Mappe del vento - Atlante eolico


CITAZIONE
Gli incentivi vengono prelevati dalla quota A3 delle bollette, e la paghiamo dal 1991, solo che adesso questi soldi vanno alle rinnovabili e non ale fonti "assimilabili". Quindi nessun danno all'economia, se non ci siamo lamentati quando questi fondi andavano agli inceneritori non vedo perchè dobbiamo farlo adesso.​

Guarda non voglio sembrare pignolo, ma qualche conoscenza di macroeconomia ce l'ho e ti dico che secondo me sbagli.

Prelevare una quota dalle bollette significa alzare il prelievo fiscale complessivo. E' niente meno che una tassa. "Tassa etica" è il nome che si dà di solito a queste iniziative.
E la componente A3 è aumentata parecchio nell'ultimo periodo, soprattutto nel periodo in cui i giornali amici degli amici (Repubblica in primis) titolavano a caratteri cubitali "GIU' IL PREZZO DELL'ENERGIA" (Dicembre 2006 e Marzo 2007).

Il tutto impoverisce il sistema italia, perchè i pannelli sono costruiti all'estero. Il risultato che ottieni è prelevare forzosamente dei soldi dalle tasche dei cittadini e trasferirli in Giappone/Corea.

A questo punto dovrei tenere una pseudo lezione sul perchè aumentare le importazioni significa contrarre un debito DEL PEGGIOR TIPO, ovvero un debito con paesi esteri, ben diverso dal debito pubblico così come lo conosciamo (che è un debito che lo stato ha contratto con gli italiani stessi).
E' una mossa che praticamente (scusate la finezza) mette i testicoli del paese sotto una pressa e consegna l'interuttore ad altri.

E' il motivo per cui l'Iraq è stato spianato e l'Iran rischia.

Morale: una iniziativa governativa che ha come risultato l'aumento delle importazioni è una clamorosa pedata nei maroni di noi tutti. E non faccio distinguo su questo. Il primo pecorone fu Matteoli.

Il top l'ha lanciato Pecoraro qualche giorno fa dicendo che "L'obiettivo è l'obbligo del fotovoltaico sulle nuove costruzioni come in Giappone".
Qualcuno gli spieghi che incentivare il fotovoltaico per le industrie giapponesi ha lo stesso effetto che incentivare la rottamazione ha sulla FIAT.

Immaginate che domani i giapponesi incentivino il grana padano. Rende l'idea di che deficienti ci governino.
 
come ho detto oltre al conto energia esistono anche contributi regionali e provinciali (in parte a fondo perduto in parte a tasso agevolato) per costruire impianti fotovoltaici e eolici.
I moduli possono essere anche costruiti all'estero ma molte ditte che li vendono (come concessionarie) sono italiane e danno lavoro a molti italiani. Io come ripeto sono per lo sviluppo delle fonti rinnovabili ed alternative ( questo permetterà di aver prezzi più bassi degli impianti se diffusi capillarmente e anche soldi per migliore le prestazioni dei pannelli con materiali alternativi al silicio). Ma mi sembra che dal nulla di pochi anni fa, ci sia ora come una corsa all'oro, dove tutti, esperti del settore o no, partecipano. E chi deve vigilare sulla bontà dei progetti come al solito, chiuda un occhio se non due !!
 
Sull'eolico i soldi li devi cacciare da solo. O prenderli in banca.
Avere un qualsiasi contributo pubblico ti esclude dai nuovi incentivi.
 
Non penso che pagare per questa tassa meno di 2 euro al mese a testa sia così tragico, visti i benefici ambientali e quindi sociali che ne potremo trarre.
Per il resto, il paragone con il grana padano e il linguaggio grottesco, c'è poco da commentare.
 
Sono oltre 3 miliardi di euro all'anno con i consumi 2006.
Abbastanza da riportare se abolita il prezzo dell'energia ai livelli del 2004, quando il petrolio stava a 40 dollari.

In un momento in cui ci sarebbe bisogno di una bella iniezione di liquidi e l'industria italiana arranca, QUESTO sarebbe un provvedimento saggio.

P.S. il linguaggio lo usa come paravento per non rispondere nel merito chi non ha più argomenti. Ne prendo atto.
 
se sono aumentate a dismisura le richieste per campi eolici (quindi non il minieolico di casa) non credo che sia per fare un favore all'ambiente, visto che come ripeto le zone idonee a ospitare tali "campi" sono limitate in Italia
 
ESEMPIO

In arrivo 50 milioni di euro per 31 imprese regionali
Num Proponente Tipologia impianto

1 Antares Energy Srl (Na) Cogenerazione da Biomasse
2 Antares Energy Srl (Na) Cogenerazione da Biomasse
3 Antares Energy Srl (Na) Cogenerazione da Biomasse
4 Antares Energy Srl (Na) Cogenerazione da Biomasse
5 Antares Energy Srl (Na) Cogenerazione da Biomasse
6 Antares Energy Srl (Na) Cogenerazione da Biomasse
7 Co.Ma.Sa. Sas (Na) Produzione da Biomasse Legnose
8 Energethic Srl (Na) Produzione da Biomasse Legnose
9 Natural Energy Srl (Sa) Produzione da Biomasse Legnose
10 Cea Consorzio energie
alternative Scarl (Av) Produzione da Biogas da biomassa
11 Bionola Energia Soc
Consortile a rl (Sa) Cogenerazione da Biogas da reflui
12 Faber Srl (Na) Cogenerazione da Biogas da reflui
13 Faber Srl (Na) Cogenerazione da Biogas da reflui
14 I.Gi. Srl (Av) Produzione da Altre biomasse:
Oli vegetali
15 Co.Gen.Bio. Società
Consortile a rl (Bn) Cogenarazione da Biogas da reflui
16 Montecorvino
Biogas Srl (Sa) Cogenarazione da Biogas da reflui
17 World Wind Energy
Holding Srl (Na) Produzione Eolica
18 Idrocalabra Srl (Sa) Produzione Idroelettrica
19 La Marchesa
Bio Energy Srl (Av) Cogenerazioneda Biogas da reflui
20 Biopower Srl (Na) Produzione da Biomasse Legnose
21 Proteg Spa (Na) Cogenerazione da Grassi Animali - Oli vegetali
22 Casa di Cura Padre Cogenerazione da Altre biomasse:
Annibale di Francia (Na) Oli vegetali
23 Ecobioenergy Srl (Av) Cogenerazioneda Biogas da reflui
24 Daunia Wind Srl (Ce) Produzione Eolica
25 Oil Electric Spa (Ce) Produzione da Altre biomasse:
Grassi Animali
26 Rummo Spa Molino
e Pastificio (Bn) Cogenerazione da Metano
27 Accornero Spa (Ce) Produzione Eolica
28 Exls Srl (Ce) Cogenerazione da Altre biomasse: Oli vegetali
29 Immobiliare Vacanze Produzione Idroelettrica
30 Snie Spa Produzione Idroelettrica
31 Macro Energy Cogenerazione da Altre biomasse:
Power Srl Oli vegetali

Le 31 aziende finanziate in base alla misura 1.12 del Por Campania, azioni a e c, ottengono contributi complessivi per 50 milioni di euro. Tra le aziende agevolate, il gruppo Antares Energy Srl, ottiene fondi per sei progetti di cogenerazioni da biomasse legnose, per impianti da aprire in provincia di Napoli

19-01-2007
 
CITAZIONE (metodico @ 4/1/2008, 14:16)
ESEMPIO

In arrivo 50 milioni di euro per 31 imprese regionali
Num Proponente Tipologia impianto
................................
Le 31 aziende finanziate in base alla misura 1.12 del Por Campania, azioni a e c, ottengono contributi complessivi per 50 milioni di euro. Tra le aziende agevolate, il gruppo Antares Energy Srl, ottiene fondi per sei progetti di cogenerazioni da biomasse legnose, per impianti da aprire in provincia di Napoli

19-01-2007​

Se fossimo alla "settimana enigmistica" il titolo sarebbe : "senza parole"


CITAZIONE (metodico @ 4/1/2008, 14:00)
se sono aumentate a dismisura le richieste per campi eolici (quindi non il minieolico di casa) non credo che sia per fare un favore all'ambiente, visto che come ripeto le zone idonee a ospitare tali "campi" sono limitate in Italia​

Personalmete, pur essendo favorevole all'eolico, ritengo i grossi campi eolici estremamente brutti ed antiestetici mentre piu' idonee al nostro Paese sono piccole centrali di 3 o 4 aerogeneratori (con torri di media taglia).
Ci sono molti siti di questo tipo che possono essere adeguatamente sfruttati senza deturpare troppo.
car.boni
 
esiste un "atlante eolico dell'Italia" allora in base alle potenzialità dei venti si dovrebbe optare per una o per l'altra soluzione. Basta non creare impianti che non servono e non rendono economicamente parlando.
Ma la mia preoccupazione è che si creeranno invece delle "cattedrali nel deserto" inutilizzate come è successo e succede per Ospedali, carceri, industrie ..miliardi per costruirli e poi abbandonarli !!
 
CITAZIONE (metodico @ 6/1/2008, 13:51)
esiste un "atlante eolico dell'Italia" allora in base alle potenzialità dei venti si dovrebbe optare per una o per l'altra soluzione. Basta non creare impianti che non servono e non rendono economicamente parlando.
Ma la mia preoccupazione è che si creeranno invece delle "cattedrali nel deserto" inutilizzate come è successo e succede per Ospedali, carceri, industrie ..miliardi per costruirli e poi abbandonarli !!​

l' "atlante eolico" da una indicazione di massima (molto di massima) e nn puntuale.
Il vento va misurato con campagne di almeno un anno e quando una societa' seria decide d'investire in questo settore, dopo le elaborazione e certificazione dei dati raccolti, ci pensa nn una ma cento volte prima di partire con il progetto finale.
Questo per dire che le "cattedrali nel deserto" si realizzano quando nn ci sono le condizioni di cui sopra.
Per cio' che concerne il minieolico nn ho esperienza sufficiente ma lo considero una valida alternativa per la risoluzione di problemi specifici e particolari (baita in montagna ecc) e nn per farne dei campi.
Altro aspetto negativo per il minieolico e' il rapporto costi/benefici che e' improponibile almeno per quelle che conosco io.
car,boni
 
CITAZIONE (car.boni @ 6/1/2008, 20:34)
1) Altro aspetto negativo per il minieolico e' il rapporto costi/benefici che e' improponibile almeno per quelle che conosco io.

2) l' "atlante eolico" da una indicazione di massima (molto di massima) e nn puntuale.
car,boni​

1)Con la tariffa omnicomprensiva a 0,30 €/kWh la situazione non è affatto improponibile. Ho avuto la fortuna di pranzare poche settimane fa con il fondatore di Jonica-Impianti, e si parlava proprio dell'impulso che avrebbe dato alla filiera mini-eolica l'arrivo di questa benedetta tariffa. Staremo a vedere

2) Per quanto riguarda l'atlante eolico hai perfettamente ragione:
la griglia utilizzata nel modello di calcolo se non ricordo male utilizza celle di lato pari a 1 [kmq]......se le celle fossero diciamo un pò più "elementari" l'indagine anemometrica acquisirebbe minore rilevanza. Ad oggi è indispensabile ma credo lo sarà ancora a lungo.

Buona serata
Ale
 
CITAZIONE (alessandro74 @ 6/1/2008, 21:01)
1) Altro aspetto negativo per il minieolico e' il rapporto costi/benefici che e' improponibile almeno per quelle che conosco io.​

Ciao,
nn volevo fare nomi di aziende di mini eolico ma quello che intendo per mini e' la tipologia tipo Ropatec o Wndside mentre i generatori della Jonica Impianti li considero un gradino piu' in alto e concordo con Te sulla loro maggior convenienza grazie ai nuovi incentivi.
Buonaserata anche a Te
car.boni
 
ma io parlavo di "campi eolici" di grosse dimensioni dove gli investimenti sono di centiania di euro !! e qui che ci vedo la speculazione!
 
CITAZIONE (metodico @ 8/1/2008, 13:25)
ma io parlavo di "campi eolici" di grosse dimensioni dove gli investimenti sono di centiania di euro !! e qui che ci vedo la speculazione!​

Buonasera,
il discorso s'e' allargato anche al mini in quanto ci sono molte correnti di pensiero che ipotizzano campi eolici di grosse dimensioni anche in questo settore.
Torno a ripetere un concetto espresso in precedenza e, consentimelo, anche per una certa esperienza maturata in materia.
Quando una societa' privata decide di studiare la fattibilita' di un piccolo campo eolico (aggiungerei piccolo nn per un discorso di risparmio o mancanza di fondi ma di rispetto della natura e delle "viste") si "imbarca" in un iter lungo, pieno d'insidie ma soprattutto costoso.
Posso garantire, senza timore di essere smentito, che la suddetta societa' qualora riuscisse ad arrivare alle concessioni avrebbe nn poche perplessita' e rimuginamenti se realizzare o meno l'impianto.
Forse le speculazioni a cui Tu fai riferimento avvengono quando i promotori godono di finanziamenti e favori particolari ma in tutti gli altri casi, credimi, e solo sudore e fatica.
Come detto in precedenza sono favorevole all' eolico, come al FV, ma in modo corretto, rispettoso e soprattutto utile a tutti e nn approvo di certo la realizzazione di impianti con 30 e piu' torri anche se per il promotore cambia dal giorno alla notte rispetto all' installazione di solo 3 torri. Credimi nn e' invidia.
car.boni
 
Scusate vorrei una delucidazione:
la mappa del Cesi perimetra le aree di interesse eolico, questo e' sufficente per la normativa a ritenerle idonee e quindi le procedure per i permessi sono piu' rapide o non e' cosi'???

Poi esistono delle mappe piu' dettagliate del territorio anche realizzate da hobbisti per esempio gli appassionati di meteorologia con stazione che in Italia sono moltissimi???


Grazie mille
Ciao
 
CITAZIONE (Spaziozero @ 15/1/2008, 09:41)
la mappa del Cesi perimetra le aree di interesse eolico, questo e' sufficente per la normativa a ritenerle idonee e quindi le procedure per i permessi sono piu' rapide o non e' cosi'???

Poi esistono delle mappe piu' dettagliate del territorio anche realizzate da hobbisti per esempio gli appassionati di meteorologia con stazione che in Italia sono moltissimi???​

Ciao,
le mappe eoliche identificano in modo "grossolano" le zone ventose, non sono sinonimo di concessione automatica e nn tengono conto delle numerevoli zone a vincoli ( SIC, ZPS, parchi, oasi ecc) di cui l' Italia e' piena.
Esistono "carte digitali" del Ministero che individuano tali zone nelle quali e' diffciile, se nn impossibile, l'inserimento di generatori eolici.
E' vero che in Italia sono attive molte stazioni private di appasionati meteorologici ma molte (il numero maggiore) nn sono situate in posizioni idonee atte a definire con precisione la ventosita' di un sito.
Una campagna anemometrica di almeno un anno resta il miglior indicatore.
car.boni
 
CITAZIONE (car.boni @ 15/1/2008, 20:31)
CITAZIONE (Spaziozero @ 15/1/2008, 09:41)
la mappa del Cesi perimetra le aree di interesse eolico, questo e' sufficente per la normativa a ritenerle idonee e quindi le procedure per i permessi sono piu' rapide o non e' cosi'???

Poi esistono delle mappe piu' dettagliate del territorio anche realizzate da hobbisti per esempio gli appassionati di meteorologia con stazione che in Italia sono moltissimi???​

Ciao,
le mappe eoliche identificano in modo "grossolano" le zone ventose, non sono sinonimo di concessione automatica e nn tengono conto delle numerevoli zone a vincoli ( SIC, ZPS, parchi, oasi ecc) di cui l' Italia e' piena.
Esistono "carte digitali" del Ministero che individuano tali zone nelle quali e' diffciile, se nn impossibile, l'inserimento di generatori eolici.
E' vero che in Italia sono attive molte stazioni private di appasionati meteorologici ma molte (il numero maggiore) nn sono situate in posizioni idonee atte a definire con precisione la ventosita' di un sito.
Una campagna anemometrica di almeno un anno resta il miglior indicatore.
car.boni​

Inoltre, per ottenere un finanziamento bancario per poter affrontare le spese di realizzazione di un impianto è necessaria una campagna anemometrica certificata...il che richiede dei parametri molto restrittivi...non si può piazzare l'anemometro in cima a un palo e dire che lì c'è vento.
 
CITAZIONE (Barin20 @ 16/1/2008, 09:45)
Inoltre, per ottenere un finanziamento bancario per poter affrontare le spese di realizzazione di un impianto è necessaria una campagna anemometrica certificata...il che richiede dei parametri molto restrittivi...non si può piazzare l'anemometro in cima a un palo e dire che lì c'è vento.​

Ciao,
ovviamente. Ho ommesso questa precisazione perche' esulava dalla domanda fatta.
Per la campagna anemometrica, con torri da 30, 40 mt e/o oltre, e' indispensabile appoggiarsi a societa' (sono poche e quelle "serie" si contano su poche dita di una mano) che lo fanno di mestiere e che per certificarti i dati raccolti certificano anche l'avvenuta installazione della stazione anemometrica con test d funzionamento degli strumenti e quant'altro.
Questo comunque nn e' sufficiente per "parlare" con una banca, serve anche l'elaborazione e la storicizzazione dei dati.
Ma siamo solo all'inizio del percorso. La somma di queste operazioni (raccolta dati,elaborazione e storicizzazione)e' complessa e molto onerosa e, mi ripeto, fin tanto che nn c'e' la cantierabilita' dell'impianto e' un' operazione estremamente rischiosa con chance che nn vanno al di la' del gioco del lotto o del "pari e dispari".
Concludo con un commento del tutto personale : in Italia si seguono molto le mode e le possibilita' di fare soldi facendo poco. Concetto quanto mai sbagliato e senza senso. Queste sono attivita' imprenditoriali che hanno bisogno di capacita', studi, "spalle larghe" e nn vanno considerate come delle conquiste che ognuno puo' e deve fare. Cio' che dico nn vuole escludere a priori nessuno ma solo far riflettere sui problemi che si devono affrontare in una scelta di questo tipo ed essere pronti a delle delusioni (anche cocenti).
car.boni
 
infatti non vorrei che per l'autorizzazione a realizzare "campi eolici" valgano molti di più le "referenze politiche" di quelle ..ambientali !!
 

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