termocamino: Carinci o Vulcano?


tu mi hai chiesto quanta legna ci vuole per scaldare il puffer, e io ti ho scritto
quanta acqua contiene il tc?
inoltre, se il tc è in una stanza separata dalla casa, dove vanno i kw che disperde per irraggiamento?
 
quindi devi calcolare di scaldare anche quell'acqua, circa 2/3 kg di legna
(sempre a parte le rese)

e quella taverna, quanti mt misura?
 
tu mi hai chiesto quanta legna ci vuole per scaldare il puffer, e io ti ho scritto


Magari dicamo a beppe che con il puffer gli regali un bilancino da farmacista con la scala graduata per sapere quanti kg di legna deve caricare il mattino in base alla temperatura del puffer ahahahahahahah azzzzzz......che comodita' questa accensione programmata!
 
non centra nessun bilancino, stiamo facendo degli esempi.
dipende se tu vuoi caricare giusto o cosa.
ora con tc diretto carica preciso o ad occhio? se preciso, nulla cambia, se ad occhio, addio resa.... (visto che scalda con il surplus la casa quando a casa non c'è nessuno il mattino)
anzi, con il puffer puoi permetteti MOLTIIIIIIIII più errori di carico !!!
 
allora qualcosa non torna....
se sono circa 80 mt3, si ciuccia tutti i 13 kw per irraggiamento? beh... fanno 140 kcal/mt3, cosa impossibile.
allora, o la stanza comunica e scalda altre stanze, o il TC non ha tutta quella resa che pensi.......
 
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Il carinci 190 da 5,5 kw di irraggiamento non 13 .... la taverna e' alta 2,1 mt
Ma scusa ho 14,5 kw x 170 mq.... classe d e x 30 mq me ne servono 13 di kw???
 
Ultima modifica da un moderatore:
fuocoelegna, questo lo dici tu....
ha mai provato beppe ad averlo? quindi non sà....

l'ho ripetuto allo sfinimento (per i TC in generale): dipende da come si vuole gestire il TC. Se diretto, si avrà SEMPRE poca resa di gestione e obblighi di tempo, se con puffer si avrà più resa di gestione e più libertà di tempo (a fronte di maggior spazio e budget).
a ogni persona libertà di scelta.

Il carinci 190 da 5,5 kw di irraggiamento non 13

allora se sono 5 kw va bene
ricordavo il numero 13, ma sono i kw dei termosifoni... pardon
 
Ultima modifica da un moderatore:
Il termocamino non deve MAI lavorare al di sotto dei 60 gradi qualunque sia la stagione pena il riempirsi di creosoto e danni alla lamiera per la corrosione.
Supponiamo che ho un impianto con tubazioni abbastanza lunghe con circa 150 elementi radiatori alluminio alti 70 cm con all'interno una temperatura di circa 20 C. Imposto partenza circolatore radiatori a 63 e circolatore acqua camino a 58. L'acqua nel termocamino rimane sopra i 60C ?
 
ha fatto il giusto dimensionamento di irraggiamento, vista la stanza.
a volte si vedono tc con 7/8 kw su stanze di 4x4... e i proprietari in mutande :spettacolo:
 
. Imposto partenza circolatore radiatori a 63 e circolatore acqua camino a 58. L'acqua nel termocamino rimane sopra i 60C ?

Certo che si , inizialmente parte a 63 poi da un primo giro, scende a 60 si spegne circolatore 2 se scende sotto i 55 spegne circolatore 1 nel frattempo la lefna aumenta la combustione, rialza la temperatura che fa ripartire circolatore 1 e poi a 63 circolatore 2 che riprende scaldando la sexonda parte di acqua fredda e pescando la prima gia' piu' calda scendera' ancora a 61 min 60 ma non si fermera' piu' la pompa 2 per poi riprendere la corsa ad aumentare e stabilizzarsi al culmine della combustione sui 70 max 75 gradi ( esempio con tc carinci )

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Vede dottore e qui serve il puffer! Ma se c e una bella donna che si mette in mutande il camino lo faccio andare anche a 90!.......gradi....:beer:
 
Ultima modifica da un moderatore:
Quando la temperatura passa da 63 a 60 nel secondario, hai dei rientri freddi nel camino che facilitano la formazione di creosoto specialmente vicino i portelloni. Dico questo perché avendo il Carinci e non avendo la valvola anticondensa, noto il famoso catrame. Appena ho tempo, farò la modifica e sono convinto che le cose miglioreranno.
 
Quando la temperatura passa da 63 a 60 nel secondario, hai dei rientri freddi nel camino che facilitano la formazione di creosoto specialmente vicino i portelloni. o.

Il creosoto a 60 gradi non si forma. Molto probabilmente i lati non sono interessati dal passaggio di acqua e gli spifferi del portello tendono a tenere in avvio la temperatura piu' bassa. Le consiglio di agire sulle partenze dei circolatori 1 e 2 per esempio faccia partire la pompa 1 a 62 e la arresti a 59 e la pompa 2 la fa partire a 68 e la arresti a 63 .
Bisogna giocare su questi settaggi onde impedire quando la pompa 1 va in off temperarure per molto tempo al di sotto dei 52 gradi
Che modifica intende fare?

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Dottore mi permetta una battuta per rompere l astio che ha nei miei confronti....la immagino piccolo e tondo ( tipo pufferino )con la testa rasata e dietro la nuca un tatuaggio con su scritto " puffer for ever " . :innamorato:
 
Ultima modifica da un moderatore:
Ripeto, se la pompa parte a 68 e arresta a 63, e l'impianto è freddo, solo con la valvola anticondensa garantisce al camino un rientro sopra i 60 C altrimenti all'inizio rientra fredda. Ci rifletta un attimo. P.s per il momento ho modificato il Tu con il Lei.
 
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Diamoci del tu dai...
Con scambio a piastre non entra mai acqua nel tc sotto i 60 si ferma prima. E quella che rimesta la pompa 1 che si fredda ma si riprende subito.
Importante non andare sotto i 52.
La vac in questo caso e' di intralcio all intero sistema
 
Ultima modifica da un moderatore:
Cerchiamo di fare un pò di chiarezza sul funzionamento di un impianto a biomassa, TC o caldaia che sia.
Innanzitutto quelli che sono due scambiatori a piastre non garantiscono il mantenimento di un ritorno costante ad una T superiore ai 60°.
Il ritorno di acqua fredda in camera di combustione (sia di un TC che di una caldaia) fà raffreddare (se così di può dire) la fiamma.
Questo pena la formazione di condensa ( creosoto come viene chiamato in chimica organica, prodotto che deriva dalla distillazione della legna alla T di 200-250° --> la distillazione è un processo chimico, utilizzato anche in laboratorio, per separare da una miscela singoli componenti sfruttando le varie temperature di ebollizione degli stessi (differenza di volatilità)).
Solitamente queste temperature si sviluppano nella camera di combustione, con l'aumentare o il diminuire della potenza della fiamma, quindi con un ritorno freddo avremo dei continui pendolamenti che favoriranno la volatilizzazione di alcuni prodotti che potrebbero invece andare in combustione e quindi bruciare se la T della camera di combustione restano sempre costanti ed elevate (al di sopra dei 70° della T dell'acqua e quindi T della camera di combustione elevate).

Funzionamento di un impianto a biomassa senza anticondensa e collegato diretto all'impianto (senza scambiatori che servono a ben poco):

comincia la combustione, si arriva ad una temperatura in macchina che si aggirerà intorno ai 65° e la pompa del primario parte, con questo movimento di acqua avremo tutto il ritorno impianto a 20° (questo anche perchè con la classica mentalità ITALIOTA si fa il solito ON/OFF che piace tanto ad installatori e clienti --> il cliente vuole sentire il radiatore bello bollente altrimenti dice che non sta scaldando), pena abbassamento della T della macchina, fermo pompa e continui pendolamenti, al di sopra di un certo DELTA T in ritorno la macchina non avrà più i fermo pompa.
Ma magari è intervenuto il TA per fermare la pompa e li si forma la condensa e il catrame (non solo nella camera di combustione ma anche in canna fumaria).

Creosoto --> principale fonte di incendio delle canne fumarie.

partiamo dal concetto che una caldaia a biomassa lavora con DT di 15/20°.

Funzionamento con sistema anticondensa:
macchina che và in temperatura, 65°, partenza della pompa del primario, circolazione su se stesso dell'acqua e leggera apertura della VAC (con bulbo o miscelatrice motorizzata) che garantisce un ritorno costante al di sopra di una certa T (55,60,65) evitando i pendolamenti sopra citati e la formazione di catrame.

Porto l'esempio di un impianto che ho modificato :

caldaia a triti che era stata collegata precedentemente diretta con una sola pompa sulla mandata. il cliente utilizza pellet, quindi molto più stabile come materiale rispetto alla legna (tenore di umidità) .
era obbligato a pulirla ogni 3 giorni proprio per il problema della formazione di condensa, doveva anche pulire la canna fumaria una volta al mese.
Ora la caldaia è stata modificata con VAC e puffer, il cliente ha pulito la caldaia dopo un mese di funzionamento e il risultato era la presenza di cenere asciutta e fine (perfetta combustione).

A voi le conclusioni.
 
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Io ho carinci con scambio a piastre ho impostato pompa 1 on 59 off 55 , pompa 2 on 65 off 59 .... su consiglio di amici qui sul forum...
Ad accensione a camino freddo fa 1 stop e basta ... di catrame o creosoto non ne vedo quasi nulla, quel poco che si forma alla accensione successiva si sfoglia.
Se volessi mettere la vac senza puffer cosa dovrei andare a modificare ? Per la precisione dove andrebbe installata? Io ho idrokit5 sotto il camino in centrale termica gia' assemblato.
E i costi?
Grazie per una tua risposta
 
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