LA BIOMASSA


Chi si occupa di gassificazione e generazione di en. el. in motori endotermici..è in pratica obbligato ad occuparsi di sostanze clorurate, IPA ecc.. non fosse altro che per i problemi di manutenzione che presentano i motori.
Alcune biomasse poi hanno cloro in quantità non trascurabili e risultano evidenti tracce di corrosione da HCl nel motore (camice, teste, bronzine). Per cui porsi il problema non è un optional.
 
No Illo, non è importante la dimensione. E' importante l'attuazione di tutti i sistemi idonei a limitare (se non eliminare) gli inquinanti. Il problema che si ha nei piccoli impianti è il costo.
In una centrale di grandi dimensioni è giustificato spendere più denaro per migliorare ad esempio i filtri perchè, in proporzione, la percentuale di impatto economico è bassa. Diventa rilevante invece nei piccoli impianti e quindi anti economica.

Lasciando da parte il lato economico, anche un pezzo di legno che brucia emette inquinanti (vedi miei post precedenti). Tuttavia diventa importante la quantità di sostanze inquinanti emesse. Ogni organismo, o meglio la natura, ha una soglia di tollerabilità. Se la superi crei un danno, se rimani sotto l'organismo sarà in grado di riparare un eventuale danno.

Ely
 
Ok ely.. fin qui siamo daccordo.

Quello che vorrei sapere e' : Allo stato attuale , riguardo i piccoli gassificatori, ci possono essere dei problemi ?

Sappiamo benissimo entrambi come funzionano e cosa hanno e cosa NON hanno.

Vuoi per costi , per complessita' o per qualsiasi altro motivo.

Io uso l'automobile... spero anche tu ( sempre che ti abbiano dato la patente
:P
, donna al volante ... pericolo costante) , anche se inquina ma sono ancora qui a scrivere sul forum.

Quindi posso usare un gassificatore avendo un certa soglia d'attenzione , o lo devo considerare una vero e proprio pericolo ?

Ciao
 
La patente? A me? No no... Non ho mai superato l'esame scritto. Non avevo voglia di studiare...
:rolleyes:


Vediamo come posso risponderti...
Mettiamo la questione in questi termini. Tu acquisti un'auto nuova; la provi e noti che fa un gran fumo nero, denso e puzzolente oltre che a consumare tanto.
Dimmi Illo, saresti contento?
Se invece non fa fumo, non inquina e consuma poco saresti ancora più contento vero?
Il gassificatore è lo stesso. Tu costruisci oppure compri un impianto nel quale tutto deve essere perfetto. E tale lo devi matenere.
Sempre usando l'auto come paragone, per tenerla efficiente devi periodicamente fare manutenzione, pulirla, controllarla e via dicendo.
Inoltre devi essere sempre vigile. Non pensiamo che l'impianto nuovo funzioni da se. Bisogna anche avere un minimo di accortezza, altrimenti potrebbe diventare pericoloso.
Ma credo che questo discorso valga in generale per tutti gli impianti.

Ely
 
Le precauzioni... vanno prese comunque piccolo o grande che sia l'impianto.
Se come sottoprodotto fai acqua con qualche migliaio di ppm di fenoli..e mica la puoi usare per irrigare i campi!
Nulla di drammatico, ma bisogna prevedere di computare anche i costi di smaltimento.
Per quanto riguarda le emissioni gassose (fumi) invece i valori limite (e l'obbligo di misura in continuo) dipendono dalla dimensione dell'impianto.
A secondo dei MWt (MegaWatt termici) dell'istallazione i limiti sono diversi.
In ogni caso, in Italia, è l'ente che rilascia l'autorizzazione all'immissione in atmosfera (provincia e/o regione a secondo della portata dei fumi) che quando rilascia l'autorizzazione prescrive anche limiti e modalità di controllo.
Per impianti di piccola taglia normalmente occorre un controllo annuale.
In linea di principio gli enti di controllo potrebbero arrivare a fare dei controlli senza preavviso per cui occhio alle emissioni! ( a parte le considerazioni di carattere etico...sempre valide ovviamente).
 
in un impianto a biomassa per farvi un idea che prevede due caldaia da 4, 5 MW ciascuna esiste un FILTRO delle emissioni delle dimensioni di un AUTOBUS !!
Nelle caldaie a pellet o a legna o nei camini di ogni singola abitazione invece non esiste un sistema di filtraggio. Anche perchè sarebbe antieconomico cioè costoso per ogni singolo utente.
 
CITAZIONE
esiste un FILTRO delle emissioni delle dimensioni di un AUTOBUS​

Mi sembra persino un po' piccolo... comunque, si tratta di un filtro a maniche, magari preceduto da un ciclone orizzontale o verticale, che si occupa di filtrare le polveri (o meglio, le ceneri). I ricconi si possono permettere amche un filtro elettrostatico, che cattura le polveri che hanno passato il filtro principale.
Anche nel caso di una conduzione oculata dell'impianto (chi controlla?) il filtro non si occupa di trattenere nè le diossine, nè i PAH e gli altri composti chimici.
Si tengono invece sotto controllo con un'attenta combustione solo CO, SOx, NOx. Dico così perchè è difficile condurre una caldaia a biomassa, vista la disomogeneità del materiale.
Nelle caldaie a pellet non ci sono nè filtri nè controlli, e quindi è ovvio che tutti passiamo a bruciare biomasse la situazione dell'inquinamento non potrebbe che peggiorare, creando di nuovo situazioni simili a quelle dell'Inghilterra del 1800 o dell'Africa attuale.
Non è un caso che nei paesi africani si cerchi di promuovere la diffusione di fornelli da cucina a gassificazione, in modo da diminuire il numero di patologie respiratorie causate dalla combustione diretta della legna: ma in quel caso, si tratta di un miglioramento rispetto ad una condizione molto grave, nel passaggio dal gas naturale al gas di legna invece si peggiorerebbe la qualità delle emissioni attuali.
Proporre un sistema di gasificazione che escluda intrinsecamente le emissioni di IPA e di composti clorurati è la sfida che si propone la tecnologia odierna: in quel caso, si potrebbe propore il passaggio a sistemi a biomassa anche di basso costo, come i gasificatori caslinghi, che sarebbero sicuri di natura e non perchè hanno un sacco di filtri sullo scarico.
 
peccato che trascuri il fatto della sicurezza delle abitazioni. Una normativa europea incentiva le centrali a biomassa proprio perchè evita la collocazione delle caldaie singole nei condomini o abitazioni private, commerciali e industriali. In Piemonte ad esempio è stato approvata una legge regionale che obbliga i comuni a dare le concezioni edilizie solo se i costruttori utilizzano il teleriscaldamento ovviamente dove è presente.
 

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