Everytingnice
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*** Citazione integrale rimossa. Violazione art.3 del regolamento del forum. nll ***
Ciao "Impazzitoinolo",
grazie di avermi risposto, appena possibile faro' il video,
il principio base e' lo stesso di
en.ergo
di cui ti allego la pagina, non si vedono i disegni ma li trovi sul sito,
ne ho costruita un'altra usandola ghiera grande di una piastra da cucina ed una ventolina regolabile sotto la stufetta,
funziona molto bene ma dai buchi sotto oltre che ad uscire il biogas entra dell'aria che produce una combustione mista di ossigeno, i pellets diventano roventi ed il principio di pirolisi ne e' in parte inficiato, faro' una modifica per non far entrare aria e poi ti diro',
l'unto oleoso (olio di pirolisi o tar ?) che condensa sotto la padella fredda e' un problema : puzza ed e' difficile da pulire, quando non condensa dove' va?
ciao
Roberto
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En.ergo Moderatore
Data registrazione: Apr 2008
Messaggi: 55
Cerco di riepilogare e di aggiungere qualcosa
Nelle stufette in questione non si forma cenere ma carbone perché non c'è combustione ma pirolisi (o piroscissione) cioè si riscalda della legna a circa 600°C senza aggiungere ossigeno, a queste condizioni si ha una scissione di elementi che va a formare un gas combustibile (detto syngas o woodgas). La parte rimanente è appunto la carbonella, se la si brucia (quindi fornendo l'ossigeno precedentemente negato) si ottiene la cenere.
L'immagine mostra schematicamente il processo:
1)In un recipiente composto da due cilindri uniti tra di loro nella parte superiore e quello con diametro inferiore tappato sotto, si riscalda della biomassa secca.
2) Riscaldando la biomassa a 400-600° C si produce del woodgas che esce da una serie di fori creati nella parte inferiore del contenitore interno
3) Il gas è costretto a rientrare nella parte superiore da un'altra serie di fori (o fessure)
4) Il gas si incendia e la fiamma copre più o meno uniformemente la parte superiore del contenitore, tappandolo, in questo modo la biomassa continua a bruciare senza che si possa aggiungere ossigeno atmosferico e mantenendo quindi la pirolisi.
In questo modo non si sfrutta al 100% il potenziale energetico della legna, infatti nella carbonella rimane mediamente circa il 30% del potere calorifico iniziale, però si migliora il potenziale energetico nel senso che, bruciando del gas, si ottengono temperature molto più elevate rispetto alla semplice combustione della legna.
Carnot ci insegna che, maggiore è il gradiente termico di un processo termodinamico più aumenta l'efficienza del sistema.
Assumiamo che la legna sviluppi una temperatura di 500°C e che il il woodgas sviluppi una temperatura di 1000°C, il “pozzo freddo” ipotizziamo sia a 80°C e ipotizziamo di avere un motore termico accoppiato ad un generatore con un'efficienza complessiva del 40%
Adesso bruciamo in modo diretto 10 kg di legna ( circa 50 kWh di energia termica) in un sistema simile: otterremo poco più di 10 kWh di energia elettrica.
Se bruciamo sempre 10 kg di legna però con pirolisi in realtà utilizziamo solo 35 kWh termici dei 50 iniziali (la rimanente energia resterebbe nella carbonella), però utilizzando lo stesso sistema di generazione otterremo quasi 11 kWh di energia elettrica!
In questo caso il biochar rimanente è il risultato di una maggiore efficienza energetica.
Ultima modifica di en.ergo; 15-11-2009 alle 19:36..