LA BIOMASSA


Bravo Illo, sono d'accordo con quanto hai detto

Ely
:lol:
 
Forse il mio discorso è utopistico, ma se avessi la possibilità di risolvere il problema energetico planetario,
farei così.....................

In primis eliminare qualsiasi tipo di combustione che produca Co2 (macerazioni naturali a parte).

Energia elettrica per uso civile e industriale prodotta da:

A) centrali solari a specchi ustori (ne basterebbero 3 sul pianeta per dare corrente a tutti i popoli), centrali eoliche sui monti e a mare che possano anche sfruttare l'energia prodotta dal moto delle maree (una centrale così darebbe energia elettrica a una città come Napoli) e infine centrali fotovoltaiche.

Se avessimo sul pianeta centrali elettriche miste di questo tipo, sparse ovunque, non avremmo più problemi energetici a livello civile e industriale (treni compresi naturalmente), scomparirebbero del tutto i Black Out.

B) i mezzi di locomozione alimentati tutti a idrogeno, o con l'utopistica invenzione
chiamata Eolo, dotata di un propulsore che può essere adottato da
aerei, navi e bus; comunque solo con l'idrogeno avremmo totalmente risolto il problema, dubito seriamente che l'invenzione di quel francese possa entrare in produzione civile, nessuno ha da guadagnarci e molti, sopratutto arabi e americani, avrebbero da rimetterci parecchio.

Rimane la questione del riscaldamento e della cucina, come gli cuociamo gli spaghetti ?
Facendo riferimento al paragrafo A, l'energia elettrica presente sulla rete mondiale,
sarebbe tale da poter permettere il riscaldamento con stufe elettriche in tutte le case del mondo.

Vero, con le piastre elettriche si può cucinare, ma per bollire l'acqua per la pasta,
occorre un tempo assai più lungo che con il gas, eccetto il microonde.

In teoria avrei risolto tutto, datemi però, una mano a cucinare gli spaghetti.........................

Tornando alla biomassa, preferisco limitarmi a utilizzarla per la stufa a legna
della mia casa di campagna e per la carne alla brace che tutti amiamo cucinare
all'aria aperta o nel proprio giardino.
Il Co2 prodotto dalla gassificazione della legna o affini che si decompongono
nelle foreste, è di entità assai irrilevante, solo un pò di innocente solletico
per l'ozono.

Ops! Dimenticavo.................come li mandiamo in orbita gli Shuttle ?

Alessandra

p.s. cercate di discutere in maniera più armoniosa, ho notato qualche attrito,
vanno rispettati tutti i punti di vista e vanno anche accettate le osservazioni,
naturalmente se fatte con garbo.
Siamo tutti adulti e vaccinati, almeno suppongo sia così............................

Edited by kasablanka - 21/9/2007, 08:56
 
Ale
sembra che la soluzione del problema energetico sia più banale che bersi un bicchiere d'acqua!

In realtà, concordo sul fatto che molti freni alle FER sono imposti da forti interessi economico - politici.
Penso ad esempio che fin tanto che l'industria dell'automobile non avrà ammortizzato il costo degli attuali stabilimenti di produzione il motore ad idrogeno resterà ancora fermo.
Ma intavolare un discorso sui massimi sistemi...mi sembra sia fisolofeggiare (nemmeno fare filosofia spicciola).

Nessun astio (almeno personalmente) per chi ha punti di vista differenti dal mio...ci mancherebbe.
Forse il mostrarsi eccessivamente saccenti e saggi (come se gli altri fossero dei caproni ignoranti e sprovveduti) non aiuta a tenere un profilo più leggero nella discussione.
In fondo qualche laurea e na ventina di anni di lavoro sulle spalle mica ce l'hai solo tu eh!
:B):

saluti
V
 
Punto A, centrali solari a specchi ustori.... il famoso progetto Archimede di Rubbia... si è una soluzione, ma ritengo non sia sufficiente. Considera poi che tecnicamente è un progetto complesso oltre che avere un discreto impatto ambientale.... tutti questi specchi dove li metti?

Punto B l'idrogeno. Si è la soluzione che ci consentirà il salto di qualità. Pur essendo l'elemento maggiormente presente nell'universo (75%) è difficile produrlo, o meglio isolarlo, e stoccarlo. Si stanno studiando nuove soluzioni per averlo a costi competitivi ma al momento siamo ancora in alto mare. Attualmente quello che si usa per fini industriali deriva o dall'elettrolisi o dal reforming, ma non sono efficienti sia dal punto di vista economico, energetico e ambientale. L'idrogeno prodotto da biomassa è una strada che si sta percorrendo...

Lo shuttle? Si molto bella l'esplorazione dello spazio, ma prima risolviamo i problemi del nostro pianeta.

Una discussione di questo tipo inevitabilmente potrebbe generare qualche tensione tra i partecipanti; ognuno è libero di esprimere le propie opinioni (nel pieno rispetto degli altri) ed è normale trovare qualcuno che non sia d'accordo.
Al momento non mi sembra che ci sia. Ma non preoccuparti, nel caso dovesse degenerare i moderatori interverrano
:rolleyes:

Ely
 
Vicky

Ho appena finito di dire che il mio discorso può sembrare utopistico, che poi a tutti gli effetti lo è .
Se mi parli di essere saccenti, dubito seriamente di poterlo essere,
ci sono milioni di persone più saccenti della sottoscritta.
Quanto a lauree, non mi pare di andare in giro a sbandierare i miei 20 anni di laurea,
cosa che ho solo manifestato in occasione di una risposta sarcastica come la tua.
Ed io, anche io ti rispondo con il dovuto rispetto e la più totale trasparenza.

Il tuo sarcasmo è fuori luogo, o se preferisci, è off topic.

Atteniamoci al tema del topic senza fare riferimenti alla persona,
o perlomeno, senza ledere (anche involontariamente),
la sensibilità di un individuo.

Grazie

Alessandra
 
CITAZIONE (kasablanka @ 21/9/2007, 09:09)
Vicky

Ho appena finito di dire che il mio discorso può sembrare utopistico, che poi a tutti gli effetti lo è .
Se mi parli di essere saccenti, dubito seriamente di poterlo essere,
ci sono milioni di persone più saccenti della sottoscritta.
Quanto a lauree, non mi pare di andare in giro a sbandierare i miei 20 anni di laurea,
cosa che ho solo manifestato in occasione di una risposta sarcastica come la tua.
Ed io, anche io ti rispondo con il dovuto rispetto e la più totale trasparenza.

Il tuo sarcasmo è fuori luogo, o se preferisci, è off topic.

Atteniamoci al tema del topic senza fare riferimenti alla persona.
Grazie

Alessandra​

Ops..ti chiedo scusa..non era mia intenzione essere sarcastico...e comunque hai ragione è off topic.

p.s. vista l'ora ..ti posso offrire la colazione?
:)
(tanto per andare ancora una volta off topic no!
:B):
 
CITAZIONE (leptone @ 21/9/2007, 09:07)
Punto A, centrali solari a specchi ustori.... il famoso progetto Archimede di Rubbia... si è una soluzione, ma ritengo non sia sufficiente. Considera poi che tecnicamente è un progetto complesso oltre che avere un discreto impatto ambientale.... tutti questi specchi dove li metti?

Punto B l'idrogeno. Si è la soluzione che ci consentirà il salto di qualità. Pur essendo l'elemento maggiormente presente nell'universo (75%) è difficile produrlo, o meglio isolarlo, e stoccarlo.​

Impatto ambientale:
Quello c'è poco ma sicuro se tali centrali venissero costruite in zone civilizzate, ma se una centrale del genere fosse realizzata in zone desertiche come, Sahara, Gobi, Australia, Arizona, Nevada e Messico, avremmo beneficiato di 6 o più centrali in aree dove l'impatto ambientale sarebbe ridotto ai minimi termini, nessuno ne risentirebbe, nè l'uomo nè la natura desertica, dove gli spazi sono di dimensioni di incredibile ampiezza, quindi spazio a volontà per gli specchi.

Volendo, con ridotte dimensioni, potremmo realizzarle anche nell'area più sterile della Sardegna o della Sicilia, là dove l'uomo non ama metterci piede; anche le zone desertiche della Spagna sarebbero ottime, là dove abbiamo girato i famosi Spaghetti Western, dove neanche le formiche amano viverci.

Idrogeno: quanto potremmo ricavarne dal mare ? Quantità abnormi ?
Correggimi, posso dire anche una stupidaggine.

Comunque al di là di tutto, non esiste la volontà di fare niente, almeno finchè l'oro nero
e l'energia atomica continueranno a incombere sull'economia globale del pianeta.

Piuttosto allora la Biomassa, che a mio avviso, paragonata a succitata centrale solare,
non è minimamente paragonabile in termini energetici.

Ritieni esse non siano sufficenti.
Se la prima centrale, quella che fu illustrata anni fa su Rai 1, dalla potenza
di 10 centrali atomiche messe insieme non è sufficente, pensa 6-7
o più centrali nel mondo quanta energia produrrebbero.
Potremo dare luce anche ad altri pianeti, naturalmente è un modo di dire............

A mio avviso, se esistessero determinate centrali, avremmo
uno spropositato esubero di produzione energetica inimmaginabile.

Aggiungendo centrali eoliche, marine, fotovoltaiche e le attuali idroelettriche,
beh lasciatemelo dire, il nostro pianeta diventerebbe una sorta di centrale cosmica.

Resta sempre il mio punto di vista, da palpabile "sensazione"

C'è sempre da risolvere il problema della cottura degli spaghetti...........



Ale

Edited by kasablanka - 21/9/2007, 11:39
 
Indubbiamente si...fino a quando petrolio atomico (e aggiungo gas naturale) incomberanno non solo sull'economia ma anche sull'assetto geopolitico del pianeta...ce le scordiamo le soluzioni come quelle degli specchi solari.
Confido però su un aspetto.
Prima o poi si raggiungerà un punto di non convenienza economica (chessò col petrolio a 200 Dollari al barile).
in fondo tutto si muove appresso ai soldi..per cui..aspettiamo...

Biomasse. Non risolveremo ovviamente con il loro sfruttamento il fabbisogno energetico. Tuttavia, ripeto, alcuni sottoprodotti (o meglio rifiuti) della filiera agricola sarebbe meglio fossero una risorsa per altri impieghi (prod di en. el., di chemicals, eccc...) anzichè un problema di dove andarli a smaltire.
V
 
Giustissimo Vicky

Al fine di boicottare il petrolio, in attesa dell'idrogeno,
ripeto, vada anche per la biomassa brasiliana.

L'alcool da canna da zucchero (o barbabietola), si è rivelato molto meno
inquinante della benzina e meno costoso.
E pensare che la Fiat produce motori e veicoli ad alcool per il sudamerica;
a noi e al resto del mondo veicoli a benzina o ancor peggio a diesel.

La canna da zucchero potrebbe essere coltivata quasi ovunque.
Anche qui, poca e quasi nulla è la volontà a realizzare

aggiungo un altro...purtroppo


Ale
 
KASABLANKA, le utopie sono sogni, nessuno pensa di dire siano irrealizzabili ma all'atto pratico ce ne corre.
1°) enormi estensioni così come da te prospettate in Europa non ce ne sono
2°) i deserti andrebbero benissimo ma notoriamente sono in Paesi non tra i più democratici e rispettosi del diritto internazionale
3°) che facciamo? li invadiamo "manu militari" per far la guardia agli elettrodotti? Non sempre basta dar loro una barca di soldi, chi investe miliardi di euro vuole certezze per il lungo termine, non voli pindarici, basta vedere la storia del gas Siberiano.
4°) questi sogni planetari vanno bene per discussioni "accademiche" e da simposi col relatore di turno e pausa pranzo e caffè tutto compreso, la realtà penso sia ancora diversa e di molta più difficile attuazione senza dar sempre e solo la colpa ai poteri forti od occulti che dir si voglia....l'unico potere è il denaro, non ce ne sono altri!.....Chi vedo come sempre veramente in linea e propugnatore di simili vedute ad ampio raggio cosmico mi sembra ancora e sempre l'ineffabile Generale da cui il link del post di partenza...Comunque è un'interessantissima discussione, proviamo a girarla sul Blog del Pecoraro!
Saluti
 
Imitare la natura e utilizzare tutto quanto si produce, trasformando lo scarto in risorsa, senza ricorrere alla tecnica dello struzzo: la discarica per i rifiuti è un abominio, è nascondere il problema sotto la terra, non è risolverlo, e prima o poi riaffiorerà sempre più pressante.

L'antropizzazione è di per sé inquinante, ma non si può decidere di eliminare l'uomo, per salvare l'ambiente.
Il punto d'incontro c'è là dove si punta al minor impatto ambientale, rimanendo con i piedi per terra.

Rinunciare alle biomasse perché vi sono sistemi che inquinano meno è non vedere il problema. Recuperare gli scarti fa parte della soluzione, a noi studiare il modo più ecologico per farlo. Insieme, come ho sempre sostenuto, attiviamo TUTTE le altre FER, solare, eolico, idrico, ecc...
L'insieme di tutte queste tecnologie ci aiuterà a ridurre e, spero, eliminare la necessità di ricorrere ad altre fonti non rinnovabili, pericolose e inquinanti.

Sugli specchi ustori le attese sono più elevate di quanto si possa in pratica fare affidamento. Altro che produrre quanto "10 centrali atomiche messe insieme"! Nemmeno quanto una frazione di una soltanto! Non affrontiamo questo discorso con superficialità, altrimenti rischiamo il ritorno di certi individui che, dati alla mano, vorrebbero un ritorno al nucleare e avrebbero gioco facile a demolire le eccessive attese sul solare facile.
Il sole irradia la terra diffusamente e noi siamo in grado di captare questa energia con un certo grado di efficienza che non potrà mai superare l'irraggiamento solare per quella unità di superficie. Pur con una efficienza pari a 1 (irrealizzabile), servono spazi elevatissimi per produrre col solare la stessa energia che ci da una centrale nucleare. Questi spazi non ce li daranno gli specchi ustori, ma i tetti di milioni di abitazioni, che non occuperanno nemmeno un metro quadro in più di quanto già ora occupano per ripararci dalle intemperie. Sto scrivendo della produzione di energia dal solare diffuso.

Altre soluzioni per produrre energia nel deserto sono da valutare con grande attenzione: anche il trasporto dell'energia ha un costo per le infrastrutture e per le perdite lungo gli elettrodotti, che oltre certe distanze cominciano a essere significative.

Riconsideriamo le Biomasse? Sì, perché possono fare la loro parte per soddisfare il bisogno energetico cui non sappiamo rinunciare.
 
CITAZIONE (biomassoso @ 21/9/2007, 12:05)
KASABLANKA, le utopie sono sogni, nessuno pensa di dire siano irrealizzabili ma all'atto pratico ce ne corre.
1°) enormi estensioni così come da te prospettate in Europa non ce ne sono
2°) i deserti andrebbero benissimo ma notoriamente sono in Paesi non tra i più democratici e rispettosi del diritto internazionale
3°) che facciamo? li invadiamo "manu militari" per far la guardia agli elettrodotti? Non sempre basta dar loro una barca di soldi, chi investe miliardi di euro vuole certezze per il lungo termine, non voli pindarici, basta vedere la storia del gas Siberiano.
4°) questi sogni planetari vanno bene per discussioni "accademiche" e da simposi col relatore di turno e pausa pranzo e caffè tutto compreso, la realtà penso sia ancora diversa e di molta più difficile attuazione senza dar sempre e solo la colpa ai poteri forti od occulti che dir si voglia....l'unico potere è il denaro, non ce ne sono altri!.....Chi vedo come sempre veramente in linea e propugnatore di simili vedute ad ampio raggio cosmico mi sembra ancora e sempre l'ineffabile Generale da cui il link del post di partenza...Comunque è un'interessantissima discussione, proviamo a girarla sul Blog del Pecoraro!
Saluti​

Quindi cosa proponi?

Va bene, escludiamo l'Africa e magari il deserto del Gobi, e magari anche il Messico.
Orientiamo verso paesi ricchi democratici.
Comiciamo con l'Australia, il suo deserto potrebbe comodamente ospitarne
una decina.
Passiamo all'Arizona, metti 3 centrali, nel Nevada idem
Passiamo all'Europa.
La Spagna, altro paese democratico, è quasi il doppio del territorio italiano,
gode di aree desertiche la cui estensione è pari a 1/3 del territorio italiano.

Potrebbero realizzarci comodamente 2-3 centrali di notevoli dimensioni.

Ma anche l'italia qualcosina ha da sfruttare nelle zone desertiche della Sardegna e Sicilia,
naturalmente 1 centrale di ridotte dimensioni, senz'altro utili al fabbisigno energetico
a livello regionale o forse più.

Aggiungo la Francia, che come la Spagna conosco molto bene, ha la sua piccola zona desertica verso sud.

Volendo, tornando all'Africa, il Marocco, la Tunisia e Algeria, paesi che godono di ottimi rapporti con la comunità europea, potrebbe ospitare altre centrali, nel loro territorio c'è deserto in abbondanza.

Sei proprio sicuro che l'Europa non potrebbe ospitare succitate centrali ?

Non necessariamente bisogna costrurle di immani dimensioni.

Sono sicura che almeno uno stato europeo, potrebbe costruirne una piccolina.
Tutte insieme risolverebbero onorevolmente il fabbisogno energetico europeo.
Di sicuro, la Spagna avrebbe un ruolo fondamentale nella produzione di energia elettrica,
sarebbe in vetta alla classifica.


Ale

CITAZIONE (nll @ 21/9/2007, 12:26)
Sugli specchi ustori le attese sono più elevate di quanto si possa in pratica fare affidamento. Altro che produrre quanto "10 centrali atomiche messe insieme"! Nemmeno quanto una frazione di una soltanto!​

Guarda che forse fai una leggera confusione con l'energia prodotta da centrali fotovoltaiche.
Dubito che Carlo Rubbia si diverta a fare sparate a vuoto, sopratutto quando intervistato
in un programma che andò in onda sulla Rai.

Certamente la centrale che lui aveva ideato, di dimensioni ciclopiche,
e che avrebbe realizzato nel sahara, ha potenza da lui dichiarata
come citato nei post precedenti.

Si tratta non di una centrale, ma di qualcosa di molto più imponente,
che in altri paesi potrebbe essere realizzata di dimensioni molto più ridotte.

Quindi, sorvolando sul tuo appunto un pochino polemico,
cosa proponi?

Biomassa ?


Ale
 
Ho seguito anche io quella trasmissione televisiva e ti posso garantire che Rubbia faceva ipotesi che consideravano lo sfruttamento di ampie superfici, così ampie che generano altre problematiche, tutt'ora irrisolte. Ma si faceva anche un accenno a una applicazione diffusa che indicherò qui al fondo.

La concentrazione serve per raggiungere altissime temperature nel fuoco della parabola, ma gli specchi devono comunque avere una superficie tale da captare l'energia solare che è distribuita sulla Terra, certamente gli specchi non "pompano" energia dal Sole, si limitano a captarla, quindi si rimane nel caso di grandi superfici che devono essere dedicate alla centrale solare.
L'applicazione diffusa di cui scrivevo, per un valido utilizzo di questi specchi (ma non esaustiva del fabbisogno energetico) è quella di farli correre lungo le nostre strade del mezzogiorno d'Italia, giusto per sfruttarne la lunghezza, senza occupare ulteriori spazi sul territorio.
Ogni idea è da valutare, saranno poi i risultati a dirci cosa sarà opportuno realizzare in pratica.

Per farsi un po' gli occhi: Specchi ustori in studio all'ENEA (ma anche acquistabili per chi vuole)
 
ma dico...e se le soluzioni fossero molteplici?

In genere i teorici hanno delle belle soluzioni ..che però poi all'atto pratico...si scontrano con la realtà...(anche con l'ignoranza).
Non conosco nello specifico la soluzione proposta dal Prof. Rubbia...anzi sono sicuro che non sarei nemmeno in grado di capirla (nessun accenno polemico ... ma solo conoscenza dei miei limiti).

Il rischio che si corre è prendere per pressappochismo gli studi di gente in gamba...ma questo fa parte più in generale della assenza di una seria divulgazione tecnico/scientifica nel nostro paese e dell'assoluta distanza tra il mondo ufficiale della ricerca e coloro che si occupano della realizzazione tecnologica nel concreto (comprese le considerazioni economiche nell'accezione più nobile del termine).
Un paio di volte mi sono rivolto a strutture universitarie (non per l'argomento energia) per aiuto. Ne sono uscito amaramente disilluso.

x Ale
p.s. Avresti delle info più specifiche..o dei riferimenti del lavoro di Rubbia?
 
viky69, se cerchi con Google trovi molta roba, se vuoi puoi cominciare da QUI, dove si illustra il progetto che già alcuni utenti hanno citato in questo forum, giusto per dire che noi non facciamo niente e la Spagna ci surclassa alla grande (non credo che sia davvero così, ma noi siamo bravissimi a piangerci addosso, per poi fare i sit-in di protesta per bloccare un parco eolico).

Rubbia non sbagliava, intendiamoci, lui presentava la teoria e chiedeva d'essere sostenuto nella ricerca. Altro è prendere la teoria e pretendere che la si possa applicare tal quale alla realtà.

Non bisogna fissarci su una sola fonte energetica, pena scoprire che nessuna fonte energetica potrà soddisfare le esigenze della popolazione mondiale.

Non vorrei passare per pedante, ma occorre tornare sull'argomento delle biomasse, perché questo è l'oggetto di questa discussione.
 
Ok grazie.
Devo confessare che è una semplice curiosità...il mio interesse principale sono le biomasse...non per altro..ma ci lavoro!

Noto però che anche questa fonte energetica segue (e come non potrebbe farlo) le regole rigide del mercato.
Non quelle della domanda-offerta...ma quelle della speculazione non appena è possibile.
Il fatto è che molti...poi ...si limitano semplicemente a bruciarla (eppure è na roba antica come il cucco il fuoco eh!) per produrre en. elettrica.
Anche belle centrali da diverse decine di MWe.
chi vuole fare altro (per sempio gasificarla) si trova parecchio spiazzato e spesso a conti fatti..getta la spugna
:angry:
 
CITAZIONE (kasablanka @ 21/9/2007, 11:47)
Giustissimo Vicky

Al fine di boicottare il petrolio, in attesa dell'idrogeno,
ripeto, vada anche per la biomassa brasiliana.

L'alcool da canna da zucchero (o barbabietola), si è rivelato molto meno
inquinante della benzina e meno costoso.
E pensare che la Fiat produce motori e veicoli ad alcool per il sudamerica;
a noi e al resto del mondo veicoli a benzina o ancor peggio a diesel.

La canna da zucchero potrebbe essere coltivata quasi ovunque.
Anche qui, poca e quasi nulla è la volontà a realizzare

aggiungo un altro...purtroppo


Ale​

Anche questa è purtroppo demagogia allo stato puro: in Brasile i terreni per la canna da zucchero sono raddoppiati di prezzo in un biennio, vengono riconvertiti a questa anche terreni prima utilizzati per culture alimentari.
Per la soja i "sojaleros" disboscano qualche decina di campi da calcio al giorno e questo solo nello stato del Parà in Amazzonia con il placet dell'amico LULA...e ce ne sono altri di Stati interessati alla corsa agli "ecodollari" di BUSH & C. senza dimenticare i Francesi della DUPONT ed i grandi profitti li fanno le multinazionali "gringhe" e proprietari terrieri locali o auto proclamatesi tali (laggiù la proprietà è ancora una cosa da risolvere con la forza più che con le carte che nell'80% dei casi non esistono)....ai locali nulla se non lavoro sottopagato ed inquinamento.....quindi vedi che bella utopia sono anche i biocarburanti? Applicato in scala ridotta ha un senso, a livello mondiale ci lasciamo le corna....SIAMO ALLA FRUTTA!!....il livello di crescita attuale è insostenibile se non a scapito di qualcun'altro, notoriamente il più debole....qui se il PIL non cresce ci tagliamo le vene....siamo agli sgoccioli perchè siamo dei vecchi con idee vecchie....Cinesi, Indiani e Brasiliani pasteggeranno con le nostre carogne supernutrite....RESET!!
 
Ehem, DuPont è americana (del 1802), anche se il fondatore, Eleuthère Irénée du Pont (1771-1834), è francese (nato a Parigi), ha studiato in Francia (col famoso chimico Antoine Lavoisier). Nel 1799 se ne va in America e fonda la sua azienda a Washington nel 1802, appunto.
 
CITAZIONE (nll @ 21/9/2007, 17:19)
Ehem, DuPont è americana (del 1802), anche se il fondatore, Eleuthère Irénée du Pont (1771-1834), è francese (nato a Parigi), ha studiato in Francia (col famoso chimico Antoine Lavoisier). Nel 1799 se ne va in America e fonda la sua azienda a Washington nel 1802, appunto.​

HAI PERFETTAMENTE RAGIONE!
:cry:
 
Piccola precisazione in cui confido di trovare d'accordo i miei colleghi moderatori.
Ricordo che in questa sezione si discute principalmente di biomassa e delle sue possibili applicazioni. Chiedo quindi cortesemente a tutti di attenersi il più possibile all'oggetto della discusione evitando di finire fuori argomento. Se ritenete che sia necessario per chiarire alcuni aspetti trattati, siate brevi.
Fotovoltaico, nucleare, eolico, etc hanno delle specifiche sezioni in cui invito ad aprire una nuova discussione (nel caso non fosse già presente) nella quale potete trovare moderatori e utenti in grado di sostenere una discussione tecnica costruttiva coerente con l'argomento.

Detto questo, ritengo che discutere su soluzioni utopistiche non serva a niente. Io sto con i piedi per terra ma non nego che anche io cerco di guardare avanti. Tuttavia è meglio concentraci sulla ricerca e il miglioramento delle tecnologie attuali, che nel caso della biomassa, è piuttosto vivace. Si punta molto sui gassificatori per produrre energia e anche reddito, ma in parallelo sta nascendo un certo interesse verso i bioreattori. Gassificatori e bioreattori a loro volta possono intraprendere due strade; la prima, quella più classica, è quella che punta alla produzione di biogas e/o biofuel; la seconda, più innovativa, punta alla produzione di idrogeno. Con la prima direi che siamo a buon punto; nel breve ritengo che questi impianti saranno commercializzati ed inizieranno a produrre su larga scala energia, energia che in un futuro prossimo, ma non troppo lontano, servirà per la produzione di idrogeno, la vera fonto di energia del futuro.
L'idrogeno è ovunque ed è importantissimo anche per la vita (biosfera). I chimici ben sapranno l'importanza del legame idrogeno, idem per i biologi (ne conosco giusto una...
:P
).
legame idrogeno --> proteine --> Vita = biomassa
Da questa relazione si capisce che la biomassa non è una nostra nemica, lo diventa se utilizzata in modo scorreto!
Biomassa profitto e inquinamento? Bhe, profitto si questo non si può negare, ma inquinamento no. L'uso indiscrimitato e massiccio degli idrocarburi senza una valida alternativa ha portato il nostro caro mondo nelle condizioni in cui lo conosciamo. Ora dobbiamo correre ai ripari e una delle tante strade percorribili è propio credere nella biomassa e non solo, anche il solare, l'eolico, geoternico, etc devono darci una mano.
Ho finito grazie
:P


Ely
 

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