Ciao a Sandro e a tutti,
scrivo senza controllare con gli appunti che avevo messo insieme e quindi con possibilità di scemenzare, ma è come ricomimciare a riflettere tra me stesso ed intanto coinvolgere altri nelle risposte e precisazioni. Il nostro è un forum senza pretese.
La bobina di ingresso ha lo scopo di creare, attraverso la pulsazione ad onda quadra, un flusso alternato che origina "un movimento nel continuum", intorno al punto generante. Questa è la prima condizione necessaria ma non sufficiente. In considerazione delle condizioni ingresso-uscita, un ingresso basso ed un'uscita alta è quella che viene prefigurata nel Meg. Torniamo alla bobina di ingresso.Quando eccitata genera un flusso alternato che si concatena (dovrebbe sommarsi) con quello del magnete fisso confinato nel nucleo. La situazione migliore la troviamo quando i due flussi sono in fase. Questo è possibile. A questo punto abbiamo un oscillatore con frequenza tot che pulsa nel continuum, ma l'oscillatore stesso è un attrattore per tutti gli elettroni liberi che si trovano nell'intorno e che seguono la legge del quadrato della distanza. Se questi elettroni liberi vengono "catturati" in continuazione ecco che si crea la seconda condizione sufficiente, la pressione (o depressione). Dovrebbe generarsi, ad un certo punto, una "valanga" come nei diodi (superamento della barriera). La bobina di uscita dovrebbe essere preposta alla cattura e diventare "attrattore ed accumulatore" della valanga di elettroni. A mio avviso l'effetto AB non solo è possibile generarlo con la bobina avvolta con la geometria da te indicata, che con le prove è di piccola entità, ma è è anche esistente all'esterno come potenziale disponibile. Esiste un toroide, con flusso magnetico intrappolato, nello spazio ed elettroni liberi in quantità che oscillano intorno con fasi differenti in forma caotica che però cominciano ad essere indirizzati verso l'attrattore. Se le frequenze sono corrette pizzichiamo l'effetto Bohren (la valanga)
La bobina di uscita diventa il nodo cruciale. E' già inserita in un circuito tradizionale e non può saltare le leggi conosciute, in più deve avere quella particolarità di essere capace di catturare e trattenere l'eventuale valanga. Questa bobina deve diventare il ricevitore con un'oscillazione finale in fase (a meno di qualcosa) con quell'oscillazione che abbiamo generato con la bobina di ingresso. Qui nascono i problemi della non linearità. Siamo nelle condizioni di un'antenna emittente ed una ricevente che utilizzano un campo magnetico confinato comune. La bobina di uscita deve quindi essere un amplificatore di potenza (numero delle spire), un'antenna ricevente, un accumulatore di elettroni.
Mi fermo qui per adesso. by. king