L'idrogeno Di Cheope


Stato
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Caro pallinof.
Prendiamo per buono il tuo dato di produttività di un ettaro in metano: 2800 m3 anno.
Prendiamo per buono il consumo annuo italiano di gas metano suggerito da Valmax: 86,2 miliardi di m3.
Facciamo una piccola divisione 86,2 miliardi/2800=30,7 milioni di ettari.
Per la sola produzione del fabbisogno di metano dovresti destinare a d agricoltura TUTTO il territorio italiano: laghi, spiagge, autostrade e musei compresi.
Non ti viene il dubbio di essere fuori misura?
O magari sei stato compagno di banco di Hammuraby!

P.S. i 60 q/ha di cereali con l'agricoltura tradizionale te li sogni, sei fortunato ad arrivare a 20.

ciao
Tersite
 
Permettetemi una battuta:
Chissà se a tutti questi aspiranti ministri di economia a forza di cercare la pagliuzza non gli casca in testa la trave????????????
Buona notte, a presto
 
Hammuraby, indipendentemente da quello che succede nel resto del mondo, a fronte di tutte le occasioni che ti sono state date, continui a contribuire con il nulla scientifico e il delirio intellettuale. A meno che tu non abbia, come gli stessi mod ti hanno già chiesto in modo esplicito, dei dati solidi sulle tue ipotesi, per favore piantala di usare ogni scusa per spammare a go-go!
 
Permettetemi una battuta:
Chissà se a tutti questi aspiranti ministri di economia a forza di cercare la pagliuzza non gli casca in testa la trave????????????
Buona notte, a presto

Battutina di risposta:
Caro Pallino, se tu proponi un sistema agricolo ormai inadatto e tiri in ballo la fantarcheologia, altro che pagliuzze! Ci fai navigare in una balla di fieno!

PS - vedo che di nuovo, a fronte di una obiezione solida sulla tua proposta delle biomasse per la produzione di gas, ti ritiri in uno sfottò. Non è esattamente l'atteggiamento migliore, sai?
 
Caro pallinof
Chissà se a tutti questi aspiranti ministri di economia
Per fare una divisione non occorre avere una laurea in economia, occorre un minimo di onestà intellettuale e voglia di mettere alla prova le proprie teorie.

ciao
Tersite
 
Nel lontano 1985 aquistai il mio primo computer, il favoloso T994A della Texas Instruments memoria ram 16 kb

Scusate l'OT, ma non resisto...
Una persona che capisce l'ansia di mettere le mani sulla exp a 32k per poter usare l'Extendend Basic, sognando le mirabilie svelate da "Microcomputer" (mio dio... non lo leggevo, lo assimilavo parola per parola...) e che conosce l'ansia di digitare per 2 ore 600 righe di codice religiosamente copiato dalla rivista... e passare altre 2 ore a debuggare... per godersi l'ennesima "rubrica telefonica" totalmente inutile... beh, quella persona sa cosa significa il progresso tecnologico! In 32k c'era posto per centinaia di righe di programmazione e diverse nottate insonni!!
Grazie per la parentesi nostalgica! (Comunque il TI è sempre in cantina, l'ho acceso ancora tre mesi fa e funziona! :)
 
Il dato evidente a tutti è che aumentando il prezzo del petrolio aumentano tutti i suoi derivati, prodotti alimentari compresi.
Allora, per favore, cerchiamo di discutere seriamente come la nostra tecnologia possa riappropriarsi di questa antichissima fonte di energia adattandola alle nostre esigenze attuali.

Ora passiamo alle cose serie.
In realtà io sono d'accordo sugli obiettivi, ma è o dovrebbe essere innegabile che quello che sostengono Valmax, Tersite ed altri è fondamentalmente vero. Un'agricoltura tradizionale e naturale è da escludere che possa mantenere i numeri di popolazione attuali. Ritengo molto dubbio che in Italia ci sia possibilità persino per una sussistenza alimentare con gli spazi agricoli che abbiamo.
Le biomasse sono una risorsa preziosa, ma non sono La Risposta. Quando dicevo che noi letteralmente mangiamo petrolio non intendevo suggerire che si possa fare diversamente. Perlomeno non con le biomasse! La produzione agricola di sussistenza è una soluzione intelligente per molte popolazioni, ma a patto di accettare il fatto che non può che dare un'alimentazione di sussistenza. Niente fame, forse, ma poco di più. E sopratutto è importante che queste popolazioni accettino tale situazione. Cosa che in realtà NON è. L'inurbanizzazione non nasce solo dalla cattiveria dell multinazionali, nasce anche dalla consapevolezza che in città la vita grama che si fa nella bidonville è molto meglio della vita in campagna a crearsi l'alimentazione di sussistenza! O almeno molti la pensano così!
Le biomasse nei paesi avanzati possono produrre energia, ma a parità di superficie occupata la produzione di energia da fotovoltaico è 60 volte superiore a quella della biomassa.
A mio parere la soluzione sta nel mix, nel scegliere la soluzione migliore per ogni situazione. In certi casi sarà la gassificazione della paglia, in altri l'eolico o il FV, e l'agricoltura naturale ha ampi margini di sviluppo, ma potrà tuttalpiù affiancare l'agricoltura industriale, non sostituirla!
 
mio vecchio TI non l’ho più acceso da quasi 20 anni, ma ho ancora nelle orecchie quel rumore fastidioso quando si doveva salvare e caricare i programmi da nastro magnetico, sibilo che rischiava di svegliare tutti in casa alle 2 di notte se il volume del registratore era accidentalmente al massimo.
Lusingato dall’aver trovato un compagno di strada in BE nel personale cammino informatico, passerò anch’io a parlare di cose serie.
Ricordo ancora che non propongo una panacea alla crisi energetica mondiale, ma cerco di portare all’attenzione dei più una fonte energetica (agricoltura biodinamica) che viene inesorabilmente marginalizzata.
Anche se non mi piacciono i conti della serva voglio proporvi un succulento calcolo:
Se l’agricoltura riuscisse solo a raggiungere l’autosufficienza energetica risparmieremmo i famosi 1500 litri di gasolio per nutrire una persona in un anno. Che se moltiplicati per 60 milioni di abitanti (italia) fanno 90 miliardi di litri di petrolio ovvero 566.082.969,34 barili di petrolio risparmiati in un anno. Si creerebbero così nuovi posti di lavoro qualificato e non con la zappa e la candela come molti pensano, per gestire le biodinamiche naturali necessarie a fornire forme di energia più consone al nostro stile di vita.
Scusami se mi permetto BE, ma per fare paragoni scientificamente validi tra le diverse fonti energetiche esistono MISURE ufficialmente accreditate: EROEI, EPT.
Prometto in futuro di parlare anche di queste misure in modo da confrontarci in maniera costruttiva sulla convenienza economica delle rinnovabili.
La nostra civiltà allattata dal petrolio ha raggiunto l’età dello svezzamento, abbiamo bisogno di buoni pediatri per superare questa fase critica e alimentarci con prodotti più sostanziosi, ma attenzione alle allergie.
Ancora un saluto a tutti, a presto.
 
"Se l’agricoltura riuscisse solo a raggiungere l’autosufficienza energetica risparmieremmo i famosi 1500 litri di gasolio per nutrire una persona in un anno."
Ecco, è proprio questo il problema: l'agricoltura NON può raggiungere l'autosufficienza energetica. Per contro, se sposti l'obiettivo su un sistema per integrare i nostri consumi allora cominciamo a ragionare.

L'idea delle biomasse come fonte di energia, per ora, trova il suo limite nelle misure di rendimento. Mi spiego: finché si tratta di sfruttare gli scarti, esistono già degli impianti sperimentali che traggono il gas dai rifiuti (almeno negli USA, qui in Italia non credo proprio) organici. Pertanto, basta aggiungere quello che gli agricoltori finiscono col non utilizzare... Il fieno, però, non è una soluzione praticabile, essendo questo normalmente destinato all'alimentazione del bestiame. Per poterne disporre di quantità rilevanti come immagini, bisognerebbe creare dei campi solo per quello, e ritorniamo al circolo vizioso di cui nei post precedenti.

E' per questo che le biomasse (escludendo quelle in senso lato quali metano, petrolio e carbone) vengono 'marginalizzate', quando si parla di grandi consumi: NON DANNO ABBASTANZA.
Si è parlato del fotovoltaico: sapevi, naturalmente, Pallino, che ci sono allo studio cellule a base di...mirtillo invece che di silicio. Peccato che ancora non rendano a sufficienza, ma se la nanotecnologia ora può rivoluzionare il silicio nel rendimento, chissà, essa o l'ingegneria genetica potranno in futuro fare il miracolo per le celle bio...

Un romanzo di fantascienza di Pedler & Davis, invece, 'Lebbra Antiplastica', mi affascinò perché parlava di un microorganismo geneticamente modificato capace di distruggere i polimeri della plastica per ottenere metano. Ecco, se in futuro i nostri laboratori sfornassero una cosa simile, almeno potremo trasformare altri cumuli di rifiuti in una redditizia fonte di energia.

PS - permettimi un suggerimento utile: quando proponi un'idea 'praticabile', per prima cosa premettine la destinazione e la scala d'uso, invece di lasciare che montino le polemiche o che ci si confonda. Così si affronta l'argomento con più serenità.
 
Ultima modifica:
carbonio nel suolo!! gestione sostenibile ORA!

carbonio nel suolo!! gestione sostenibile ORA!

be, facendo attenzione alla discussione in corso sembra che un ettaro produca 2800m3 di metano ogni ettaro; ma mi pare, e PALLINOF , correggimi se sbaglio! che parli "ANCHE" di 60ql di produzione di frumento, allora se tanto piu tanto mi da TOT:
significa che pensi di ottenere 2800m3 di metano dalla paglia ecc ,
PIU' 5000 litri circa di alcool dal frumento...

perche notoriamente le parti in cui la biomassa e' suddivisibile sono TRE
zuccheri amidi = alcool
polifosfati (olii)=biodiesel
e fibre = carbone vegetale o metano

ma qua, pur essendo abbastanza informato sull agricoltura biodinamica (cornale + dinamizzazione dell'......)
ed anche assolutamente convinto della validita' della "coltivazione del sistema battereologico" presente nel substrato,
ed anche, delle capacita' di RI-PRODUZIONE dei batteri in ambiente favorevole...
(vedi anche coltivazioni di alghe monocellulari!!)

SEMBRA che si asporti UN PO' TROPPO...
(tanto per non essere additato come FAN di PALLINOF).

considerando anche che vi e' l' AZIONE (questa volta dannosa) dell' acqua
che essendo impiegata dalle coltivazioni per il SOLO 4%,
( cioe' dispersa per infiltrazione nel suolo per il 96%....)
ha anche come contro effetto l' asportazione dei fertilizzanti IDROSOLUBILI,
per la STESSA PROPORZIONE 96%....

credi che la vitalita' del terreno sia sufficente a mantenere....?
e: non pensi a un (parziale) "MODIFICA DEL SUBSTRATO" in modo che sia a lenta cessione ?
gia che ci siamo: ad ALTA POROSITA' con habitat ideale per la proliferazione batterica?

ciao PALLINOF

"La nostra civiltà allattata dal petrolio ha raggiunto l’età dello svezzamento, abbiamo bisogno di buoni pediatri per superare questa fase critica..... ma attenzione alle allergie."
e, ai brufoli v+t+o (microbi gram NEGATIVI!!)...
560 000 000 di barili ??? = 60 miliardi di eeuurroo? =tre finanziarie !!
 
Ultima modifica:
Scusami se mi permetto BE, ma per fare paragoni scientificamente validi tra le diverse fonti energetiche esistono MISURE ufficialmente accreditate: EROEI, EPT.
Prometto in futuro di parlare anche di queste misure in modo da confrontarci in maniera costruttiva sulla convenienza economica delle rinnovabili.

Hai ragionissima. Infatti ho colpevolmente derogato alla necessità di documentare e assicurarsi che ciò che si dice abbia basi scientifiche.
Quando dicevo del FV 60 volte più produttivo non lo facevo in base a considerazioni personali, del tutto fuori luogo visto che il mio campo di lavoro professionale è del tutto diverso, ma a considerazioni che altri, più competenti, hanno tratto.
In particolare questo studio (http://www.aspoitalia.it/images/stories/desimon/desimonfvbiomasse.pdf) mi pare abbastanza esaustivo e completo e arriva a ipotizzare un fattore di resa energetica da 40 a oltre 60 volte per il FV rispetto alla biomassa.
Questo, a mio modo di vedere, non significa affatto "abbasso le biomasse viva il FV". Le considerazioni da fare sono come sempre molto più articolate e ogni situazione è diversa.

Per tornare al discorso agricoltura naturale/industriale io da sempre sostengo che è illusorio e sbagliato limitarsi a sperare in un "rinsavimento" generalizzato. Chi trae il proprio sostentamento dalla coltivazione della terra sa perfettamente che un ritorno a una agricoltura naturale che rinunzi a fertilizzanti chimici e cose del genere è utopica. Semplicemente la perdita economica rispetto a chi usa metodi industriali è troppo elevata. La coltivazione naturale ha un proprio mercato, abbastanza di nicchia, con costi proporzionalmente più elevati che molta gente accetta abbastanza nella speranza che a costo maggiore corrisponda maggiroe qualità, ma oltre un certo limite percentuale (molto basso) è ovvio che non c'è partita!
L'idea di riuscire a obbligare tutti gli agricoltori a tornare al letame è ancora più utopica.

Che fare allora? A mio modo di vedere si potrebbe sfruttare la sinergia fra la produzione energetica classica FER e la produzione energetica agricola. In Germania i più attivi nell'installazione di impianti FV sono gli agricoltori. Si potrebbe associare la produzione energetica agricola da FER (agrienergia) alle produzioni naturali, ad esempio riconoscendo tariffe speciali di ritiro del kWh elettrico prodotto alle imprese agricole certificate naturali al 100%. In questo modo la produzione naturale potrebbe diventare competitiva con la produzione industriale e la richiesta del mercato potrebbe fare il resto.

E' un'potesi certo. Probabilmente realizzabile solo quando i costi del FV saranno scesi molto rispetto agli attuali. Ma comunque è un'ipotesi parziale, limitata alle tipologie di produzione e consumo del mondo occidentale e anche qui solo parzialmente. A mio parere la grande maggioranza della produzione agricola cerealicola (la base del nostro mangiare insomma) non può che provenire ancora per decenni dall'agricoltura industriale. A me sembra improbabile riuscire a dimostrare che da un ettaro di terreno coltivato con metodi naturali si ottenga più grano che con metodi industriali. Ed è questo il problema di base a cui dare risposta perchè sperimentare il metodo naturale può andare bene sul piccolo, ma a livello di consumi mondiali una crisi di produzione di pochi punti percentuali potrebbe avere effetti gravissimi. E la prova l'abbiamo ora con l'aumento del prezzo degli alimentari per effetto del petrolio e delle coltivazioni per biocarburanti.
Occhio a fare gli apprendisti stregoni alimentari! :)
 
Ciao BE ti ringrazio per il riferimento allo studio aspoitalia, molto interessante, ma devo notare che mi sembra molto di parte e non comparabile con la valorizzazione biodinamica delle biomasse per i seguenti motivi:
1 - Le biomasse prese in considerazione sono specie legnose, mentre io parlavo di specie erbacee.
2 - La produzione di energia elettrica avviene attraverso la combustione, al contrario della fermentazione anaerobica (biodigestore).
Tutto ciò per un addetto ai lavori non è così irrilevante, ma se vuoi possiamo approfondire.

Per quanto riguarda il "rinsavimento generalizzato", "la rinunzia a fertilizzanti chimici", "obbligare gli agricolturi" non è utopia, ma una scelta economica di redditività che, come ho cercato di spiegare, si stà profilando per l'agricoltura con i grossi cambiamenti che si stanno verificando nel mercato dell'energia. La tecnologia c'è, la convenienza economica pure, vi sono ancora alcune resistenze dovute a interessi consolidati, ma sono convinto che la "necessità" ancora una volta supererà l'ideologia.

Non mi stupisce che in germania i più attivi nell'installazione di impianti FV sono gli agricoltori, anche in italia sembra che a creare discariche abusive sono proprio gli agricoltori.
Ma siamo proprio sicuri che sono "agricoltori" ???????????????????????

Mi riservo il discorso sul FV in un'altra occasione perchè molto lungo e impegnativo (non è oro tutto quello che luccica).
Ti ricordo che il 90% della produzione cerealicola mondiale viene usata nell'alimentazione animale che è la seconda fonte di emissione di anidride carbonica nell'atmosfera (dati ufficiali).
Non sono d'accordo sull'aumento dei prezi agoalimentari il problema è proprio di un'agricoltura dipendente dal petrolio, ma questo l'ho già detto.
Ribadisco che non servono stregoni, ma buoni pediatri.
Un saluto a tutti. a presto
 
Ogni volta che il discorso sembra spostarsi sui binari della logica, ecco che torna il crociato!
Pallino, la ragione per cui le biomasse legnose sono tenute in maggiore considerazione è che il loro potere di rendita in termini di energia è a) maggiore e b) più duraturo. Per questo si fanno crescere boschi da sfruttare proprio per il legname da combustione, laddove per ottenere delle significative quantità di gas da biodigestione bisogna attendere troppo tempo in rapporto alle necessità di approviggionamento. In questo senso, sì, c'è una questione di interessi: volendo investire sulle biomasse, conviene farlo su quelle che rendono. Spiacente, ma nessuno lavora in perdita, da sempre.

I cambiamenti che tu auspichi, e cerca di ficcartelo nella testolina tua, avverranno SOLO a fronte di un disastro globale che riducesse la popolazione di almeno il 60%, quando cioè la domanda di cibo sarà così drasticamente calata da non essere più costretti ad una produzione agricola e zootecnica massiccia.

Gli agricoltori che creano discariche abusive? Ti dispiacerebbe citare le fonti, grazie?
E poi, perché gli agricoltori non dovrebbero apprezzare il fotovoltaico, visto che serve a dare energia in modo immediato e pulito?? Scusa, ma tu che problemi hai con l'FV? Se ti piace sparlarne, danne almeno un perché plausibile, giusto?
Anzi, a fronte delle recenti scoperte basate sulle nanotecnologie, ora il fotovoltaico promette una resa maggiore di quella finora ottenuta, e scusa se è poco, mentre le biomasse erbacee più di tanto non possono fisicamente dare.

Non servono stregoni, hai ragione: smetti di fare lo stregone.
 
Il Ritorno Del Crociato.

Il Ritorno Del Crociato.

Mi spiego meglio: La mia obbiezione consisteva nella impossibilità di comparazione dello sfruttamento biodinamico della biomassa con il lavoro dell'ingegnere Giulio de Simone in quanto prende in esame specie arboree e combustione delle stesse.
La produzione di fieno di un prato polifita è di circa 8 t/anno in 3 sfalci (maggio, luglio, settembre), viene essicato al sole e stoccato in balle o rotoloni (come in zootecnia) la sua conservazione fino al ciclo successivo non pregiudica perdite in contenuto energetico.
L'agricoltore da sempre si è occupato della gestione dei boschi come accumulatori di energia, la lignina contenuta nel piante possiede un alto potere energetico e grande stabilià (insetti, microorganismi,etc.) per questo abbiamo la legnaia, il caminetto e il forno per il pane e gli arrosti i giorni di festa.
Vorrei ricordare che l'accumolo di energia nei composti a base di carbonio avviene nella pianta con passaggi graduali che richiedono energia e producono composti sempre più energetici e stabili, ma purtroppo in ogni passaggio da un composto energetico all'altro una seppur modesta quantità di energia viene a mancare. In ordine di formazione nella pianta i composti sono: zuccheri, amido, cellulosa, lignina.
Il biodigestore fermenta i primi tre la lignina lasciamola per il caminetto e gli investimenti sulle biomasse assumeranno un interessante valore economico.
Ti ringrazio per i consigli sulla "testolina", ma sono contriario alla propaganda catastrofista che ci vuole fare accettare il "meno peggio".
Riguardo alle discariche abusive ne parla la stampa e alcune inchieste televisive, ma se vengono trovati rifiuti in un terreno agricolo non credo che sia completamente assente la compiacenza dell'"agricoltore".
Prima di iniziare la comparazione con altre fonti rinnovabili vorrei completare la descrizione del processo energetico-produttivo della utilizzazione di biomasse biodinamiche.
Apprezzo molto la tua fiducia per il futuro della tecnologia, anche se non capisco come si concili con le tue premonizioni catastrofistiche, ma da noi esiste un vecchio proverbio popolare che dice "chi vive sperando muore ca...............ndo".
Scusa ma non approvo la tua richiesta di mannaia censoria, tutti hanno il diritto e dovere di esprimere la propria opinione, soprattutto su certi argomenti.
Un cordiale sauto a tutti, a presto.
 
Guarda che, come ho detto più volte, sono CONVINTO che il biodigestore possa offrire ottime possibilità per il microconsumo. Rappresenta un modo di mettere insieme risorse energetiche che andrebbero altrimenti sprecate.
Tuttavia, e lo ripeto senza sforzo, è INADATTO per i grandi consumi. NOn da' abbastanza, non lo da' nei tempi che richiede una nazione che consuma DECINE DI MILIARDI di metri cubi di gas all'anno.

'Propaganda catastrofista'?? Forse non hai letto bene: non ho auspicato un bel nulla di catastroista. Ho detto in chiaro che il solo modo perché ci sia un così basso consumo di cibo da potere essere soddisfatto con i tuoi antiquati metodi di agricoltura è che muoia una consistente fetta della popolazione mondiale. In caso contrario, più benessere arriverà fra le nazioni in crescita, più richiesta di cibo ci sarà. Non è catastrofismo, è naturale.

OK, sui rifiuti in Campania, e non solo lì, sappiamo cosa succede. Ma da questo a puntare il dito su un'intera categoria ne passa, non credi? Che c'entrano quegli idioti criminali che avvelenano le proprie terre per un po' di profitto con quelli che usano energia solare pulita per aiutare la propria azienda? Vuoi essere più chiaro?

Il futuro della tecnologia? Per sua natura, lo sviluppo tecnologico migliora la qualità di quando viene prodotto, e questo a sua volta riduce l'impatto ambientale dell'intera filiera, dalla produzione ai resti. Se, per esempio, il numero di aiuto circolanti nel mondo fosse rimasto lo stesso di quello di 30 anni fa, con quelle di oggi ci sarebbe molto meno inquinamento. Il problema è IL NUMERO DI CHI POSSIEDE UN'AUTO. Per quanto miglioriamo nei consumi, siamo troppi a consumare. Se fossimo rimasti alle vecchie tecnologie, allora sì che sarebbe stato un disastro ambientale peggiore!!

La mannaia censoria verso Hammuraby è giustificata da un fatto semplice: pur non essendo richiesta una laurea o una supercompetenza per partecipare a questo ottimo forum, Ham non fa altro che apportare stupidaggini sconclusionate, espresse in un linguaggio che di italiano ha ben poco, venate non occasionalmente da insulti pesanti, condite abbondamente di un'ignoranza che non si vede dai tempi di AmicoD, spammando in ogni 3D le sue idee come un virus più che come un'opinione.
Alla sua richiesta di attenzione è stato risposto permettendogli di sviluppare i suoi 3D 'ai confini della scienza', e non ha trovato oggettivamente alcun riscontro positivo. Se tu sei un agronomo competente quanto dici, vatteli a studiare e vedrai che a volte le 'buone intenzioni' servono bene a poco quando si scade nell'assurdo.
Con te, preferisco concentrarmi per esempio sugli sviluppi dei biodigestori perché sono una proposta costruttiva e sensata, piuttosto che sulla fantarcheologia.
 
"Scusa ma non approvo la tua richiesta di mannaia censoria, tutti hanno il diritto e dovere di esprimere la propria opinione, soprattutto su certi argomenti."

"La mannaia censoria verso Hammuraby è giustificata da un fatto semplice: pur non essendo richiesta una laurea o una supercompetenza per partecipare a questo ottimo forum,;.."

be, facendo attenzione alla discussione in corso sembra che un ettaro produca 2800m3 di metano ogni ettaro; ma mi pare, e PALLINOF , correggimi se sbaglio! che parli "ANCHE" di 60ql di produzione di frumento, allora se tanto piu tanto mi da TOT:
significa che pensi di ottenere 2800m3 di metano dalla paglia ecc ,
PIU' 5000 litri circa di alcool dal frumento...

perche notoriamente le parti in cui la biomassa e' suddivisibile sono TRE
zuccheri amidi = alcool
polifosfati (olii)=biodiesel
e fibre = carbone vegetale o metano

ma qua, pur essendo abbastanza informato sull agricoltura biodinamica (cornale + dinamizzazione dell'......)
ed anche assolutamente convinto della validita' della "coltivazione del sistema battereologico" presente nel substrato,
ed anche, delle capacita' di RI-PRODUZIONE dei batteri in ambiente favorevole...
(vedi anche coltivazioni di alghe monocellulari!!)

SEMBRA che si asporti UN PO' TROPPO...
(tanto per non essere additato come FAN di PALLINOF).

considerando anche che vi e' l' AZIONE (questa volta dannosa) dell' acqua
che essendo impiegata dalle coltivazioni per il SOLO 4%,
( cioe' dispersa per infiltrazione nel suolo per il 96%....)
ha anche come contro effetto l' asportazione dei fertilizzanti IDROSOLUBILI,
per la STESSA PROPORZIONE 96%....

credi che la vitalita' del terreno sia sufficente a mantenere....?
e: non pensi a un (parziale) "MODIFICA DEL SUBSTRATO" in modo che sia a lenta cessione ?
gia che ci siamo: ad ALTA POROSITA' con habitat ideale per la proliferazione batterica?

certo, che la PROPONIBILE, se pur per ORA "teorica", autosufficenza energetica nel campo alimentare , parlando di
TEORICI 570 000 000 di barili di petrolio;
OVVERO 60 000 000 000 di euro, potrzebbe scatenare azioni di contrasto che non si sa MAI come avvengano; ma gli interessi SONO EVIDENTEMENTEMENTE ENORMI!!
 
La mannaia censoria verso Hammuraby è giustificata da un fatto semplice: pur non essendo richiesta una laurea o una supercompetenza per partecipare a questo ottimo forum, Ham non fa altro che apportare stupidaggini sconclusionate, espresse in un linguaggio che di italiano ha ben poco, venate non occasionalmente da insulti pesanti, condite abbondamente di un'ignoranza che non si vede dai tempi di AmicoD, spammando in ogni 3D le sue idee come un virus più che come un'opinione.

Valmax, possiamo essere pure d'accordo sulla qualità scientifica degli interventi di Ham, ma a me non pare che sia impossibile mantenere anche con lui come con Pallinof la discussione su binari di civile convivenza. Se non sono d'accordo con qualche illusoria proposta di Ham non ho problemi a farglielo notare, è già successo. Se Ham, ma anche altri, esagerano con insulti o provocazioni interverremo a moderare.
A questo proposito inviterei appunto tutti ad evitare apprezzamenti personali che, pur essendo apparentemente innocui, possono dare l'impressione che si voglia "prendere in giro" il bersaglio e quindi scatenare reazioni che poi sono sempre difficili da controllare.
Mi riferisco a frasi come "cerca di ficcartelo nella testolina" o simili. Non è un insulto, certo. Ma dà un'impressione di sufficienza che mi pare Pallinof comunque non meriti.
In sostanza non facciamo scadere una discussione interessante per questi motivi. Se qualcuno considera le idee di Hammuraby poco interessanti... le può ignorare. Non vedo davvero motivo addirittura di ban. Sta scrivendo del resto nella sezione che abbiamo creato apposta per queste digressioni border line! :)
 
Dms-iii-r

Dms-iii-r

L'intervento di BE mi trova perfettamente d'accordo, comprendo anche la passione di Valmax nel sostenere le proprie convinzioni filantropiche. Mi viene in mente un'intervista di Pasolini a Moravia nel film "comizi d'amore". La domanda verteva sulla differenza tra il "dissenzo" e l'"indignazione".
Moravia rispondeva: "Il dissentire significa non essere d'accordo, ma rispettare l'altro, mentre l'indignazione è qualcosa che ci colpisce nella nostra profonda insicurezza e la reazione è il rifiuto dell'altro" (ricostruita con mie parole).
Anch'io sono stato spostato ai confini della scienza, ma mi trovo perfettamente a mio agio (1300 visite in 11 giorni non sono poche).
Comunque se a qualcuno serve una consulenza specifica per verificare se questo è il suo posto può postare proverò a consultare il DMS-III-R di mia moglie.
Oggi è festa proviamo a rilassarci un pò.
Un affettuoso saluto a tutti, a presto.
 
Appunto, evita le ricostruzioni, Pallino: leggi quello che posta Ham, poi dimmi se non c'è da essere indignati. O non sei forse tu a soffrire di insicurezza, visto che eviti di rispondere a domande precise?
 
apologia della serva

apologia della serva

Caro pallinof
pallinof ha detto:
Anche se non mi piacciono i conti della serva voglio proporvi un succulento calcolo:
.
Sono proprio i conti della serva che ci fregano.
Su questi conti si sono impantanate filosofie, religioni e sistemi sociali, non ultimo, il sole dell'avvenire si è spento in queste bazzecole.
Per dirla in modo più aulico la "serva" è il "mercato".
La serva compra quello che c'è e se può permetterselo.
Se il prodotto è nella mente di qualcuno, ma non sullo scaffale del supermercato, la serva non lo comprerà.
Se il prezzo è troppo alto e la serva non potrà permettersi di acquistarlo non lo comprerà.
In entrambi i casi nessuno ci guadagerà.
Aborrire queste volgari constatazioni può portare a grosse disillusioni.
Ad esempio
Se l’agricoltura riuscisse solo a raggiungere l’autosufficienza energetica
.
In Italia, con gli abitanti che ci sono ed il territorio disponibile non è assulutamente possibile raggiungere (con le biomasse) la produzione di energia necessaria.
Verifica la premessa.

Ciao
Tersite
 
Stato
Discussione chiusa ad ulteriori risposte.

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