Ciao gente!
Riprendo da qui perchè vorrei proporre un medodo semplice ed 'abbordabile' per tutti volto a rilevare OU nella cella.
Dato che fare i conti come ci ha sapientemente indicato il buon Ennio qui:
'Misure di In/Out Energia in cella'
non sono propriamente semplici da calcolare (nonchè da misurare), ho cercato un metodo alternativo più semplice.
Se n'è già ampiamente già (s)parlato
QUI ma poi la discussione si è persa, degenerando in inutili polemiche.
Bene, riprendendo l'idea di Rabazon e Remond, che così come l'hanno presentata presenta diversi 'punti deboli', credo di aver individuato un protocollo da seguire che possa ragionevolmente dare buoni e precisi risultati.
1) Mi costruisco una cella adiabatica coibentando il più possibile un contenitore con trucioli di polistiloro e schiuma espansa, pervedendo un mescolatore a palette che gira non troppo velocemente da creare vortice.
2) Il contenitore di vetro o ancor meglio in plexyglass dovrà tenere almento 1L di elettrolita.
3) Mi procuro del filo di ferro da 0,75 o 1mm ( va bene anche del filo di ferro).
4) Creo un avvolgimento con tale filo di ferro di lunghezza tale da presentare alcune decine di ohm ri resistenza.
5) Supponendo di voler potrare la temperatura del liquido da Tamb a diciamo Tmax=70°C, so che dovrò immettere circa 70-25=45Cal, ovvero 45*4185=188,3kJoule
6) Ipotizzando di volere un tempo di esecuzione dell'esperimento di circa 15minuti (900s), scopro che devo applicare una potenza media di 188300/600=200Watt
7) Quindi, la tensione che dovrò applicare sarà pari a P=V^2/R =>V=Sqr(P*R) quindi, supponendo 10ohm di Rfilo, di c.a. 45Volt, 4,5A. Ovviamente questi parametri possono essere facilmente adattabili alle attrezzature di cui si è in possesso (alimentatori).
8) Ora faccio la prova in acqua semplice annotando esattamente i valori reali di V e I. Prendo il tempo in sec. per arrivare a 70°C.
9) Passo alla prova in cella al plasma, trascurando il fatto che c'è in più qualche grammo di sale. Per farmi un'idea, anche qui, posso regolare la tensione del variac e l'immersione del catodo in modo che la potenza applicata sia effettivamente simile a quella di prima (200W). Non occorre che sia identica, tanto mi annoterò i valori che ho registrato.
10) Per misurare l'energia erogata, potro usare un contatore elettronico collegato a monte del variac (o trasformatore) cosicchè non risenta delle emissioni EM della cella. Eventualmente posso anche usarne uno elettromeccanico, casomai rileverà una potenza superiore (apparente) dovuta allo sfasamento del trasformatore(induttivo), ma ciò non farà altro che giocare a favore della rilevazione di OU.
11) Faccio partire il cronometro all'accensione e lo fermo quando la temp ha raggiunto esattamente i 70°C.
12) Guardo il tempo impiegato da quest'ultima prova e divido quello registrato al punto 8) per tale valore.
13) Se il valore ottenuto sarà >1, ci sarà stata OVERUNITY.
P.S. Per non sbagliare lascierei gli elettrodi di tungsteno a mollo (spenti) anche nella prova Joule (punto 8), e viceversa, il filo di ferro nella prova in plasma (potrebbe servire da anodo). Così le masse in gioco saranno state esattamente le stesse.
P.P.S. Per pignoleria anche la prova 8) si può fare già in presenza del sale, non cambierà nulla.
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Edited by ElettroRik - 15/3/2006, 19:53