LA BIOMASSA


CITAZIONE (kasablanka @ 21/9/2007, 10:49)
Quello c'è poco ma sicuro se tali centrali venissero costruite in zone civilizzate, ma se una centrale del genere fosse realizzata in zone desertiche come, Sahara, Gobi, Australia, Arizona, Nevada e Messico, avremmo beneficiato di 6 o più centrali in aree dove l'impatto ambientale sarebbe ridotto ai minimi termini, nessuno ne risentirebbe, nè l'uomo nè la natura desertica, dove gli spazi sono di dimensioni di incredibile ampiezza, quindi spazio a volontà per gli specchi.

Volendo, con ridotte dimensioni, potremmo realizzarle anche nell'area più sterile della Sardegna o della Sicilia, là dove l'uomo non ama metterci piede; anche le zone desertiche della Spagna sarebbero ottime, là dove abbiamo girato i famosi Spaghetti Western, dove neanche le formiche amano viverci.

Ritieni esse non siano sufficenti.
Se la prima centrale, quella che fu illustrata anni fa su Rai 1, dalla potenza
di 10 centrali atomiche messe insieme non è sufficente, pensa 6-7
o più centrali nel mondo quanta energia produrrebbero.
Potremo dare luce anche ad altri pianeti, naturalmente è un modo di dire............

A mio avviso, se esistessero determinate centrali, avremmo
uno spropositato esubero di produzione energetica inimmaginabile.​

Alessandra , la tua E' UTOPIA PURA !

Ma non solo dal punto di vista economico , ma da TUTTI i punti di vista : tecnico , realizzativo , di trasporto , di gestione , e spazio.

Stiamo andando off-topics , ma brevemente il sole ha una potenza media 1000 watt al metro quadro.
Quanta energia viene prodotta nel mondo ? quando spazio occorrerebbe ?
Quanti di questi 1000 watt possono essere convertiti in energia elettrica ? ( i pannelli fatovoltaici rendono circa un 12% ....fa te...)
E' tecnicamente IMPOSSIBILE a cuasa di ben note leggi fisiche trasportare energia elettrica per migliaia di KM
nonche' economicamente controproducente.
Il sole e' presente solo di giorno .. di notte che famo ? candele ?

Il solare _al_momento_ puo' essere una valida INTEGRAZIONE.

L'idrogeno se si riuscira' a produrlo a basso costo , sara' una validissima alternativa.

Precisato questo , e tornando coi piedi per terra , senza fantasticare , come generiamo Energia elettrica ?

- IDROELETTRICA ? Ok ,ma non basta
- SOLARE ? OK , Ma non basta
- EOLICA ? OK , ma non basta
- Biomassa? ok , ma non basta

Ora le FER danno un contributo , ma non sono di sicuro la soluzione al problema eenergetico : occorre aggiungerci :

- Centrali termoelettriche , a petrolio, olio , gas , carbone , e quant'altro.
- Centrali NUCLEARI , Faccio notare che l'italia IMPORTA l'80% dell'energia elettrica dalla Francia prodotta da centrali nucleari, quindi ,quando ci svegliamo alla mattina e accendiamo la luce... pensiamoci.
Quando c'e' stato il black-out nel 2003 se non erro e' perche' ci hanno "staccato la spina" dalla Francia e noi non siamo stati in grado di reggerci in piedi ....di domenica mattina... figuriamoci se fosse capitato al lunedi' alle 8 di mattina.


La biomassa inquina ? ok , sono il primo a dirlo , MA TROVAMI una soluzione migliore , che sia FATTIBILE, sotto tutti i punti di vista ( economico -pratico - tecnico) avrai trovato la soluzione che il mondo aspetta da tempo.

Tu affermi che la biomassa la vuoi usare solo per farti la carne alla brace in campagna ?
Ma non era cancerogena ?

Io sono pronto a discutere con te dell'inquinamento che puo' produrre la biomassa , ma con dati certi anche semicerti , comunque documentati , e non con discorsi utopistici , che lasciamo poco spazio in questo forum.

Scusami , forse saro' stato troppo critico con te , ma non e' nulla di personale , non e' mia intenzione "assalirti", pero' questo e' il mio pensiero.


Ciao
 
CITAZIONE (leptone @ 21/9/2007, 08:21)
Bravo Illo, sono d'accordo con quanto hai detto​

??? stai male ? sicuro che non vuoi che chiami un medico ?
:P
 
MODERAZIONE: ELIMINATO MESSAGGIO OT che non rispettava le REGOLE N. 05 e 06
Si fa presente che alla prossima violazione delle regole saranno presi provvedimenti quali il blocco dell’account per alcuni giorni.


Edited by leptone - 21/9/2007, 23:51
 
CITAZIONE (illo41100 @ 21/9/2007, 22:13)
CITAZIONE (leptone @ 21/9/2007, 08:21)
Bravo Illo, sono d'accordo con quanto hai detto​

??? stai male ? sicuro che non vuoi che chiami un medico ?
:P

Eheheh su su...
sono una persona che bacchetta ma anche una persona che riconosce i meriti
Ely
 
CITAZIONE (illo41100 @ 21/9/2007, 21:22)
Alessandra , la tua E' UTOPIA PURA !​

Verissimo, è utopia, mi piace sognare

CITAZIONE (illo41100 @ 21/9/2007, 21:22)
Il sole e' presente solo di giorno .. di notte che famo ? candele ?​

Mai sentito parlare di accumulatori ?

Tornando alla Biomassa:

Come avevo detto in apertura, secondo me, se tutte le abitazioni del mondo bruciassero biomassa per il riscaldamento, avremo un inquinamento maggiore. Se dico una stupidaggine, qualcuno mi corregga.

Circa altri discorsi, ipotizzando una irrealizzazione delle centrali solari, rimango dell'idea che se disponessimo ovunque di Centrali fotovoltaiche, marine, eoliche e idroelettriche (escludendo a priori carbone e gasolio) o una centrale che possa integrare le tre tipologie sopracitate, sarebbe un enorme passo avanti.

Supponiamo per assurdo che in una città come trieste o altre città ventose d'italia, magari situate sul mare, si realizzasse una centrale ibrida, strutturata in modo di ricavare energia dal vento, dal sole e dal moto delle maree....non sono esperta in termini di quantificazione, ma sicuramente una centrale così, forse (chiedo) potrebbe equiparare una comune centrale idroelettrica o a carbone. Un quarto elemento che si potrebbe integrare in succitata centrale, potrebbe essere la combustione del metano ricavato dalla gassificazione della biomassa, che come già detto, ha un tasso di inquinamento molto ridotto.
Ma probabilmente, continuo a vaneggiare utopisticamente con le mie idee.

Ri-tornando ancora alla Biomassa, se da essa vogliamo ricavare metano mediante gassificazione, questo è
un altro discorso, io mi riferivo alla combustione di Legna e Pellets a livello globale, cui sono contraria, perchè ripeto..............inquinano.

Non è solo un punto di vista, è anche realtà, non possiamo affemare che pellets o legna bruciata non inquinano, sarebbe come dire che l'insalata condita con olio motore è salutare.

Alessandra

Edited by kasablanka - 22/9/2007, 12:12
 
Scusate mi sembra una bella discussione, ma senza confini, si ipotizza che milioni di persone da domani utilizzino alcuni materiali, che il metano inquina meno, io (da buon commerciante e non voglio fare il Grillo della situazione) vorrei ridimensionare il discorso dicendo
Vallo unpò a dire alle famiglie di 4 5 persone che campano con 1800 euro mese che è preferibile pagare il metano a caro prezzo, vallo a dire ai quelle famiglie che fanno il finanziamento per pagare 4 bancali di pellet oppure 6 assegni post dataticredo si debba considerare anche questo di apetto, meno teorico e molto pratico, in quanto a inquinamento ecc ecc altri meglio di me ti hanno esposto come stanno le cose...
Comunque ben vengano queste considerazioni, così si anima un pò il farum
Nulla di presonale
Ciaooooo
 
CITAZIONE (kasablanka @ 22/9/2007, 03:18)
Mai sentito parlare di accumulatori ?​

Secondo te gli accumulatori non inquinano? Pensa ad esempio alle batterie, dopo un certo tempo devono essere sostituite e di conseguenza smaltite.

CITAZIONE (kasablanka @ 22/9/2007, 03:18)
Come avevo detto in apertura, secondo me, se tutte le abitazioni del mondo bruciassero biomassa per il riscaldamento, avremo un inquinamento maggiore. Se dico una stupidaggine, qualcuno mi corregga.​

E dimmi cosa dovrebbero bruciare? Idrocarburi?
Siamo realisti! La biomassa è rinnovabile ed ha tutti i requisiti per essere una perfetta fonte di energia. Ovviamente come in tutte le cose, torno a ripetere che bisogna usare il BUON SENSO. Tutti gli impianti devono essere dotati di sistemi che abbattano il più possibile le emissioni inquinanti. La tecnologia esiste basta applicarla. Il problema? I costi. Come ha fatto notare qualcuno una famiglia che vive con pochi soldi non può certo permettersi di acquistare impianti molto costosi e quindi deve inevitabilmente scegliere un qualcosa alla sua portata. E' dovuta scendere a compromessi.

Altri sistemi che citi (che sono fuori OT) prevedono comunque un elevato impatto ambientale.

CITAZIONE (kasablanka @ 22/9/2007, 03:18)
Ri-tornando ancora alla Biomassa, se da essa vogliamo ricavare metano mediante gassificazione, questo è un altro discorso, io mi riferivo alla combustione di Legna e Pellets a livello globale, cui sono contraria, perchè ripeto..............inquinano.
Non è solo un punto di vista, è anche realtà, non possiamo affemare che pellets o legna bruciata non inquinano, sarebbe come dire che l'insalata condita con olio motore è salutare.​

Produrre energia a prescindere dalla sua origine inquina ed ha comunque un costo. Emissioni ed impatto zero non esistono.

BIOMASSA + energia (meno possibile) ---> ENERGIA + scarto

Sognare è bello, piace a me. Anch'io vorrei vivere in un mondo chiamato UTOPIA ma sono consapevole che non esiste.

Ely

Edited by leptone - 22/9/2007, 10:04
 
Io credo che il problema potrebbe essere visto anche sotto un altro punto di vista. Dato che il petrolio non è infinito si deve cercare una alternativa e ottimizzarla in tempi brevi. Se pensiamo a come si sono evoluti i motori e le prestazioni in poco meno di 20 anni perchè pensare che non si possano raggiungere le stesse efficienze o migliorarle? Per quanto riguarda i costi l'economia insegna che con l'ampliarsi della domanda l'offerta abbassa i prezzi e il libero mercato in alcuni campi ha fatto progressi. Parlare di utopia se ancora non sappiamo i limiti che in futuro avranno mi sembra pessimistico. Dovremmo stare attenti agli ecofurbi che ci vorranno guadagnare, perfino George W. Bush in un discorso dopo il disastro di Orlando ha dichiarato che si dovrebbe investire in altre forme di energie. Se c'è arrivato lui...
 
ciao a tutti
non ho letto tutti gli interventi da voi proposti ma posso portare la mia esperienza nel settore delle centrali a biomassa e rete di teleriscaldamento della società ASA Castellamonte che opera anche in altri comuni limitrofi.
Vi riporto qui alcune considerazioni sulle centrali a biomasse che abbiamo pubblicato anche sul nostro sito:

Per biomassa si intende i combustibili solidi d'origine vegetale come previsto nel D.P.C.M del 8 marzo 2002 allegato III punto 1 e successivi aggiornamenti, in particolare il materiale vegetale proveniente da colture dedicate (interventi di Short Rotation Foresty, SRF, o piantumazione di biomassa a rapido accrescimento per produzione legnosa), dalla gestione e manutenzione aree verdi pubbliche e private, dalle potature di frutteti e vigneti, dalle lavorazioni esclusivamente meccaniche del legno e di prodotti agricoli. La precisazione può essere utile in quanto genericamente con il termine "impianti a biomassa" o "centrali a biomassa" sono spesso accumunati anche impianti che trattano anche il CDR (combustile derivato dai rifiuti) con una composizione mista di carta,plastiche, residui tessili, legnosi e organici. La biomassa vegetale viene considerata ai fini energetici una fonte di energia pulita e rinnovabile in quanto non contribuisce, con il suo utilizzo, ad aumentare l'effetto serra sul Pianeta. Infatti la quantità d'anidride carbonica, CO2, rilasciata durante la sua decomposizione, sia che essa avvenga naturalmente o per conversione energetica (centrali a biomassa) é equivalente a quella assorbita durante il periodo di crescita della biomassa stessa. Il settore energetico che da sempre ha usufruito maggiormante dell'utilizzo delle biomasse é quello del riscaldamento domestico sia individuale, sia negli ultimi anni collettivo (teleriscaldamento). Dall'utilizzo delle biomasse però é anche possibile ottenere energia elettrica (impianti cogenerativi). In questo caso é fondamentale ottenere la "massima efficienza energetica": l'energia elettrica deve essere prodotta in stretto rapporto alla quantità di calore utilizzabile al fine di evitare o ridurre notevoli sprechi nell'utilizzo della biomassa stessa (si ricorda che con lo stesso quantitativo di biomassa a fronte di un'unità d'energia elettrica si ottengono quattro unità di energia termica).
In rapporto a quanto sopradetto il mancato recupero e utilizzo del calore non permette risultati economicamente interessanti agli impianti di sola produzione di energia elettrica favoriti oggi solo dagli incentivi previsti con la normativa Cip.6/92. Già la nuova normativa introdotta con i "Certificati verdi" non promuove più la sola produzione elettrica con biomassa legnosa.

Vantaggi del teleriscaldamento

I vantaggi del teleriscaldamento, ormai oggettivamente riconosciuti, sono classificabili:
1) minor inquinamento, cura e manutenzione del territorio per il recupero degli scarti di attività umana (potature verde pubblico e privato, potature frutteti e vigneti, riciclo sottoprodotti agricoli).
2) maggiore efficienza energetica, eliminazione degli impianti tradizionali, spesso obsoleti e con rendimenti e controllo delle emissioni molto inferiori rispetto agli omologhi attuali (meno inquinamento atmosferico da CO2).
3) eliminazione dei costi per i controlli annuali e per la pulizia e manutenzione delle caldaie e dei camini singoli edifici.
4) assenza negli edifici utilizzati di vincoli di legge derivanti da motivi di sicurezza ed ambientali, e maggiore sicurezza degli impianti in quanto non vi é più la presenza di combustibili all'interno e all'esterno (cisterne) degli edifici.
5) possibile minor costo e riduzione globale richiesta delle altre fonti energetiche quali gasolio, metano e GPL, grazie all'utilizzo di combustibile vegetale meno costoso e anche di recupero, nonché agevolazioni concesse dallo Stato, regioni e provincie agli utenti per allacciamento alle reti di teleriscaldamento alimentate a biomassa e sul prezzo dell'energia termica utilizzata.
6) ulteriore economicità per l'utente in quanto l'Iva applicata al Kwh termico é del 10 % mentre l'Iva applicata ai combustibili tradizionali é del 20 %.

Un ulteriore motivazione a vantaggio delle centrali a biomassa é la possibilità di utilizzare il calore generato per alimentare d'estate "pompe di calore" in grado di generare aria fresca da immettere nelle condotture e evitare così l'impiego dei condizionatori, veri "mangia energia elettrica".
In definitiva é auspicabile la creazione di impianti o centrali a biomassa sia per i vantaggi ambientali sia per quelli economici che ne derivano.

Fonte F.I.P.E.R (Federazione Italiana Produttori di Energia da Fonti Rinnovabili)

Aggiungo per esperienza personale che le centrali a biomassa prevedono un sistema di FILTRAGGIO accurato proprio per evitare emissioni dannose da qualcuno di voi citate.
Quindi sono certamente più "ecologiche" delle stufe a legna o pellets delle singole abitazioni. Non dimentichiamo poi che una parte dell'inquinamento è procurato dalla non corretta pulizia della canna fumaria, anche questo evitato dalla centrale a biomassa perchè nelle singole utenze arriva solo l'acqua calda per riscaldamento e per uso igienico-sanitario, senza bisogno, come detto sopra di canne fumarie e più sicurezza perchè vengono eliminate le caldaie con l'inserimento al loro posto di "scambiatori di calore".
Sempre per esperienza diretta nelle centrali a biomassa non si fa ricorso alla pulizia dei boschi, ma si utilizzano i resti potature delle painte da frutta e vigneti, ma soprattutto gli scarti delle segherie e lavorazione del legno nelle fabbriche mobili, e in particolare si attivano piantagioni a rotazione, che contribuiscono anche al recupero di aree agricole non coltivate, aree bonificate, con un utilità per il ripristino della biodiversità, della fertilità del suolo e della fauna boschiva.
Inoltre si recuperano anche gli oli vegetali della ristorazione e di uso casalingo che prima venivano spesso "evasi" nei scarichi dei lavandini, che come sappiamo, creano molti problemi per gli impianti di depurazione delle acque.
 
Scusate l'intrusione....non sono un esperto, ma solo un curioso e assolutamente affascinato dallo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili...

Nella mia zona (Romagna)esistono numerosi progetti di mega centrali energetiche a Biomassa e molte associazioni ambientaliste sono assolutamente contro lo sviluppo di tali centrali convinte che l'unico rimedio alla diminuzione dell'inquinamento possano essere i pannelli fotovoltaici...ricercando un po' nei libri e anche in questo straordinario forum mi sembra di aver capito che la soluzione non sarà l'utilizzo di una sola energia rinnovabile...

Una cosa che penso di aver capito è che centrale a Biomassa vuol dire tutto e niente, ovvero che si può intendere una centrale che produce Biogas, i Biocarburanti, Cippato e Pellet...la domanda che vorrei porre a voi esperti è: "Quali tra queste alternative, tenendo conto di tutto il loro ciclo produttivo, è la meno inquinante e la più efficiente?

Grazie mille.
 
CITAZIONE
Una cosa che penso di aver capito è che centrale a Biomassa vuol dire tutto e niente, ovvero che si può intendere una centrale che produce Biogas, i Biocarburanti, Cippato e Pellet...la domanda che vorrei porre a voi esperti è: "Quali tra queste alternative, tenendo conto di tutto il loro ciclo produttivo, è la meno inquinante e la più efficiente?​

mi sembra che la tua domanda in se non dica molta... se vuoi sapere quale centrale _a_biomassa puo' inquinare meno e' in linea teorica una centrale a "gassificazione" da cippato , ma semplicemente perche' il cippato ha una resa maggiore , ma puo' essere anche paglia , miscanto , sorgo , e quant'altro.
 
Vorrei aggiungere un mio commento in questa discussione pur essendo abbastanza inesperto in questo settore.
La natura stessa della biomassa, come fonte di energia rinnovabile, deve essere usata in modo preferienziale rispetto ad altre non rinnovabili.
Qui si parla di metano come fonte di energia pulita, ma faccio una mia considerazione.
I giacimenti di metano non sono infiniti ed una volta esauriti cosa facciamo? A questo punto per produrlo dobbiamo utilizzare la biomassa, ma leggendo alcuni messaggi presenti in questa discussione, la biomassa è considerata inquinante. Quindi potrei supporre che, come logica conseguenza, il metano così prodotto è inquinante. Entriamo quindi in un circolo vizioso.
 
CITAZIONE (zanna_1980 @ 23/9/2007, 03:08)
Una cosa che penso di aver capito è che centrale a Biomassa vuol dire tutto e niente, ovvero che si può intendere una centrale che produce Biogas, i Biocarburanti, Cippato e Pellet...la domanda che vorrei porre a voi esperti è: "Quali tra queste alternative, tenendo conto di tutto il loro ciclo produttivo, è la meno inquinante e la più efficiente?​

Le centrali solitamente producono energia.
Mi sembra di capire che la tua preoccupazione sia sul come lo fanno.
Ormai è da tempo che continuo a ripetere questo concetto...
Se la centrale è costruita bene, seguendo tutte le normative in materia di inquinamento, con ottime soluzioni tecnologiche, ottimi standard di sicurezza totale rispetto dell'ambiente, costantemente monitorata e con le giuste manutenzioni, direi che puoi stare tranquillo.
Se uno di questi parametri non è rispettato allora qualche problema potrebbe sorgere. Giustamente qualcuno che si ritrova una centrale a biomassa vicino a casa fa bene a chiedere chiarimenti e perchè no verifiche.
A volte la paura è anche dettata dalla scarsa informazione che si ha nella materia e a volte mal gestita dai mass media.

CITAZIONE (power_ranger @ 23/9/2007, 07:25)
I giacimenti di metano non sono infiniti ed una volta esauriti cosa facciamo? A questo punto per produrlo dobbiamo utilizzare la biomassa, ma leggendo alcuni messaggi presenti in questa discussione, la biomassa è considerata inquinante. Quindi potrei supporre che, come logica conseguenza, il metano così prodotto è inquinante. Entriamo quindi in un circolo vizioso.​

Si, credo di aver capito il concetto che volevi esprimere.
Ma sta a noi interrompere il circolo vizioso. Come? Semplice, facciamo le cose fatte bene, costruiamo impianti low (very low) emissions con alta efficienza.

Ely
 
Una cosa che ancora non ho ben capito è se dire gassificatori equivale a dire centrali produttrici di Biogas (che in buona sostanza sfruttano la fermentazione anaerobica del liquame misto a mais, patate,cippato etc...)...

invece quali centrali di produzione energetica a Biomasse lavorano grazie alla COMBUSTIONE??

Mi sembra che tra fermentazione e combustione ci sia una bella differenza in termini di inquinamento...o sbaglio?..lascio a voi esperti la risposta.
 
CITAZIONE
Una cosa che ancora non ho ben capito è se dire gassificatori equivale a dire centrali produttrici di Biogas (che in buona sostanza sfruttano la fermentazione anaerobica del liquame misto a mais, patate,cippato etc...)...​

La gassificazione della biomassa e' la trasformazione termochimica della biomassa stessa in gas per mezzo di una combustione con aria ridotta.

In parole piu' semplici , si brucia una parte della biomassa per elevare la temperatura del reattore fino a quando il resto della biomassa incobusta cambia di stato trasformandosi in gas ed una piccola percentuale di cenere e carbonella.
In sostanza non la bruciamo la biomassa la "scaldiamo" fino a circa 1000 gradi.
E' un po' come l'acqua che passando i 100 gradi diventa vapore....

Il gas prodotto "syngas" o gas di sintesi e' un misto di co2 metano e idrogeno... per elencare i principali... questo gas puo' essere utilizzato per i sistemi piu' disparati , dalla semplice caldaia , al gruppo elettrogeno.

Ne risultano ovviamente emissioni dei gas di scarico molto meno significative rispetto ai conbustibili fossili , senza contare che il rapporto di co2 riname inalterato ( tanto co2 ha ossorbito la pianta durante la sua via , tanto ne rilascia nella gassificazione ) questo fa si che non si produca l'effetto serra, almeno con l'uso delle biomasse.

ciao
 
CITAZIONE
Una cosa che ancora non ho ben capito è se dire gassificatori equivale a dire centrali produttrici di Biogas (che in buona sostanza sfruttano la fermentazione anaerobica del liquame misto a mais, patate,cippato etc...)...​

Lasciando invariata la risposta di Illo41100, la suddivisione che hai proposto denota una certa confusione...

Biogas: si intende comunemente quello che viene prodotto da digestori, è un procedimento a bassa temperatura che permette di ottenere gas dalla digestione batterica. Non ha nulla a che vedere con il mais, e con il cippato molto marginalmente.

Il mais, il cippato e tutte le biomasse a basso (relativamente parlando ) tenore di umidità si possono invece bruciare, e questo può essere fatto principalmente in due modi:
-Combustione: è attualmente il metodo in uso nella maggior parte delle centrali, bruciandolo in una caldaia si produce vapore che alimente una turbina.
-Gasificazione: il procedimento descritto da illo41100, il gas ottenuto viene praticamente bruciato subito in caldaia, ma a differenza del sistema precedente può essere inviato anche ad alimentare un motore a scoppio modificato per funzionare a gas. Il sistema sembra quindi l'ideale per piccoli impianti a basso costo, per ch non può permettersi una turbina insomma....

Rimane il fatto che l'utilizzo di impianti a basso costo può far sorgere dei dubbi sulla rispondenza alle norme antiinquinamento, visto che non si potrebbero in questo caso usare impianti di depurazione che sono molto costosi.
La combustione della legna e della biomassa in genere è molto inquinante, e quindi la sfida è quella di realizzare impianti piccoli per generazione distribuita che usino sistemi INTRINSECAMENTE sicuri nella loro semplicità, in modo da consentire un'utilizzo anche ai profani. La gasificazione promette bene, ma i problemi non sono ancora del tutto risolti.
 
Zanna_1980, una domanda molto simile a quella che hai fatto è già stata scritta in un'altra sezione (GAS Residuati e BIOGAS), ma per far chiarezza, mi permetto di riprendere parte di alcuni messaggi che ho scritto nell'altra sezione e copiarli qua.

Definiamo per prima cosa la biomassa ovvero tutte quelle sostanze che sono di origine animale e vegetale che nel loro insieme formano la biosfera.

Premesso questo, i gassificatori sfruttano la dissociazione molecolare (decomposizione termochimica ad alta temperatura), usata per convertire la materia organica in gas. Questo processo si chiama pirolisi.
Il calore fornito alla pirolisi spezza i legami chimici delle molecole complesse per formare molecoli semplici; questa attività di rottura dei legami è chiamata omolisi (indotta dal calore).
La pirolisi vera e propia avviene in totale assenza di ossigeno mentre nei gassificatori una minima quantità di questo elemento è presente.
La composizione del gas dipende molto dall'agente gassificante. Solitamente è l'aria quindi il syngas prodotto (così definito) avrà una elevata percentuale di azoto (50/60%) mentre la restante parte è composta da CO 12/15%, CO2 14/17%, CH4 2/4% e H2 9/10%. Se usiamo vapore o O2 come agente gassificante la composizione varia ulteriormente.
Questo tipo di tecnologia è intermedia tra l'incenerimento e la pirolisi vera e propia.
Nel caso della biomassa, oltre ai conti che avete esposto sulla CO2, si considera anche l'energia imprigionata attraverso la fotosintesi clorofilliana e che in seguito può essere liberata utilizzando il syngas.

La digestione anaerobica invece è un processo di conversione di tipo biochimico che avviene in assenza di ossigeno e consiste nella demolizione operata da batteri di sostanze organiche complesse contenute nella biomassa (sia animale che vegetale.....), che produce biogas costituito solitamente per il 50/70% da CH4 e per la restante parte da CO2 (+ altri che ti ho citato sopra).

Che si tratti di biogas prodotto da un digestore piuttosto che syngas prodotto da un gassificatore, i componenti principali del gas sono CH4, CO, CO2, H2 e possono essere inviati ad esempio ad un motore.

(Non ho esposto nel dettaglio come avvengo i processi che ho elencato)

Per quanto riguarda la legna, considerata così inquinante, vi ricordo il progetto BIOHEAT voluto dalla comunità europea che ha lo scopo di promuovere il riscaldamento propio da legna per i grandi edifici.

I gassificatori promettono molto bene; purtroppo non posso nascondere che qualche problema di messa a punto e di contenimento delle emissioni inquinanti li abbiano a prescindere dalla loro dimensione.

Ely
 
Daccordo sulla considerazione che gli impianti di gassificazione delle biomasse sono ancora da mettere a punto.
A mio modo di vedere alcuni aspetti non risolti a pieno fanno di questo processo una tecnologia non ancora alla portata di tutti.

Le centrali che lavorano gassificando biomassa sono spesso oggetto di attacchi da Santa Crociata da parte di certi che poi...in definitiva non sanno nemmeno che cosa sia il processo.

Il problema ambientale riguarda sopratutto l'acqua e le emissioni gassose dei motori (fumi di scarico della combustione).

Da questo punto di vista è più sicura ambientalmente una vera e propria centrale che un piccolo impianto domestico.
Le norma di legge infatti prevedono il monitoraggio e la registrazione in continuo degli effluenti gassosi (NOx, CO, polveri, Sox, COV, Temperatura, O2, ecc..) solo da una certa potenza in su...e gli enti di controllo (ARPA) sono abbastanza vigili.
 

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