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pompa di calore, come integrarla nell'impianto esistente


gugli

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26 Aprile 2014
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ciao e grazie a tutti quelli che vorranno aiutarmi.

abito a Varese, casa semiindipendente da 120mq, consumi di circa 1000mc gas annui, essendo un una zona fresca anche d'estate, non ho mai avuto necessita di condizionamento.

Attualmente (da circa 18 anni) ho un impianto di riscaldamento a pavimento, (serramenti efficienti, ma non ho il cappotto, casa con muri in sasso da 60cm) con una caldaia stagna ormai ultraventennale a gas, integrato con un impianto solare paradigma da 14mq con collettori ad alta efficienza, che mi rendono quasi autonomo in primavera e autunno, in estate sovraproducono, in inverno fanno quello che possono.

il tutto converge in un accumulo da 500 litri, in cui l'acqua tecnica è la stessa della caldaia e del riscaldamento a pavimento, poi c'è uno scambiatore per ACS e uno in cui gira il glicole per il solare.

Negli ultimi 2 anni ho "costruito" un ampio impianto fotovoltaico ad isola con batteria, tuttora in ulteriore ampliamento ed evoluzione.

A questo punto vorrei togliere la vecchia caldaia a gas e mettere una pompa di calore, le opere murarie sarebbero davvero minime dato che l'unità esterna sarebbe a circa 2 metri rispetto a dove adesso c'è la caldaia, che è praticamente attaccata all'accumulo.
Lo spazio esterno per il modulo esterno è comodo, ampio ed esposto a sud.

ora vengo alle domande:
meglio pompa di calore splittata o monoblocco, modulo idronico si o no, posso usare il mio accumulo, come conviene usare il solare esistente, se poi vi volete sbilanciare su marche e modelli per conoscenza diretta sarebbe gradito.

in maniera molto empirica pensavo ad una pdc da 8/10kw (con consumo di picco di 2kw) avrei un budget, installazione a parte di 3/5k.
 
in estrema sintesi
meglio splittata, la monoblocco la installerei se vivessi da Roma in giu
la pdc in riscaldamento è (molto) meglio cha vada in diretta al radiante senza disgiuntori, miscelatori, pompe di rilancio e qualsiasi altra cosa. inerziale sul ritorno se serve (dipende dai litri di acqua presenti nel tuo impianto)
la pcd in acs è meglio tenerla +o- a 45gradi
questo per pareri raccolti qua e la. La mia esperienza personale inizierà il prossimo inverno (macchina già ordinata) sehuendo queste linee guida.
Ho fotocoltaico da 6kW. ho caldaia a condensazione che dismetterò.
L'idea è anche di chiudere il gas e naturalmente installare piano cottura vetroceramico (no induzione)

la mia sarà una 11kW e avevo un consumo medio di 1300/1400 m3 di gas/anno

il solare termico non l'ho mai preso in considerazione
 
ciao ti ringrazio,
in effetti sono abbastanza combattuto su "splittata o meno" da un lato avere la parte calda interna mi alletta,
dall'altra avere un unica macchina più facile da installare ha il suo perché,
vorrei solo di evidenziare che con 2 metri "due" di tubazione sotto pavimento,
quindi isolata e murata posso collegare il mio impianto con il modulo esterno,
o la parte interna con il modulo esterno di una "splittata",
quindi se la scelta è per questioni di "spinta" non credo sia la maggiore criticità.
Tra l'altro con poi 6 metri di tubo si arriva al collettore di diramazione del riscaldamento a pavimento che è al centro della casa,
tutta su un piano e allo stesso piano della "centrale termica".

interessante il collegamento che suggerisci, quindi se ho capito bene valvola a 3 vie esterna,
da un lato in diretta sull'impianto a pavimento in "bassa" temperatura p,e, 30/35°,
e dall'altro collegata in "alta" temperatura p.e. 45/50° all'accumulo per ACS, "aiutata" dal solare termico.
in effetti il solare termico in "inverno" integra davvero poco sul riscaldamento e si potrebbe dedicare ad ACS,
e in "estate" effettivamente serve solo l'acs,
nella "mezza stagione" credo che la pdc per riscaldamento con il fotovoltaico sarebbe praticamente coperto.

se poi, puoi e vuoi dirmi qualcosa di più sulla pdc che intendi montare mi farebbe piacere visto che mi sembra di capire siamo "vicini"
 
io toglierei il solare termico, tanto la macchina lavora già gratis se c'è il sole in estate per fare acs avendo tu i pannelli fv, così semplifichi un botto l'impianto .
 
io toglierei il solare termico, tanto la macchina lavora già gratis se c'è il sole in estate per fare acs avendo tu i pannelli fv, così semplifichi un botto l'impianto .

ipotizzando di togliere il solare termico, come integreresti con l'impianto esistente? tramite l'accumulo da 500 litri? che macchina metteresti?
se puo servire posso allegare uno schema dell'impianto esistente
 
ma diciamo che bisogna non superare i 12 kw se no hai il controllo gas ogni anno e costa , bisogna fare qualche calcolo ma dove si mette una 11 kw di solito basta una 9 kw per i costi ad esempio qui la nuova panasonic con gas 290 buon prezzo https://bottegaidraulica.com/riscal...llinone-pompa-calore-l-monofase-r290-9kw.html
altra cosa da tenere in considerazione è che si sale di potenza con le pdc quando fa acs assorbe parecchio mediamente una 9 kw sui 3,5/4 kw piu sali di potenza piu assorbe visto che tanto acs lo fai in mezzora con una 9 kw non ha senso salire per ridurre il tempo acs tanto anche se sta fermo riscaldamento per mezzora non succede nulla
 
sono anche io in fase di installazione pdc su uimpianto esistente. credo metterò un separatore idraulico tra la pdc e il gruppo di rilancio a due zone e via.
 
ho una caldaia a biomassa. per ora, fintanto che la casa non sarà isolata a modo funzioneranno entrambe
 
e come integri la biomassa con la pdc ?

due mondi agli antipodi. Temperatura di mandata, capacità di modulazione...

edit, dimenticavo:inquinamento nullo vs massimo...
 
Ultima modifica:
Tornando in topic.... se il solare termico funziona non c'è alcun motivo per toglierlo, che mania questa di togliere quello che c'è, è spreco anche quello....

Oggi come è collegato il solare alla caldaia e all'acs?
 
e come integri la biomassa con la pdc ?

due mondi agli antipodi. Temperatura di mandata, capacità di modulazione...

edit, dimenticavo:inquinamento nullo vs massimo...

l' impianto completo a biomassa lo ho già e devo integrarci la pdc pe quello dovrò mettere un disgiuntore. e fin tanto che la casa non ha l' isolamento completo la gestirò la caldaia come supporto quando la pdc è a cop troppo bassi
in futuro rimarrà solo la pdc
 
Tornando in topic.... se il solare termico funziona non c'è alcun motivo per toglierlo, che mania questa di togliere quello che c'è, è spreco anche quello....

Oggi come è collegato il solare alla caldaia e all'acs?

grazie dell'interesse, in realtà c'è un accumulo da 500 litri, che è di fatto il nodo centrale dell'impianto dove convergono tutte le fonti di calore e da dove partono tutte le "utenze" (ACS e pavimento radiante) ti allego un disegno tradotto dal tedesco dei miei collegamenti
 

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    accumulo 550litri corretto.jpg
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Ok, è un collegamento non ideale per il lavoro del solare termico e tantomeno della pdc.Ma si corregge facilmente.

Lascia quell'accumulo solo dedicato al solare termico, a preriscaldare sia l'acs che il riscaldamento. Ti darà energia SEMPRE.

Prendi un accumulo acs separato, lasci la fredda collegata all'ingresso dell'accumulo attuale e colleghi l'uscita acs dell'accumulo attuale all'ingresso dell'accumulo acs (poi l'uscita va ai rubinetti, con prima la miscelatrice che già avrai). L'accumulo acs lo scaldi con la pdc al bisogno. In gran parte dell'anno a riscaldamento spento non servirà perché il calore dall'accumulo solare si sposterà all'accumulo acs con la normale apertura di rubinetti e doccia.

Per il riscaldamento lasci il collegamento attuale, con il ritorno dall'impianto che entra nell'accumulo come adesso, ma colleghi l'uscita dell'accumulo all'ingresso della pdc e poi dalla pdc alla mandata dell'impianto. Se il solare sarà sufficiente la pdc farà solo girare l'acqua, se no ci pensa lei a mettere quel che manca. Immagino tu abbia già una miscelatrice di sicurezza prima dell'ingresso nell'impianto, la lasci.

PDC inverter, no on-off. Secondo me meglio splittata ma non ne faccio una religione.

Non serve altro.
 
grazie della risposta , precisa circostanziata e motivata.

Tra l'altro sei riuscito anche ad accorgerti della criticità che ha il mio collegamento solare esistente, prevalentemente nella mezza stagione.
La faccio breve, premesso che all'epoca (16 anni fa) non ci capivo niente di idraulica, per fortuna in fase di installazione hanno almeno collegato in parallelo la produzione acs della caldaia, e ora "giocando" con le valvole di scambio posso ottimizzare in base al sole, ma con l'esperienza lo avrei collegato in serie come suggerisci tu ora per la pdc. (parlo da elettricista "serie" e "parallelo" spero sia compatibile con il gergo idraulico, credo comunque si capisca)

la tua proposta mi piace molto, piu o meno l'avevo idealizzata ma non riuscivo a concretizzarla, sei stato chiarissimo.

a questo punto mi piacerebbe entrare di più nel dettaglio considerando gli spazi dove andrò ad installare.

a che tipo e dimensione di accumulo per ACS pensavi? ipotizzo pensando ad una pdc monoblocco.
eventualmente ne esistono da mettere a muro? (lo spazio interno è poco e sarà ciò che rimane libero una volta tolta la caldaia allego foto)

se fosse una "splittata" l'accumulo fa parte tendenzialmente della parte interna?

considera (come da foto) che il tutto sarà installato in questa veranda che ormai è locale tecnico (sopra ci sono i pannelli termici esposti quasi a sud e sull'altra parete c'è il FV con accumulo quindi comodissimo per alimentarla con cavi di potenza adeguata) davanti nello spazio che ora è occupato da vegetazione e salvia vorrei mettere il blocco esterno della pdc (ovviamente previa gettata per creare adeguato supporto e isolamento dal terreno), che con solo 2+2 mt di tubo per A/R potrei collegare con l'impianto esistente, con una "piccola" traccia nel pavimento di facile realizzazione.
 

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io non punterei ad aggiungere un altro accumulo. anzi, sincero sincero tirerei a eliminare il solare termico in favore di altro fotovoltaico che ti farà sia acqua calda tramite pdc che energia elettrica.
rivendengolo rientri di un po' di investimento della pdc.
 

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