 'mobilità decrescente' se confrontato con l'acqua lontana dalla superficie idrofila. A dimostrazione di un incremento del livello di ordine delle molecole della EZ. Misure infrarosse mostrano che l'acqua di interfaccia emetto meno IR dell'acqua 'libera', confermando ancora l'incremento del livello di 'ordine' di tale acqua nei confronti dell'acqua lontana.
Si viene quindi a formare una sorta di sistema acqua-acqua in cui, solo per ragioni di geometria (data dalle proprietà delle superfici idrofile) è possibile ottenere una sorta di due fasi di acqua. Dalle caratteristiche peculiari.
Il concetto può assomigliare a quello della 'pila' a concentrazione, ma solo marginalmente. Una pila a concentrazione resta comunque una pila in cui avvengono reazioni red-ox. Qua, osservando i risultati di Pollack, il meccanismo risulta essere diverso.
Ma ne parliamo in un prossimo post, che questo è venuto già abbastanza lungo.
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Salve,
pensare a una pila a concentrazione può portare fuori strada. In questo esperimento non stiamo sfruttando una differenza di concentrazione di una specie chimica o fenomeni simili, qua si sfrutta semplice acqua che però, in prossimità di superfici idrofile, assume una struttura ordinata.
Secondo le misure eseguite da Pollack, se si introduce in acqua una superficie idrofila, quale Nafion, ma anche un gel, membrane organiche, tessuti biologici, membrane da dialisi, alcool polivinilico, poliacrilammide, acido poliacrilico, collagene (ma anche fazzoletti di carta, carta assorbente, rettangoli di cotone e tutto quanto di 'idrofilo vi viene in mente ... ) si nota che sulla superficie di tale sostanza idrofila si determina uno strato spesso fino a centinaia di micron e composto da acqua 'ordinata'. Nei primi esperimenti Pollack utilizzava proprio gel.
Chiaramente utilizzando una membrana di qualità (come il Nafion) il fenomeno diviene più comodo da analizzare, ma il gioco funziona con tutto ciò che è idrofilo.
L'acqua 'ordinata', o acqua di interfaccia, mostra delle peculiarità molto interessanti.
La prima è che se si immergono in acqua microsferule di materiale inerte, del diametro che va da 0.2 a 5 micrometri, in prossimità della superficie idrofila si nota uno strato di acqua pulita, nel quale le microsferule non riescono a entrare (da qui il nome di 'Exclusion Zone' scelto da Pollack).
Chiara formazione di 'exclusion zone' in prossimità della superficie idrofila libera da microsfere (a destra).
Pollack, nelle sue esperienze ha dimostrato che sono 'escluse' dalla zona EZ non solo le microsferule, ma anche globuli rossi, batteri, oro colloidale e specie molecolari come l'albumina sierica (marcata con un colorante fluorescente). Utilizzando coloranti fluorescenti organici, costituiti da molecole pari 200-300 u, ancora si distingue una netta zona di esclusione (EZ) in prossimità della superficie idrofila.
Misure di risonanza magnetica nucleare (NMR) confermano che lo strato di interfaccia formatosi è caratterizzato da 'mobilità decrescente' se confrontato con l'acqua lontana dalla superficie idrofila. A dimostrazione di un incremento del livello di ordine delle molecole della EZ. Misure infrarosse mostrano che l'acqua di interfaccia emetto meno IR dell'acqua 'libera', confermando ancora l'incremento del livello di 'ordine' di tale acqua nei confronti dell'acqua lontana.
Si viene quindi a formare una sorta di sistema acqua-acqua in cui, solo per ragioni di geometria (data dalle proprietà delle superfici idrofile) è possibile ottenere una sorta di due fasi di acqua. Dalle caratteristiche peculiari.
Il concetto può assomigliare a quello della 'pila' a concentrazione, ma solo marginalmente. Una pila a concentrazione resta comunque una pila in cui avvengono reazioni red-ox. Qua, osservando i risultati di Pollack, il meccanismo risulta essere diverso.
Ma ne parliamo in un prossimo post, che questo è venuto già abbastanza lungo.
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