| CITAZIONE (eroyka @ 31/1/2005, 10:47) |
Ciao AT e tutti!
Mi sono letto i documenti da te postati. Cerco di andare con ordine in modo da essere il più chiaro possibile e cercare di mettere dei punti fissi su cui non tornare più a discutere (quando tutti li avremo compresi).
1) La CO2 presente sulla terra (inteso dentro, sopra e nell'aria) è sempre la stessa. Negli ultimi anni l'aumento di CO2 nell'aria è dovuta (soprattutto) allo spostamento del carbonio fissato sottoterra nei combustibili fossili in milioni di anni che adesso vengono invece estratti e bruciati.
Questo causa un cambiamento di equilibrio poichè porta il carbonio da una situazione stabile, fissata e non respirabile ad una in cui il carbonio entra in circolo creando CO, CO2 ed altri composti che dispersi in aria causano tutti i problemi che ben conosciamo.
Quanto detto qui sopra è ben comprensibile che accade per esclusiva causa umana e porta del carbonio COMPLETAMENTE SEPARATO dal ciclo dell'aria ad aggiungersi invece in questo ciclo.
2) Un altra causa che porta aumento di carbonio nell’aria è l’utilizzo completamente folle che si fa attualmente del terreno per le coltivazioni. Tutte le pratiche agricole che comportano grossa movimentazione, rivoltamento, sminuzzamento di terra, vanno ad alterare completamente la natura del terreno e vanno inoltre a rilasciare parte del carbonio fissato nel terreno in anni e decenni da microrganismi e piante. L’incremento di CO2 nell’aria non è certo paragonabile ne per quantità ne per rapidità a quello liberato bruciando Id. fossili ma va a contribuire ad una situazione già gravemente compromessa. E soprattutto comporta il non fissaggio dell’aumentata CO2 che tenderebbe invece a depositarsi.
3) Per quanto riguarda i vegetali comprendiamo una cosa: questi per crescere e creare strutture cellulose-legnose utilizzano il carbonio presente in aria sottoforma di CO2 e lo fissano nella propria massa. La differenza che passa tra un albero secolare e un girasole è che l’albero fissa molta più CO2 e la tiene immobilizzata per molto più tempo (diciamo 1 secolo). Il girasole fissa la CO2 che gli serve per la sua crescita di 5-6 mesi e la immobilizza finchè non viene bruciato o mangiato (diciamo 1 anno). Quindi la differenza fra un campo di girasoli e un bosco stà sia nella quantità di CO2 prelevata che nel tempo in cui viene detratta dall’aria.
4) Ma utilizzare il girasole come carburante NON PRODUCE un aumento di CO2! Poiché si rimette in aria la stessa quantità (anzi se il terreno non è sottoposto a “stupro” una piccola parte di CO2 rimane comunque nel terreno) di quella che vi era prima della crescita dei girasoli un anno prima. Il ciclo CO2 è pari a circa zero (poco più o poco meno in base al tipo di lavorazioni del terreno).
Se andiamo invece a bruciare una quercia secolare andiamo a rimettere in circolo in pochi giorni ciò che è stato accumulato in 100 anni! Questo crea un piccolo squilibrio. Andando a bruciare comb. Fossili rimettiamo in circolo in pochi anni quello che era stato accumulato in centinaia di secoli! Questo è un grosso squilibrio!!!
5)Arriviamo infine al regno animale. Questo utilizza l’ossigeno presente nell’aria e creato tramite fotosintesi dalle piante ed emette CO2 come scarto dell’energia acquisita tramite il cibo. Ma questo cibo proviene, in ultima analisi, SEMPRE dai vegetali, per cui di fatto la sua emissione è stata GIA’ compensata durante la crescita del vegetale che ha mangiato. Per cui gli animali e gli uomini NON possono contribuire ad un aumento significativo della CO2. Per quanto riguarda le funzioni vitali.
Da ciò si può dedurre che mangiare direttamente dal regno vegetale vuol dire andare alla sorgente dell’energia ed è quindi un processo efficiente. Mangiare dal regno animale vuol dire alimentarsi da un secondo passaggio che ha già sfruttato parte dell’energia contenuta nel vegetale per cui il processo è molto meno efficiente (fino a 10 volte!!).
Questo, con tutte le conseguenze (secondarie) che può avere sull’ambiente NON contribuisce comunque ad un aumento significativo di CO2 nell’aria.
Tutto ciò che invece è necessario per allevare intensivamente del bestiame (disboscamenti, trasporti, fertilizzanti e chi più ne ha più ne metta) è sicuramente con-causa di un aumento di CO2 nell’aria.
Ma il regno animale NON può contribuire poiché si alimenta e fa uso di elementi già elaborati e quindi sfrutta solamente un equilibrio creato e mantenuto da altri. Se ammazza questi altri…. Allora sono azzi sua!!!
Spero di essere stato chiaro, se volete, ribattete punto per punto in modo da riuscire a chiarire i vari passaggi.
Roy |
Ciao Roy, come promesso eseguo l'analisi stretta delle tue osservazioni:
1) Iniziamo male, la prima è falsa. La quantità di Co2 non è sempre la stessa, bensì possiamo dire che la quantità di carbonio è sempre la stessa sulla terra (escludendo le trasmutazioni atomiche) ma presente in diversi composti: Co2 come CH4 o C6H12O6. La quantità di Co2 è in aumento a causa di tutti i produttori il cui attore finale è l'uomo.
2) E' vero che la gestione del terreno non tiene conto dei processi naturali. ma l' attore ultimo è sempre l'uomo che pretende di pagare sempre meno e mangiare sempre di più fino a star male. Bisognerebbe mangiare meno e cibo di maggior qualità nel rispetto dell' ambiente.
3) Diciamo che più una pianta cresce rapidamente più "mangia" Co2, a parità di qualità di legno. Il fatto che un bosco sia migliore di un campo di girasoli lo si deve soprattutto alla struttura del terreno ed all' assenza di erbicidi perchè un bosco viene regolato da mamma Natura, invece un campo di girasoli viene regolato dall' uomo contro Natura. E' altresi vero che i girasoli sono più sfruttabili di un bosco di conifere. Comunque si legga il punto 4.
4) Non è proprio vero. Intanto prendendo l' esempio del girasole se vengono raccolti solo i semi una buona parte di carbonio resta nel terreno quindi virtualmente il biodiesel fissa anche il carbonio nel terreno, ma si badi bene VIRTUALMENTE. una quercia ogni anno con la perdita di foglie e rami (che marciscono) dona C fissato al terreno, cosa che un girasole essendo annuale non fa. Pertanto nel legno della quercia esiste solo una parte del carbonio fissato, per questo la quercia fissa più carbonio di un girasole.
Ora si badi bene al mio VIRTUALMENTE. Ogni terreno incolto in circa 30 anni diventa un bosco (escluso il deserto). Pertanto è vero che il girasole per biodiesel fissa carbonio ma se questo non fosse coltivato sullo stesso campo ci sarebbe un bosco che comunque fisserebbe più carbonio di un girasole. Pertanto a livello di Co2 fissato la coltivazione del girasole è comunque peggiorativa anche se lo scopo finale ne giustifica l'azione pienamente.
5) Questo non è per niente vero, ora te lo spiego in un procedimento diverso per fartelo capire. Sarai d' accordo che oggi nell' atmosfera abbiamo un eccesso di Co2 cioè ne viene prodotta di più di quanta ne viene consumata dalle piante perchè diversamente non si formerebbe un accumulo che causa l' effetto serra. La situazione ideale è che se ne produca esattamente quanta ne consumano le piante per avere un ciclo finito senza residui. Ma oggigiorno siamo in sovraproduzione. Quindi dobbiamo limitare i produttori.
La mucca in un anno produce tanta Co2 quanta ne emette un Audi A4 turbodiesel a fare 10000 km!!! La mucca prende il carbonio dai vegetali e pure l'Audi se è alimentata a biodiesel. Di fatto per coltivare questi vegetali si sopprime un terreno che diventerebbe un bosco che fisserebbe molta più Co2 dell' avena o del girasole. Ma non arriviamo a ragionamenti tanto sottili. Immaginiamo che l'uomo mangi direttamente l' avena e non la mucca, si avrebbe un risparmio energetico allucinante perchè come dice Roy si avrebbe bisogno di coltivazioni con 1/10 di estensione di quelle attuali messe a mangime e quindi, oltre alla Co2 fissata dai boschi alternativi ai campi coltivati, si avrebbe il risparmio della Co2 emessa dalla mucca.
Pertanto se vogliamo abbassare il livello di Co2 nell' atmosfera dobbiamo limitare i produttori, cioè gli allevamenti e i combustibili, entrambi producono Co2 nei loro processi e la Co2 "mangiata" dai vegetali che alimentano la mucca o producono il biodiesel è comunque INFERIORE di quella "mangiata" dallo stesso terreno che se, lasciato incolto, diventerebbe un bosco. Pertanto tutta la Co2 prodotta deve considerarsi prodotta.
Capite da soli che con la popolazione mondiale a 10 miliardi e la richiesta di carne in aumento da parte di paesi come la Cina che vogliono americanizzarsi darà un impatto ambientale devastante perchè richiederà terra da coltivare già oggi non disponibile.
Sull' ultimo numero di "AAM terra nuova" (sito amico a progettomeg) è ben spiegato che la richiesta di cereali per allevamento animale è ben superiore all' offerta e questo fatto ha già fatto esaurire le riserve mondiali con il ricorso all' OGM per avere raccolti + efficienti e quando anche questo non basterà col taglio di altri boschi per creare campi.
Sinceramente penso che sia più importante riscaldarsi ed avere energia rispetto che mangiarsi una bistekkina pertanto per abbassare le emissioni di Co2 è necessario non riprodurre più gli animali a scopo alimentazione negli allevamenti. Senza contare che la carne genera tumori e malattie cardiovascolari, nonostante il parere della nonna.
Penso di essere stato chiaro e penso che le mie idee siano comprensibili e spero presto condivise.
Non è necessario essere animalisti per riuscire a capire quanto gli allevamenti siano dannosi all' umanità. Come disse un' attrice, io da piccola mangiavo il pollo quando uno dei due stava male (se stava male il pollo gli tiravano il collo, se stava male lei erroneamente uccidevano il pollo per darglielo da mangiare). L'aumento del consumo di carne degli ultimi 40 anni del Novecento caso strano ha proprio coinciso col dilagare dei tumori e delle malattie cardiovascolari.
Ma per colui al quale piace tanto farsi la bistekkina, il quale magari sarebbe anche capace di uccidere un animale e magari col permesso del suo Dio personale, queste sono tutte stupidaggini. L'importante è avere il diritto di uccidere anche contro la propria salute e provare un orgasmo di onnipotenza nel poter decidere della vita e della morte di un animale, senza pensare che fra non molto lui stesso diventerà polvere.
E da oggi fino a quando lo Stato lo consentirà lo faccia con la coscienza che la sua bistecca inquina quanto la sua automobile.
AlessandroTesla per una scienza esatta