L'idrogeno Di Cheope


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Bene cerchiamo di rispondere a qualche pallottola sparata dal Val-mitragliatrice.
Erodoto narra di una cerimonia che si svolgeva annualmente dove i sacerdoti riempivano di terra il sarcofago della piramide di cheope. Ma lasciamo perdere la mitologia il condotto in basso serviva per l’ingresso del metano. Come avviene nei fondali ricchi di biomassa. La compressione del biogas avveniva utilizzando la forza dell’acqua del Nilo incanalata al di sotto della piramide. Lo dice anche Erodoto.
Scusami per la brevità, sto preparando un nuovo schema del sistema teorizzato presto verrà postato.
Saluti a presto.
 
"Ma lasciamo perdere la mitologia il condotto in basso serviva per l’ingresso del metano. Come avviene nei fondali ricchi di biomassa. La compressione del biogas avveniva utilizzando la forza dell’acqua del Nilo incanalata al di sotto della piramide. Lo dice anche Erodoto."

1) in che passo Erodoto parla di gas? Nella tua 'risposta' non ve ne è traccia.
2) quindi il condotto di ingresso del metano alla pila era ANCHE il condotto di immissione dell'acqua? Altrimenti come immettevano prima il gas nella tubatura?
3) non hai risposto, tanto per cambiare, ad una delle tante domande fondamentali: dove sono i resti dei condotti che a questo punto collegavano la pila al fiume? In pratica, dove sono i 'canali' della piramide?
 
Lasciamo perdere per un momento gli Egiziani. Vorrei un tuo parere sull'invenzione del secolo. anzi del millennio.
Saluti a preso.
 

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Sarebbe carina, se non fosse che lo ione idrogeno non esiste allo stato libero, e sommando due ioni idrogeno non ottieni un atomo di idrogeno. Amen.
Se ho sbagliato ad interpretare il tuo schema, raccomando caldamente che, in modo preciso, tu ci dica come funzionano i passaggi per ottenere energia, passo passo.
 
C'è qualcos'altro che no mi convince, ma ammetto fin da ora che è un pensiero di getto, quindi suscettibile di correzione.
I batteri scindono il metano in collaborazione con l'anodo, creando ossigeno che si unisce al carbonio formando anidride carbonica, mentre l'idrogeno (NON ione idrogeno) viene attirato dalla membrana verso il catodo.
Nel frattempo, contemporaneamente, ossigeno puro viene pompato nella sezione del catodo. Questi permette l'interazione di ossigeno e idrogeno formando acqua che viene gradualmente espulsa.
In tutto questo...

1) perché verrebbe espulso verso l'alto dell'ossigeno che a questo punto non dovrebbe esserci?
2) tutto questo processo richiede non poca energia per iniettare metano e ossigeno da entrambi i lati e mantenere la pressione interna costante
3) pertanto, a quanto ammonterebbe il reale ricavo energetico?

Blade, se pallino glissa puoi rispondere tu? Ripeto, spero di avere capito bene
 
"" il condotto in basso serviva per l’ingresso del metano... ""

E dove sta scritto? Cita gli studi che lo confermano in base ai sopralluoghi.
 
Per Valmax

Per Valmax

Caro Valmax, lo schema che c'è in quel disegno in bianco e nero penso di poterlo spiegare, la costruzione ipotizzata da pallino no.

Quella è una cella bio-elettrolitica.
Nella sezione dell'anodo è di norma contenuto acido acetico, acqua e batteri.
I batteri metabolizzano il CH3COOH (penso sia un'ossidazione) liberando CO2 elettroni e sto benedetto H+ o H2.
L'anodo è rivestito di un biofilm, praticamente il gruppo di batteri oltre a demolire la molecola di acido acetico permettono il passaggio degli elettroni nell'anodo.
Gli elettroni vengono immessi in un comune circuito elettrico ed abbiamo elettricità; (stanno cercando di inserire un raddrizzatore e un alternatore in un posticino nei batteri per avere corrente alternata :D, naturalmente scherzo).
L'idrogeno passato attraverso la membrana è disperso in un elettrolita; a questo punto vengono immessi gli elettroni, con l'aggiunta di energia esterna, abbiamo la fuoriuscita di H2 che può essere raccolto e usato come meglio si crede.

Se ti va di dare un'occhiata e mettermi un commento-opinione-insulto, io ho aperto un post nella sezione veicoli ad H2O Idrogeno con resa del 144% oppure idrogeno da enzimi

Questa cosa l'ho trovata su internet e non l'ho inventata io, ma un gruppo di umpa lumpa della Penn State University. A mio parere è interessante e utile. Se guardi all'inizio c'è un bel disegno tutto colorato, molto più semplice dello schema con aria e cose varie.
Saluti e fammi sapere
 
Ciao a tutti, discussione molto interessante e produttiva, complimenti.
Blade ha spiegato abbastanza bene il meccanismo, occorrono solo alcune precisazioni.
Si tratta proprio di una cella elettrolitica microbiologica, cioè l’elettrolita ( acido solforico, idrossido di sodio, etc,) viene sostituito dagli enzimi prodotti dai batteri che funzionano da catalizzatori della reazione chimica.
I due schemi rappresentano la doppia funzionalità della cella: nel primo, in alto, abbiamo la produzione di corrente elettrica (V) ed emissione di O2 e H2O, mentre nel secondo in basso la produzione di H2 utilizzando una certa quantità di energia elettrica.
Il funzionamento è uguale a quello della cella costruita dalla Penn State University, si differenzia per il prodotto usato, invece dell’acido acetico si usa metano, con notevoli vantaggi che approfondiremo successivamente.
Il funzionamento dei due schemi è identico nella parte sinistra alla membrana di scambio.
L’ossidazione del metano con l’acqua viene catalizzata dagli enzimi prodotti dai batteri.
CH4 + 2H2O = CO2 + 8H+ + 8e-
Come ben sapete tutte le reazioni chimiche giungono ad un punto di equilibrio che interrompono la reazione, ma in questo caso, la sottrazione di elettroni da parte dell’anodo e il passaggio degli ioni H+ attraverso la membrana porosa da una soluzione più concentrata ad una meno concentrata, garantiscono la continuità della reazione. La CO2 esce dal sistema nella parte superiore come gas.
Nella parte destra della cella il funzionamento avviene in due modi diversi secondo cosa vogliamo produrre: energia elettrica o idrogeno.
Nel primo caso, cioè produzione energia elettrica, dobbiamo alimentare la soluzione con O2 favorendo la seguente reazione 3O2 + 4H+ + 4e- = 2H2O + 2O2.
L’ossigeno che entra nella soluzione reagisce con gli ioni H+ utilizzando gli elettroni forniti dal catodo formando acqua e di nuovo ossigeno che usciranno nei condotti in alto.
Nel secondo caso invece dobbiamo utilizzare un po’ di energia per far avvenire la reazione H+ + H+ = H2 e produrre H2 gassoso che uscirà dal condotto in alto.
I due schemi possono far parte dello stesso impianto dotato di opportune valvole che permettono il funzionamento per produrre o energia elettrica o idrogeno.
La signora Maria che ha investito i suoi risparmi in questo impianto produrrà energia elettrica per la sua abitazione da immettere in rete quando dorme o va i vacanza, mentre girando un paio di chiavette e utilizzando un po’ dell’energia ceduta produrre idrogeno per la sua utilitaria. La bolletta che dovrà sempre tenere d’occhio sarà solo quella del gas metano.
Ho l’impressione che stiamo facendo un’ottimo lavoro, grazie a tutti.
Cordiali saluti.
Se ti senti dire spesso "tu vuoi sempre avere ragione", allora comincia a pensare di aver ragione d'avvero.
 
Ahh, ora sì che ci siamo. Grazie molte, Blade, ricordo quel post: quindi, bisogna essere certi che l'immissione di energia per la membrana sia abbastanza bassa da richiedere o l'uso di una batteria tradizionale a basso voltaggio a parte o di un secondo circuito per l'autoalimentazione, e restando con un output complessivo tale da rendere la batteria conveniente.
In tutto questo, però la resa è ancora scarsina nel tempo. Speriamo molto bene.

Pallino, pure tu però: di fatto hai piratato l'idea e la spacci come invenzione del secolo! Ma va' va' va'!
E comunque il tuo progetto fallisce alla base PERCHE' L'IDROGENO ESISTE GIA' IN FORMA DI H2, IN QUANTO TRATTASI DI MOLECOLA BIATOMICA. Ma ti entra in quella zucca??? Non crei ioni idrogeno da combinare in quel processo, quindi quello che dici non ha senso!
Leggi QUI http://it.wikipedia.org/wiki/Idrogenione
 
Resa

Resa

Valmax, tu che probabilmente sei più esperto di me quanta energia elettrica ottengo con una fuel cell ad O2 H2 con un Nm3 di H2? insomma con un m3 di H2 a 20° e 1bar..Poniamo una resa del 40% della fuel cell.
 
Purtroppo non possiedo una conoscenza sufficiente :(
I miei timori sulla cella elettrolitica di recente scoperta di cui ci hai parlato è che l'attività dei batteri sia troppo limitata sui lunghi periodi. Insomma, i poveretti fanno il loro lavoro e si riproducono fino a quando non riempiono completamente lo spazio che occupano, e non è che siano istruiti a fare pianin pianino (sempre che non siano stati geneticamente modificati, ma è un altro paio di maniche), e in tal caso la quantità di elettroni che vogliamo generare viene ridotta.
 
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Come cimici

Come cimici

Non penso che i batteri si moltiplichino a dismisura in quanto le condizioni ambientali mutano e una crescita continua non è supportata. Penso che il trucco sia fare il pieno ed il vuoto completo ogni volta, così da ottenere un "controllo" delle nascite :D
 
Giusto, mi ero fatto sfuggire questo aspetto.
Allora abbiamo un problema più rilevante: la batteria perde la sua capacità di rendere energia e metano ancora più in fretta. A questo punto ha più senso parlare di celle autoalimentate per creare metano. Usate in serie, possono essere riempite e svuotate a turno senza interrompere la catena di produzione...ma qui ci ritroviamo di fronte al problema dell'INQUINAMENTO. Ovvero, in poco tempo abbiamo a che fare con esausti biologici e chimici in grandi e crescenti quantità (fra cui i prodotti per pulire e sterilizzare la batteria e l'anidride carbonica, ouch)
Direi che, pur essendo l'idea di questi signori valida e degna di sviluppo, non è a tuttora applicabile al di fuori del campo sperimentale. Tu che dici?
 
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Giuasto

Giuasto

Lo penso anche io, anche se io il metano lo utilizzerei alla vecchia maniera, mentre al posto di esso andrei ad acido lattico o acido acetico, penso sia più conveniente.
Penso anche che oltre all'utilizzo sperimentale potrebbe essere utile in luoghi particolarmente isolati o per micro-cogenerazione.
Interessante sarebbe affiancarlo negli impianti a biogas, dato che producono acido acetico..ho un paio di idee da sviluppare, solo bisogna vedere (come sempre) se il gioco vale la candela.
 
Un aspetto che resta fondamentale di questa linea di produzione è il riciclaggio: se, diciamo, queste bio-batterie avessero una resa comoda a fronte di utilizzo di materiali economici, non varrebbero comunque la pena se finissero con il produrre rifiuti e/o fumi/gas non riutilizzabili. A quel punto, l'impatto ambientale sarebbe negativo.
 
La cella a combustibile , o pila a gas, fu ideata nel 1839 da William Grove, un curioso avvocato del Galles con l'hobby della chimica. Durante un esperimento di elettrolisi, procedimento attraverso il quale si può separare idrogeno e ossigeno dall’acqua, si accorse che, nel momento in cui le batterie che alimentavano le celle elettrolitiche venivano escluse, il processo riprendeva al contrario; cioè l’idrogeno e l’ossigeno si riunivano generando elettricità. La comunità scientifica pur interessata inizialmente preferì optare per la dinamo, scoperta poco tempo dopo da Werner Siemens.
Passarono 120 anni prima che la NASA adottasse le "fuell cells" per il progetto Apollo e invogliasse il loro uso a livello industriale. Infatti, a partire dagli anni ’60, le pile a combustibile sono state utilizzate per tutte le missioni spaziali sia Apollo, sia Shuttle.
 
L'Agastya Samhita è un manoscritto bramano conservato nella Biblioteca di Ujjain nel Madhya Pradesh, in India. Esso contiene le istruzioni per produrre energia elettrica. Il testo è stato redatto da un importante scriba (“Rishi” in indiano) di nome Agastya: da qui il nome del manoscritto.

Ecco il testo : "Disponi un piatto, o una piastra, di rame ben pulito in un vaso di ceramica; coprilo con uno strato di solfato di rame e riempi tutto il resto con segatura bagnata. Distendi un foglio di zinco sulla segatura e coprilo con amalgama di mercurio. Se lascerai sporgere dal vaso una striscia di rame unita alla placca, tra la striscia e il foglio di zinco si produrrà uno stato di energia di nome Mitra-Varuna; questa sarà in grado dividere l'acqua in Pranavayu (Idrogeno) e Udanavayu

(Ossigeno). Stai attento che la striscia di rame non tocchi il foglio di zinco, in questo caso l'effetto sparirebbe. Se disporrai una catena di questi vasi uno dopo l'altro, otterrai una grande energia."
 
Secondo Alan Alford la Camera della Regina nella Grande Piramide di Giza, sarebbe stata il punto dove si doveva trovare la cella energetica idonea a produrre la separazione fra l’ossigeno e l’idrogeno; il sarcofago nella camera del Re il recipiente dove avveniva la combustone controllata dell’idrogeno; le cinque stanze sopra tale camera, ossia il Ded, il dispositivo di raffreddamento.

"Chi controlla il presente controlla il passato e chi controlla il passato controlla il futuro”.George Orwell
 
Ragazzi il livello della discussione sta colando a picco, provo a fare piccoli esempi.
Non mi risulta che la cella elettrolitica sia una scoperta recente, ma di circa 200 anni.
Se vogliamo parlare di crescita batterica allora prima andiamoci a studiare la "curva di accrescimento di una popolazione batterica" con le sue 4 fasi di crescita poi iniziamo la discussione.
Purtroppo l'ignoranza genera la presunzione di voler riscrivere i manuali di chimica sostituendo lo ione H+ allo idronio H3O+, non sapendo che il risultato non cambia e che le formule che vengono usate si chiamano "formula bruta" proprio perche semplificativa e non corrispondente alla realtà.
Forza ragazzi DOCUMENTIAMOCI.
Cordiali saluti.
"Chi controlla il presente controlla il passato e chi controlla il passato controlla il futuro”.George Orwell
 
Ha dimenticavo le formule:
CH4 + 10H2O = CO2 + 8H3O+ + 8e-

H3O+ + H3O+ + 2e- = H2 + 2H2O

3O2 + 4H3O+ + 4e- = 6H2O + 2O2

A presto!!!!
 
Stato
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