NUOVA BOZZA MAP + integr. VERDI


Vipsolar fotovoltaico

CITAZIONE (fcattaneo @ 30/10/2006, 17:50)
Il vecchio CE era sicuramente buono ma il nuovo ne migliora gli aspetti piu' controversi ; tra i quali :

- Fine dell' incenitivazione dei grossi impianti ( assurdita' promuovere le 'centrai fotovoltaiche' dato che questa tecnologia non'e' assolutamente adatta ad un concetto centralizzato della produzione ma bensi e' adatta al concetto di distribuzione della produzione.
( parlo naturamente di inadeguatezza dal punto di vista tecnico... perche' economicamente era adattisimo a favorire speculazioni. )

- Fine del tetto annuo incentivabile,

- Riduzione della tariffa incentivante ( che era francamente esagerata )

- semplificazione autorizzativa.

Per quanto riguarda il presunto ruolo positivo degli imprenditori nei confronti del Fv, ti posso assicurare che dalle mie parti l'imprenditore medio e' come sempre, attento a fare investimenti solo con rientro a 3 anni al massimo oppure a farsi finanziare il nuovo SUV appena uscito da una nuova Tremonti...

F.​

Sono totalmente d'accordo sulla semplificazione autorizzativa
:D


Le "centrali" non le promuoveva nemmeno il vecchio CE. La distribuzione della produzione è proprio rappresentata dagli impianti medi come sono quelli tra 20 e 100 Kwp. Comunque il vecchio CE ha incentivato discretamente questa fascia (prima o poi scalando la lista qualcuno che ci mette la fideiussione vedrai che si trova
:P
) e non ci credo ancora che il nuovo taglierà questa possibilità. Lo chiedono i verdi, ma vedremo.

La fine del tetto annuo senza la contemporanea fine del tetto massimo non sono convinto sia una gran cosa. Speriamo che ci dicano "liberi tutti", ma chissà perchè ci credo poco. Ad ogni buon conto io sono già con la domanda pronta, manca solo la data.

Per la tariffa... vedremo.

La solfa dell'imprenditore ladro, evasore e amico di Tremonti è talmente stupida che ormai ha stufato e rischia risposte "taglienti". Non la commento.

Ciao
:)
 
CITAZIONE
- Riduzione della tariffa incentivante ( che era francamente esagerata )​

Esagerata ???? guarda in Germania quant'e' ( 0,56€ a kwh)

CITAZIONE
Per quanto riguarda il presunto ruolo positivo degli imprenditori nei confronti del Fv, ti posso assicurare che dalle mie parti l'imprenditore medio e' come sempre, attento a fare investimenti solo con rientro a 3 anni al massimo oppure a farsi finanziare il nuovo SUV appena uscito da una nuova Tremonti...​

dalle mie parti invece l'imprenditore compra il (o la) Cayenne anche a rate e a cambiali aggiungendo rosso al rosso in banca e se ne frega se non fattura una cippa ....

tanto il peggio e' per le banche !!!! (che se lo meritano)
e' piu' facile che vi diano i soldi per un Cayenne che per un'impianto fotovoltaico.

morale : ma dove vogliamo andare ... !!!! altro che pessimismo ( e fastidio) se continua cosi' altro che SUV .....

leggetevi anche sta roba...

Rapporto shock: economia mondiale minacciata dai cambiamenti climatici.......

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4...ulesView=Libero

Sentiamo il prof. F.B. come la pensa ... e' una bufala PURE questa ???

lui ci direbbe ... Non e' una pubblicazione ufficiale (e chi e' l'ufficiale) e pertanto non vale nulla ..
e' un riempi giornale come tanta altra "trash fatalista". (almeno credo)

sentiamo...
 
Benissimo.... o malissimo.....
ammesso che sia vero (io comunque continuo a stimare anche Kary Mullis, che aveva idee ben precise sul global warming, e anche il Prof. F.B.), non è detto che dedicare risorse al fotovoltaico sia la scelta migliore.
A mio avviso sarebbe meglio investire i soldi per fare centrali a ciclo combinato, teleriscaldamento e microcogenerazione, ma non voglio scatenare un putiferio perchè non è questo l'argomento di discussione e perchè quella fotovoltaica è in ogni caso una gran bella tecnologia.

Meno belli (senza polemiche specifiche) sono gli interventi che, un po' abbagliati dal disprezzo dei SUV e dagli imprenditori dipinti spesso come senza cervello (per carità, nessuno è esente da colpe ma se non fosse per gli imprenditori il fotovoltaico del Conto Energia resterebbe probabilmente confinato alle piccole installazioni da condominio...), perdono un po' di vista il topic di discussione...

Non credo che i Ministri leggano il nostro FORUM, ma mi piace pensare che, se così fosse, qualcuno possa realmente convincersi della grande stupidaggine connessa alla penalizzazione degli impianti su terra.
Per quanto riguarda gli impianti su terra, lo ripeto, esistono dati inconfutabili e numerosi articoli scientifici prodotti in tutto il mondo che dimostrano l'equivalenza (se non il vantaggio) di installazioni fotovoltaiche su terreno rispetto a quelle su tetto.

Spero infine che eventuali Ministri o affini che facessero un giretto da queste parti si convincessero che con tariffe sotto i 40-42 il conto energia chiude...
Basta rifare i calcoli ben sviluppati da numerosi amici del FORUM e...
...ecco che ci si rende conto che sotto una certa soglia il C.E. resta solo per pochi buoni samaritani...
gli altri investiranno altrove..
Saluti,

GB Energy
 
Cari amici,

a chi dice che la tariffa incentivante precedente era esagerata ricordo che i rendimenti per il NORD, su impianti domestici, erano attorno al 3-4%, molto simili a dei BOT attuali.

Il tempo di recupero era di circa 16-17 anni e quindi al limite del periodo incentivante.

Qualcosa di meglio se uno lo installa al SUD (12-13 anni) ma niente di che diventare ricchi. Se poi si guarda quante difficoltà e ritardi si stanno incontrando direi che la tariffa era equa.

Andrea
 
Ciao a tutti,

Penso che la CE debba servire a diminuire l'inquinamento partendo dal basso cioè dalle famiglie.
Se uno deve speculare su queste cose ha sbagliato settore.
Il futuro non è per niente roseo xcui se uno ha la possibilità di dare un contributo x un futuro più pulito ben venga.
Da quel poco che ho capito i soldi investiti vengono recuperati e per quanto mi riguarda basta.
Tutti noi abbiamo i soldi x comprare una macchina che dopo pochi anni non vale niente e ha inquinato un sacco.
 
Francabis,

personalmente condivido in pieno il tuo ragionamento. D'altronde credo che non più del 2% alla fine ragiona come te.

Le mie insistenze su un calcolo preciso dei rendimenti sono a vantaggio di coloro che sono un pò meno idealisti e giustamente desiderano capire se è un investimento alternativo sicuro e ragionevolmente redditizio ma talvolta vengono tratti in inganno da calcoli approssimativi e troppo favorevoli (Cirio, Parmalat-like).

Andrea

P.S.
L'esempio della macchina è perfetto.
 
Io invece credo che i ragionamenti, tipo quelli di Francabis, tesi a semplificare un po' troppo le cose sono quelli che fanno più male al conto energia:
non stiamo parlando di semplicità francescana tipo fratello sole e sorella luna, stiamo parlando di energia, finanza e, soprattutto, del futuro energetico del nostro paese!
Detto che
1 non c'è niente di male o disponesto a realizzare un seppur minimo guadagno imprenditoriale realizzando un campo fotovoltaico (le economie che demonizzano il profitto ormai trovano spazio solo in Corea del Nord e (forse) a Cuba); desidero specificare che non sono un imprenditore ma uno che prova a fare ricerca sul solare per 2 denari bucati al mese...
2 gli impianti su terreno sono scientificamente, ripeto scientificamente migliori di quelli su tetto. Posso al limite concedere che siano equivalenti, sicuramente non inferiori. Posso fornirvi almeno 20 autorevoli riferimenti di letteratura.
Per il resto il
"partire dalle famiglie",
il "se uno deve speculare su queste cose ha sbagliato settore"
sono ragionamenti davvero molto semplicistici e del tutto retorici.
Fissato il rispetto per le opinioni di tutti, bisogna a mio avviso rispettare anche le risultanze delle indagini sperimentali di chi fa ricerca, il secondo principio della termodinamica "non parte dal basso, non parte dalle famiglie..."
se ragioniamo in una logica neopauperistica di fratello sole e sorella luna, sprechiamo le poche risorse disponibili e addio conto energia, addio fotovoltaico addio benefici.
Ripeto, fermo il rispetto per le opinioni di tutti, cerchiamo di tenere la retorica fuori dalla discussione e se proprio vogliamo trovare uno slogan suggerisco:
"meno comitati antiSUV, meno lotta di classe, più fotovoltaico".
Buonanotte,

GB Energy
 
GB Energy,

non capisco perchè lo danneggiano.
'Il partire dalle famiglie' è un concetto interessante al di là del francescano, visto che le famiglie si confrontano mediamente con un costo di energia marginale da 0.13-0.30 kWh ed anche economicamente possono rientrare in un investimento in FV prima di un imprenditore.
Come francabis, ed altri, hanno talvolta la cultura dell'accontentarsi' anche di un ragionevole 2-3-4% di rendimento economico e quindi più facilmente sono disposti ad investire.

Certamente il concetto non crea al momento adepti di massa, ma tant'è il CE non ho i numeri per un adesione di massa.

Circa l'impianto sul terreno o meno, gradirei la letteratura di cui parli.

Ad impressione un risparmio energetico nelle due soluzioni mi sembra un problema di secondo ordine rispetto alla ancora difficile affermazione delle rinnovabili e dell'FV in particolare.

Certamente grande impianto è in un ottica di ottimizzazione, salvo poi concentrare risorse su pochi soggetti. Ma l'occupazione del terreno è un aspetto negativo.

Educativamente e socialmente, se non tecnicamente, anche una distribuzione capillare va in qualche modo preservata, se non altro perchè la tariffa A3 la paghiamo capillarmente tutti.

Ad ogni modo non sempre terreno significa grande impianto ed ottimizzazione risorse tecnico/economiche, Allego una foto a proposito (1.2 MW),e se uno pensa a grandi impianti è meglio partire prima da lì.

http://www.solar-fabrik.com/fileadmin/user...Lidl_presse.jpg

Andrea
 
Se posso intervenire, mi pare che vi stiate avviando verso la classica discussione politica all'italiana, in cui si tende ad estremizzare i concetti per allontanarsi dalla sostanza reale del discorso.
In altri termini, si sta aprendo una diatriba: "fv giusto solo per piccoli impianti - vs - fv giusto solo per grandi impianti", con aspetti socioeconomici che richiamano tendenze politiche di varia natura e campagne d'idealizzazione a supporto di questa o quella tesi.
Ora, in realtà il CE, questo CE, che costituisce l'argomento del thread, non mi pare sbilanciato (ferme restando le incertezze attuali sull'effettivo valore delle tariffe) verso le piccole piuttosto che le grandi potenze: dunque é equo, e non mi pare vi siano dei presupposti per strillare al furto della componente A3 dei poveri cittadini.
Rimane sì un problema: il FV é caro, troppo caro per poter costituire oggi la soluzione contro il problema dell'inquinamento e/o energetico. I MW che si installeranno - ai costi attuali - da qui a cinque anni saranno ben poca cosa in termini di avanzamento contro il fulmineo degrado ambientale del pianeta cui pare stiamo andando incontro.
Pertanto, e qui sta il mio pensiero, la vostra diatriba appare come una puntata televisiva di varietà politico: nella realtà nè il CE può essere per diritto una forma di arricchimento del privato (piccolo o grande che sia) a scapito della collettività, nè può trascurare valutazioni economiche ed energetiche fondamentali, in base alle quali sono più redditizi i grossi impianti dei piccoli. Un compromesso, la cui equità si fonderà alla fine solo su quelle cifre che ci sono ancora ignote.
Ricordo, infine, che:
- poco, pochissimo si fa in questo Paese per finanziare la ricerca. Qui potrebbero (e teoricamente dovrebbero anche) convergere parte dei fondi cip6 per intraprendere la strada del FV per (quasi) tutti senza bisogno di incentivi;
- la mentalità dei più é tale da far ritenere che, producendo in proprio l'energia di cui si ha bisogno, si può avere il diritto di mantenere inalterati i propri consumi, se non addirittura di aumentarli. Questo é ovviamente un fattore deprecabile che di fatto annienta (sul paino culturale e non solo) l'effetto positivo sull'ambiente del FV;
Per cui, se pensiamo all'ambiente, la prima azione, alla portata di tutti, é sicuramente quella di ridurre i consumi (vedi: An Inconvenient Truth, http://www.climatecrisis.net/).
Se pensiamo allo sviluppo del FV, dovremmo smetterla "di farci del male": di incentivi al momento ce ne sono abbastanza per tutti e non c'é bisogno di incominciare una guerra "tra poveri"
;)
.
Buona giornata a tutti
:)
,

Niki
 
QUOTE (neo-niki @ 1/11/2006, 10:26)
- la mentalità dei più é tale da far ritenere che, producendo in proprio l'energia di cui si ha bisogno, si può avere il diritto di mantenere inalterati i propri consumi, se non addirittura di aumentarli. Questo é ovviamente un fattore deprecabile che di fatto annienta (sul paino culturale e non solo) l'effetto positivo sull'ambiente del FV;​

Premesso che stiamo discutendo su semplici ipotesi e occorrerà fare le giuste valutazioni a decreto rinnovato...
la discussione si è un pò focalizzata su un punto, quello della scelta di penalizzare le installazioni a terra. Per alcuni è una furbata ecologicamente, socialmente e eticamente parlando. Ma sospetto che il motivo vero che sta dietro queste posizioni è che se si danno meno soldi agli "speculatori" (molto fra virgolette) ne resta di più per chi a rischiare troppo non ci sta e si "accontenta" di farsi il tetto a spese della comunità. Dandosi pure una bella verniciata di francescanesimo ecologista. Tutti noi abbiamo i soldi per comprare l'auto che non rende niente e ha inquinato un sacco. Splendido, allora abbiamo anche la scelta, eticamente correttissima, di rinunciare all'auto e installare il FV sul tetto senza invocare l'aiuto della comunità.. o mi sfugge qualcosa?

In quello che dice neo-niki c'è una grande verità. Il meccanismo dello scambio sul posto porta a massimizzare il consumo elettrico visto che la tariffa è tarata sui consumi effettvi. Questo porterà a trasferire sul consumo elettrico tutti i consumi (e fin qui nulla di male anzi) ma è anche, ovviamente, un disincentivo a azioni di risparmio casalingo. A mio parere non è un gran danno, finchè la produzione resta superiore al consumo è comunque una famiglia che di fatto non pesa sui consumi nazionali, però certo non mi pare eticamente in linea con la sbandierata mentalità di "sobrietà" energetica.
Inoltre il CE riservato ai tetti dei privati taglierebbe fuori chi il tetto non lo ha. In diverse località si stanno proponendo anche dei "condomini fotovoltaici" proprio per permettere a tutti di accedere, per quota, a questa possibilità. Ci sono è vero moltissimi capannoni industriali utilizzabili, ma anche una installazione a terra è utile.

Ripeto, ottima la semplificazione di ogni procedura burocratica, accettabile l'eliminazione dei tetti annuali, specie se associata anche all'eliminazione del tetto complessivo, da valutare attentamente la riduzione delle tariffe (che è ancora molto vaga). Giudizio del tutto negativo ad un'eventuale esagerata incentivazione delle installazioni dei privati a scapito delle installazioni professionali.

E se poi la preocupazione di molti sulla diminuzione dell'inquinamento a partire dalle famiglie è sincera lancio una provocazione: a prescindere dal CE come vedreste un meccanismo (fiscale, tariffario o altro) che porti a "penalizzare" gradualmente, ma progressivamente gli utilizzatori privati che non producono (in proprio o in condominio FV) una percentuale stabilita da FER?
Chessò il 10% nel 2008 da incrementare del 5% ogni anno? Si creerebbe una forte domanda continua di FV, si ridurrebbe l'inquinamento, si incentiverebbe comunque il risparmio, si soddisferebbero gli ecoentusiasti senza alcuna spesa per lo stato e il sistema produttivo. E qualcuno facendo due conti farebbe anche a meno dell'auto
:)
 
Ho letto con molto attenzione i vostri posts.
A mansoldo in particolare voglio dire che personalmente giudico benissimo le installazioni familiari magari integrate dal punto di vista architettonico.ù
Conosco anche molto bene il caso della Solarkraftwerk in Dingolfing di cui allego la foto:

Quello che sto sostenendo nei miei posts è che non è vero che queste installazioni siano da preferire a quelle su terra perchè migliori dal punto di vista ambientale.
Per quanto riguarda i riferimenti allego una piccola lista di "references":

[1] Wilson R., Young A. (1999) ‘The Embodied Energy Payback Period of Photovoltaic Installations Applied to Buildings in the U.K’. Building and Environment, Vol. 31, No. 4, pp. 299-305.
[2] Masini A., Frankl P. (2002) ‘Forecasting diffusion of photovoltaic systems in southern Europe: a learning curve approach’. Technological Forecasting & Social Change, Vol. 70, pp. 39-65.
[3] Frankl P. (2001) ‘Life cycle assessment of renewables: present issues, future outlook and implications for the calculation of external costs’. Proceedings of the workshop: ‘Externalities and Energy Policy: The Life Cycle Analysis Approach’, issued by the Nuclear Energy Agency, Organization for economic co-operation and development, Paris, France, 15-16 November.
[4] Alsema E.A. (1998) ‘Energy requirements of thin film solar cell modules, a review’. Renewable and Sustainable Energy Reviews, Vol. 2, pp. 276-304.
[5] Alsema E.A. (1998) ‘Energy requirements and CO2 mitigation potential of PV systems’. Proceedings of BNL/NREL workshop: “PV and the Environment 1998”, Keystone, CO, USA, 23-24 July.
[6] Alsema E.A., Frankl P., Kato K. (1998) ‘Energy pay-back time of photovoltaic systems: present status and prospects’. Proceedings of the 2nd World Conference on Photovoltaic Solar Energy Conversion, Vienna, 6-10 July.
[7] Knapp K. and Jester T. (2001) ‘Empirical investigation of the energy payback time for photovoltaic modules’. Solar Energy Vol. 71, No. 3, pp. 165-172.
[8] Keoleian G.A., Lewis G. M. (2003) ‘Modelling the life cycle energy and environmental performance of amorphous silicon BIPV roofing in the US’. Renewable Energy, Vol. 28, pp. 271–293.
[9] International Energy Agency-Photovoltaic Power Systems Programme, Compared assessment of selected environmental indicators of photovoltaic electricity in OECD cities, 2006.

Prendiamo uno qualunque di questi riferimenti.
Vita utile 20 anni.
Ipotizziamo pure di avere dei tetti disegnati in modo sensazionale (tilt 32° azimut 0°) e confrontiamo:
1 impianto su terra da 48 kW
16 impianti su terra da 3 kW

Solo considerando il BOS si vede che gli impianti su terreno sono più environmental friendly, d'accordo sui 20 anni la differenza è molto contenuta, ma ripeto, io NON sono contro le installazioni integrate, ma sono ANCHE a favore delle installazioni su terreno e non vedo una singola buona ragione per scoraggiare le seconde.
L'unico argomento che mi verrebbe in mente a sfavore dei grandi impianti (terreno o compertura piana) e la seguentei: n un meccanismo contingentato dinnanzi alla presentazione di molti impainti da 50 kW, le famiglie sarebbero sfavorite e questo non sarebbe molto giusto dato che la tariffa A3 viene pagata da tutti.
Così infatti è stato con il vecchio CE che ha visto molti piccoli impianti idonei ma non concessionati per esaurimento potenza legata alla presentazione di domande da 50 kW.
Ma nel nuovo regime che sarà di fatto non contingentato non sarà così e non vedo una singola buona ragione per scagliarsi contro i poveri impianti su terreno.
La storia dell'occupazione di suolo che potrebbe essere invece dedicato all'agricoltura è un'altra favoletta. Nessuno può realmente pensare che tutti i m2 della nostra penisola siano potenzialmente adatti per fare grano, pomodoro o olive...

Per quanto riguarda il post di neo-niki, desidero dire che io non ho sposato nessuna posizione "politica": sono un tecnico non un politico.
Proprio per questo trovo particolarmente odiosa la tendenza di una certa categoria di persona e dividere il modo tra buoni e cattivi o, come dice Kundera, tra migliori e cattivi.
E' vero, considero molto negativamente il tentativo di speculazione di chi, a marzo, ha presentato montagne di progetti che non verranno mai realizzati escludendo tante persone di buona volontà, ma trovo anche molto negativo il pensiero che chi investe nel fotovoltaico nell'ottica di guadagnare, commetta un atto moralmente deprecabile.
Sul Corriere della Sera di oggi si trova un interessante articolo...molti grandi investitori stanno entrando pesantemente nel settore delle rinnovabili.
Questo non fa male alle FER, anzi fa bene, da ossigeno, capitali che possono poi essere reinvestiti nella ricerca.
Per quale motivo dovremmo guardare male questo fenomeno? Non è obiettivo di tutti quello di incrementeare il più possibile la diffusione delle FER? Creare un mercato e magari finalmente abbassare i costi di impianto?
Viceversa restieremo sempre ancorati al vecchio sistema di mamma stato che da gli incentivi una tantum.
La politica qui non c'entra nulla.
e lascerei fuori anche l'etica con le crociate contro gli imprenditori cattivi e le SUV, caspita non è un FORUM di Indymedia!
Il secondo principio non guarda se uno ha il SUV o va in biciletta.
Si conosce l'obiettivo: la diffusione del fotovoltaico.
Bene.
Qui si tratta di capire, e questo se non sbaglio è il topic del thread, quale sia la migliore forma di incentivazione e di fornire motivazioni a supporto della stessa.
Ha anche ragione Brighting Eyes...si vedono girare delle bozze..inutile preoccuparsi troppo di quello che succederà e fasciarsi la testa prima di (speriamo di no) rompersela...
Dico anche...
Non si sa mai...se qualche politico dovesse dare un'occhiata da queste parti...
Speriamo!
Saluti
GB Energy
 
Secondo me c'è un problema di fondo sugli impianti che non prevedono lo scambio sul posto e che quindi rappresentano un'iniziativa imprenditoriale. Essendo incentivato con una voce della bolletta elettrica sarebbe giusto che più utenti possibili possano accedere a questo beneficio in modo da redistribuirlo fra tutti e l'impianto a terra ha la caratteristica della rendita finanziaria più che dell'iniziativa imprenditoriale.
Dal punto di vista economico la diffusione di tanti piccoli impianti è forse meno vantaggiosa rispetto agli impianti a terra, ma offre certamente ricadute occupazionali e produttive maggiori e soprattutto non occupa altro territorio.
Secondo me non si tratta tanto di terreno tolto all'agricoltura, ma di un'ulteriore impermeabilizzazione, di un impatto paesaggistico e anche di trasporto dell'energia.
Credo che gli impianti debbano essere sviluppati il più possibile su situazioni di autoconsumo, quindi gli impianti di media taglia dovrebbero essere realizzati sui capannoni, magari dalle ESCO.
Il settore non ha bisogno secondo me di altri profittatori che una volta seminato il "grano" attendano pazientemente il raccolto.
Detto questo finchè non c'è il decreto stiamo solo a muovere l'aria.
 
Tutto molto ragionevole quello che dice Snapdozier.
Sull'incremento dell'impermeabilizzazione con gli impianti su terra ho qualche dubbio, certo, se uno sotto ci mette dell'asfalto...
ma ci sono soluzioni intermedie he garantiscono un ruscellamento limitato, mettendo terreno drenante tra una stringa e l'altra a ricoprimento delle fondazioni.
Ecco, su questo punto il Decreto potrebbe imporre un regolamento a chi realizza impianti su terreno.
Saluti
 
CITAZIONE (snapdozier @ 1/11/2006, 16:58)
Dal punto di vista economico la diffusione di tanti piccoli impianti è forse meno vantaggiosa rispetto agli impianti a terra,​

Gli impianti a terra FV di grossa taglia sono un non-senso dal punto di vista tecnico, viceversa la diffusione capillare di tanti piccoli produttori pone proprio dei vantaggi dato che vengono a meno le perdite di trasmissione dell energia.

L'unico aspetto positivo che avrebbe un impianto a terra e' quello di offrire la possibilita' di orientare i pannelli nel modo ottimale ma questo vantaggio e' esiguo dato che la produzione annua in KWH risente veramente poco dell'orientamento.
Si pensi che un orientamento di +- 40 gradi rispetto al SUD permette una riduzione massima del 5 per cento rispetto all'orientamento ottimale.
Un grosso impianto a terra ottimamente orientato perde piu' del 5 per cento nella trasmissione di energia in media tensione rispetto agli analoghi casalinghi che possono godere dello scambio sul posto.

Il nuovo CE non è contro gli impianti di grossa taglia bensi è contro gli impianti a terra.... e questo è un bene.. ricordiamoci che è meglio utilizzare i terreni incolti per produrre biomasse a scopo energetico ( vedi la produzione di colza pro biodiesel ecc. ecc. ).

Con tutti i tetti liberi che ci sono perche usare i terreni ?


F.
 
Questo può essere vero se uno cede molte energia alla rete.
Ma questa opzione è comunque già sfavorita dal fatto che il Soggetto Responsabile, se cede all'esterno, si vede pagata da Acquirente Unico l'energia a 9,5 cent, se autoconsuma la stessa energia risparmia i 12-15 cent necessari per l'acquisto.
Anche nei piccoli impianti l'energia elettrica prende spesso la strada della rete ed è sottoposta alle stesse perdite per effetto Joule ed eventualmente trasformazione .
Questo succede tutte le volte che la potenza in output dal campo FV supera la domanda di potenza dell'utenza.

La considerazione di FCattaneo è comunque ragionevole per grandi impianti (se si intendono centinaia di kW): le perdite di trasmissione possono essere davvero importanti se paragonate a piccole installazioni caratterizzate da potenza del picco comunque inferiori alla domanda di potenza dell'utenza.

Riconosco che questo potrebbe essere un argomento contro gli impianti a terra.

In ogni caso esisterebbe già il meccanismo che incentiva ad utilizzare l'elettricità in loco per soddisfare il proprio fabbisogno, meccanismo che ho descritto ad inizio post.

Non tutti gli impianti a terra nascono poi per cedere solo energia alla rete.
Sono infatti progettista di un impianto su terra da 50 kW dedicato proprio ad una palazzina uffici con domanda media di potenza di 30 kW.
In questo caso ben poca energia elettrica prenderà la strada della rete...
Saluti
 
Con tutta la fame di energia che c'è penso che ci sia spazio per entrambi i tipi di installazione. La preoccupazione del legislatore e nostra dovrebbe indirrizzarsi verso l'effettiva realizzazione degli impianti. Infatti ad oggi non mi risulta siano stati realizzati un granchè di impianti sia per la lentezza del sistema bancario ad adeguarsi a questo tipo di finanziamenti sia per la lentezza del gse che a quanto pare non ha ancora sborsato ancora un euro di incentivi. A tale proposito vorrei ricordarvi che nel frattempo che noi discutiamo se gli impianti devono stare a terra o sui tetti il gettito proveniente dalla tariffa A3 viene canalizzato verso altre energie rinnnovabili nelle mani dei soliti grossi gruppi energetici (vedi report), ed ecco svelato il mistero delle migliaia di pratiche presentate a marzo e che hanno di fatto bloccato il settore!!!!
 

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