CITAZIONE (viggio24 @ 7/10/2005, 10:47)
Volendo fare una semplificazione, e cioe' che le famiglie e i condomini si sono orientati sui tagli < 20 kW mentre le imprese "non fotovoltaiche" (cioe' tutte quelle aziende
che in pratica hanno la possibilita' di sfruttare il capannone e scaricare l'IVA..., quindi non imprenditori tout-court del fotovoltaico) su quelli > 20 kW e < 50 kW, possiamo costruire la seguente tabella:
N. DOMANDE POTENZA POT. MEDIA
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FAMIGLIE 1912 14.2 MW 7.5kW
AZIENDE 1042 47.7 MW 47.5kW
In pratica le aziende hanno esaurito circa il 70% della richiesta. A scapito di quelli, come me, che per puro "spirito ecologico" avevano in mente di fare un impiantino da 1,5 kWp
(a scanso di equivoci: chi si e' fatto due calcoli finanziari avra' dedotto che la vera convenienza economica del conto energia era per impianti > 10kW, per impianti piu' piccoli si
andava praticamente in pareggio).
Fossi il ministero, nell'eventualita' si decidesse ora di mettere in gioco gli altri 200MW previsti dallla legge, cercherei di riservare almeno 50 MW agli impianti < 20 kW.
Saluti
Carlo
Devo esser sincero... il successo del Conto Energia a questo livello non lo avevo immaginato.
Qualche tempo fa avevo immaginato che in Italia un probabile (allora) "conto energia" avrebbe funzionato su impianti grossi, questo perchè la famiglia media italiana le sue "disponibilità" deve metterle su altri conti (comprare la casa) piuttosto che su investimenti sull'energia rinnovabile. A parte naturalmente i più interessati alla sostenibilità ambientale e ai giovani che sono più interessati ad un futuro sostenibile.
Gli italiani sono invece molto interessati all'energia elettrica verde, tanto che in un sondaggio di opinione l'ABACUS (nota azienda di indagini statistiche) aveva evidenziato che il 25% degli italiani pagherebbero fino a 10 euro in più al mese se avessero la certezza di utilizzare elettricità proveniente da fonte rinnovabile.
Ora abbiamo il conto energia e in parte si è visto che gli investimenti vengono fatti con un conto economico ponderato che attrae chi ha parecchie disponibilità, magari aziende di servizi che possono investire in impianti di produzione di energia.
Questo è il mercato, questa è la realtà. Sul fatto che i piccoli impianti non siano stati facilitati ho una discordanza, infatti a ben pensare, ai 0,445 euro va aggiunto lo scambio sul posto che equivale alla fine ad altri 0,19, 0,22 cent (0,635;0,665). Un'incremento di circa il 50% del contributo in più...
Quindi, tutti i promotori dell'energia rinnovabile non possono che rallegrarsi del successo ed auspicare che ai successivi 200 Mw vengano aggiunte ulteriori trance, magari con una corretta gestione politica degli incentivi...
Ricordo, per evitare fraintendimenti, che la gestione politica dal mio punto di vista, è l'azione di condurre amministrativamente uno stato verso il raggiungimento di fini considerati utili dalla maggior parte delle persone che ne formano la società.
f
Edited by FernandoFast - 7/10/2005, 11:39