Prove OVERUNITY

Rettifica---- ho consultato il sito ----

Carissimo rik, a parte il fatto che il tuo sito è bellissimo, ho letto con attenzione tutta la procedura della prova comparativa e c'è una osservazione che voglio porti in quanto la tua procedura si discosta dalla nostra.
Ti spiego:
quando confronti plasma e resistenza, oltre a tener presente tutte le condizioni gia' indicate, dovresti stare attento anche a controllare le perdite termiche fra cella e ambiente. Ho detto "controllare" perchè prevederle o misurarle è molto arduo.
Tale forma di controllo è possibile attendendosi a due piccole regole:
- i tempi dei due test (resistenza e plasma) devono essere molto simili (a limite uguali) cosicchè da eguagliare anche le perdite termiche con l'ambiente in entrambi i casi;
- per poter mantenere uguali (o simili) tali tempi è assolutamente necessario che le potenze (i watt) consumati da plasma e resistenza siano confrontabili (a limite uguali) , ciò vuol dire che un plasma che consuma 300 - 400 watt va confrontato con una resistenza di 300 - 400 watt (e questa è la cosa più scocciante perchè occorre procurarsi resistenze adeguate);

tuttavia sono tutte accortezze a cui noi ricorriamo per riuscire a mantenere entro certi limiti controllabili il livello di precisione dei risultati.

Ad ogni modo,
bentornato!
 
CITAZIONE (Quantum Leap @ 18/7/2006, 10:53)
...ho letto con attenzione tutta la procedura della prova comparativa e c'è una osservazione che voglio porti in quanto la tua procedura si discosta dalla nostra....​

Eccovi, ciao Quantum(s)!

Ne sono consapevole, dovreste trovare in fondo alla pagina di presentazione della prova comparativa esattamente queste considerazioni, oltre che in un post precedente. Infatti a breve ripeterò con durate (e quindi potenze medie) equivalenti.
;)


Grazie ragazzi. Più osservazioni mi fate, e più sono contento. Ogni dubbio, ogni perplessità, ogni.... 'cattiveria' vi possa venire in mente di pensare, VI PREGO, chiunque stia leggendo, la scriva qui. Mi servono COME IL PANE per migliorare i documenti che produco e renderli quanto più inequivocabili possibile.

Grazie davvero a tutti per la vostra attenzione.
Spero di poter ricambiare fornendovi finalmente qualcosina di più che semplici 'spunti'.

P.S. Un grazie speciale all'aiuto di Romano, che mi ha permesso di arrivare fin qui e.... spero di andare anche oltre!
:P
 
CITAZIONE
Ne sono consapevole, dovreste trovare in fondo alla pagina di presentazione della prova comparativa esattamente queste considerazioni, oltre che in un post precedente. Infatti a breve ripeterò con durate (e quindi potenze medie) equivalenti.
;)

Allora, sono sopraggiunti alcuni problemi.

Le R corazzate in AL dopo 3/4 esperimenti ho dovuto abbandonarle perchè hanno troppa inerzia termica.
Ci vogliono MINUTI per metterle in temperatura, e poi rilasciano calore per MINUTI dopo che sono state spente.
Il che porta un errore eccessivo.

Mi sono procurato quindi altre 2 R in ceramica, ma ho avuto problemi ad isolarle (la ceramica assorbe l'elettrolita ed avvia elettrolisi sul filo di costantana sottostante). Ho provato ad usare bassi valori di R, con basse tensioni ed alte correnti, ma l'effetto era sempre tra i piedi.

Credo ora di aver risolto isolando le R di ceramica con del nastro di teflon: un sottile strato che non le isola termicamente ma le impermeabilizza.

Finalmente in questi giorni dovrei riuscire a fare le prove giuste.

A presto.
 
Siamo con te.

Anche se.... qualcosa è ricavabile smontando un boiler, o un ferro da stiro, o un grill, o un barbecue elettrico.

Ad ogni modo, facci sapere.

;)
 
Caro elettrorik
Ai tempi eroici, quando il fabbrica non c'erano ancora le macchinette per il caffè, mi ero fatto un resistore con un filo di costantana opportunamente arrotolato a solenoide; lo immergevo nell'acqua contenuta in una beuta ed in pochi secondi avevo l'acqua bollente.
La massa termica del resistore era irrilevante, all'aria sarebbe bruciata subito.
Se usi corrente alternata il problema di dissociazione elettrolitica non dovrebbe essere rilevante e comunque c'è anche nel plasma.
Sarà difficile sapere quanto calore viene sviluppato dalla resistenza e quanto dalla soluzione, ma mi pare che per ora ti interessi il totale.
Inutile dire che è un sistema da irresponsabili, ma visto che sai esserlo con le dovute cautele, la butto lì.

Ciao
Tersite
 
CITAZIONE (tersite1 @ 4/8/2006, 16:50)
Se usi corrente alternata il problema di dissociazione elettrolitica non dovrebbe essere rilevante e comunque c'è anche nel plasma.
Sarà difficile sapere quanto calore viene sviluppato dalla resistenza e quanto dalla soluzione, ma mi pare che per ora ti interessi il totale.​

Grazie!

Si, mi interessa il totale, come confronto diretto mi basta anche quello.
Per omogeneità di condizioni devo usare CC perchè passo attraverso lo stesso sistema raddrizzatore/condensatore, per cui l'effetto elettrolitico è abbastanza evidente.
Comunque, va bene lo stesso. Ho appena individuato un vecchio fornelletto.....
;)





Edited by ElettroRik - 4/8/2006, 18:15
 
Caro elettrorik
Ho pensato che io usavo acqua del rubinetto, quindi relativamente poco conduttrice. Tu invece usi una soluzione salina, il che potrebbe creare dei problemi. Mi raccomando cautela.

Ciao
Tersite
 
Scusate off-topic,
Volevo solo salutare tutti. Sono rientrato dalle vacanze ed è andato tutto bene. Ho trovato qualche allagamento dalle mie parti, ma, non fa nulla.

Eccomi qua per continuare le nostre ricerche.

Ho letto superficialmente qua e la nel forum e vedo che, più o meno, ci siamo tutti. Rimbocchiamoci le maniche e cerchiamo di lavorare sodo.

Quest'autunno credo che incontrerò qualcuno di voi in verticale (he.. he.. come si diceva in 144
;)
;)
), ma, sopratutto, credo di poter essere un po più presente nel forum. Quello che mi preme offrirvi sono soprattutto i risultati delle mie indagini relative ai misteriosi neutroni, di cui peraltro pare che non siano presenti.

La cosa a prima vista apparentemente strana, non mi meraviglia. Poichè mi sono convinto oramai che le reazioni di FF nella GDPE siano il risultato di fenomeni fisici che avvengono nella materia condensata e che sono stati svariate volte ripetuti nella storia antica. Numerosi filosofi si sono cimentati con rudimentali alambicchi portanto le materie a temperature molto alte fino a raggiungere condizioni che in qualche caso abbiamo perfino ripetuto noi nelle nostre celle.
Se costoro hanno potuto sperare in una vita più o meno lunga, stando notti e giorni a contatto con i loro athanor, probabilmente queste reazioni di trasmutazione non generano (o almeno hanno generato) particelle nocive.

Tuttavia, il fenomeno GDPE è molto complesso e le anomalie energetiche misurate non riguardano solo le trasmutazioni (che potrebbero benissimo essere un effetto spurio) . Fenomeni molto interessanti che riguardano la solvatazione degli ioni discolti nelle soluzioni elettrolitiche adoperate, sommano i loro effetti al già complesso quadro dei contributori, trasportando noi ricercatori in un marasma di difficolta'.

Solo pochissimi attualmente (mi riferisco alle condizioni di questi ultimi mesi) in questo forum stanno facendo misure accurate e minuziose indagini sul problema, Mgb2, Elettrorik, Quantum Leap e forse Thoth (dico forse ...) stanno realmente misurando.

Solo uno di voi e parlo di Elettrorik ha messo a disposizione il maggior numero di informazioni sulle sue misure. A parte ovviamente le relazioni dei Quantum che sono state una base di partenza anche per il sottoscritto.

Molti si sono accostati al fenomeno per semplice curiosità e lo hanno già abbandonato, ma, il successo è e sarà soltanto dei temerari, di coloro che continuanono a ricercare, di coloro che annoverano sconfitte e monotone ripetizioni di prove. Di coloro che calibrano continuamente il loro apparato e che analizzano con scientificità i dati che ottengono. Di coloro che si sono oramai ritirati in abnegazione concentrandosi sul problema. Di coloro che riescono a mettere in discussione le loro certezze, di coloro che sono pieni di dubbi.
Forse il successo sarà anche dei silenziosi, di coloro che lavorano in silenzio senza presentarsi, di coloro che non abbiamo mai conosciuto, ... be! non fa nulla,...aiuteremo anche costoro, poichè è scritto, ... che tu sei mio fratello dovunque tu ti trova e qualsiasi cosa tu faccia.

A questo punto credo che quest'autunno dobbiamo lavorare sodo. Fate riferimento anche su di me, non mi sono mai staccato da voi anche se seguo, per dire il vero, una strada completamente diversa dalla vostra, sono pronto a darvi tutto il mio aiuto.

P.S. per Elettrorik Ho ricevuto, ti faro sapere.

Un abbraccio fraterno che tocca i vostri cuori come mai potreste sperare di più puro.

Un saluto con particolare affetto a Roy e famiglia.
 
CITAZIONE (Ennio Vocirzio @ 22/8/2006, 15:55)
Scusate off-topic,
Volevo solo salutare tutti....
A questo punto credo che quest'autunno dobbiamo lavorare sodo. Fate riferimento anche su di me, non mi sono mai staccato da voi anche se seguo, per dire il vero, una strada completamente diversa dalla vostra, sono pronto a darvi tutto il mio aiuto.​

Caro Ennio,
ti colgo in parola:

Ho il seguente problema:

Supponiamo un Gas biatomico (o una miscela di più gas biatomici) a pressione P e temperatura Tg. Come calcolo l'energia cinetica che ogni molecola di esso riceve urtando su una superficie metallica posta a temperuatura Tm ?

In ogni urto, l'energia che la molecola riceve è metà della somma della propria e di quella dell'atomo di metallo? No, vero? Devo tenere conto della maggiore massa dell'atomo del metallo rispetto alla molecola di gas, vero?

Grazie!
;)


Altro problema: Ho appena scoperto, cambiando le batterie al Geiger, che se pongo il tubo nudo (senza scatola di plexiglass) a 1-2cm dalla retina toriata per lampade a gas che usavo come campione (l'avevo comprato apposta per verificare il funzionamento del geiger), questo comincia a bippare di brutto ed arriva a superare i 0,45 mR/h! Basta allontanarla a 15-10cm che quasi non si distingue più il fondo.
:blink:

Il sacco di KCl invece emette meno ma arriva a circa il doppio della distanza, dato che il K40 emette beta.

Ora, la domanda è: come posso, basandomi sulla massa di un elettrodo di tungsteno, sapendo che ha il 2% (in peso, credo) di ThO2, e calcolando la massa di ThO2 che genera le emissioni alfa ad una energia media nota pari a c.a. 4MeV, a ipotizzare quanti CPM count per minuto dovrebbe contare ad una data distanza in aria? E se c'è di mezzo acqua e pyrex? Posso scordarmi qualunque misura, immagino...

Vedo in Rete che la sensibilità dei Geiger è dichiarata su isotopi dall'emissività nota tipo Cesio, Stronzio o Cobalto, ma non mi è chiaro perchè, nonchè come si relazioni tutto ciò ai mR/h.
:wacko:


Terza questione:
Cosa potrebbe essere una polverina superficiale che si deposita sulle pareti del pyrex di color BLU COBALTO? Gli elementi in gioco sono: Ferro, filamento di lampadina, Pyrex ed Argon.
Cambiando quest'ultimo con altro gas (no O2, ovviamente) la polvere blu sparisce e rimane solo l'effetto di metallizzazione tipo sputtering (tungsteno, suppongo).
Ma... l'Argon non era inerte?
:blink:
 
CITAZIONE
Vedo in Rete che la sensibilità dei Geiger è dichiarata su isotopi dall'emissività nota tipo Cesio, Stronzio o Cobalto, ma non mi è chiaro perchè, nonchè come si relazioni tutto ciò ai mR/h.​

Mi pare di riordare che per basse emettitivita' i mr/h possono essere relazionati agli impulsi contati una volta che sia noto il valore di fondo ...
Es. se si misurano 10 imp/min ed il tubo ha un fondo di 5 imp/min allora i mr/h si possono calcolare come
10/60/5 = 0,033 mr/h. (1 min = 60 sec)
Naturalmente la misura del fondo va mediata su lunghi periodi.
 
Saluto tutti gli amici in linea e l'amico Elektron

Carissimo Elettrorik,
Quello che mi chiedi non e’ molto semplice. Poiche’ voglio subito cercare di darti una mano, prova a risponderti.
Innanzitutto le condizioni da te illustrate devono essere esaminate con maggior dettaglio. In questo modo potremo stabilire se fosse possibile trovare un percorso alternativo per misurare l’energia degli urti. Comunque l’energia media posseduta da un gas atomico che si trova ad una temperatura (T) e’ data facilmente da questa formula:

|E| = 3/2 k T

ove k e’ la famosa costante di Boltzman 1,38 10^-23 K^-1 J

Se il gas e biatomico dovrebbe essere kT (ma vorrei verificare).

La pressione diventa un fenomeno indiretto poiche’ la sua variazione influira’ sulla temperatura, ma come sai questo dipende anche dal sistema se lavora a volume costante , ecc. In pratica occorrerebbe conoscere piu’ esattamente come lavora il sistema da te proposto. I dettagli infatti, che ti chiedevo sopra.

Per quanto riguarda la temperatura del metallo quello e’ un problema che riguarda l’equilibrio del sistema visto nella sua globalita’. Quindi l’energia della superficie del metallo calcolata con vari metodi sara’ poi sottratta.

L’aspetto si complica poiche’ un metallo caldo perde energia anche per emissivita’ (irragiamento). Ecco perche’ sostengo che a parte il ridotto numero di dati che mi hai fornito, comunque si tratta di un problema di calcolo molto delicato.

Il problema del Geiger e’ una cosa piuttosto semplice. Devi sapere che ogni strumento del genere ha una sua curva di taratura. Tu devi conoscere qual e’ la curva relativa al tuo apparecchio. I REM sono una misura vecchia (tuttavia io la uso ancora spesso) che dipende dai rad (dose assorbita) essa esprime un energia specifica (1 rad = 10^-5 j/kg).
I REM sono quindi definiti come “rad equivalent man” e quindi trattasi di una misura molto approssimativa che piu’ o meno puo’ essere calcolata come pari a 1,15 rad (1 rem =1,15 rad). Questo significa che noi cerchiamo di tenere piu’ conto dei danni arrecati alla materia vivente, da parte di una radiazione ionizzante, rispetto alla materia inerte dove vengono appunto usati i solo rad.
Comunque, dipende tutto dal rapporto della sonda del Geiger e normalmente c’e’ una tabella che per ogni impulso al secondo misurato dal tubo corrisponde una misura, generalmente calcolata in microrem/ora. Infatti, il tuo Geiger lo potrai tarare anche solamente con un generatore di segnali.
L’utilizzo di radioisotopi come cesio, stronzio ecc serve solo come riferimento di soglia di energia di rilevazione. Ovviamente se fosse conosciuta l’esatta quantita’ in grammi della sorgente , la sua emivita e l’eta’ della sorgente stessa, potremo agevolmente calcolare gli impulsi al minuto prodotti da quella particolare sorgente.
1 curie e’ infatti, pari a 3.7 10^10 disintegrazioni al secondo. Quindi conoscendo l’attivita’ del radioisotopo (in internet e nei libri queste cose sono ampiamente indicate), e’ possibile fare un calcolo.
Ovviamente, le emissioni alfa non passano in acqua, ma, ti dico, che per fermarle basta un foglio di giornale o alcuni cm di aria. Quindi scordati il fatto di poterle misurare. I beta, ovviamente pure vengono assorbiti, sia dall’acqua che dalla plastica.

Per il tuo ultimo quesito, non saprei proprio cosa potrei risponderti. Non saprei dirti cosa e’ quella materia bluastra.
Ti ringrazio pero’ per il fatto che tu mi permetti ora di fare una importante precisazione chimica (non da tutti conosciuta). L’argon non e’ inerte,…….!? Si mi rendo conto, l’affermazione cosi espressa e’ una provocazione, comunque, quello che voglio dire e’ che esistono condizioni particolari nelle quali possono verificarsi legami (eccimeri) fra i gas inerti e gli alogenuri per esempio o altri tipi di atomi. Con questo non voglio assolutamente dire che la tua polvere blu si tratta di una particolare sostanza a base di argon, sto semplicemente dicendo che non sono escluse probabili reazioni chimiche che riguardano i gas inerti. Guarda caso le condizioni di eccitazione elettromagnetica favoriscono la formazione di Eccimeri.

Sarebbe bello se tu possa riprendere con una foto (chiara e ingrandita) questa polvere, mi piacerebbe osservarla, e soprattutto capire bene dove si forma.

Spero di poterti essere piu’ utile alla prossima occasione

Un abbraccio enorme
 
CITAZIONE (Ennio Vocirzio @ 24/8/2006, 13:34)
Innanzitutto le condizioni da te illustrate devono essere esaminate con maggior dettaglio. In questo modo potremo stabilire se fosse possibile trovare un percorso alternativo per misurare l’energia degli urti. ......
Per il tuo ultimo quesito, non saprei proprio cosa potrei risponderti. Non saprei dirti cosa e’ quella materia bluastra.​

Intanto grazie.

Allora, l'ambiente è a volume costante, non eccessivo scambio termico con l'esterno (recipiente di Pyrex).
La pressione non varia tantissimo, alla massima temperatura al massimo raddoppia. Inoltre stiamo a qualche decimo di Atm, quindi in bassa pressione.

La superficie del metallo che mi interessa è un filamento di W di lampadina. Quanto calore disperda credo sia più semplice considerarlo assumendo che tutta l'elergia elettrica immessa vada per scaldarlo, non credo che l'emissione fotonica abbia un gran peso.

A me interessa calcolare quanta energia raccoglie una mole di gas per semplice 'urto' sul filamento (sia atomico che bi).

Il perchè credo lo immagini...
;)


Sul Geiger: credo che i mR/h siano milliRoegetn / ora
:unsure:


Argon:
Beh, oggi grazie a te ne ho imparata una nuova.
E pensare che quando sentivo parlare di ECCI'MERI ho sempre risposto "Salute!".
:D


Tornando seri, è curioso perchè non dovrebbe esserci traccia di alogeni nella lampadina.... Il vetro è Pyrex (Borosilicato), il resto è Ferro comune e W. Inoltre mi sembra tanta per essere un ecciplesso con le impurità...
A meno che l'eccimero Ar2 stesso non sia gassoso ma una polvere blu cobalto....
:blink:
 
CITAZIONE
Tornando seri, è curioso perchè non dovrebbe esserci traccia di alogeni nella lampadina.... Il vetro è Pyrex (Borosilicato), il resto è Ferro comune e W. Inoltre mi sembra tanta per essere un ecciplesso con le impurità...​

Attenzione,.....stai parlando di una lampadina?
In questo caso nella lampadina i reofori sono di molibdeno,...e guarda caso il molibdeno forma composti blu (appunto il blu di molibdeno)......forse si tratta di qualche composto con il molibdeno.
 
CITAZIONE (Ennio Vocirzio @ 24/8/2006, 17:04)
In questo caso nella lampadina i reofori sono di molibdeno,...e guarda caso il molibdeno forma composti blu (appunto il blu di molibdeno)......​

Boh. Io conoscevo il blu di metilene. Di Molibdeno non l'avevo mai sentito.
Anche WIKI dice:
CITAZIONE
I pigmenti a base di molibdeno hanno colori che variano tra il giallo intenso e l'arancione vivo e vengono usati nelle vernici, negli inchiostri e nei manufatti di plastica e di gomma.​

Ari-boh. Comunque i reofori sono self-made, Ferraccio, niente Mo.
Però, a ben pensarci, è possibile che sia il filamento a contenere Mo. Solo non si spiega perchè SOLO in Argon e non in altri gas....
:wacko:


Mistero in corso.
:alienff:
 
I colori dei sali di molibdeno (tencniche di analisi per reattivi colorimetrici) sono appunto quelli indicati da Wiki. Alcuni sali, come i molibdati sono di colore blu quando interferiscono con i fosfati oppure i silicati. Quest'ultimo particolare che mi ricordavo, mi ha fatto concentrare sul blu di molibdeno (appunto notazione analitica riferita a questi casi).

Ma da quello che dici, se non c'e' molibdeno e' inutile parlarne, bisogna a questo punto cambiare strada.

Ti confesso che non ho capito bene,ma queste lapadine le produci tu ? o cosa ?

Abbracci
 
Ciao a tutti!
;)

Volevo precisare una cosa che aveva detto Ennio.
L'energia interna di un gas perfetto monoatomico è pari a
U = 3·N·KB·T/2,
dove N indica il numero di molecole del gas, KB = cost di Boltzmann e T è la temperatura del gas in °K.

Per un gas biatomico perfetto bisogna prima fare un paio d'ipotesi:
1) la distanza tra i 2 atomi componenti la molecola sia costante;
2) le forze intermolecolari siano trascurabili;
allora l'energia interna di un siffatto gas perfetto biatomico è
U = 5·N·KB·T/2,
dove i simboli hanno lo stesso significato e dimensione di quelli della precedente equazione.
Fonte: S. Rosati, Fisica Generale I, CEA, II ed., pp. 417-418.
Ciaociao
:)
 
CITAZIONE (Ennio Vocirzio @ 25/8/2006, 12:12)
Ti confesso che non ho capito bene,ma queste lapadine le produci tu ? o cosa ?​

Al contrario: le compro, le rompo, le infarcisco, e le richiudo. Poi le accendo. E le spacco.
:D
 
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