Cerchiamo di fare un pò di chiarezza sul funzionamento di un impianto a biomassa, TC o caldaia che sia.
Innanzitutto quelli che sono due scambiatori a piastre non garantiscono il mantenimento di un ritorno costante ad una T superiore ai 60°.
Il ritorno di acqua fredda in camera di combustione (sia di un TC che di una caldaia) fà raffreddare (se così di può dire) la fiamma.
Questo pena la formazione di condensa ( creosoto come viene chiamato in chimica organica, prodotto che deriva dalla distillazione della legna alla T di 200-250° --> la distillazione è un processo chimico, utilizzato anche in laboratorio, per separare da una miscela singoli componenti sfruttando le varie temperature di ebollizione degli stessi (differenza di volatilità)).
Solitamente queste temperature si sviluppano nella camera di combustione, con l'aumentare o il diminuire della potenza della fiamma, quindi con un ritorno freddo avremo dei continui pendolamenti che favoriranno la volatilizzazione di alcuni prodotti che potrebbero invece andare in combustione e quindi bruciare se la T della camera di combustione restano sempre costanti ed elevate (al di sopra dei 70° della T dell'acqua e quindi T della camera di combustione elevate).
Funzionamento di un impianto a biomassa senza anticondensa e collegato diretto all'impianto (senza scambiatori che servono a ben poco):
comincia la combustione, si arriva ad una temperatura in macchina che si aggirerà intorno ai 65° e la pompa del primario parte, con questo movimento di acqua avremo tutto il ritorno impianto a 20° (questo anche perchè con la classica mentalità ITALIOTA si fa il solito ON/OFF che piace tanto ad installatori e clienti --> il cliente vuole sentire il radiatore bello bollente altrimenti dice che non sta scaldando), pena abbassamento della T della macchina, fermo pompa e continui pendolamenti, al di sopra di un certo DELTA T in ritorno la macchina non avrà più i fermo pompa.
Ma magari è intervenuto il TA per fermare la pompa e li si forma la condensa e il catrame (non solo nella camera di combustione ma anche in canna fumaria).
Creosoto --> principale fonte di incendio delle canne fumarie.
partiamo dal concetto che una caldaia a biomassa lavora con DT di 15/20°.
Funzionamento con sistema anticondensa:
macchina che và in temperatura, 65°, partenza della pompa del primario, circolazione su se stesso dell'acqua e leggera apertura della VAC (con bulbo o miscelatrice motorizzata) che garantisce un ritorno costante al di sopra di una certa T (55,60,65) evitando i pendolamenti sopra citati e la formazione di catrame.
Porto l'esempio di un impianto che ho modificato :
caldaia a triti che era stata collegata precedentemente diretta con una sola pompa sulla mandata. il cliente utilizza pellet, quindi molto più stabile come materiale rispetto alla legna (tenore di umidità) .
era obbligato a pulirla ogni 3 giorni proprio per il problema della formazione di condensa, doveva anche pulire la canna fumaria una volta al mese.
Ora la caldaia è stata modificata con VAC e puffer, il cliente ha pulito la caldaia dopo un mese di funzionamento e il risultato era la presenza di cenere asciutta e fine (perfetta combustione).
A voi le conclusioni.