L'idrogeno Di Cheope


Stato
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:)

:)

Zierto tesori
Sintesi in Italiano

/www.greencarcongress.com/2007/05/researchers_dev_1.html>Articolo originale in Inglese con schemino visivo
Abarth
oppure cercate sul buon google "idrogeno da enzimi"
 
"Fra i batteri fotosintetici rossi utilizzati nel secondo stadio vi è Rhodopseudomonas palustris, un microrganismo dotato di un metabolismo estremamente versatile. La sua flessibilità gli permette di crescere sia in condizioni di aereobiosi che di anaereobiosi e su di un ampia gamma di substrati organici, fra cui anche composti aromatici tossici.
Tale caratteristica lo rende particolarmente adatto all’applicazione su rifiuti industriali.
La produzione di H2 in R. palustris è catalizzata dall’enzima nitrogenasi, presente nel batterio in tre differenti isoforme, ciascuna delle quali possiede un diverso ione metallico nel sito attivo (Fe, V, Mo). Il tasso di produzione di H2 dato dalla nitrogenasi codificata dai geni nif, isoforma attiva in condizioni di crescita normali, è massimo su terreni senza ammonio e azoto, in condizioni di anaereobiosi e di irradiazione luminosa
appropriata."
Tesi di laurea dott. Michela Savoldi

Tra i vincitori della I edizione del premio "Rinnova" per tesi di laurea specialistica sulle fonti di energia rinnovabile:
Settore PRODUZIONE DI IDROGENO DA FONTI RINNOVABILI
Raffaella Campanile - Università di Roma La Sapienza
Titolo tesi: La produzione di bioidrogeno mediante il processo di fermentazione al buio
La tesi ha riguardato lo studio della produzione di idrogeno in scala di laboratorio mediante processo di fermentazione al buio con utilizzo di batteri. La scelta di utilizzare la frazione organica di RSU rappresenta un tentativo di risolvere sia problematiche di tipo energetico che problematiche relative allo smaltimento dei rifiuti.

Come possiamo notare il cervello non manca e buon pro ci faccia.

Un saluto a tutti.

La verità non esiste ne in cielo ne in terra e ne tra il cielo e la terra, ma ciascuno ne possiede un pezzettino. (Pallinof)
 
PROCESSI BIOCHIMICI PER LA PRODUZIONE DI IDROGENO

WATER GAS SHIFT
Alcuni batteri fotoeterotrofi, appartenenti alla famiglia delle rodospirillacee e in particolare il Rubrivivax gelatinosus , possono crescere al buio, usando CO come sola fonte di carbonio, per generare ATP, idrogeno e CO mediante una reazione di via “water gas shift”. In questi organismi la reazione al buio è mediata da un complesso enzimatico CO-Deidrogenasi (CODH).
BIOFOTOLISI DELL’ACQUA
La generazione di idrogeno ad opera di batteri fermentativi era già nota a partire dal 1930, i primi studi scientifici per la sua produzione sono iniziati nel 1942 con l’impiego di microalghe e nel 1949 con fatteri fotosintetici.
Oggi sappiamo che alcune alghe e batteri, in particolare microalghe e cyanobatteri sono in grado di produrre idrogeno sotto specifiche condizioni. I pigmenti delle alghe assorbono l’energia solare e gli enzimi nella cellula agiscono da catalizzatori per scindere l’acqua nei suoi componenti di idrogeno e ossigeno.
PHOTOFERMENTATION
Alcuni batteri fotosintetici, i “purple-non sulfur” , (Rhodobacter spheroides) sono considerati produttori molto efficaci di idrogeno. L’apparato fotosintetico di questo tipo di batteri, in condizioni anaerobiche, è in grado di
Utilizzare acidi organici (lattico, butirrico) o alcoli come donatori di elettroni, per la produzione di H2.
BATTERI NON FOTOTROPICI
La produzione di idrogeno con fermentazione al buio avviene mediante l’ausili di batteri non fototropici, anaerobi o facoltativi capaci di trasformare i carboidrati e le proteine del substrato in gas di idrogeno:
Enteroccoccus durans;
Enterobacter cloacae vive nelle acque, suoli, piante, liquami, feci umane e animali.
Enterobacter aerogenes viva nello stesso ambiente.
Bacillus licheniformis
Clostridium butyricum vive sedimenti marini, formaggi, rumine di vitelli, feci, veleno di serpenti.
Clostridium tyrobutyricum vive nel suolo, formaggio, feci bovine e umane.
Clostridium pasteurianum
Lactobacillus casei vive nel latte, formaggio, letame, foraggio in silos, intestino umano.

A questa lista possiamo aggiungere la famiglia Archaebacteria con particolare riferimento al batterio che vive in simbiosi mutualistica con lo Scarabeus Sacer.

Cordiali saluti.
La verità non esiste ne in cielo ne in terra e ne tra il cielo e la terra, ma ciascuno ne possiede un pezzettino. (Pallinof)
 
Scarabeo..

Scarabeo..

Caro Pallino,
ho letto con interesse la tua ipotesi sulla produzione di idrogeno nell'antico Egitto, ora, che sia veritiera o meno è comunque mirabile e ti faccio i miei complimenti.
Dopo di che, vorrei chiederti 2 semplici cose:
1-Il batterio simbionte dello scarabeo sacro, è una semplice ipotesi oppure una verità assodata?
2-Questi batteri vivono anche con altri scarabei stercorari di diversa specie?

Perchè se così fosse, anche in Italia abbiamo i nostri scarabei nostrani ed in ogni caso se fosse una peculiarità esclusiva del sacer si farebbe abbastanza presto a recuperare gli insetti e ricreare un ambiente favorevole alla crescita dei batteri, non penso che nello scarabeo ci siano condizioni troppo difficili da riprodurre..
Il problema è un altro, questo a mio semplice avviso, non penso sia utile convertire metano in idrogeno, dato che la nostra tecnologia riesce a sfruttare pienamente il primo, molto più interessante e utile sarebbe estrarre idrogeno da altre fonti con un processo rapido, controllabile e che occupi poco spazio.

Penso che sarebbe utile poter affiancare la cosa alla produzione di biogas, magari in diversi stadi, mi spiego meglio:
1-Produzione di biogas con fermentazione
2-Produzione di idrogeno da solfuri e nitrati presenti sia nel biogas che nel materiale restante dalla fermentazione
3-Ulteriore produzione di idrogeno da amidi e cellulosa ancora presenti nel digestato

(se ho detto una castroneria correggetemi pure)

Con una produzione così, fatta ad opera di batteri ed enzimi, non dovremmo impiegare grosse quantità di energia..

In ogni caso prima che l'idrogeno si affermi penso passerà ancora un po' di tempo, ricercare va benissimo, ma penso sia il caso di concentrarsi molto di più su ciò che già abbiamo..l'ideale sarebbe convertire 80% di energia solare in elettricità ed invece siamo inchiodati al 16-17%..
Saluti
 
"A questa lista possiamo aggiungere la famiglia Archaebacteria con particolare riferimento al batterio che vive in simbiosi mutualistica con lo Scarabeus Sacer."

A questa lista, possiamo togliere comodamente lo Scarabeus Sacer, visto che, come ti fu fatto notare a suo tempo, un animaletto i cui simbionti disidratassero l'ambiente protetto e umido che invece serve alle uova prima e alle larve poi sarebbe una pessima mamma per i suoi pargoli
 
Tanto per..

Tanto per..

"A questa lista possiamo aggiungere la famiglia Archaebacteria con particolare riferimento al batterio che vive in simbiosi mutualistica con lo Scarabeus Sacer."

A questa lista, possiamo togliere comodamente lo Scarabeus Sacer, visto che, come ti fu fatto notare a suo tempo, un animaletto i cui simbionti disidratassero l'ambiente protetto e umido che invece serve alle uova prima e alle larve poi sarebbe una pessima mamma per i suoi pargoli

Non è del tutto vero..In quanto l'ambiente umido serve all'interno non all'esterno..Pallino afferma che la disidratazione avviene solo superficialmente e non in profondità; questo crea un guscio protettivo non attaccabile da batteri e patogeni esterni, oltre a permettere una maggior conservazione dell'umidità interna; il problema in caso sarebbe l'aria, ma nemmeno una superficie umida permette la traspirazione..cmq una disidratazione rapida in superficie permette di mantenere le caratteristiche più a lungo nel nucleo, un po' come una coibentazione. (Questo lo dico per esperienza :D, non so fornirvi link che descrivano questa cosa, però è così,funziona ed è vero)
Detto questo per quanto riguarda le abitudini degli scarabei non ho letto nessun articolo che descrivesse questa eventuale caratteristica (quello della disidratazione intendo).
 
Ti do ragione: una disidratazione rapida del guscio sarebbe un buon metodo di coibentazione...peccato che in questo specifico caso dobbiamo tenere conto di questi fattori

1) il deserto è un posto CALDO. Una pallina di sterco si secca alla superficie abbastanza in fretta da non richiedere 'archeobatteri' che facciano questo lavoro
2) nel momento in cui lo scarabeo sacro per davvero liberasse questi fantomatici batteri, essi andrebbero a fare il loro onesto lavoro in TUTTA la pallna, non limitandosi certo alla superficie perché lo chiede mamma.
3) se non hai trovato alcun articolo, e nessuno lo ha trovato finora, è perché Pallino da tempo piega la realtà alle tristi necessità di vedere confermate le sue speculazioni.
4) lo scarabeo è sacro agli egizi perché, osservandone il processo riproduttivo, vedevano nel suo lavoro la concretizzazione della generazione spontanea (tesi accreditata fino all'invenzione del microscopio)
5) per gli archei (o archeobatteri, vedi QUI http://it.wikipedia.org/wiki/Archaea
 
The last revelation

The last revelation

Come andarono le cose per davvero:
(Pallino non ti offendere, voglio solo stemperare un po' la situazione, chi lo sa, forse hai avuto una buona intuizione solamente un po' diversa nel finale)

Sappiamo che il Nilo periodicamente andava al di fuori dei suoi argini e gli agricoltori sfruttavano questo fenomeno sfruttando quella terra molto feconda.
Sappiamo che le biomasse in una fermentazione anaerobica producono biogas; gli egizi conoscevano questo gas e lo usavano per riscaldarsi nelle notti fredde del deserto o per depilarsi (se guardate hanno le ciglia sottili e sono glabri nei dipinti) certo vi era qualche controindicazione, ma questa è un'altra storia; altro utilizzo del biogas era per incendiare i gatti, passatempo preferito degli egiziani, amavano vedere correre queste palle infuocate nelle nere notti..Dopo che i gatti a pelo lungo si furono quasi estinti, un gruppo di ambientalisti dichiararono illegale questo sport e il gatto fu proclamato sacro, ma ormai era troppo tardi e rimanevano solo i gatti a pelo cortissimo (questo per selezione, dato che i gatti a pelo corto non divampavano così bene e così a lungo quindi erano meno utilizzati).
Una notte, durante una gara clandestina di questi gatti brucianti, un gruppo di infuocati si diresse verso un gregge di scarabei che, vedendo il pericolo si diressero (con le loro palline di sterco) verso una pozza, la quale non conteneva acqua, bensì acido acetico concentrato, ultimo residuo della fermentazione anaerobica prodotta dal Nilo (vedi sopra e composti derivanti da fermentazione anaerobica; n.d.a. le alte temperature diurne permettevano una naturale distillazione e quindi concentrazione dell'acido acetico in forma pura).
Gli scarabei e le palline di sterco iniziarono a sciogliersi nella sostanza, liberando i loro batteri simbionti; questi si trovarono subito molto bene nella nuova sostanza ed iniziarono una nuova serie di reazioni (CH4+CO2+Batteri Simbionti=2H2+CO2+C che viene assimilato dai batteri-Nuova reazione CH3COOH (acido acetico puro) + batteri simbionti = CO2 + Elettroni + (4)H+.
I primi a farne le spese furono i pastori di scarabei; infatti, cercando di salvare questi animali sacri, infilarono le mani nella pozza e rimasero folgorati dagli elettroni; in seguito fu scoperto HHO, infatti i 4 H+, si fondono con le molecole di O2 sfruttando parte dell'elettricità prodotta.
Il gas fu utilizzato nella metallurgia, e l'energia elettrica per l'illuminazione; ma questa è un'altra storia.

Fine della farsa.

Con questo voglio sottolineare semplicemente che Pallino ha avuto una buona intuizione, lui ha formulato la sua ipotesi; la reazione di alcuni batteri con l'acido acetico produce davvero CO2 elettroni e H+, che con l'aggiunta di un' ulteriore parte di energia diventa H2.
A mio semplice parere se le sue teorie danno così fastidio non commentatele ed evitate risposte che a mio avviso mancano di rispetto; non gli do ragione, ma potrebbe averne in parte.
Concludo ricordandovi che Galileo fu quasi bruciato per la sua teoria dell'eliocentrismo.
La verità e la scienza non necessitano di un parere democratico.
 
Mi inchino di fronte alla farsa. Chapeau.
Quanto a Pallino, Blade, che dire? Nessuno di noi se l'era filato fin quando le sue parole erano limitate al suo sconosciuto blog. Ha voluto correre un rischio, ammirevole coraggio, esponendosi qui, bene intenzionato e tutto il resto. Ma deve anche capire che le castronerie sono tali con qualunque intento le presenti.
Le antiche civilità sfruttavano sì il lavoro dei batteri, ma inconsapevolmente, quando creavano la pasta-madre per il pane e fermentavano le bevande zuccherine per farne alcoolici. Non sapevano perché funzionasse, lo facevano e basta, e la mancanza di ulteriori o differenti applicazioni indica che non conoscevano nulla del mondo microorganico. Figurarsi fare una cosa delicata come selezionare un ceppo di batterio per scopi industriali, di una fantomatica industria le cui tracce sono svanite TOTALMENTE, a livello documentale e fisico.
Un altro esempio? La stessa penicillina, che a confronto degli archeobatteri dovrebbe essere ancora più facile da coltivare perché derivante dalla muffa, è un prezioso rimedio contro numerose infezioni...rimasto sconosciuto fino al 1895 dC!! Urca, e dire che la si può ricavare dalla muffa del pane, altro che guardare gli scarabei stercorari e chiedersi come facessero a disidratare una pallina di sterco.

Non sono le teorie di Pallino, a darmi fastidio: è la sua insistenza ad esporle come verità rivelata in assenza di niente altro che pure speculazioni ereditate in parte, per giunta, da testi che di scientifico hanno lo stesso valore di chi afferma che i cerchi nel grano sono messaggi extraterrestri in codice, arrivando, seppure indirettamente, ad attaccare secoli di ricerca e studio fatti con le PROVE, non con l'immaginazione.

Galileo passò i suoi guai, ma a quel punto farglieli passare non serviva più a nulla, a meno che la Chiesa non avesse intenzione di distruggere l'intera industria dell'ottica, visto che è bastato un telescopio dozzinale puntato su Giove a fare crollare la teoria geocentrica. E così tutte le grandi menti che hanno attivamente rivoluzionato i vecchi modelli scientifici lo hanno fatto portando qualcosa di scritto e comprensibile, tramandabile senza equivoci, che poteva e può essere vagliato e messo alla pratica da più parti indipendenti.

Pallino non ha prove. Di alcun genere. La sua intuizione, come la chiami tu, per giunta, parte dalla sbagliatissima idea che la piramide di Cheope non potesse essere assolutamente stata costruita con la forza delle braccia, carrucole e leve.
E, come gli chiesi una volta, lo richiedo senza problemi: se gli antichi egizi poterono erigere un monumento colossale come la piramide solo grazie alla forza del vapore, cosa usarono i maya, gli inca, gli aztechi, i romani, e i cinesi? Soprattutto questi ultimi, visto che la Grande Muraglia è un'opera così ciclopica da essere visibile dallo spazio? E se queste civiltà usarono fonti di energia come il vapore o addirittura l'elettricità, come mai non è rimasta traccia documentale o fisica dei macchinari utilizzati allo scopo?

PS - tranquillo, Blade, 'un ce l'ho con te. Mi chiedo solo cosa esattamente tu condivida di quanto dice Pallino.
 
PS - tranquillo, Blade, 'un ce l'ho con te. Mi chiedo solo cosa esattamente tu condivida di quanto dice Pallino.

Non condivido nulla esattamente, almeno finchè non avrò una prova più tangibile; semplicemente mi è piaciuto il modo in cui ha esposto la sua teoria che ritengo abbastanza complessa e anche se totalmente errata molto affascinante.
Quello che più mi è piaciuto è che grazie a lui ed alla mia curiosità, googlando in inglese ed in italiano idrogeno da enzimi ed idrogeno da acido acetico, ho scoperto che esistono questi 2 metodi, che sono efficienti già da adesso, provengono da fonti rinnovabili e non sono eccessivamente complessi; se guardi nella sezione veicoli ad acqua, trovi un mio post che porta ad alcuni link, scritti da autori tipo la Penn State University.

Idrogeno con resa del 144% oppure idrogeno da enzimi

Penso sia interessante darci un occhio..Fino ad ora non mi sembra di aver visto molto interesse, ma forse, se un po' alla volta miglioro i post inseriti qualcuno in più li visiterà, in ogni caso in fondo a quei post devo dire Grazie a Pallino
 
leggete...leggete.....

leggete...leggete.....

complimenti a pallinof e a blade......
pallinof teoricamente non era poi cosi lontano,
mancava solo la "definizione" di quale reazione chimica si effettuava,
blade lo ha spiegato , ottimamente

perfetta opera di quello che dovrebbe essere l' utilizzo del forum

credo che dopo TUTTO il BEN di DIO che e' emerso negli ultimi post,
a mio modestissimo parere,
l' estrazione dai CONFINI della scienza , sia da prendere in considerazione

citazione blade n269:
"A mio semplice parere se le sue teorie danno così fastidio non commentatele ed evitate risposte che a mio avviso mancano di rispetto; non gli do ragione, ma potrebbe averne in parte."
 
Ultima modifica:
Ciao a tutti e grazie per il contributo offerto alla discussione, lo scopo della quale era proprio mettere in dubbio alcune intuizione esposte nella mia teoria maturata da esperienze acquisite in campo agronomico e che mi hanno permesso di leggere la storia della civiltà egizia in chiave diversa da quella ufficiale.
L’entomologia è la scienza che studia gli insetti e riveste una notevole importanza nel corso di laurea in scienze agrarie. Ironia della sorte abito in una piccola cittadina umbra dove la piazza principale è dedicata al più famoso entomologo italiano, nostro concittadino Filippo Silvestri.
Misconosciuto in vita a casa propria, oggi rappresentato da un busto dove la gente si ferma a leggere “famoso entomologo di fama mondiale” scrollando le spalle cariche di ignoranza, ma nessuno è profeta in casa propria.
Veniamo a noi cercando di rispondere alle 2 domande di blade..
Se per verità assodata si intende la classificazione del batterio simbionte dello scarabeo la mia risposta è no o per lo meno a me non risulta. Fa parte ancora del 95% di microrganismi che vivono sulla terra non ancora studiati.
L’entomologia conosce bene l’interazione tra insetti e microrganismi come vettori di malattie batteriche e virali su piante e animali e la particolarità dell’ordine dei coleotteri di trarre vantaggio da particolari rapporti di simbiosi mutualistica, nel blog ho riportato uno degli esempi più conosciuti.
Sicuramente in tutti gli scarabei stercorari vivono batteri in simbiosi, ma non sono sicuro se siano della stessa specie. Comunque lo scarabeo sacer vive anche in italia in alcune zone del sud e in sardegna, purtroppo la sua presenza è stata molto limitata dalla riduzione di allevamenti bovini allo stato brado.
Per non appesantire la lettura del blog ho dovuto condensare molto il materiale a mia disposizione, cercherò di chiarire meglio il rapporto di simbiosi.

Il ciclo biologico dello scarabeo, come tutti i coleotteri, si divide in quattro fasi (uova, larva, crisalide, adulto). Di solito si ha un solo ciclo annuale ( in condizioni particolari anche due) dove l’insetto sverna come larva o crisalide, per sfarfallare come adulto in primavera.
Negli adulti le elitre anteriori nascondono le ali che servono all’insetto per volare e spostarsi alla ricerca del cibo in prossimità di animali al pascolo ( bovini in particolare, che non vivono nel deserto).
Come l’esempio degli scolitidi riportato nel blog, anche lo scarabeo utilizza i batteri per creare un substrato favorevole allo sviluppo della larva. La palla di sterco viene creata aggiungendo materiale fresco facendola rotolare e le ghiandole addominali la irrorano di enzima che disidrata il materiale provocando la denaturazione delle proteine e aumentando la stabilità biologica. Per fare un esempio come quando con la carne di maiale facciamo salsicce, prosciutti, lonze, capocolli, pancette, barbozze come riserva invernale per la nostra famiglia.
Così la palletta di sterco una volta interrata manterrà il suo contenuto energetico e la stabilità agli attacchi di funghi e batteri presenti nel terreno che ha sempre un certo grado di umidità.
Ma il povero scarabeo, che svernava nelle zone limitrofe all’alluvione del nilo, rincorrendo gli erbivori che producevano cacchette era ignaro che i suoi nidi sarebbero andati a finire sott’acqua con la morte della prole. Il batterio invece si trovò di colpo nel suo stato originario cioè in un fondale, in anaerobiosi e ricco di biogas prodotto dalla fermentazione di materiale organico.
E allora blu, blu, blu, blu bollicine di gas uscivano dall’acqua stagnante e gli egiziani che non erano stupidi, come noi crediamo, pensarono perchè non ci inventiamo una tecnologia per la sua produzione????????
Scusatemi, ma devo lasciare il discorso in sospeso, devo aggiungere le patate al coniglio che stò cocendo in forno altrimenti saltiamo il pranzo.
Uno cordiale saluto, a presto.

La verità non esiste ne in cielo ne in terra e ne tra il cielo e la terra, ma ciascuno ne possiede un pezzettino. (Pallinof)
 
"Ma il povero scarabeo, che svernava nelle zone limitrofe all’alluvione del nilo, rincorrendo gli erbivori che producevano cacchette era ignaro che i suoi nidi sarebbero andati a finire sott’acqua con la morte della prole."

Pallino, Pallino. quale parte di 'habitat' ti sfugge? Quella in cui lo scarabeo stercorario abita la fascia delle dune o quella in cui condanna la propria specie seppellendo le uova in un terreno alluvionale?
Non solo: se tu parli dei suoi 'batteri' come specie simbionte, allora se questi prosperano a spese della vita della prole dello scarabeo, sono PESSIMI simbionti, visto che si prevede che entrambe le specie vivano per prosperare.

"Il batterio invece si trovò di colpo nel suo stato originario cioè in un fondale, in anaerobiosi e ricco di biogas prodotto dalla fermentazione di materiale organico.
E allora blu, blu, blu, blu bollicine di gas uscivano dall’acqua stagnante e gli egiziani che non erano stupidi, come noi crediamo, pensarono perchè non ci inventiamo una tecnologia per la sua produzione????????""

Un batterio simbionte di una specie, appena si trova in un altro ambiente, muore. O trasmigra, come fa l'escheria coli per esempio, andando da un ospite umano all'altro attraverso la diffusione di feci, o va in stasi o muore. Rivediti la voce 'simbionte'.
Vediamo un po', diciamo che un individuo senza alcuna preparazione in microbiologia, con un livello di conoscenza ottimo in ingegneria, vede delle bolle uscire dal fresco terreno limaccioso del Nilo e si dice 'to', questa è sicuramente opera di batteri, e sicuramente questa roba invisibile e puzzolente, infilata a forza in un contenitore, accesa e collegata a un contenitore pieno di acqua e collegato a dei tubi mi permetterà di realizzare quell'idea faraonica che il mio sovrano s'è messo in testa.'
Questo naturalmente immaginando che tutti gli scarabei stercorari avessero fatto il loro nido proprio nel terreno alluvionale, lasciando così tante uova da permettere una diffusione massiccia dei batteri in modo che chiunque potesse vedere, in qualunque momento, queste bolle di gas uscire numerose.
I casi sono due: o questi simpatici coleottori erano peggio dei lemming o i loro 'simbionti' erano una forza della natura. Il terzo, che naturalmente tu stia cercando di vendere il tuo solito abbaglio, manco lo considero visto che è ormai vox populi
 
Ciaoooooooo ham, è da un pò che non ci si vede, comunque continuiamo a combattere fianco a fianco!
Io credo che una discussione serva per il confronto e non per un campo di battaglia facendo una gara a chi ne sa di più, magari navigando a vele spegate.
Luigi Lombardi Vallauri dice che la discussione è un scambio di argomenti per confermare una tesi e ciascuno utilizza i propri per averne ragione.
Quando uno rimane senza argomenti si barrica dietro l'insulto e scappa dopo aver lanciato la frase "tu vuoi sempre avere ragione".
Se ti senti dire spesso che "tu vuoi sempre avere ragione", allora comincia a pensare di aver ragione d'avvero.
Ti ringrazio per la proposta di estrazione, ma ormai qui mi sento a mio agio.
Consiglio a blade di aprire una nuova discussione, sempre in tema, su ACQUA-FUEL, BINGO-FUEL, MAGNEGAS.

Saluti a tutti, in particolare ad ham.
La verità non esiste ne in cielo ne in terra e ne tra il cielo e la terra, ma ciascuno ne possiede un pezzettino. (Pallinof)
 
Facciamo così: quando imparerai a non glissare (ad esempio sulla domandona: romani, cinesi, aztechi, come hanno fatto a costruire i loro monumenti senza biogas?) e a presentare prove documentate, invece di coprirti di ridicolo a tutto vantaggio di noi scettici brutti e cattivi, sarai almeno sulla buona strada verso il raziocinio.
Che Hammuraby (uno che diceva che la torre di pisa era stata costruita storta di proposito!!) sia il solo 'amico' che ti ritrovi qui la dice lunga, ma ormai devi essere davvero disperato per un po' di feedback positivo...
 
ma è molto più semplice
Pallinof, prendi esempio da tutti coloro che si sono dedicati alla archeologia sperimentale
Per esempio: http://www.sullacrestadellonda.it/esplorazioni/heyerdahl.htm#vaisu

Dimostra la fondatezza della tua tesi, produci un pò di biogas, idrogeno ossigeno etc etc con gli archeobatteri o i fermentatori, intrappolalo ed utilizzalo

Ovviamente, devi fare le cose per bene, solo mezzi comprovatamente coevi agli egizi delle prime dinastie

Poi, parla pure dei risultati e, di come sono stati ottenuti

Odisseo
 
"La cosa interessante che ho trovato in questa discussione è la similitudine del processo tecnologico esposto alla mia teoria basata sull’uso di archeobatteri. Cioè la doppia fermentazione.
La cella elettrolitica microbiologica utilizza l’acido acetico, prodotto dalla fermentazione dell’amido del mais ad opera di batteri, come substrato di coltura di microrganismi che attraverso gli enzimi prodotti traggono energia dall’ossidazione dell’acido acetico.
CH3COOH + O2 = 2 CO2 + 4 H+ + 4 ELETTRONI
Immettendo energia elettrica noi sottraiamo con l’anodo gli elettroni prodotti che verranno ceduti dal catodo per far avvenire la seguente reazione H+ + H+ = H2, cioè l’unione dei due ioni H+ per formare una molecola di H2 gassoso.
La membrana porosa e selettiva è necessaria per mantenere l’efficienza del processo impedendo la contaminazione del catodo da altri composti avente la stessa polarità.
La stessa cosa avviene nella cella elettrolitica microbiologica di cheope:
Fermentazione anaerobica di composti organici (zuccheri, amido, cellulosa, proteine, lipidi, etc.) per la produzione di biogas che contiene 70% di metano.
Trasformazione operata dagli archeobatteri sempre in anaerobiosi.
CH4 + 2H2O = CO2 + 8 H+ + 8 ELETTRONI
Le due tecnologie si differenziano perché la prima avviene in aerobiosi mentre la seconda in anaerobiosi, ma la produzione di energia è decisamente a favore della seconda che è esattamente il doppio della prima."

ed entrambe richiedono ulteriori conoscenze di fisica della materia e della chimica all'epoca sconosciute. A quando la tua asserzione che gli egizi sapevano preparare il carburante da shuttle per le missioni spaziali?
PS - ho postato qui questo pezzo perché decisamente più attinente alla discussione in corso. Se ho sbagliato, i mod mi avvisino che rimuovo all'istante.
 
certo che e' attinente, peccato pero che la tavola degli elementi sia stata definita nel secolo scorso....e che NATURALMENTE gli egizi non chiamavano ch4 il metano, ma forse BOLLE BLU'; ed e' qua che casca il valmax....

citazione blade n269:
"A mio semplice parere se le sue teorie danno così fastidio non commentatele ed evitate risposte che a mio avviso mancano di rispetto; non gli do ragione, ma potrebbe averne in parte."

e, comunque anche oggi a bergamo che e' a 365mt SLM, sta' piovendo ....fisica: X mc acqua = ics kWh,
 
'Casco' dove? Sulla terminologia? Cavolo che geniaccio che sei Ham, ora sì che mi hai fregato!!
Ora devi solo spiegare, visto che Pallino sembra incapace di farlo, come gli antichi egizi sapessero

a) dell'esistenza dei batteri stessi, visto che la microbiologia era una scienza sconosciuta
b) come sapessero quali batteri coltivare e in che condizioni, visto che manco potevano osservarli direttamente
c) come mai di tutto il lavoro e lo studio necessari solo per fare il metano con un processo che solo in questo secolo si è riusciti ad avviare non è rimasta una sola traccia,
d) come mai civiltà come quella cinese o romana, che non si sono certo rese avide di resoconti sul loro progresso scientifico e conoscenze, abbiano realizzato i loro monumenti e grandi opere senza l'uso dell'energia da biogas
e) nel caso del presunto biogas egizio, visto che finora pallino non ci ha manco fatto capire quali siano i ceppi di archeobatteri simbionti con lo scarabeo-lemming stercorario, c'è da ricordarsi che per avere rilevanti quantità di gas da stoccare sarebbe occorso troppo TEMPO. Non è che metti i batteri selezionati in un po' di limo e puf! ecco il biogas. Infatti, non a caso, nel post di Blade si fa riferimento ad un processo artificialmente accelerato e 'innaturale' proprio perché in condizioni normali, prima che la decomposizione abbia modo di rilasciare abbastanza gas (immaginando un uso continuo e per l'edilizia e per altri scopi quale la sola illuminazione), fai prima ad invecchiare.

Al povero pallino vorrei proprio ricordare, infatti, che tanto il metano quanto il petrolio hanno richiesto MOLTO, MOLTO tempo per formarsi dalla decomposizione di quantità colossali e stratificate di materia organica sedimentata e lasciata inalterata.

Per altre notizie sul bioidrogeno, vedete voi due QUI

http://it.wikipedia.org/wiki/Idrogeno#Bioidrogeno

Considerando il livello di conoscenza e tecnologia coinvolto, c'è da ridere forte all'idea che gli egizi conoscessero la fisica molecolare a quel livello, millenni prima che democrito iniziasse a considerare l'idea degli atomi...

Ad ogni modo, Pallino, dove hai trovato quella formula?
CH3COOH + O2 = 2 CO2 + 4 H+ + 4 ELETTRONI
Giusto per capire quale è il tuo riferimento.

PS - Caro, caro Spammuraby...e sì, mo ce vo': stai cercando di riportare in auge il tuo vecchio project: impossible? Quello la cui discussione fu chiusa per tua cronica assenza di argomenti validi a sostegno? O volevi solo farci sapere che d'inverno a Bergamo piove? D'UH!
 
Stato
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