La barriera magnetica

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In realtà è corrente pulsante,con metà onda quadra. Poichè il sistema ruota con tre fasi,la pulsazione è di 39 semionde al secondo,la corrente fluisce per 25 millisecondi circa in ogni bobina.Credo
:sick:
 
ma scusate ... se il problema è evitare che il rame si bruci ... e le frequenze in gioco sono di quest'ordine di grandezza ... tanto vale calcolarsi il caso limite di un cortocircuito in continua tralasciando transitori di impulso (25ms + pausa di 50 ms a bobina ripetuti ciclicamente se ho capito bene) - in questo modo siamo sicuri che il rame non si brucerà e che instaureremo il tanto agognato campo magnetico rotante a scatti ... poi che ci frega di quanto campo avremo? (basta sottoalimentare il tutto in partenza, misurando la corrente ottenuta ed eventualmente aumentare la tensione di alimentazione gradualmente fino al limite di corrente che decidiamo)

p.s.: se le frequenze sono davvero così basse ... perchè usare questo tipo di elettronica per pilotare il tutto?
 
Compo,ma sei l'uomo delle 02:00?
:rolleyes:

Si,i tempi di impulso e riposo sono proprio quelli da te descritti.
A proposito,a quale elettronica ti riferisci?
 
CITAZIONE (OggettoVolanteIdentificato @ 4/11/2006, 02:10)
A proposito,a quale elettronica ti riferisci?​

per esempio un disco messo in rotazione con dei magneti in periferia, attorno al quale si mettono tre switch reed sfasati meccanicamente di 120° (reed switch con caratteristiche di switching time di 3 o 4 ms e corrente interrompibile 5A si trovano ... e li puoi star certo dell'alimentazione, sempre che la continua sia "sorda" a sollecitazioni del carico)

... so che è brutta l'elettromeccanica, ma qui ci calza a pennello ... mi sembra più stabile (certo ti scordi i megahertz)
 
Intendi magneti,o elettromagneti? se no non mi spiego l'uso dei 3 reed
 
magneti:

i magneti nella periferia del disco, disposti opportunamente, fanno sì che i tre reed, collegati uno ad ogni bobina, portino l'alimentazione continua alle tre bobine secondo lo schema di fasi da te esposto nel post precedente ... ovviamente il disco coi magneti deve essere messo in rotazione con un piccolo motore elettrico (e variando la velocità si varia un pochino anche la frequenza finale alle bobine)

p.s.: è solo un'idea bislacca buttata lì ... se avete già un circuito pronto all'uso che vi fa il lavoro che vi serve, inutile cercare altre strade ...
 
Ah,yes.Dunque i reed servono per la lettura dei giri motore.Anche questa potrebbe essere una strada; nella mia zucca non saprei dire se un magnete ha lo stesso flusso di un elettromagnete da 100 Watt.Non ho neppure tabelle comparative di flussi di potenza gauss,su questo argomento.
Brutta gatta da pelare è il caso che ci serva una ipotetica frequenza di 1 Khz.....
:sick:
si dovrebbe usare un motore che faccia ruotare 200 grammi di magneti con 3000 giri per secondo (e qui vedo già qualcuno che si smantella una lavatrice )
Sulle bassissime frequenze invece potrebbe andare,l'incognita è il campo irradiato

*ops,scusami,ho letto ora il tuo post,l'utilizzo era diverso da cio' che ipotizzavo...**
 
colpa mia che aggiungo elementi a più riprese ....

comunque, nel caso descritto sopra ... l'insieme disco-magneti-reed sarebbe il nostro "oscillatore trifase quadro" ... ovviamente fatto ruotare da un motore elettrico (ma basta di piccola potenza perchè i magneti per switchare i reed non devono essere grossi)
Ovviamente il tutto funzionerebbe solo per basse frequenze (anche se c'è pure il modo di aumentare la frequenza con la disposizione dei magneti nel disco ... però subentra il limite dei reed)
 
Fino a 100-200 hetrz non ci son problemi per i reeds, ne vedo per la loro tenuta a rottura. Il carico nel ns. caso è fortemente induttivo. A meno che Compositore, tu non intendessi un pilotaggio a stato solido con i reeds come pre.
Le bobine devono essere pilotate in stretta sequenza ?? Senza tempi morti tra le fasi, intendo. Oppure deve esserci sovrapposizione di pilotaggio tra una fase e la successiva ??
Mhmm.... forse è meglio usare il counter di OVI oppure un "micretto", oltretutto è più flessibile anche se ........ sarebbe più divertente smontare una lavatrice !!!
:P
 
concordo ... la mia idea avrebbe solo aggiunto un "tocco di antichità" all'intero setup
 
CITAZIONE (hike @ 4/11/2006, 18:13)
Fino a 100-200 hetrz non ci son problemi per i reeds, ne vedo per la loro tenuta a rottura. Il carico nel ns. caso è fortemente induttivo.​

solo ora ho capito a cosa ti riferisci ...

a riguardo avevo già cercato "reed switch datasheet" su google e ho aperto la prima pagina in lista ... il risultato è questo: http://www.crydom.co.uk/Webpages/std_and_miniature.htm
se date uno sguardo al modello "DTA810H" è capace di interrompere tensioni di 7500V e correnti di 3A (non so quanto costi ... ne servirebbero 3)
 
Acc. non sapevo fossero arrivati a switching così alti !!
:o:

Probabilmente hanno lavorato sull'atmosfera e sul cantiler della lamina. E' un pò sordo, però !!
 
da un po' di tempo a questa parte,i reed vengono soppiantati da quei piccoli sensori plastici Hall.Ne ho visto vari su dispositivi a ruote magnetiche,su sonar,su motori trifasici passo passo o cose similari,in cui il fattore Hertz è importante.La sfiga dei reed sta nel ritardo apertura/chiusura della lamina,che introduce uno sfasamento nelle tre bobine.Siamo nell'arco dei millisecondi.Ad esempio,la bobina 1 conduce,e prima che si disattivi sta conducendo anche la bobina 2.Il campo magnetico rotante perde un po' della sua direzionalità,ma in fondo non credo ne derivi un qualche malfunzionamento generale.
Simpatica idea invece nel caso si voglia riprodurre un macchinario vintage,con reeds,legno e bulloneria anni '40
:P
 
x OVI ... se usi i sensori ad effetto Hall devi per forza usarli per pilotare finali di potenza (mosfet credo sia la soluzione) ... ma a quel punto il gioco finisce ... tanto vale fare tutto con elettronica (pure il pilotaggio) ... comunque non mi pare ci siano problemi nell'alimentazione, la mia era un'alternativa per cablatori che non volessero fare saldature su pcb o quasi (e in ogni caso ho considerato il fatto che le frequenze utilizzate sono davvero basse).

Per il dimensionamento rame delle bobine sono invece del parere che se si dimensiona per resistere ad un cortocircuito siamo a posto ... poi la tensione di alimentazione la si alza sperimentalmente fino a che non otteniamo il campo rotante di sufficiente intensità (sempre monitorando la corrente)
 
a questo punto tre domande obbligatorie:

1) si vuole realizzare un campo magnetico rotante "a scatti" di frequenza incerta ma di sicuro dell'ordine di decine di Hz, giusto?

2) perchè proprio un simile campo magnetico rotante "a scatti" dovrebbe influenzare la gravità (o il continuum spazio-tempo)?

3) vi serve materiale sulla Teoria del campo unificato di Einstein?
 
Sulla questione 2)
si sa con certezza che i corpi si attraggono.La Terra attrae i corpi,e cio' assume la caratteristica del 'peso'.
Ora,l'unico modo per privare un corpo di peso,è:
o allontanare la Terra dall'oggetto
o allontanare l'oggetto dalla Terra

Oppure........ isolare il corpo con uno schermo! .E' intuitivo che,proprio secondo le leggi dei campi, un vortice magnetico ( e qui vedo già Armando che si scapiglia
:D
) è capace di alterare le forze gravitazionali che agiscono su un oggetto,isolandolo dal contesto di forza di gravità.
Poichè ogni oggetto ha natura particellare e ondulatoria, un intenso campo magnetico riesce a far variare queste due peculiarità.

E' possibile alterare le forze elettriche;è possibile alterare le magnetiche;ed è possibile,teoricamente,influenzarle al punto da annullare gli effetti gravitazionali che interagiscono con le particelle dei corpi massivi.
 
CITAZIONE (compositore @ 1/11/2006, 22:16)
scusate se chiedo conferma sul punto della situazione, dunque:

- Si è partiti da Ferlini,
- viste le attinenze degli effetti lo si è collegato all'esperimento Philadelphia,
- il tutto sembra essere attinente anche agli esperimenti di Hutchinson,
- se si volesse capire che pesci pigliare senza fare troppi esperimenti a vuoto si dovrebbe scovare quello che gli ignoti fautori dell'esperimento Philadelphia hanno scartabellato a livello di teoria di quel periodo (credo che la migliore candidata sia la Teoria del Campo Unificato di Einstein ... anche la prima versione)

p.s.: ma davvero volete retroingegnerizzare questa cosa?​

Ci sono altri punti in comune e altre conferme:

Distruttore molecolare a campi magnetici rotanti

image

6 Mega bobine di tesla (15 quintali di rame se non ricordo male) 100 Hz, 15kW, fino a 1.000.000 A (di questo non sono sicuro), esistono impianti di diverse dimensioni per svariate applicazioni, oltre alla distruzione molecolare, questi impianti sfruttando lo stesso principio sono in grado di separare i materiali; vetro di colore diverso, minerali dalla terra, sostanze organiche da sostanze inorganiche...etc, la separazione avviene per assenza di gravità!!!

Distruttore molecolare a campi magnetici rotanti a cavitazione per liquidi (magnecavitazione)

image

Una unica bobina (toroide) con aghi (acciao e titanio) che fungono da sonodroti e trappola magnetica per il recupero degli aghi, attualmente questi impianti vengono utilizzati per miscelare in forma stabile acqua e carburanti pesanti, BTZ, Mazut etc, per la riduzione delle emissioni e dei consumi, un impiego sperimentale è la riduzione delle molecole ad esempio un C10 viene ridotto in due C5 o crakking freddo!!!

Gli impianti esistono, sono funzionanti e hanno applicazioni commerciali.

p.s. O.V.I. non mi scapiglio più ne ho viste davvero troppe
:rolleyes:


p.p.s. ho visto scritto un po di tutto, risonanza ok, ma nessuno ha scritto nulla in proposito ai campi torsionali, non c'entrano nulla, mi sbaglio?
 
In realtà i campi torsionali dovrebbero avere una notevole influenza circa gli effetti antigravitazionali.Non a caso citavo ,seppur alla leggera, Bruce De Palma,senza menzionare che nei suoi esperimenti aveva riscontrato una diminuzione di peso,dovuta all'intervento di campi torsionali,su sfere rotanti. Le sfere in rotazione perdevano peso,quelle statiche lo mantenevano inalterato.
Dunque,nello spazio 'vuoto' son presenti campi che agiscono sulla materia; se si riesce a stare in sincronia con la frequenza di torsione del campo,tramite risonanze,è possibile ricreare effetti che contraddicono l'attuale fisica.E anche il bravo Einstein ha dato il suo contributo in questo senso,aprendo la strada a ricercatori di tutte le nazioni.
 

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