L'idrogeno Di Cheope


Stato
Discussione chiusa ad ulteriori risposte.
Concordando con quello che ha detto Tersite, Pallino, possiamo anche aggiungere che, a fronte di una CRESCENTE urbanizzazione del territorio italiano, i tuoi calcoli diventano ancor meno realistici.
 
Redditivita'

Redditivita'

Dopo una lunga pausa permettetemi un’ultima premessa: ogni attività produttiva ha come obbiettivo il profitto, mentre la politica il compito della redistribuzione,
La soluzione alla fame nel mondo non è un problema energetico, ma politico e meglio ancora della politica energetica. Perché i paesi produttori (in realtà estrattori di petrolio) hanno il più alto tasso di povertà nel mondo?????????????????????????????????????
Perchè il petrolio un bene formatosi milioni di anni fa viene considerato di proprietà dei possessori del terreno??????????????????????????????????????
Allora lasciamo perdere la politica energetica e concentriamoci sulla redditività biodinamica.
La redditività biodinamica la possiamo definire come la capacità di produrre energia netta in un intervallo di tempo (anno solare): R=En/T dove En è la differenza tra l’energia impiegata e quella prodotta.
Se la definizione di energia è la capacità di produrre lavoro nell’unità di tempo: E = L / T allora possiamo sostituire R = (L / T) / T .
In biodinamica il lavoro di una energia è la capacità di modificare uno spazio per un determinato intervallo di tempo L = S X T, allora R = (S x T/T) / T, semplificando R = S/T.
Riepilogando la redditività di un processo produttivo biodinamico è determinata dalla quantità di energia netta prodotta su un superficie di terreno nell’unità di tempo.
Questo criterio di valutazione ci permette di confrontare la redditività energetica delle diverse biomasse e credo possa essere utilizzato anche per il solare avendo in comune la stessa fonte energetica da cui si produce biomassa ed elettricità.
Un saluto a tutti, a presto.
 
OK, hai dato la formula. Ora vogliamo vedere i numeri?
Il vantaggio delle biomasse (legname, nello specifico), è di rendere di più del solare, MA:
le biomasse le devi seminare
le devi innaffiare, nutrire, curare
devi aspettare che crescano
devi raccoglierle e spedirle all'inceneritore che le convertirà in calore

Sicuro, ripeto, per ora la resa netta è molto buona, ma ecologicamente parlando il legname è più adatto per i grandi impianti. L'uso dei camini per riscaldamento, per esempio, è stato abbandonato da tempo nei paesi 'ricchi' per resa inadeguata, inquinamento eccessivo e rischio concreto di deforestazione. In alcune grandi case si usano delle stufe di grandi dimensioni con una resa termica notevole, ma sono una minoranza. Al più, chi vuole usare il fuoco in casa senza impianto centralizzato, ricorre ai pellet.

Per la produzione di energia elettrica, le prospettive per il fotovoltaico sono invece ottime: anche se oggi non si ha certo l'autosufficienza (a meno di volere spendere cifre clamorose), le singole abitazioni possono GIA' disporre di buone quantità di energia tutto l'anno, e se anche è vero che costruire i pannelli non è certo senza costo e senza inquinamento, si costruiscono una volta, si impiantano una volta, e non diventano certo obsoleti in un anno o due. E, soprattutto, danno energia IMMEDIATAMENTE.

Curiose, poi, le tue domande: il fatto che un paese produttore di petrolio sia più o meno ricco dipende da svariati fattori, politici e storici: l'arabia saudita, per esempio, è STRARICCA, i suoi principi del petrolio si comprano auto di lusso come io mi comprerei un quotidiano. La popolazione del ceto medio-basso vive in indigenza perché i regnanti sono anche dei vermi egoisti. Un regime democratico migliorerebbe le cose? Chi lo sa.
Un discorso analogo vale per l'Iran, dove una ristretta elite vive di soldoni, mentre la popolazione irregimentata non se la cava benissimo.
Nei paesi africani? Prova a porre la domanda ai regimi che affamano la loro gente. In questo senso, i nostri petrolieri cosa possono fare? Scatenare una guerra per destituire il dittatore di turno, instaurare una felice democrazia e redistribuire il reddito da petrolio alla popolazione?
Quanto alla proprietà del petrolio...scusa, ma tu le pensi davvero queste domande prima di porle?!? Sospetto di no, o sapresti come funzionano le leggi sul possesso di un territorio e relativi giacimenti. Perché limitarsi al petrolio, poi? Diamanti, oro, uranio, ferro...cavolo, l'INTERO PIANETA esiste da soli 4 miliardi di anni, quindi tutti i suoi abitanti dovrebbero avere diritto a fare quello che vogliono con i suoi minerali, no?
Certo, potremmo andare avanti una vita a disquisire sulla storia umana, sulle guerre, la colonizzazione, le conquiste, le compravendite a base di perline, se poi l'uomo ha diritto di sentirsi proprietario del pianeta o no... Ma il punto è che ci sono delle leggi, e se hai dei problemi con esse, l'utopia si trova in fondo dritto al mattino (seconda stella a destra).
 
Ultima modifica:
caro pallinof
pallinof ha detto:
Perché i paesi produttori (in realtà estrattori di petrolio) hanno il più alto tasso di povertà nel mondo?????????????????????????????????????
Sicuro? Arabia Saudita, Emirati Arabi, Oman, Iran Libia, Indonesia, Norvegia ecc.. non è che se la passino tanto male, comunque molto meglio dei vicini che di petrolio non ne hanno
Verificare sempre le premesse.

pallinof ha detto:
Perchè il petrolio un bene formatosi milioni di anni fa viene considerato di proprietà dei possessori del terreno??????????????????????????????????????
Il petrolio, come ogni risorsa del sottosuolo è di proprietà dello Stato. Se trovi una miniera d'oro nel tuo terreno non illuderti di sfruttarla a tuo piacimento. Naturalmente se Stato e proprietario coincidono come in certe nazioni il problema non sussiste.
Al massimo si possono contestare le concessioni fatte in modo truffaldino.
In ogni caso non vedo l'attinenza con il tema in corso, che, ti ricordo, dovrebbe essere "come rendersi energeticamente indipendenti con l'agricoltura"

In attesa di vedere i tuoi piani di coltivazione di un ettaro di terreno che possano rendere autonoma una famiglia di tre persone, ti saluto
Tersite
 
Eroi O Eroei??????

Eroi O Eroei??????

Mi sembra di capire che siamo tutti d’accordo: la soluzione al problema mondiale dello sfruttamento di risorse naturali è politico. Concordo con Val nella storia della politica energetica che forse avrebbe bisogno di una discussione a parte, meglio all’interno dei confini della scienza.
Vorrei ora fare il confronto tra il metodo biodinamico di valutazione della redditività energetica e quello ufficiale.
Il metodo ufficiale, come ben sapete, si basa su due indici: EROEI “Energy Return On Energy Investment” e EPT “Energy Payback Time”.
L’EROEI è il rapporto fra l’energia che un impianto produrrà durante la sua vita attiva e l'energia che è necessaria per costruire, mantenere, e poi smantellare l'impianto (ovvero più grande è l’EROEI maggiore sarà la convenienza dell’investimento in termini energetici).
L’EPT è cosa strettamente correlata all’EROEI ed è anch’esso un concetto intuitivo: è il tempo necessario perchè un impianto produca una quantità di energia pari a quella che è stata necessaria per costruirlo.
Allora cerchiamo di ragionare su questi due metodi cercando di scoprire le differenze e le capacità do ognuno nella valutazione di una scelta energetica sana e razionale, politica a parte.
Un saluto. A presto.
 
Mi sembra di capire che siamo tutti d’accordo: la soluzione al problema mondiale dello sfruttamento di risorse naturali è politico.
Veramente io non sono perfettamente d'accordo sulla esclusività della politica.
Le soluzioni possibili al problema energetico sono in prima battuta di ordine fisico.
Ci sono cose che, pur lodevoli, non servono a molto; altre che servirebbero parecchio ma vengono considerate pericolose; altre che abbisognano di perfezionamenti per essere utili.
La politica si limita a scegliere se correre rischi o altro.
A margine, la politica ha lo scopo di distribuire in modo idoneo le risorse individuate nello step precedente.

Ben venga la discussione sull'EROEI e l'EPT (che sono sostanzialmente equivalenti) anche perchè ci sono parecchi punti oscuri sul come vengono valutati.

Ciao
Tersite
 
attendo con impazienza di sapere cosa si calcola nell EROI, e quanto incidono le voci che a me' interessano;
anche se credo impossibile che solamente con l' agricoltura si possa dare
autosufficenza energetica a uno stato ""COME L' ITALIA" ;
ma come vedi , intendo tra le righe che per altri stati, potrebbe essere un OTTIMA componente del sistema energetico nazionale....
solo per esempio kazakistan, tagikistan, e mandostan??

anche se sembra che c' e' chi non VEDE che la soluzione energetica dipende solo dalla politiche..... ORMAI SOLO politica economicha!!

quindi decisioni anche in merito alla POSSIBILE autosufficenza energetica della
FILIERA ALIMENTARE, e, gia sarebbe un enorme passo avanti!!

un consiglio: MANTENETE il baneficio del dubbio, perche se parliamo di quanto E' conosciuto e pubblicato, possiamo essere d'accordo, che le soluzioni siano "SCARSE" ( se efficaci non sarebbero pubblicate) ...
.MA, evidentemente gia' OGGI escludendo le proposte di PROG MEG....
, qualcosa di "top secret" certamente c e'!!
hallo
 
Forza ragazzi cerchiamo di collaborare, ho appena letto il post di tersite3 e vorrei puntualizzare che l' EROEI misura l'efficienza dell'investimento energetico, mentre EPT il ritorno economico energetico.. In poche parole con un esempio possiamo dire che se andiamo in banca a predere dei soldi in prestito L'EROI misura il nostro grado di solvibilità e l'ETP in quanto tempo siamo in grado di pagare il debito.
Mi impegno a contribuire ad una nuova discussione sulla storia della politica energetica, ma per favore limitiamoci a discussioni più scientifiche.
Il punto di forza della civiltà egizia era nell'unicità dei tre poteri: politico, religioso e scientifico (conoscenze). Che si incarnavano nella figura del faraone. La storia ha voluto che questi tre poteri si dividessero creando dei veri e propri conflitti in cui non è facile "raccapezzarcisi".
Puntualizzo a Ter che i dati per il calcolo dei suddetti indici provengono dall' “analisi di ciclo di vita” (Life cycle analysis, LCA) che è normato rigorosamente dall' ISO (Organizzazione Internazionale per la Standardizzazione).
Rimane ancora aperta la discussione sui due sistemi biodinamico e ufficiale si richiede la gentile partecipazione di tutti (hamm compreso).
Un saluto a tutti, a presto.
 
Vorrei ora fare il confronto tra il metodo biodinamico di valutazione della redditività energetica e quello ufficiale.
Il metodo ufficiale, come ben sapete, si basa su due indici: EROEI “Energy Return On Energy Investment” e EPT “Energy Payback Time”.

Attendiamo con ansia.
Tanto per mettere le mani avanti preciso che se mi ripresenti l'immarcescibile leggenda metropolitana, ampiamente smentita, ma apparentemente immortale, del fotovoltaico che "consuma più energia nella fase di produzione di quanta ne restituirà nella vita utile"... risponderò senza tante cerimonie!
L'EPT del FV cristallino è ormai inferiore ai 4 anni. Per il film sottile si scende anche sotto i 2 anni. Questo è un dato. Da qui in poi possiamo discutere di tutto. :)
 
Un caloroso ringraziamento a BE, ma non vorrei fare un soliloquio per poi essere frainteso o peggio ancora sbranato. Vorrei costruire un discorso logico insieme discutendo prima del metodo poi dei singoli sistemi messi a confronto.
L'EPT ci da delle indicazioni parziali, prendo per buono quanto affermi per il FV, ma ti informo che le biomasse erbacce hanno EPT inferiori ad 1 anno. Con ciò mi guarderei bene di affermare la loro superiorità solo per il valore di ETP.
Dimenticavo, devo chiedere i diritti di autore ad hamm che cita continuamente la mia frase in tutti i suoi post (ne sono onorato).
Un saluto a tutti, a prestissimo.
 
QUALI spese correnti per le coltivazioni??

QUALI spese correnti per le coltivazioni??

per quanto riguarda i diritti d"autore, possiamo incontrarci VOLENTIERI sul pane e salame....
quindi e' tua la frase??!!
per quanto riguarda lo scentifico, saro" pure fissato, ma non credo....
non vedo come si possa prendere in computo un sistema agricolo con spese per beni duraturi, come trattori pompe ecc e con spese correnti....
cosi come non capisco come si possa standandizzare il consumo energetico,
senza partire dal "consumo" di acqua, e,
questo MOLTO variabile qianto la provenienza della stessa H2O!!
un appezzamento che ha il livello di acqua in falda a 5 mt di profondita'
NON sara' mai uguale a uno con falda a 150mt....o sbaglio??
certo, la resa LORDA ad ettaro si puo" standardizzare;
ma non credo il SALDO NETTO positivo;
ma attendo....eventuali smentite!!
ciao
ps: CURIOSITA' da wiki le alghe monocellulari producono (trasformano)
la stessa quantita' di energia solare, dei pannelli fotovoltaici!!
circa il 7,5%; ma servono + i fosfati che ...
non solo azoto, come piu volte leggibile sul forum!!
ma, personalmente io sono per i pannelli....durevoli, e senza consumo...
 
Ultima modifica:
Ciao hamm vada per il pane e salame, che siano casarecci, ma per favore aggiungi il nome di Pallinof se non ti costa molto. Grazie.
Per rispondere alle tue domande ricordo i costi economici: mezzi tecnici, salari, quote ammortamento manutenzione e assicurazione, interessi passivi, beneficio fondiario.
Le spese correnti vanno sui mezzi tecnici, mentre per i trattori e pompe viene calcolata la quota ammortamento in base al prezzo di acquisto e la durata che viene addebitata annualmente.
Lo stesso calcolo economico può essere usato per l'energia trasformando i vari costi economici in costi energetici tramite LCA.
Un appezzamento con falda a 150 mt avrà dei costi energetici maggiori per l'irrigazione che verranno inserite nel capitolo forniture(acqua, elettricità, telefono, etc) nel conto mezzi tecnici.
Prima di passare ai conti specifici vorrei ancora discutere del metodo.
Un saluto a tutti, a presto.
 
Riassumiamo le formule:
Biodinamica R=(En/S)/T ovvero la reddittività è l'energia netta prodotta nell'unità di spazio in un intervallo di tempo.
EROEI=Ep/Eu cioè quante volte è grande il valore dell'energia prodotta rispetto a quella utilizzata per produrla.
EPT=Eu/(Ep/T) rispetto alla durata (T) dell'impianto quanti anni sono necessari per recuperare l'energia utilizzata.
La differenza evidente è che in biodinamica abbiamo una varabile in più che acquista in molti casi un valore limitante e che non è contemplata nelle altre due formule. Quale secondo voi????????????????????
Un saluto a tutti, a presto.
 
Si è proprio S (lo spazio, superficie, terreno) la varabile in più nella formula biodinamica.
Una variabile finita. Adesso permettetemi un esempio: il petrolio.
L'EROEI (Ep/Eu) del petrolio un secolo fa era molto alto (più di 100), ma con il passare del tempo aumentando i costi di estrazione si è notevolmente ridotto.
Allora anche la sua redditività ???????????????
No perchè anche l'EPT, cioè il tempo necessario per recuperare la spesa necessaria alla sua estrazione (allora molto modesta), era molto alto in mancanza di un mercato disposto ad acquistare tutta quella energia prodotta.
Il mercato al petrolio fu creato facendo leva sul bisogno primario dell'uomo: l'alimentazione cioè l'agricoltura. Il resto è storia comune.
Oggi EPT del petrolio è addirittura negativo, cioè viene venduto ancor prima di produrlo (estrarlo) e , alcuni sostengono che questi valori potrebbero giustificare economicamente forti riduzioni di EROEI, anche al di sotto di 1 (che significa spendere più energia di quella che si estrae).
La furmula biodinamica R = (En/S)/T ci dice che aumentando i costi di estrazione diminuisce l' energia netta (En), mentre aumentando lo sfruttamento dei pozzi diminuiscono le portate di greggio aumentando il tempo (P) necessario per produrre quantità costanti. Allora per aumentare la redditività è necessario aumentare la variabile S, in poche parole trovare altri giacimenti. Attenzione però: S è una variabile finita.
Spero di non annoiare.
Un cordiale saluto a tutti, a presto.
 
La nostra madre terra è un bene limitato, ma le centrali nucleari e i pannelli fotovoltaici li possiamo istallare anche sulla luna. Peccato il filo troppo lungo che rischierebbe di avvolgere la terra come un gomitolo di lana. Ma la tecnologia futura ci permetterà di trasferire corrente elettrica nello spazio, nel frattempo scaviamo buche per la biomassa in putrefazione che rischia di ammorbare e incendiare le nostre serate estive.
Ho l’impressione (anche da questo forum) che la politica energetica si stia orientando su strategie produttive basate sulle conoscenze della fisica (nucleare, FV, etc.) trascurando volutamente le biotecnologie. Si investono montagne di soldi alla ricerca di nanoparticelle che esistono solo sulla carta sperando di trovare una biacaneveparticella come panacea ai mali della nostra civiltà.
In natura ogni essere vivente ha la tendenza ad accumulare energia, cioè la capacità di produrre lavoro.
Sia nel mondo vegetale che animale c’è accumulo di energia in composti sempre più complessi: nei vegetali zuccheri, amido, cellulosa, lignina; negli animali zuccheri, acidi grassi, lipidi.
L’energia accumulata verrà liberata con diversa intensità a secondo del lavoro da svolgere (movimento, riproduzione, etc.).
Le dinamiche biologiche della specie non si discostano molto da quelle interne dell’organismo, basti pensare al risparmio di denaro come bisogno naturale del cittadino in una civiltà complessa.
Le antiche civiltà, come quella Egizia, traevano le loro conoscenze dall’osservazione del corpo (esterna ed interna), le loro tecnologie simulavano processi biologici naturali.
La piramide di Cheope è la dimostrazione dell’intensità del lavoro svolto. Lavoro inteso come la capacità di modificare lo spazio con blocchi di pietra per circa 5.000 anni.
Oggi dall’alto della nostra modernità continuiamo a porci la domanda: da dove traevano l’energia necessaria per compiere un così grande lavoro in un relativamente breve intervallo di tempo (l’archeologia ufficiale stima 20-70 anni)???????????????????
La risposta è nelle biotecnologie usate per concentrare l’energia prodotta dalle biomasse in composti in grado di rilasciarla in un brevissimo tempo per compiere straordinari lavori.
La fisica ci insegna che per raggiungere alte temperature dobbiamo bruciare grosse quantità di energia in un tempo breve.
Sarò più esplicito, questi erano i passaggi per l’acculo di energia: BIOMASSA, METANO, IDROGENO.
Un caloroso saluto a tutti.

"La nostra civiltà allattata dal petrolio, ha raggiunto l’età dello svezzamento, ora abbiamo bisogno di buoni pediatri per superare questa fase critica di sviluppo. " (Pallinof)
 
Facciamo così, Pallino: tu rispondi con precisione a queste domande e possiamo continuare seriamente ad accettare le tue teorie senza pensare che tu abbia dei problemi con la tua formazione scolastica di storia.

1) se gli egiziani facevano uso di gas naturale per i loro lavori, perché non vi sono tracce di serbatoi di stoccaggio?
2) Se le piramidi erano serbatoi di stoccaggio, come mai in rapporto alle loro dimensioni, essendo queste opere finite e non incomplete, le loro camere interne sono così piccole?
3) Paradosso: se le piramidi erano state concepite per stoccare il gas, e dovendo usarlo per costruirle (visto che non credi nelle leve e nella forza muscolare), DOVE ERA STOCCATO IL GAS PER FARE QUEL LAVORO CHE HA RICHIESTO DECENNI?
4) Se le piramidi erano serbatoi di stoccaggio per il gas, dove sono i resti della rete di distribuzione?
5) Gli archeologi non hanno dubbi: le piramidi sorgono su una immane necropoli. Perché creare dei sistemi a scopo industriale su un luogo sacro dedicato al riposo dei faraoni?
6) Stoccare il gas naturale partendo dalle semplici biomasse richiede un po' più dei serbatoi e basta? Dove sono i resti dei dispositivi che dovevano comprimere e liquefare il gas?
7) Complessivamente, trasportare il gas naturale richiede strutture di leghe metalliche trattate in modi speciali. Sapendo che in Egitto il rame era il metallo usato per gli scopi civili, e che il ferro era raro, cosa usavano gli egiziani?
8) Nella storia delle civiltà, la scoperta di una risorsa dalle applicazioni industriali finisce comunque per migliorare la civiltà stessa. Se i faraoni avevano potuto ordinare la costruzione delle piramidi, come mai non hanno pensato ad applicazioni militari, ad altre fortificazioni, ecc.?
9) come mai nei cartigli e nei geroglifici rimasti, non vi è traccia di alcuna macchina a vapore che sarebbe servita per la costruzione delle piramidi?
10) Recenti studi archeologici hanno dimostrato come una adeguata applicazione del sistema degli scavi possa sollevare facilmente un obelisco, e come l'uso delle leve e dell'acqua possa tagliare agevolmente un blocco di pietra (History Channel docet). Come mai non è stata trovata traccia dei motori a vapore egizi? Considerando poi che degli egiziani ci è rimasto un po' di tutto, dalle ciotole ai sarcofagi ai papiri e alle statue.
11) dai 20 ai 70 anni non sono un lasso di tempo davvero eccessivo per un popolo che ha avuto a disposizione un esercito di lavoratori, nessun sindacato a interferire e 24 ore al giorno di lavoro, se disponevano di sofisticate macchine per portare a termine l'impresa??
12) dove sono i resti delle fonderie o dei laboratori dove si fabbricavano le macchine che sfruttavano il calore del gas?

Siamo in democrazia e puoi decidere di non rispondere, ma a quel punto sapremo di che pasta sei fatto...
 
Ultima modifica:
Gli egizi liquefacevano il metano?!?

Ma come facevano?
Ricordo che: a pressione atmosferica il metano liquefa a -163°C. Altrimenti, la temperatura critica è -82°C, la pressione critica 4,64 MPa = 45,79 atm e il volume critico 0,0993 m^3/kmol.
Dati presi da "Termodinamica e Trasmissione del Calore" di Y. Çengel.
 
Per me pallino dirà che in realtà lo pompavano così com'era in tanti palloncini direttamente intubati ai biodigestori a cielo aperto. tanto, fantarcheologia per fantarcheologia..
 
gas di Brown

gas di Brown

Facciamo così, Pallino: tu rispondi con precisione a queste domande e possiamo continuare seriamente ad accettare le tue teorie senza pensare che tu abbia dei problemi con la tua formazione scolastica di storia.

Non ho nessun problema ad affermare che le mie conoscenze della civiltà egizia sono molto frammentarie, ma la conoscenza delle dinamiche biologiche dell'energia mi ha portato a queste conclusioni. La scrittura e le rappresentazioni egizie sono simboliche e rapprentano animali, oggetti, parti del corpo umano, etc, in modo molto esplicito. Un tempo mi sono interessato del linguaggio simbolico espresso attraverso le associazioni tra i simboli e sono convinto che gli Egizi abbiano lasciato più testimonianze delle loro biotecnoligie di quello che noi pensiamo.


1) se gli egiziani facevano uso di gas naturale per i loro lavori, perché non vi sono tracce di serbatoi di stoccaggio?

La risposta l'hai gia data nella seconda domanda.

2) Se le piramidi erano serbatoi di stoccaggio, come mai in rapporto alle loro dimensioni, essendo queste opere finite e non incomplete, le loro camere interne sono così piccole?

Le piramidi non erano semplici serbatoi di stoccaggio, ma servivano per la purificazione del biogas e trasformazione in miscela ossigeno idrogeno (gas di Brown).

3) Paradosso: se le piramidi erano state concepite per stoccare il gas, e dovendo usarlo per costruirle (visto che non credi nelle leve e nella forza muscolare), DOVE ERA STOCCATO IL GAS PER FARE QUEL LAVORO CHE HA RICHIESTO DECENNI?

Dalle notizie che ho posso dire che l'epoca delle piramidi ha avuto una evoluzione di migliaia di anni passando da costruzioni con materiali come mattoni di argilla a calcare, granito e diorite cambiando dimensione. Ciò sicuramente dovuto alla maggiore disponibilità di energia che aumentava anche il rendimento.

4) Se le piramidi erano serbatoi di stoccaggio per il gas, dove sono i resti della rete di distribuzione?

Questa domanda è abbastanza semplice il rame veniva usato insieme a contenitori di argilla e altri materiali come la diorite (ho trovato bellissime raffigurazioni)

5) Gli archeologi non hanno dubbi: le piramidi sorgono su una immane necropoli. Perché creare dei sistemi a scopo industriale su un luogo sacro dedicato al riposo dei faraoni?

Non mi risulta questa teoria. Ritrovamenti di tombe con relativo sarcofago sono stati ritrovati a centinaia nella valle dei re nascoste a diversi metri di profondità senza illuminazione e pieni di affreschi bellissimi. Permettimi se rispondo con una domanda:" Quale sistema di illuminazione usavano gli artigiani che hanno affrescato queste tombe non avendo trovato sulle pareti tracce di combustione di materiali legnosi o fossili?????"

6) Stoccare il gas naturale partendo dalle semplici biomasse richiede un po' più dei serbatoi e basta? Dove sono i resti dei dispositivi che dovevano comprimere e liquefare il gas?

Io credo che le piramidi permettevano di raggiugere condizioni ottimali di pressione e temperature l'energia veniva fornita dalla corrente dell'acqua del Nilo. Erodoto dice esplicitamente che la piramide di Cheope cominicava con le acque del Nilo.

7) Complessivamente, trasportare il gas naturale richiede strutture di leghe metalliche trattate in modi speciali. Sapendo che in Egitto il rame era il metallo usato per gli scopi civili, e che il ferro era raro, cosa usavano gli egiziani?

Anche oggi usiamo le tubature di rame per il metano e il gas di Brown è molto piu stabile e sicuro dell'idrogeno puro.

8) Nella storia delle civiltà, la scoperta di una risorsa dalle applicazioni industriali finisce comunque per migliorare la civiltà stessa. Se i faraoni avevano potuto ordinare la costruzione delle piramidi, come mai non hanno pensato ad applicazioni militari, ad altre fortificazioni, ecc.?

Le applicazioni militari servono per conquistare terreni. Sono necessarie in civiltà dove lo sfuttamento intensivo delle risorze naturali imponeva l'espansione (Rn=En/S)/T.

9) come mai nei cartigli e nei geroglifici rimasti, non vi è traccia di alcuna macchina a vapore che sarebbe servita per la costruzione delle piramidi?

Ho gia detto in precedenza di aver trivato delle bellissime foto che presto aggiugerò al mio blog.

10) Recenti studi archeologici hanno dimostrato come una adeguata applicazione del sistema degli scavi possa sollevare facilmente un obelisco, e come l'uso delle leve e dell'acqua possa tagliare agevolmente un blocco di pietra (History Channel docet). Come mai non è stata trovata traccia dei motori a vapore egizi? Considerando poi che degli egiziani ci è rimasto un po' di tutto, dalle ciotole ai sarcofagi ai papiri e alle statue.

Anch'io ho visto delle ricostruzioni, ma credo che siano assurde per il fatto che richiedevano strutture mastodontiche energeticamente non economiche rispetto agli obbiettivi dichiarati ufficialmente.

11) dai 20 ai 70 anni non sono un lasso di tempo davvero eccessivo per un popolo che ha avuto a disposizione un esercito di lavoratori, nessun sindacato a interferire e 24 ore al giorno di lavoro, se disponevano di sofisticate macchine per portare a termine l'impresa??

Il popolo egizio non conosceva la schiavitù e quindi neppure il sindacato. La scoperta dei villaggi dove abitavano gli artigiani con le loro famiglie non sono di dimensioni tali da giustificare un numero così elevato di manovalanza.

12) dove sono i resti delle fonderie o dei laboratori dove si fabbricavano le macchine che sfruttavano il calore del gas?

Sono trascorsi migliaia di anni e numerosi saccheggi. Quello che oggi possiamo ammirare è l'incredibile lavoro compiuto dallo sfruttamento di energia rinnovabile che le condizioni climatiche di quella particolare zona metteva a disposizione di una civiltà ricca di conoscenze.

Siamo in democrazia e puoi decidere di non rispondere, ma a quel punto sapremo di che pasta sei fatto...

Grazie per le interessanti domande che mi hanno permesso di meditare su alcune questioni che richiedono ancora una lucida e approfondita indagine.

Un cordiale saluto, a presto.
"La nostra civiltà allattata dal petrolio, ha raggiunto l’età dello svezzamento, ora abbiamo bisogno di buoni pediatri per superare questa fase critica di sviluppo. " (Pallinof)
 
Quindi una prima conclusione possiamo postarla senza tema di smentite: non ne sai abbastanza e stai spacciando conclusioni personali difendendole come verità rivelata. OK, hai un'opinione, ma da qui a ostentare una simile sicurezza ne passa. Modestia, figliolo, modestia.

"Le piramidi non erano semplici serbatoi di stoccaggio, ma servivano per la purificazione del biogas e trasformazione in miscela ossigeno idrogeno"
Uh, e sapresti anche dire come tale processo avveniva?

"Dalle notizie che ho posso dire che l'epoca delle piramidi ha avuto una evoluzione di migliaia di anni passando da costruzioni con materiali come mattoni di argilla a calcare, granito e diorite cambiando dimensione. Ciò sicuramente dovuto alla maggiore disponibilità di energia che aumentava anche il rendimento."
Pallino, per favore! La costruzione di una singola piramide non rcihiedeva migliaia di anni, quindi stai platealmente svicolando. Inoltre, i materiali rocciosi lavorati NON sono adatti per lo stoccaggio di gas liquefatto. Fanno ovviamente eccezione le falde sotterranee, ma perché il suolo intorno alla 'bolla' di gas è roccia compressa e compatta ad altissima pressione.

"Questa domanda è abbastanza semplice il rame veniva usato insieme a contenitori di argilla e altri materiali come la diorite"
OK, diciamo che hai ragione: dove sono le tracce di tubature?

"Quale sistema di illuminazione usavano gli artigiani che hanno affrescato queste tombe non avendo trovato sulle pareti tracce di combustione di materiali legnosi o fossili?????"
1) i luoghi di sepoltura dei faraoni erano sacri, normalmente isolati e accessibili ai soli sacerdoti e 2) venivano tenuti accuratamente puliti dopo ogni passaggio degli stessi.

"Io credo che le piramidi permettevano di raggiugere condizioni ottimali di pressione e temperature l'energia veniva fornita dalla corrente dell'acqua del Nilo. Erodoto dice esplicitamente che la piramide di Cheope cominicava con le acque del Nilo."
Credi male, perché eludi la domanda: come si portava il gas alla pressione necessaria? La piramide di cheope poteva comunicare con l'oceano per quanto ci riguarda, ma pompare gas in una struttura richiede una tecnologia tutta sua. E non ce ne sono tracce.

"Anche oggi usiamo le tubature di rame per il metano e il gas di Brown è molto piu stabile e sicuro dell'idrogeno puro."
Rispondo con questa citazione: "Dopo altri tre anni di esperimenti Brown intuì il modo per mescolare idrogeno e ossigeno nelle medesime quantità senza causare esplosioni. Fece dunque passare questi due gas attraverso un beccuccio accendendoli con un sigaro acceso. Il risultato fu una fiamma quasi incolore che emetteva una temperatura di circa 130°C. Passandoci sopra il braccio poteva non ustionarsi. Passandogli sopra una barra di tungsteno, che ha una temperatura di fusione a 3.000 °C, questa vaporizza. Gli fu dato il nome di gas di Brown."
Ora, non ci vuole un genio per capire che dietro anche quel semplice esperimento c'è una precisa evoluzione tecnologica, senza considerare che il tungsteno era ancora meno disponibile in egitto del ferro. Quindi, cercando di essere preciso, come facevano gli egiziani ad ottenere il gas di brown?

"Le applicazioni militari servono per conquistare terreni. Sono necessarie in civiltà dove lo sfuttamento intensivo delle risorze naturali imponeva l'espansione"
Dall'antico regno al tardo regno, cioè nell'arco di millenni, l'Egitto si E' espanso. Poteva farlo con armi formidabili, e invece continuò a farlo con mezzi primitivi. I cinesi, per canto loro, quando scoprirono la polvere da sparo, non esitarono a usarla come supporto per i loro eserciti.

"Anch'io ho visto delle ricostruzioni, ma credo che siano assurde per il fatto che richiedevano strutture mastodontiche energeticamente non economiche rispetto agli obbiettivi dichiarati ufficialmente."
Innanzitutto, devi studiarti qualche principio base di economia. i faraoni potevano non essere degli schiavisti, ma se volevano un lavoro fatto, lo ottenevano perché potevano chiederlo, e spenderci anche un'oscenità di soldi, visto che perlopiù rispondevano a loro stessi e non al popolo. Inoltre, ripassati anche un po' di politica: a quei tempi, non era necessario essere al limite delle risorse per conquistare un'altra terra.

"Il popolo egizio non conosceva la schiavitù e quindi neppure il sindacato. La scoperta dei villaggi dove abitavano gli artigiani con le loro famiglie non sono di dimensioni tali da giustificare un numero così elevato di manovalanza."
Se ci fosse stata la schiavitù, il sindacato non sarebbe neppure esistito, per tua informazione. Quanti ai villaggi scoperti, si tratta di resti, e non è affatto da escludere che sopra i vecchi villaggi, nell'arco dei MILLENNI passati dalla costruzione delle piramidi fino al tardo regno, sia stato ampiamente ricostruito. E comunque, hai eluso di nuovo la domanda: come mai ci hanno messo costì tanto tempo per costruire le piramidi quando con la forza delle macchine a vapore potevano come minimo dimezzare i tempi?

"Sono trascorsi migliaia di anni e numerosi saccheggi. Quello che oggi possiamo ammirare è l'incredibile lavoro compiuto dallo sfruttamento di energia rinnovabile che le condizioni climatiche di quella particolare zona metteva a disposizione di una civiltà ricca di conoscenze."
Ohh, e quasi non speravo che dessi questa risposta: basta vedere i resti ed è chiaro che c'era chissà che prodigio nel mezzo, e convenientemente non è rimasto niente PROPRIO delle apparecchiature che avrebbero dato agli egizi un vantaggio tecnologico inarrivabile. Certo, guardiamo il mondo dallo spazio ed è chiaro che la vita può esserci solo grazie ad un intervento divino, a che serve una sciocchezza come lo studio scientifico?
E poi, scusami tanto: OK, ci furono i saccheggi e OK, il rogo della Biblioteca di Alessandria non aiutò, ma occorsero MILLENNI perché i romani finalmente arrivassero e conquistassero l'Egitto. Vuoi dire che arrivarono e depredarono tutto così sistematicamente? Possibile, ma allora c'è da spiegare come mai neppure fra i romani c'è traccia di citazioni di macchine a vapore egiziane. E visto che i Romani stessi non si sarebbero fatto scrupolo di adottare quella tecnologia, come mai non ve ne è traccia nei loro documenti? E ancora: certo, l'Egitto per alcuni periodi è stato un paese diviso dalle lotte dei suoi nobili, ma come mai proprio in occasione di queste lotte intestine ne' loro ne' il faraone hanno fatto uso del gas come arma? Senza contare un fattore ANCOR PIU' rilevante: disponendo del potere delle macchine, perché non sono state usate per migliorare lo sfruttamento agricolo e il traffico navale? Di fatto, usando il vapore per costruire le piramidi, gli egiziani avevano imparato i principi della mobilità.

Infine, la maggiore fallacità delle tue idee è che ignori che nell''antichità' non c'erano solo i figli del Nilo, ma ALTRI popoli che si resero protagonisti di imprese edili titaniche:
Gli aztechi costruirono le loro piramidi con l'ausilio del gas naturale?
I romani fecero lo stesso?
La grande muraglia, l'opera edile più grande del mondo?
Se vuoi essere coerente, a questo punto DEVI dire qui e ora che queste genti lavorarono con fonti di energia speciali perché la forza dei muscoli e delle leve non era lontanamente sufficiente. E subito dopo devi imbastire (raccomando un 3D a parte) una esposizione del come ci riuscivano.
 
Stato
Discussione chiusa ad ulteriori risposte.

ULTIMI MESSAGGI

Sezioni in Evidenza

Fotovoltaico Aspetti Tecnici, Bancari e Legislazione Isolamento, insuflaggi e Cappotti Tecniche e materiali per l'efficienza termica Riscaldamento e Raffrescamento Soluzioni a Legna, Pellet e Pompe di Calore Ossidroelettrico La nuova fonte di energia dall'infrarosso

Tags + Popolari

Stai usando un browser non aggiornato. Potresti non visualizzare correttamente questo o altri siti web.
Dovreste aggiornare o usare un browser alternativo.

Indietro
Top Bottom