Il MEG

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I libri di CHI????
Di quel vecchio bacucco che in una riga dice una cosa e in quella dopo si contraddice ?!?
 
precisamente, i libri del barucco...sta a te poi riuscire ad estrapolare le cose + coerenti.
e leggiti anche un po' di documentazione sullo zpf applicata al meg, che l'energia che cerchi arriva da li...

Edited by Ed.Gray - 27/10/2005, 20:40
 
Dareus, non te la prendere,dai.Il MEG è un dispositivo che serve a produrre energia elettrica,consumando energia elettrica. Se produce cio' che consuma,allora ha COP 1,che per me è un dato non interessante.Cio' che hai scritto nel post precedente lo lessi in questi anni,visto che mi occupo di elettronica...se la potenza in ingresso è identica alla potenza in uscita,la cosa ,per me,perde di significato.
 
Un rendimento di uno sarebbe già una grande cosa, solo perchè si è creati un sistema ove le dissipazioni sono in qualche modo annullate. Il solo riuscir a creare sistemi senza dissipazione è già un enorme passo in avanti.
 
quoto...come fai a dire che un trasformatore cop1 nn e' una gran cosa nn lo so..e ti occupi pure di elettronica...x me sarebbe gia' materia da nobel...

Edited by Ed.Gray - 28/10/2005, 01:03
 
CITAZIONE (Dareus @ 27/10/2005, 19:58)
..Per spiegare il COP c'è bisogno del concetto di ambiente, cioè dello spazio fisico attorno al dispositivo, perchè il coefficiente di prestazione dà appunto la misura dell'efficienza energetica in rapporto all'ambiente.
...L'efficienza di una pompa di calore è misurata dal suo Coefficiente di Prestazione (COP), definito come rapporto tra la quantità di calore trasportato e la quantità di energia spesa per trasportarlo. Ed infatti il COP tipico di una pompa di calore di solito è circa 3, ma può arrivare a valori relativamente molto alti (per esempio 10 o 15) in condizioni estremamente favorevoli, dipendendo dalla differenza delle temperature...con solo 1 kilowattora si possano "pompare" nella casa ben 3, attingendone 2 dall'ambiente.
Quanto sopra è abbastanza chiaro, spero, ma va bene per una pompa di calore o un motore. Come interpretarlo quando il dispositivo, invece di consumare energia (come nel caso del frigorifero), la produce egli stesso?...Aspetto ancora delle risposte...​

Ciao Darreus, ma quante chiacchiere! Premetto che bisogna prendere il MEG con le dovute attenzioni, l'unico esempio che calza a pennello è quello che ho salvato. Il Meg nelle intenzioni del suo inventore è molto assimilabile ad una pompa di calore che al posto del calore dell' ambiente sfrutta dell' "energia" non meglio identificata presente nell' ambiente assieme a quella del suo magnete. Quindi nessuna autogenerazione o meglio moto perpetuo.

Salutoni
Furio57
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CITAZIONE (Furio57 @ 28/10/2005, 12:29)
sfrutta dell' "energia" non meglio identificata presente nell' ambiente assieme a quella del suo magnete.


e' tutt'altro che inidentificata, il meg, ammettendo che funzioni, polarizza in qualche modo il campo del punto zero x mantenere costante la magnetizzazione del magnete.

che Bearden lo chiami "Quantum Vacuum" o "Mare di Dirac" e' sempre la stessa cosa

leggiti qui se ti e' nuovo http://www.calphysics.org/zpe.html.
 
In ogni caso non è un sistema isolato e non tira energia dal nulla se la vediamo in questo senso...
 
CITAZIONE (Ed.Gray @ 28/10/2005, 14:44)
e' tutt'altro che inidentificata, il meg, ammettendo che funzioni, polarizza in qualche modo il campo del punto zero x mantenere costante la magnetizzazione del magnete.
che Bearden lo chiami "Quantum Vacuum" o "Mare di Dirac" e' sempre la stessa cosa​


Ciao Ed.Gray beh! si lavorasse con fenomeni certi e consolidati il MEG forse funzionerebbe, mah!...che dire...anche da te la certezza non è di casa!!

Salutoni
Furio57
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Edited by Furio57 - 28/10/2005, 15:37
 
Ho reperito un articolo interessante che tratta del MEG...mi dispiace ma non posso far altro che allinearmi col parere dell'autore...
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"Il Motionless Electromagnetic Generator, o MEG, è un dispositivo che appartiene alla famiglia dei cosiddetti "dispositivi a efficienza superunitaria" (overunity devices), apparecchi cioè a cui si fornisce energia di qualche tipo, ma che ne producono più di quella consumata. Per esempio, un MEG potrebbe funzionare con 10 Watt di corrente elettrica, e produrne 40.

Nessun overunity device ha mai funzionato in situazioni controllate. Inoltre apparentemente si potrebbe convertire uno di questi apparecchi in una sorgente inesauribile di energia semplicemente collegandone l'uscita all'ingresso: userei 10 dei 40 watt prodotti per alimentare l'apparecchio, e i restanti 30 per esempio per accendere una lampadina. Invece finora tutti questi dispositivi funzionano (o funzionerebbero, il condizionale è d'obbligo) solo se alimentati con energia esterna.

Tutti questi aggeggi funzionano secondo principi mai descritti quantitativamente, si fa appello a seconda dei casi a modifiche delle leggi dell'elettromagnetismo (ma non si forniscono in modo chiaro le leggi alternative), a "energia di punto zero", fluttuazioni quantistiche, potenza magnetica, conversione massa-energia, e cose simili che riempiono la bocca ma non dicono nulla.

Credo che ci si potrebbe fermare qui. Ma siccome il MEG viene citato spessissimo, in siti che gridano al complotto della scienza ufficiale, provo a entrare più in dettaglio, per i lettori interessati.

L'inventore del MEG è Tom Bearden. Molto materiale è disponibile nel suo sito. Secondo i suoi scritti, Bearden scoprì che i tecnici della Westinghouse, cercando l'origine di un guasto nel missile balistico Minuteman, avevano constatato che un alimentatore forniva in uscita il 105% dell'energia che assorbiva. Secondo il racconto, i tecnici, anziché concorrere per il Nobel, modificarono l'alimentatore in modo che si comportasse secondo le leggi della fisica, con un rendimento inferiore al 100%.

Ovviamente non esistono riscontri a questa storia. Bearden si mise quindi a ricercare sull'argomento, e arrivò a costruire una specie di trasformatore il cui nucleo è composto da due bracci uniti al centro da un potente magnete permanente. Su ciascun braccio sono posti due avvolgimenti: uno pilota, a bassa tensione (del'ordine dei 50 volt) e uno di uscita, ad alta tensione. Il nucleo è portato vicino alla saturazione dal magnete permanente. Quando la corrente circola nell'avvolgimento pilota, il nucleo va in saturazione, e secondo l'autore tutto il flusso magnetico viene deviato sull'altro braccio. Questo permetterebbe di ottenere variazioni consistenti di flusso con piccole correnti pilota, che a loro volta produrebbero corrente negli avvolgimenti secondari.

Nonostante il processo sia descritto dalle leggi dell'elettrodinamica classica, che prevede che comunque l'energia in uscita non possa superare quella in ingresso, Bearden sostiene che l'energia venga ricavata dal potenziale vettore del campo magnetico, che si "ricaricherebbe" da "onde longitudinali" presenti nel vuoto.

Queste onde non sono mai state osservate, né Bearden spiega come si potrebbe verificarne l'esistenza.

Il MEG è stato brevettato negli Stati Uniti nel 2002, ed è attualmente registrato sotto l'US Patent N. 6,362,718. Sottolineo che un brevetto non certifica che qualcosa funzioni, solo che l'idea descritta è originale e presentata dalla persona indicata. Però per brevettare una macchina a moto perpetuo, secondo i regolamenti USA, è necessario depositarne una, funzionante, presso l'ufficio, e verificare, dopo un anno, che non abbia mai smesso di produrre energia. Per un overunity device, apparentemente, questo non è richiesto. Bearden ha fornito molte spiegazioni relative al funzionamento del MEG, ma purtroppo nessuna ha un qualche senso. Ne esamino qui qualcuna, per dare un'idea, senza pretese di essere esaustivo.

- Nelle equazioni di Maxwell era originariamente presente un termine che è stato tolto da Lorentz per semplificare i calcoli, e che giustificherebbe il funzionamento del MEG (o la presenza di onde longitudinali).

Questo termine non esiste, in realtà. Lorentz suggerì una condizione (gauge di Lorentz) per scegliere il potenziale, una funzione matematica che descrive l'energia del sistema a meno di un termine arbitrario, e da cui poi si derivano i campi elettromagnetici. I campi che si ricavano, con la gauge di Lorentz o un altra, sono sempre gli stessi.

- La libertà di scegliere la gauge nelle equazioni di Maxwell ci consente di cambiare a piacere l'energia potenziale di un sistema elettromagnetico. Il termine arbitrario di energia, che secondo Bearden rappresenta l'energia di vuoto da cui si può attingere, è simile a un riferimento arbitrario di altezza: dire che siamo a 10 metri da terra, o a 100 sul livello del mare, non ci permette di guadagnare 90 metri di quota, fisicamente siamo alla stessa altezza. Allo stesso modo, scegliere una gauge differente, se cambia il valore nominale dell'energia di un sistema, non permette di sfruttare quest'energia: una volta scelta una gauge, non posso cambiarlo.

Bearden fa continuamente confusione tra energia potenziale ed energia utilizzabile. Sembra ignorare completamente che quel che conta, se si vuole estrarre energia da un sistema, sono le differenze di energia. Se l'energia nel sistema, calcolata in un certo modo, è altissima ma non varia, non ho produzione di energia utilizzabile all'esterno.

- Il campo elettrico prodotto dal MEG è dovuto all'attività di un non meglio specificato "vuoto attivo". Bearden giustifica quest'affermazione riportando equazioni di elettrodinamica in cui il "vuoto attivo" non ha mai avuto parte.

- L'elettrodinamica che utilizziamo, espressa con calcolo vettoriale, è insufficiente. Per ottenere la "vera" elettrodinamica occorre usare i quaternioni (enti matematici complicati).

È vero che l'elettrodinamica può essere espressa utilizzando quaternioni, ma i risultati, anche quelli citati da Bearden nei suoi scritti, sono ottenibili anche con il normale calcolo vettoriale. Per alcuni problemi, i quaternioni permettono di riscrivere con formule semplici, che però usano enti complicati, gli stessi fenomeni descritti da formule complicate, ed enti più semplici. La sostanza non cambia.

Bearden ha ottenuto un PhD (l'equivalente del nostro dottorato di ricerca) presso una delle molte università americane "non accreditate" (dove il titolo viene sostanzialmente comperato), con una tesi sul MEG. Questo gli permette di citare nei suoi scritti concetti di fisica abbastanza avanzati. Tuttavia la sua interpretazione di alcuni fenomeni fisici noti (per esempio la circolazione apparente di energia attorno a un magnete immerso in un campo elettrico) mostrano come fraintenda concetti anche elementari della fisica che critica. Manca inoltre completamente una trattazione matematica delle sue teorie, e anzi nella sua pagina lui rivendica questa come una scelta deliberata.

Purtroppo per lui, però, la matematica non è un accessorio della fisica, ma il linguaggio che consente di esprimere alcuni concetti in modo non ambiguo, e di fare previsioni quantitative sui risultati che la teoria prevede, in modo da poterla verificare.

Ma il problema di fondo resta: il MEG funziona?

In teoria la cosa è semplice da appurare, si misura l'energia elettrica fornita, e quella prodotta. In pratica, entrambe le misure non sono banali. Per misurare la potenza in ingresso occorre considerare che il MEG è alimentato utilizzando impulsi di forma poco regolare, e la corrente e tensione fornite non sono in fase. Occorre quindi una misura accurata delle forme d'onda degli impulsi, sia in corrente che in tensione, e un calcolo dell'energia corrispondente.

La misura dell'energia in uscita al trasformatore è molto più delicata. Innanzitutto si tratta di impulsi ad alta tensione e bassa corrente: è molto facile, in queste circostanze, avere accoppiamenti capacitivi parassiti, che fanno risultare sull'oscilloscopio con cui si eseguono le misure valori più alti di quelli veri. A complicare la misura c'è il fatto che l'effetto overunity non è presente se il MEG alimenta un carico resistivo, cioè un oggetto che assorbe una corrente proporzionale alla tensione. Occorre utilizzare particolari resistenze "condizionate" (sottoposte a scariche elettriche violente), che si comportano in modo non lineare. Ma queste resistenze danneggiate si comportano in modo poco intuitivo, e spesso non ripetibile.

I tentativi di replicare l'esperimento originale, basandosi anche sui dati contenuti nel brevetto, non hanno avuto in genere risultati positivi. Un tecnico francese, Naudin, afferma di esserci riuscito, ma le sue misure hanno gli stessi problemi di quelle originali di Bearden, o addirittura ha semplicemente utilizzato la scala sbagliata nell'oscilloscopio. La potenza in uscita dichiarata, inoltre, renderebbe incandescente la resistenza di carico che invece, come afferma lo stesso Naudin, si scalda molto meno di quanto le sue misure comporterebbero. Naudin descrive le sue misure in:

http://jnaudin.free.fr/html/tbfrenrg.htm

In Italia un gruppo di persone tenta da anni, a proprie spese, di costruire un MEG funzionante, ma finora è riuscito a ottenere solo rendimenti minori del 100% (il che depone sulla loro onestà e correttezza). Tra l'altro, nonostante il loro sia una replica precisa dell'esperimento di Naudin, trovano valori di corrente quasi esattamente 10 volte inferiori, il che rafforza l'ipotesi che quest'ultimo abbia fatto un errore di scala. Le misure sono descritte in:

http://www.progettomeg.it/specifiche0.htm

Per una seria pagina critica sul MEG, consiglio di esaminare:

http://www.phact.org/e/z/bearden/

Bearden ha espanso la sua attività al di là della creazione di energia dal "vuoto attivo". Una rapida scorsa sul suo sito permette di scoprire anche che:

- i sovietici hanno sviluppato armi a "onde longitudinali", che sono state utilizzate contro obiettivi statunitensi, come il volo TWA800. Nella descrizione di queste armi si parla di "caricamento di nuclei atomici con gravitoni", nel miglior linguaggio di Star Trek.

- In particolare i due Shuttle sono stati abbattuti con armi di questo tipo, non si è trattato di incidenti.

Come? Nel 2003 i sovietici non c'erano piu? Bravi furbi ci siete cascati, è tutto un cover-up, il KGB è più vispo (e più segreto) di sempre.

- Armi a onde longitudinali permettono di cambiare il clima. Difatti il clima negli Stati Uniti non è più quello di una volta, evidente prova dell'attività sovietica.

- Interazioni con onde longitudinali permette a cellule di dedifferenziarsi. Con stimoli elettromagnetici opportuni applicati a una frattura, i globuli rossi si dedifferenziano, sviluppano un nucleo, e quindi si ridifferenziano a formare il tessuto del callo osseo.

Una critica generale a questi dispositivi miracolosi, al di là delle critiche puntuali alla teoria lacunosa e inconsistente, o alle singole misure, è molto semplice. Se un dispositivo del genere, realizzabile in uno scantinato con 200 euro, fosse possibile, i fisici farebbero a gara per tentare di riprodurlo, e studiarlo. Nessun insabbiamento sarebbe tecnicamente possibile. E sicuramente qualche ditta si precipiterebbe a costruire apparecchi che sfruttano il fenomeno. Come Bearden e gli altri inventori di aggeggi simili non mancano di sottolineare, il problema della produzione di energia è uno dei più gravi della nostra civiltà. Una soluzione semplice, economica, non inquinante è semplicemente troppo attraente per poter essere bloccata, o ignorata."
 
CITAZIONE
In Italia un gruppo di persone tenta da anni, a proprie spese, di costruire un MEG funzionante, ma finora è riuscito a ottenere solo rendimenti minori del 100% (il che depone sulla loro onestà e correttezza). Tra l'altro, nonostante il loro sia una replica precisa dell'esperimento di Naudin, trovano valori di corrente quasi esattamente 10 volte inferiori, il che rafforza l'ipotesi che quest'ultimo abbia fatto un errore di scala. Le misure sono descritte in:

http://www.progettomeg.it/specifiche0.htm


Io sono conservatore per allineamento di pensiero, scientifico ovviamente. Eppure da appassionato di scienze non ho potuto far altro che pensare ai tentativi fatti dall'uomo per volare, mentre leggevo quelle righe li sopra....se quegli uomini considerati "folli e pazzi senza rispetto di Dio" da chi temeva che costruire una macchina volante andasse addirittura contro la natura stessa si fossero intimoriti, indipendentemente dal fatto che la cosa era possibile o no, allora non avremmo mai avuto l'aereo.
Il punto è che per capire ciò che non si sa si devono fare prove, e il 99.99999999999% di queste porta a "granchi" (per citare una parola usata da Rabazon) immensi, ma questi tentativi sono necessari, se no si rimane fermi. Avete mai visto un bimbo ch ecerca di buttar i primi passi? Quante volte cade? Eppure non piange, anzi si rialza ridendo.

"Il mondo cambia grazie a coloro che dal mondo intero vengono giudicati pazzi ed incoscienti..."

Bhe, andate contro corrente, e fregatenevene delle critiche, anche delle mie , alla fine sono quelle che vi fanno le ossa e magari vi indicano la strada da seguire...
 
Ciao ragazzi son tornato !!!
Sinceramente mi sono un po 'rotto' di sbrigliare la matassa del MEG.Dopo tutto questo tempo a cercare di ottenere qualcosa del quel pezzo di ferro,ora ho deciso di aspettare gli eventi.
Ma questo non perche' penso che il MEG non possa funzionare, ma solamente perche' e' dannattamente troppo complicato da riuscire a replicare.Sono troppi i punti interrogativi che ha lasciato Bearden e troppe sono le variabili che si possono avere in quel semplice ma complicatissimo pezzo di nucleo.
Una minima possibilita' di funzionare esiste ed essa,almeno per me, e' da ricercare nel tanto complesso Effetto AB:le bobine scalari,a effetto Ab etc etc. che ho testato recentemente,hanno effettivamente dei comportamenti particolari e 'strani'.Il problema e' di replicarli ,misurarli esattamente,studiarli a fondo, migliorarli e sfruttarli per poter ottenere un COP >1 nel MEG.
La facenda e' pero' troppo complicata per me, spero che qualcuno piu' testardo,piu' preparato e con piu' mezzi possa riuscire ad andare avanti in questo sentiero.Io mollo la sperimentazione.
Ho la camera piena di fili,calamite,schemi,circuiti,oscilloscopi e ora dovrei liberarla .
Comunque sono sempre qui a disposizione .
Ciao
 
C'è un punto mai chiarito,nel MEG. Se funziona,per quanto tempo potrà funzionare? A volte mi viene l'idea che funzioni,ma fino ad un certo punto.Nel senso che potrebbe capitare che, dopo un mese , il magnete permanente non sia piu' un magnete,ma sarà totalmente smagnetizzato.E che si fa,quindi? Si prende il magnete,lo si sottopone a campi elettromagnetici intensi,e lo si rigenera?In questo caso il magnete lo vedo pertanto come un semplice condensatore,che viene caricato magneticamente in fabbrica e dopo scaricato inserendolo nel MEG.Non molto conveniente,dunque.Anche se interessante,come forma di accumulo energia.

Edited by OggettoVolanteIdentificato - 28/10/2005, 20:56
 
Ne sono dispiaciuto sandro...vuoi un consiglio?dedicati alla reazione Iorio Cirillo...meno complessa, più spettacolare...e non ci si deve basare sulle descrizioni di quel barbagianni di Berden per replicarla...
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Caro O.V.I. ...TOMBOLA!!!!
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Il meg è stato sì brevettato da Bearden...ma lui non lo ha lasciato funzionare su lunghi regimi...mai....

CHISSà PERCHè?!?
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CITAZIONE (Dareus @ 28/10/2005, 20:57)
Ne sono dispiaciuto sandro...vuoi un consiglio?dedicati alla reazione Iorio Cirillo...meno complessa, più spettacolare...e non ci si deve basare sulle descrizioni di quel barbagianni di Berden per replicarla...
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Caro O.V.I. ...TOMBOLA!!!!
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Il meg è stato sì brevettato da Bearden...ma lui non lo ha lasciato funzionare su lunghi regimi...mai....

CHISSà PERCHè?!?
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Meno complessa? Prego siore e siori si faccino avanti
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CITAZIONE (OggettoVolanteIdentificato @ 28/10/2005, 20:48)
C'è un punto mai chiarito,nel MEG. Se funziona,per quanto tempo potrà funzionare? A volte mi viene l'idea che funzioni,ma fino ad un certo punto.Nel senso che potrebbe capitare che, dopo un mese , il magnete permanente non sia piu' un magnete,ma sarà totalmente smagnetizzato.​

I documenti del meg parlano proprio dell'intervento del campo del punto zero x mantenere la magnetizzazione costante...prima rilascia, poi assorbe..
 
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