Oxhy Unboxing - Video versione Integrale


Non che sia segno di verità se passa per la Radio Televisione Italiana ,ma comunque se a qualcuno potesse interessare .... ▬ "Sabato prossimo, 5 aprile, su RAI 1 alle 13.30, andrà in onda un servizio su OXHY nella trasmissione “TGR Mezzogiorno Italia”. Mezzogiorno Italia è un viaggio della Tgr nel Sud Italia per scoprire aspetti, problematiche, volti e storie poco conosciuti. Un incontro con il sud che è cambiato e che sta cambiando.
Si tratta del servizio fatto qualche giorno fa dal giornalista Ettore De Lorenzo. Il servizio si potrà poi visionare su RAI PLAY tra i servizi presenti in questa pagina:
www.rainews.it/tgr/rubriche/mezzogiornoitalia " ▬
 
Ciao a tutti,
scusate il ritardo ma sono giorni complicati.

Segnalo che il white paper è stato corretto, riporto qui il testo aggiornato ma ovviamente lo trovate direttamente on line nel doc ufficiale:

Miniaturizzando il sistema a 1mm^3, se, come da teoria e osservazioni finora raccolte, ogni cella continuasse a dare 1 microWatt, avremmo 1000 microWatt (in 1 cm^3). In tal caso, se l'efficienza fosse del 100% avremmo 500 microWatt al mm^3. Da qui l’obiettivo di arrivare ad una efficienza del 30%, che vorrebbe dire avere circa 170 microW al mm^3.

pero guarda che fra luce solare e ir non vi è differenza salvo la frequenza…e l’energia del fotone dell’onda è SOLO funzione della frequenza..più è alta e più energia abbiamo..e siccome frequenza IR è bassa, proprio per questo abbiamo poca energia da raccogliere.
Insomma..la quantità di energia nella frequenza IR che ci circonda temo sia pochina..dato che mi pare ci si debba concentrare nel range fra 1 e 99 gradi.

Attenzione a non confondere l'energia che fornisce l'infrarosso con l'energia estraibile dal sistema... ovviamente le 2 cose sono strettamente correlate (come per il FV) ma NON coincidono.
L'energia la fornisce l'elettrone ed è la solita sia per il FV che per oxhy.
Semplicemente cambia la frequenza necessaria a rendere disponibile l'elettrone da estrarre... per l'oxhy un range dell'infrarosso.
Ma poi l'energia la da il passaggio di elettroni non direttamente l'infrarosso! (che come dici giustamente tu è meno energetico).
Quindi alla fine la densità energetica potenzialmente estraibile risulta alta. Come spiegato con calcoli nel white paper è centinaia di volte maggiore a quanto estratto ora.

Poi vedremo solo nella pratica... ma la teoria ci da parecchio margine doi miglioramento.

Confermo che (guarda caso dopo pochi giorni dal nostro video...:spettacolo:), anche la RAI si è interessata alla oxhy e sarà trasmesso NON il 5 ma il 12 aprile alle ore 13:30 su “TGR Mezzogiorno Italia” e poi on line su http://www.rainews.it/tgr/rubriche/mezzogiornoitalia

Ciao!
 
Ma poi l'energia la da il passaggio di elettroni non direttamente l'infrarosso! (che come dici giustamente tu è meno energetico).
Quindi alla fine la densità energetica potenzialmente estraibile risulta alta. Come spiegato con calcoli nel white paper è centinaia di volte maggiore a quanto estratto ora

Mah..aldilà della correzione dell’errore di calcolo ( ma come é.possibile che così tante persone che hanno rivisto , immagino, quel,documento, anche con esperienza universitaria, non veda un errore di conto da terza media?) , per me restano errori di concetto.

1) l’energia che si può intercettare è, quella che fluisce da un corpo che la emette verso un corpo più freddo che la riceve (o meglio , che ne riemette una quantità inferiore di quella che riceve)

2) nella frequenza del visibile , il sole emette nelle migliori condizioni circa 1000 w al m2 (al netto delle perdite per attraversare atmosfera terrestre) per cui quella è la “benzina” disponibile. Col pannello fv ne ricaviamo 200 W in EE..cioè resa 20%

3) la “benzina” che si pretende di sfruttare in questo nuovo caso è l’energia che la,Terra emette ..verso ogni direzione…quando si dice che siamo “immersi” in un brodo di IR che ci circonda in ogni direzione. Vero che è così, ma la potenza di tale fenomeno é di circa 40 W al,m2..cioè circa il 4% dell’altra.

4) se fossimo in grado di arrivare d una resa simile , un pannello di 1 m2 erogherebbe 8W..una quantità davvero esigua che renderebbe antieconomico il tentativo di raccoglierla….salvo specifiche necessità di avere una micro-generazione in condizioni di “buio”.

5) l’Idea poi che tale generazione si possa “moltiplicare” per un certo spessore , giustificandolo col fatto che la radiazione IR è penetrante , è errata. La potenza della radiazione che fluisce su una superficie (W al m2 appunto) è sempre e solo quella (i famosi 40 W di prima). Se io la “imbriglio” e la “sfrutto” nel primo mm di spessore grazie alla mia “cella” , significa che tale radiazione “esaurisce” la sua energia in quella fase e non potrà “passare dietro”. Se infatti “passa dietro”, significa solo che non é stata sfruttata prima…in tutto o in parte.

6) dunque se la cella funziona, non potrà emettere sia energia elettrica E contemporaneamente restituire anche la STESSA quantità di energia IR che ha ricevuto..altrimenti violeremmo le leggi della Fisica. Dunque se ne restituisce “dietro” una parte, significa solo che è inefficiente, cioè ha trasformato solo UNA PARTE del potenziale che ha intercettato. Ma questo, ripeto, non significa che QUEL potenziale (dello stretto più esterno) possa “riproporsi” negli strati sottostanti, moltiplicando “al cubo” i conteggi dell’energia estraibile..che sono sempre e solo i 40W al m2

7) ovviamente se esistono altre fonti rispetto all’energia emessa dalla Terra verso lo siderale spazio siderale (40 W al m2), allora il 40 potrebbe essere anche superiore…ad esempio la potenza IR emessa da un pannello fv a 60 gradi in pieno sole è.certo maggiore. Possiamo immaginare che se cade 1000 W di radiazione su 1 m2 e ne estraiamo 200 in EE, ci restano 800 W di radiazione visibile che vengono trasformati e riemessi dal pannello come IR.

8) però tale condizione poi vale solo se abbiamo il sole , solo se abbiamo il pannello fv nero, è solo se abbiamo 1000w in arrivo.

9) ma qualora si abbiano IR emessi da fonti a 90 o più gradi, è certamente più efficienti convertirli in EE o lavoro utile in altri modi…oggi disponibili.



Insomma…francamente quel lavoro lo trovo davvero poco convincente.
Anche dando per buono il meccanismo di generazione…e non lo sto affermando..dato che non mi pare ci sia una peer review ..trovo i conteggi dell’energia potenzialmente agredibili, assai lacunosi e a tratti imbarazzanti (ad esempio quando si passa da energia a m2 a m3..su cui non hai ancora sviluppato i passaggi matematici)
E direi che servirà più energia per fare il pannello che quella che se ne potrà ricavare…se idea è esporre pannello “alla luna” (o meglio “alla,Terra” che è unica fonte continua di IR)
 
Guarda Marcober, non sarò certo io a convincerti di niente... i fatti parleranno da soli (in parte già lo fanno).
Unica specifica che ti faccio (ma capisco che non hai visto il video,,,, e guardalo se vuoi approfondire davvero), è che questo sistema sarà utilizzato come energy harvesting su calore a bassa temperatura oggi buttato via perchè, come dici anche tu, troppo basso per i sistemi conosciuti attualmente e che quindi rendono non conveniente il recupero.

La oxhycell lo renderà conveniente, facile e modulare. Quindi l'infrarosso non viene preso dalla temperatura ambiente ma preso da eccessi di calore non sfruttati. E avoglia a produrre Corrente elettrica!

Poi per tutti i dati e forme e spessori che potrà avere il sistema.... per ora questo è quanto disponibile e divulgabile. Per il resto devi attendere qualche mese.

Comunque se ascolti l'intervista sentirai anche che il primo approccio sarà non del pacchetto oxhycell da solo ma accoppiato con un sistema ORC che gestirà il calore da inviare al oxhy... ovviamente la cella ha dei limiti legati alle alte temperature che farebbero comunque evaporare l'acqua... quindi il calore va gestito entro dei range ideali dove la cella può dare il massimo anche in termini di durata e affidabilità.
 
3) la “benzina” che si pretende di sfruttare in questo nuovo caso è l’energia che la,Terra emette ..verso ogni direzione…quando si dice che siamo “immersi” in un brodo di IR che ci circonda in ogni direzione. Vero che è così, ma la potenza di tale fenomeno é di circa 40 W al,m2..cioè circa il 4% dell’altra.

Il valore da te indicato è circa 11 volte inferiore a quello che si ottiene applicando la legge di Stefan-Boltzman P = ε⋅σ⋅A⋅T[SUP]4[/SUP]

La potenza termica emessa nel vuoto da una superficie di 1 mq di un corpo nero a 25°C è di circa 450 W quindi non è il 4% ma circa il 45% di quella ricevuta dal Sole sul livello del mare,

valore verificato con calcolatori on-line es.: https://www.calctool.org/quantum-mechanics/stefan-boltzmann-law

dove :
  • ε è l'emissività della superficie, che per un corpo nero ideale e uguale a 1
  • σ è la costante di Stefan–Boltzmann = 5.67 * 10[SUP]-8 [/SUP]W * m[SUP]-2 [/SUP]* K[SUP]-4[/SUP]
  • A è l'area della superficie espressa in m[SUP]2[/SUP]
  • T è la temperatura assoluta espressa in gradi °K
occorre poi considerare che un pannello solare funziona solo quando c'è l'irradiazione del Sole, quella media annua (alla latitudine dell'Italia Centrale) è di circa 1600 kWh / m[SUP]2 [/SUP](fonte ENEA) se dividiamo questo valore per 365.24 (giorni di un anno solare) e per 24 (ore di un giorno) otteniamo circa 182.5 W / m[SUP]2 [/SUP] facendo il rapporto con i 450 W / m[SUP]2[/SUP] della radiazione IR sopra calcolata, otteniamo che quest'ultima è circa 2.4 volte più alta della radiazione solare media annua.

(Nota: ovviamente al variare della temperatura ambiente il valore della radiazione IR sarebbe diverso, quello che realmente conta è la radiazione infrarossa emessa ad una temperatura di 25°C supera abbondantemente la radiazione solare, rifacendo il calcolo sulla temperatura media della Terra pari a 14-15 °C la radiazione IR su 1 m[SUP]2[/SUP] scende di poco ed è pari a 385.5 W)

Moltiplicando i 182 W / m[SUP]2[/SUP] per 0.2 (rendimento 20%) otteniamo la potenza elettrica media annua che fornisce 1 m[SUP]2[/SUP] di fotovoltaico, circa 36.4 W / m[SUP]2[/SUP]

da cui, per ottenere la stessa potenza media al m[SUP]2[/SUP] dalle celle Oxhy è sufficiente che abbiano un rendimento dell'8%, in realtà poco superiore se si tiene conto della distanza necessaria per isolare elettricamente le celle.

Un altro grande vantaggio delle celle Oxhy è la continuità della potenza erogata che non obbliga all'accumulo, quest'ultimo oltre ad avere un costo elevato riduce il rendimento globale del fotovoltaico.

Ci sarebbero anche molte altre osservazioni e considerazioni tecnico / scientifiche da introdurre e ridiscutere (2° principio della termodinamica, ecc.), ritengo però che il forum non sia un posto adatto, molto meglio aprire dibattiti e gruppi di studio in sedi più opportune: Università, Laboratori di Ricerca pubblici e privati, Associazioni, ecc.

In conclusione qualcosa si sta finalmente muovendo nel verso giusto ed è doveroso ringraziare Roberto Germano e il gruppo di Professori e Ricercatori di Oxhy.

Un Saluto a Roy Virgilio e a tutti i frequentatori del Forum Energeticambiente :bye1:
 
Ultima modifica:
Felice di essermi sbagliato sull'energia "di base" disponibile.
Non mi resta allora che attendere che si arrivi ad efficienza 8%
 
mi domando: ma l’effetto ossidroelettrico è un fatto fisico accertato o no?
se lo è, è interessante. decisamente!!!!
se non lò è, qualsiasi ingegnerizzazione è vana.
io non sono assolutamente in grado di dirimere la questione .
ho fatto fare preliminarmente una ricerca a chatgpt, che vi sottopongo:
L'effetto ossidoelettrico di cui parla la azienda oxhy è un effetto scientificamente fondato per la micro produzione di energia ed elettrica ? Approfondisci dettagliatamente lo stato del dibattito scientifico sull'argomento
Effetto Ossidroelettrico (Oxhydroelectric Effect) – Analisi Approfondita

(...)
Conclusioni

In conclusione, l’effetto ossidroelettrico è un’idea affascinante ma ancora in bilico tra innovazione rivoluzionaria e scetticismo. Ha radici in teorie fisiche emergenti (domini di coerenza QED) e cerca di spiegare alcune anomalie note dell’acqua (zone di esclusione) incanalandole in un dispositivo per generare elettricità. La comunità scientifica non ha (ancora) validato appieno questo principio: esistono alcune pubblicazioni a supporto
en.wikipedia.org
, ma anche spiegazioni alternative e dubbi sostanziali sollevati da approcci più convenzionali
pmc.ncbi.nlm.nih.gov
. È corretto affermare che l’effetto ossidroelettrico al momento è controverso e fortemente sperimentale. Non lo si può definire pseudoscientifico allo stesso livello di teorie prive di basi, perché un percorso scientifico (esperimenti, peer review, confronti teorici) è stato intrapreso. Tuttavia, nemmeno lo si può definire accettato – manca quel consenso e quella riproducibilità che trasformano un fenomeno da curiosità di laboratorio a realtà di manuale.

Nei prossimi anni, il dibattito potrà essere risolto solo da ulteriori esperimenti rigorosi. Se gruppi indipendenti riusciranno a replicare la generazione di energia da acqua pura e a misurarne l’output in modo inequivocabile, l’effetto ossidroelettrico troverà posto tra le nuove fonti energetiche (o nuovi effetti fisici) riconosciute. In caso contrario, resterà come esempio di una “scoperta” prematura, forse utile comunque per approfondire la scienza dell’acqua. Per ora, è fondamentale mantenere un approccio equilibrato: aperti all’innovazione, ma guidati dall’evidenza. Come spesso accade con scoperte rivoluzionarie proclamate, extraordinary claims require extraordinary evidence. L’effetto ossidroelettrico ha lanciato la sua sfida: starà alla comunità scientifica verificarla e, eventualmente, accoglierla.

(se volete posto tutta la risposta)
 
Ciao Cirowsky,
per una domanda del genere i sistemi di risposta automatici non vanno bene... quella che oggi si accaniscono a chiamare intelligenza artificiale, di inteligente non ha nulla... sono solo sistemi molto avanzati di algoritmi che si basano su grandi numeri e, soprattutto, su info che trovano in rete in alcune nicchie.
Per cui per le novità bisogna rivolgersi ai giusti interlocutori quali università e studiosi o comunque tecnici/specialisti di quelle materie.
Tieni conto che fino a circa 3 mesi fa qualsiasi domanda facevo a varie IA sull'ossidroelettrico mi davano come risposta il nulla... quindi hanno fatto certamente un passo avanti (nel senso che hanno scoperto che esiste) ma che la risposta sia esatta è un pò lontano dalla realtà per adesso.

Detto questo, per quanto posso spiegarti io, l'effetto ossidroelettrico esiste certamente e non è un effetto fisico ma quantistico. E l'effetto consiste nel riuscire a estrarre elettroni quasi liberi dall'acqua tramite frequenze nel range dell'infrarosso.
E questo avviene sfruttando principalmente la natura bifasica dell'acqua (e anche questa è stata ampiamente dimostrata... ma le anomalie ancora non comprese dell'acqua sono molte di più delle cose comprese...), che consiste nella convivenza di parti più coerenti e parti incoerenti.

Ed è questo a creare la differenza di "temperatura" necessaria a creare un passaggio continuo, H24, di corrente. Infatti la parte coerente (a più basso stato energetico, ovvero con minor agitazione termica, ovvero a T minore), crea continuamente l'asimmetria con l'acqua incoerente (a più alto stato energetico, ovvero con maggior agitazione termica, ovvero a Tmaggiore) che rende possibile la "pompa elettronica" che fornisce l'energia elettrica.

Questo proprio in 2 parole ma negli aspetti completi e profondi manca ancora qualche chiarimento.
Per il FV c'è voluto Einstein per spiegare completamente il fenomeno fotoelettrico nonostante fosse conosciuto e in parte sfruttato da diversi anni.
Qui speriamo basti il pool di scienziati della Oxhy (o di chiunque altro si cimenti!) :bye1:
 
ma l’effetto ossidroelettrico è un fatto fisico accertato o no

Credo che questa parte (la possibilita di avere in potenziale elettrico) sia quella piu "facile"

Anche una foglia di un albero se urtata dal vento restituisce un debole potenziale elettrico..in teoria se le metti tutte in serie potresti avere anche n voltaggio decente..ma non per questo credo che domani avremo un cavo fra la quercia in giardino e il frigorfero in casa...perche lo sfruttamento di energia infime richiede piu energia di quel che si raccoglie
E questo penso sia dove casta l'asino anche in questo caso.

Un altro parallelo credo sia l'effetto Seebeck, che ha pure lui un motore fisico classico (spostamento di elettroni liberi che diffondono a causa di un delta T fra 2 zone, ma diffondono nei 2 sensi a velocita diverse fra caldo-verso-freddo rispetto a freddo-verso-caldo a causa di imperfezioni del reticolo e questa diversità di velocita di diffusione crea un accumulo diverso di cariche e dunque un potenziale) e uno quantistico (i Fononi spingono gli elettroni nelle 2 direzioni e di nuovo con scattering che frena in modo diverso)
Ci vedo un parallelo perche il delta T nell'effetto Seebeck è pur sempre generato da IR che investono una parte del materiale, e i Fononi "vibrano" in funzione degli IR che ricevono.

L'effetto Seebeck avviene anche se il materiale contiene Ioni (invece che elettroni), basta che si sia un "drogaggio" che faccia scattering. Che poi è la stessa cosa che serve nel FV, evitare che la difffusione delle cariche sia "uguale e contraria" se no si annullerebbe e non ci sarebbe potenziale.

Dunque se ho acqua con un delta T con qualche membrana che mi fa da filtro fra le cariche con un "passa" da un lato e un "freno" nel senso opposto..il potenziale lo creo di certo.
Lo aveva scopeto a Pavia Alessandro Volta 2 secoli fa.

Dunque esiste? per me si
Si puo dire che si sia una componente quantistica? probabile..i Fenoni
il motore sono gli IR? per forza.
Funziona perche ci sono elettroni liberi? certo.. o ioni (ma loro puntano su elettroni, dato che parlano di acqua distillata)
Gli elettroni liberi si muovono a velocita diversa fra le 2 direzioni (le 2 zone con un delta T)? probabile..dato che se davvero ci sono zone di acqua piu o meno "coerente" si potra creare uno "scattering" che crea un accumulo diverso nel tempo di cariche e dunque un potenziale

Ci potremo tirare fuori energia utile, cioe che costa meno che generarla?
Eh..da Alessandro volta in quà..nessuno ci è riuscito.

Tale potenziale si usa solo per misurare la T (le termocopie) e per generare energia in situazioni dove costo non è un problema (satelliti per esplorazione cosmica che hanno una fonte da calore nucleare quasi eterna e un pannello Seebeck che la sfrutta per alimentare con pochi watt gli apparati di bordo).

Un'altra analogia è che effetto Seebeck è stato misurato non solo nei metalli e semiconduttori, ma anche nelle molecole organiche...cioe un delta T fra due "lati" della molecola, genera un potenziale . E anche qui..a livello di mimiaturizzazione (a cui puntano anche loro) , si è molto piu avanti...non si aprla di passare da 1 cm a 1 mm..ma siamo gia a livello di molecola..tuttavia, nessuno ci ha fatto su una Startup per dire che mettendole in serie es esposte al sole, ci alimentiamo qualche cosa di "serio".

Insomma...ripeto...non discuto che esista..resto scettico che esista nella "quantità" che lo renda sostenibile.
 
Insomma...ripeto...non discuto che esista..resto scettico che esista nella "quantità" che lo renda sostenibile.
Io sulla effettiva validità scientifica del fenomeno non ne capisco nulla e non mi pronuncio. Aspetto eventuali conferme peer review.
Se fosse vero e riuscissero ad estrarre 170 microwart da iun mm3..
Significherebbe 170 kW in un M3
Oppure 170 w al M2
Tipo che ci foderi il soffitto di un appartamento di 30 mq e hai 5kw erogati costantemente .
Sarebbe mica male
 
Ultima modifica:
che valga "a metro cubo", dubito...perche se hai un pannello che "assorbe" IR e li trasforma in EE..dal lato opposto rispetto al pannello, avrai meno energia che dall'latro lato.
Vale lo stesso col FV..se metti un alta cela sotta la prima, ben che vada prendi la luce riflessa dal terreno.
Dunque man mano che aggiungi "strati" di "celle" che sfruttano IR, il potenziale dell'onda si indebolisce.
Dunque quando parlano di m3..anche io sono scettico.

Perche delle due l'una..o molta energia "passa dietro" al primo strato di celle..e allora significa solo che tanta energia che non è stata catturata e trasformata..ma allora la cela è inefficiente (il che vuol dire che costa ma nn produce)..oppure la cella è efficiente e dunque assorbe calore e genera EE, il che vuol dire che dietro non dovrebbe arrivare molto calore di scarto.
 
Comunque se fosse vero che si riesce (con la granularità a 1mm) a produrre 170 watt per mq, avremmo se non sbaglio una produzione per mq simile a quella dei normali pannelli fotovoltaici
Magari se si piazza un lamina di questi 'cosi' ssotto un pannello fotovoltaico se ne aumenta significativamente la potenza e la quantità di ore nelle quali produce
 
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che valga "a metro cubo", dubito...perche se hai un pannello che "assorbe" IR e li trasforma in EE..dal lato opposto rispetto al pannello, avrai meno energia che dall'latro lato.
Vale lo stesso col FV..se metti un alta cela sotta la prima, ben che vada prendi la luce riflessa dal terreno.
Marcober, non lo devi vedere veramente come un cubo di lato 1 metro... quello effettivamente è un pò troppo!

Ma non è neppure necessario pensarlo a superficie perchè l'emissione IR è ovunque... pensa più alla tridimensionalità di una mensola, di un tavolo o anche di un muro. Da qualche cm a qualche decina di cm. Un volume del genere essendo sottoposto a IR da tutte le direzioni ne assorbe davvero una grande quantità. Ovviamente a T ambiente... ma se ci foderiamo il case del PC il retro del Tv, dello stereo, o le pareti esterne del forno o comunque lo teniamo vicino a qualsiasi emissione di calore (pensa alle server farm o a infiniti altri casi)... c'è una quantità di calore sprecata e che spesso richiede di essere allontanata tramite ventole o sistemi ad acqua (richiedendo altra energia), che può essere invece adoperata per ottenere energia elettrica. E diciamo gratis (gratis non c'è niente), perchè utilizziamo calore buttato in ambiente, lo trasformiamo in elettricità ed evitiamo (o diminuiamo) l'ulteriore richiesta di energia per raffreddare.

Doppio guadagno... Senza pensare a applicazioni in campo medico come pacemaker o similari: a 36.5 gradi avrai sempre un'emissione elettrica continua, prevedibile che non si scaricherà mai.

Quindi le applicazioni (a bassa energia) già esistono... e ovviamente all'inizio si entrerà in queste nicchie (che proprio piccole non sono).

Se poi fra tot mesi potrò ricaricarmi il cellulare da una preesa USB che esce dalla mensola ikea che ho in casa... e poi una power bank e poi le varie pile ricaricabili... e poi e poi... sarà un ulteriore livello di potenza.

Magari ci si fermerà li o speriamo si arrivi ai kW... per questo c'è da attendere un pò. Ma le premesse sono promettenti e interessanti anche solo rimanendo a piccole potenze di pochi watt se prodotti in continuazione a bassissimo costo e in maniera completamente sostenibile. A mio parere sarebbe comunque una vera rivoluzione.
 
In teoria, se uno spessore adeguato di questi 'cosi' riuscisse ad assorbire abbastanza infrarossi, foderando una scatola si potrebbe ottenere un frigorifero che produce elettricità. Giusto?
 
Dovrebbe si .È QUESTA LA SFIDA del gruppo di ricerca.... .Ma ..è SOLO UNA MIA SUPPOSIZIONE ..se fornisco tanto infrarosso da far superare la fase liquida del'acqua +/- 100° per passare alla gassosa questa capacità si mantiene inalterata.Secondo me si perchè poi può passare da gas(vapore) a liquido(pioggia) ancora una volta con non molta energia.E questa cosa mi intriga assai.Scrivo ciò perche le Oxhy "" SAREBBERO "" così in grado di produrre ancora di più in situazioni più estreme.Ma boh.
 
Ma tu pensi davvero che il passaggio da liquido a gassoso avvenga solo a 100 gradi?
Aiuto..quanto bisogno di divulgazione scientifica ha questo Paese…
 
Beh, ammesso che tutto si svolga a condizioni usuali (cioè a pressione atmosferica e temperatura ambiente), l'ebollizione e quindi la trasformazione in vapore avvengono intorno ai 100 gradi. Ci faccio gli spaghetti tutti i giorni, circa a 100 gradi e perciò ne sono sicuro. Ciò che trovo poco comprensibile è la frase
.se fornisco tanto infrarosso da far superare la fase liquida del'acqua +/- 100° per passare alla gassosa questa capacità si mantiene inalterata.Secondo me si perchè poi può passare da gas(vapore) a liquido(pioggia) ancora una volta con non molta energia
Per far evaporare l'acqua a 100° si devono fornire ulteriori 600 kcal per litro, e quando torna in forma liquida queste 600 kcal vengono di nuovo cedute all'ambiente (è il principio della caldaia a condensazione), quindi la frase è sbagliata, perchè l'energia è la stessa. Non solo: per passare da vapore a liquido non ci vuole "non molta energia"... Non ce ne vuole proprio, visto che si ottiene energia invece di consumarla.
 
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