Stufette a biomassa e biochar


a rischio di fischi, dico la mia:
non ho mai visto una luciastove né il biochar che essa produce
ma
ho visto fare la carbonella in montagna, e per fare la carbonella, se ne va gran parte del potere calorifico della legna utilizzata
inoltre
in Somalia e altrove ho visto donne (perché è considerato un lavoro da donne) fare molti chilometri a piedi, con bimbi in braccio e/o al seguito, a rischio di iene, serpenti, e maiali a due gambe, per raccattare una fascina di sterpi, appena sufficienti a cucinare un pugno di riso
ora
chi chiedesse a queste persone di raccoglierne il doppio, per potere, oltre a cucinare, produrre biochar col quale migliorare il terreno agrario, si esporrebbe al rischio di linciaggio sul posto, anche senza considerare che il doppio NON C'E'.
Per cui,
benché io sia convinto dell' utilità agronomica del biochar, e delle sue potenzialità di sequestro di carbonio,
o qualche Ente PAGA (preferibilmente in natura, cioè bombole di gas, o forni solari) il biochar un tanto al chilo,
o non c' è speranza che "quella gente" si metta a fare biochar.
E se il biochar non viene fatto sul posto, i costi di trasporto sono proibitivi.
Per non dire dell' assurdità di impiegare una luciastove gigante o simili per cogenerazione, in posti dove le fascine di legna costano così tanto in termini di tempo umano, fatica e rischi personali.

amir
 
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aamir[/QUOTE]
Se leggi i commenti della gente al passaggio della prima locomotiva di Stephenson a confronto sei molto più favorevole alla Lucia e al suo principio.... Secondo me non hai seguito tutte le spiegazioni teorico pratiche che nel forum hanno illustrato il principio e i risultati.
teoricamente
1) Lucia è alimentabile con qualunque tipo di biomassa dal contenuto di umidità inferiore al 30 % ( in Africa significa qualunque arbusto o erbaccia raccolti da qualche giorno
2) Il char della Lucia non è utilizzabile come biocombustibile senza una ulteriore lavorazione perchè parte da un combustibile iniziale di qualità inferiore alla legna adoperata per fare la carbonella ha granulometria inferiore e dopo lo spegnimento con acqua diventa una poltiglia nerastra.
3) Il minor apporto energetico dato dai gas di pirolisi rispetto alla combustione totale della biomassa è in parte compensato dalla temperatura superiore , vedi il ciclo di Carnot e dal più profiquo sfruttamento della fiamma a contatto delle pentole .
4) Concordo che visto il bilancio positivo della CO2 derivante dal suo utilizzo dovrebbe essere estesa all'uso di questi apparecchi la possibilità di usufruire dei vantaggi economici derivanti dal carbon trade .
5) Al contrario di ciò che pensi , una caldaia che lavori con lo stesso principio e utilizzi biomassa sarebbe un grosso passo avanti nella cogenerazione diffusa a biomassa solida, consentendo una drastica riduzione delle emissioni dal focolare e una conseguente minor spesa economico - energetica degli abbattimenti .
Vai a cercare Dante Livio Porta , ti accorgerai che già altri al fine di aumentare l'efficienza energetica delle macchine a vapore alimentate anche a biomassa aveva pensato di gassificare il combustibile ....
 
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Ciao a tutti
Questo è il mio primo intervento nel forum.
Volevo commentare che da l'immagine che è stata inviata il 15-11-09 per en.ergo, e guardando un pò sulla web, ho costruito un prototipo di brusciatore di woodgas a partire dalla pirolisi di biomassa.
Il caso è che ha funzionato piuttosto bene.
Il prossimo passo che spero di fare con questo bruciatore, sarà cercare di regolare la miscela aria-gas al fine di controllare la combustione.
Essi saranno tenuti informati.
 
Ciao a tutti
ho costruito un prototipo di brusciatore di woodgas a partire dalla pirolisi di biomassa.
Il caso è che ha funzionato piuttosto bene.
.
Caro daniels se il tuo non è un interesse economico ma piuttosto sapere, saresti disposto a darci ragguagli foto e quant'altro per potere riuscire anche noi a produrre prototipi come il tuo ed iniziare a sperimentare ? cosi magari tutti insieme si prova a testare e verificare gli eventuali punti critici della minipirolisi ??.

Visto Sulzer qualcosa stiamo riuscendo a ritornare a muovere ??, chi sta un attimo deludendo è semmai il moderatore che seppur invitato a darci lumi sull'evoluzione del progetto resta desaparesido
 
Per cui,
benché io sia convinto dell' utilità agronomica del biochar, e delle sue potenzialità di sequestro di carbonio,
o qualche Ente PAGA (preferibilmente in natura, cioè bombole di gas, o forni solari) il biochar un tanto al chilo,
o non c' è speranza che "quella gente" si metta a fare biochar.
E se il biochar non viene fatto sul posto, i costi di trasporto sono proibitivi.
amir
Amir sembri conoscere il biochar perchè non ci approfondisci la conoscenza spiegandoci utilità e punti critici dello stesso prodotto onde potere noi meglio valutare l'utilità del prodotto di scarto (qualora il risultato principale sia l'energia prodotta) la tavola rotonda che volevano fare su tale argomento credo sia stato un flop almeno in questo forum facciamo noi tutti insieme gli approfondimenti cosi da saperne parlare meglio che ne dite ??
 
"stove gasifier" varie

"stove gasifier" varie

Rubacchiando e scopiazzando dai vari documenti chiunque dotato di normale manualità dovrebbe riuscire a costruirsi un accrocchio più o meno tecnologico.

Normalmente nella stufetta meno sofisticate "da savana" la sottospecie di biochar di risulta viene ripassata e riutilizzata in combustione fino a che non si lascia sul terreno semplice cenere.

Simple method of charcoal production
Easy large portable woodgas stove
http://www.bioenergylists.org/stovesdoc/midge/THE_COMPLETE_MIDGE.pdf
http://www.bioenergylists.org/files/Components and Construction.pdf
http://api.ning.com/files/6itSkOrY9...GrSrUWPXhyu*TTfQvLrEWl/THE_COMPLETE_MIDGE.pdf
http://www.retsasia.ait.ac.th/Publications/Glow_Indonesia.pdf
http://www.ias.ac.in/currsci/10mar2010/627.pdf
http://www.retsasia.ait.ac.th/Publications/A STUDY ON IMPROVED INSTITUTIONAL BIOMASS STOVES.pdf
 
Rubacchiando e scopiazzando dai vari documenti chiunque dotato di normale manualità dovrebbe riuscire a costruirsi un accrocchio più o meno tecnologico.

Biomassoso come sempre è ermetico e preciso nei suoi commenti.
Infatti dai suoi link effettivamente a parte qualche problemino con l'argomentazione tecnica in inglese si riesce a capire come fare a realizzare faidate una stufetta; ed ecco il primo dubbio ma allora quell'ingegnere e quella cartolibreria avevano messo su una truffetta visto che parlavano di € 1500 per la Lucia ?? credo proprio di si.
Per quanto riguarda invece la potenziale applicazione più importante della pirolisi sempre in applicazioni medie, tu Biomassoso cosa ne pensi ?? credi ci siano opportunità di sviluppo ??
 
Caro daniels se il tuo non è un interesse economico ma piuttosto sapere, saresti disposto a darci ragguagli foto e quant'altro per potere riuscire anche noi a produrre prototipi come il tuo ed iniziare a sperimentare ? cosi magari tutti insieme si prova a testare e verificare gli eventuali punti critici della minipirolisi ??.

Visto Sulzer qualcosa stiamo riuscendo a ritornare a muovere ??, chi sta un attimo deludendo è semmai il moderatore che seppur invitato a darci lumi sull'evoluzione del progetto resta desaparesido



Caro Max
Ti mando alcune foto della piccola stufa che ho fatto.
Qui faccio una breve descrizione di essi:

Foto 1: Brusciatore montato
Foto 2: Stessa foto 1, è possibile vedere l'interno del bruciatore
Foto 3: I quattro componenti del brusciatore, ventilatore, venturi, camicia esterna, camera pirolitica
Foto 4: Particolare del ventilatore
Foto 5: Particolare del venturi:diametro interno 92 mm, angolo di ingresso uguale all'angolo di uscita 30 °, 110 mm di diametro esterno
Foto 6: Camicia esterna di 114 mm di diametro esterno, spessore 2 mm, lunghezza 190 millimetri
Foto 7: Camicia esterna con Venturi montato in posizione, la gola del venturi debe essere in corrispondenza della fessura inferiore della camera pirolitica
Foto 8: Camera pirolitica, può vedersi le fissure superiore e inferiore di 2 mm. Il tubo è di diametro esterno 89 mm, spessore di 2 mm, c'è un coperchio per questo tipo di tubo e una cartela. Lunghezza totale 160 millimetri
Foto 9: Potete vedere la camera pirolitica e la camicia esterna
Foto 10: Particolare della camera pirolitica
Foto 11: Particolare della camicia esterna

Per comprendere il principio di funzionamento si riferiscono l'immagine che è stata inviata il 15-11-09 per en.ergo
Per fare le prove di combustione uso del pelet.
Per avviare la combustone uso un accendifuoco.
Il problema si presenta, e io non sono ancora stati risolti, che varia la quantità di gas combustibile prodotto durante la pirolisi e varia quindi la miscela aria-gas, essendo irregolare il funzionamento

Spero che queste informazioni saranno utili e resto a vostra disposizione per espandere cosa avete bisogno.
daniels
 

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Caro daniels se il tuo non è un interesse economico ma piuttosto sapere, saresti disposto a darci ragguagli foto e quant'altro per potere riuscire anche noi a produrre prototipi come il tuo ed iniziare a sperimentare ? cosi magari tutti insieme si prova a testare e verificare gli eventuali punti critici della minipirolisi ??.

Visto Sulzer qualcosa stiamo riuscendo a ritornare a muovere ??, chi sta un attimo deludendo è semmai il moderatore che seppur invitato a darci lumi sull'evoluzione del progetto resta desaparesido


Più foto della stuffeta
Salutti
 

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Caro daniels se il tuo non è un interesse economico ma piuttosto sapere, saresti disposto a darci ragguagli foto e quant'altro per potere riuscire anche noi a produrre prototipi come il tuo ed iniziare a sperimentare ? cosi magari tutti insieme si prova a testare e verificare gli eventuali punti critici della minipirolisi ??.

Visto Sulzer qualcosa stiamo riuscendo a ritornare a muovere ??, chi sta un attimo deludendo è semmai il moderatore che seppur invitato a darci lumi sull'evoluzione del progetto resta desaparesido


Le ultime due foto.
Salutti.
 

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Le ultime due foto.
Salutti.

Daniels complimenti il tuo giocattolino sembra pure più funzionale della lucia, certo chiederti di fare un video come quello che noi tutti abbiamo visto della lucia in funzione dove l'ingegnere americano spiegava il funzionamento sarebbe molto interessante.
oltretutto se Tu fossi intenzionato a realizzare in piccole tirature questa tua realizzazione con dei prezzi modici (molto modici) per l'amore della scienza e per permetterci a noi tutti di fare sperimentazione sarebbe il massimo.
Potremmo creare noi un gruppo di studio e testare la pirolisi in piccole dimensioni
ciao e Grazie
 
[QUOTE=daniels;
bravo Daniels , semplice e ben fatto , se funziona è una bella costruzione. Hai provato a variare la velocità del ventilatore o più semplicemente a variare il flusso con una vella per regolare il processo in funzione del materiale pirolizzato ?Per Max . penso che un sistema che determini un differenziale di pressione tra l'intercapedine e la camera di pirolisi sia indispensabile . Nella Lucia hanno risolto con il ventilatore o con il camino , forse visto come sono bravi a usare i mantici i fabbri africani , un piccolo mantice sarebbe un'altra soluzione , anche se si determinerebbero onde di pressione pulsanti con difficoltà di regolazione del processo.
 
Ciao a tutti, poco tempo perchè lavoro in campagna e questa è la stagione più importante, quindi poche parole. Come ho già detto ho una lucia stove e sono andato a prenderla a tortona. E' necessario andare là perchè bisogna seguire una breve ma assolutamente necessaria lezione per imparare i rudimenti della pirolisi ed usarle la stufa in modo corretto. Ho conosciuto l'ing. Nathaniel e mi è parso straordinario. Il fatto che la stufa necessiti di una relativamente " bassa tecnologia" è nelle intenzioni del suo creatore ( per sua stesse parole) e per me rende ancora più geniale l'invenzione. L'invenzione non basta: bisogna trovargli efficienti applicazioni e migliorarla possibilmente lasciando ai fighetti le applicazioni di design; perciò rinnovo l'invito a venire a trovarmi in friuli per una discussione tra pari ( non sono l'ingegnere!) con la stufa davanti,accesa, e magari qualche sua copia autocostruita...
 
Se mi perdonate la chiosa, osservando la macchina smontata di Daniels si capisce anche il funzionamento della lucia altrimenti inspiegabile , dato che non mi reputo sto fulmine della intuizione , alla luce delle foto qualcun altro ne ha capito il funzionamento? Premettendo che sino ad ora le spiegazioni , comprese le mie sono state fuorvianti
 
C Come ho già detto ho una lucia stove e sono andato a prenderla a tortona. E' necessario andare là perchè bisogna seguire una breve ma assolutamente necessaria lezione per imparare i rudimenti della pirolisi ed usarle la stufa in modo corretto. ... con la stufa davanti,accesa, e magari qualche sua copia autocostruita...
Caro Carlo io sinceramente oltre che per la distanza (vivo nella lontana Sicilia) avrei qualche remora al tuo invito perchè credo che la luciastove sia una grande invenzione solo per chi la sta producendo e commercializzando.... vorresti confermarmi il prezzo assurdo di € 1500,00 ???.
Quella realizzara da Daniels sembra pure miù funzionale ma credo dai costi molto più bassi; aspetto in tale proposito una risposta dallo stesso.
Sulzer invece a te voglio chiederTi la cortesia di chiarirmi il tuo ultimo concetto che non riesco bene a conprendere
 
Se osservi la rappresentazione della lucia illustrata da energo , il funzionamento risulta incomprensibile, tanto che se leggi cosa scrivo qualche mese fa affermo che la camera di pirolisi è in leggera sovrapressione . Come ho sbagliato io hanno sbagliato tutti perchè nessuno mi ha contraddetto . Se fosse come asserivo e come sembra dal disegno , il funzionamento sarebbe autoestinguente , cioè un " non funzionamento ". Invece la lucia nella realtà funziona perchè nel disegno di ener mancano due particolari fondamentali , l'anello che determina l'effetto venturi e il ventilatore . Il funzionamento sinergico di questi due elementi determina una depressione all'altezza delle fessure inferiori ( risucchiando i gas di pirolisi ) e una sovrapressione all'altezza delle fessure superiori ( spingendo i gas con pressione sufficiente a mescolarli all'aria e a bruciare ) .
La camera di pirolisi in depressione aspira verso il basso una parte dei gas combusti roventi , poveri di ossigeno, che attraversando la biomassa nel moto verso il basso la pirolizzano utilizzando lo stesso principio di alcuni impianti per la pirolisi dei pneumatici e poi vengono aspirati nella intercapedine e spinti agli ugelli del " combustore ". Sino a che gira il ventilatore e esiste all'interno biomassa da pirolizzare il processo prosegue , dopo o spegni il characoal rovente o brucia nella camera per il contatto con l'atmosfera da cui non è più protetto dai gas di risulta della combustione ....
Magari qualcuno l'aveva già spiegato e io basandomi sullo schema di energo non l'avevo capito......
 
Daniels complimenti il tuo giocattolino sembra pure più funzionale della lucia, certo chiederti di fare un video come quello che noi tutti abbiamo visto della lucia in funzione dove l'ingegnere americano spiegava il funzionamento sarebbe molto interessante.
oltretutto se Tu fossi intenzionato a realizzare in piccole tirature questa tua realizzazione con dei prezzi modici (molto modici) per l'amore della scienza e per permetterci a noi tutti di fare sperimentazione sarebbe il massimo.
Potremmo creare noi un gruppo di studio e testare la pirolisi in piccole dimensioni
ciao e Grazie




Caro Max
Prima di tutto mi scuso per non aver risposto a voi in modo più rapido.
Succede che ho trascorso diversi giorni senza connessione a internet a causa di problemi con il fornitore del servizio.
In secondo luogo, apprezzo molto i complimenti ricevuti, i prendo come una ricompensa per gli sforzi che ho fatto.
Su l'ultimo passo per rispondere alle vostre domande:
-Farò un video per mostrare il funzionamento di la mia stufa appena può.
-Per costruire una piccola quantità di questa stufa, credo che ancora non è il momento perché penso apportare modifiche per renderla ancora più semplice da usare.
-Mi piacerebbe che si possa formare un gruppo di studio e verificare il processo di pirolisi, perché, personalmente, non ho sufficienti risorse economiche per farlo come vorrei.
-L'uso del ventilatore facilitata notevolmente la attivazione della stufa e aumenta notevolmente la capacità produttiva di woodgas.
Quanto a sapere se è necessario dire di no, perché ho verificato che, una volta che è in regimen e si vede il fenomeno della pirolisi, il brusciatore funziona senza ventola.
Spero di farti vedere questo ultimo, quando faccia il video che mostra l'operazione.
Saluti.
 
Se osservi la rappresentazione della lucia illustrata da energo , il funzionamento risulta incomprensibile, tanto che se leggi cosa scrivo qualche mese fa affermo che la camera di pirolisi è in leggera sovrapressione . Come ho sbagliato io hanno sbagliato tutti perchè nessuno mi ha contraddetto . Se fosse come asserivo e come sembra dal disegno , il funzionamento sarebbe autoestinguente , cioè un " non funzionamento ". Invece la lucia nella realtà funziona perchè nel disegno di ener mancano due particolari fondamentali , l'anello che determina l'effetto venturi e il ventilatore . Il funzionamento sinergico di questi due elementi determina una depressione all'altezza delle fessure inferiori ( risucchiando i gas di pirolisi ) e una sovrapressione all'altezza delle fessure superiori ( spingendo i gas con pressione sufficiente a mescolarli all'aria e a bruciare ) .
La camera di pirolisi in depressione aspira verso il basso una parte dei gas combusti roventi , poveri di ossigeno, che attraversando la biomassa nel moto verso il basso la pirolizzano utilizzando lo stesso principio di alcuni impianti per la pirolisi dei pneumatici e poi vengono aspirati nella intercapedine e spinti agli ugelli del " combustore ". Sino a che gira il ventilatore e esiste all'interno biomassa da pirolizzare il processo prosegue , dopo o spegni il characoal rovente o brucia nella camera per il contatto con l'atmosfera da cui non è più protetto dai gas di risulta della combustione ....
Magari qualcuno l'aveva già spiegato e io basandomi sullo schema di energo non l'avevo capito......


Caro Sulzer
Apprezzo le congratulazioni.
Vedo che si comprende appieno il principio di funzionamento della mia stufa.
D'altra parte, vi dico che ho provato a variare il flusso d'aria della ventola e penso che potrebbe essere una buona soluzione, continuerò la ricerca di questo problema.
Saluti
 
per maxtheboss :i prezzi della lucia stove li trovi nel sito comunque ti confermo che quella per la ricerca ha quel prezzo. Le altre costano molto meno.La differenza dovrebbe essere nel materiale usato e nella precisione delle fresature. Forse quest'estate passo a trovarti io che vorrei venir in Sicilia in ferie:)
Per Daniels : mi piacerebbe ragionare sulla stufa insieme a te e condividere esperienze riguardo la pirolisi, mi pare che la tua stufa per altro molto simile alla luciastove, abbia nella parte superiore una fenditura invece degli augelli della lucia che servono a dare alla fiamma una precisa forma a spirale. Dalla mia esperienza ( prontissimo a metterla in discussione!) questo particolare stabilizza la fiamma che fa da "tappo" all'ossigeno perciò basta molta meno sovrapressione nell'intercapedine tra i due tubi , quindi meno ventilatore.
Per altro il ventilatore sotto può essere tranquillamente sostituito con un camino sopra, avendo l'accortezza di lasciare una fenditura di pochi millimetri alla base ( tra la stufa e il camino per capirci ) (cfr turbina a reazione)
Inoltre non è proprio corretto parlare di pirolisi perchè in realtà quello che avviene in entrambe le stufe è una gassificazione. La differenza è che in quest'ultima ci sono piccole quantità di ossigeno ( percentuale sotto-stechiometrica ). Un buon biochar, deve avere un ph il più possibile neutro , quando la gassificazione è forzata ( troppa aria risucchiata) si ottiene una componente di cenere che è molto basica perciò inadatta all'uso agricolo ( se non in piccole quantità)
Un buon biochar credo si ottienga creando una sovrapressione appena sufficiente a stabilizzare la fiamma e risucchiare la minima quantità di aria all'interno per mantenere stabile la fiamma e il processo fino alla completa carbonizzazione del legno,
inoltre come già detto in questa discussione appena la fiamma si spegne e quindi il gas è finito è necessario abbassare la temperatura del biochar con acqua perchè non inizi a bruciare
mandi
 

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