State ancora discutendo se l'accumulo convenga?
Che poi ci sono due grossi errori:
1) se si produce in più n, l'efficienza del sistema sara non più di 0.9*n
2) se si produce n in un anno, l'accumulo non accumulerà 0.9*n in un anno. Ci saranno giorni in cui si produrrà più di quanto si accumula e giorni in cui il fv produrrà praticamente 0 e quindi non si accumulerà NULLA con conseguente necessità di richiedere al gestore la differenza.
Personalmente sono sempre stato lontano dal discorso convenga - non convenga
IMHO dal momento che nel 2012 si è cominciato a parlare di cessazione di conto energia (CE),
terminato poi a luglio 2013 e quindi di aumentare la quota di autonconsumo e di batterie,
si trattava di avere una visione di come si sarebbe sviluppato il mercato dopo i CE
Di scegliere la tecnologia (e le litio si sono rivelate quella vincente),
e poi in che modo realizzare tale sistema (la topologia).
DIGRESSIONE
Tenete presente che ho all'attivo più di un centinaio di impianti dai 3 ai 199,9 kW la maggior
parte in BT ma alcuni anche i MT (i più grossi ovviamente) i primi progettati da zero nel 2008
e poi curando gli aspetti butocratici di connessione e gestione evolvendo dalla vecchia DK 5940
per la BT (DK 5640 per la MT) alla CEI 0-21 BT e CEI 0-16 per la MT, Censimp (vecchio portale
Censimento Impianti di Terna ) a GAUDì, le pratiche per per l'ottenimento dei conti energia
dal secondo al quinto e la convenzione di SSP. Dichiarazioni di consumo per impianti connessi
sopra i 20 kWp da rendere annualmente alle Dogane
Pertanto penso di sapere qualcosa in merito alla burocrazia italiana con riferimento alla connessione
di impianti FV.
FINE DIGRESSIONE
La topologia o schema realizzativo che ho scelto non prevedeva la connessione
con la rete, ma l'utilizzo della rete a supporto dell'applicazione.
Tradotto:
Fin che ne ho vado con l'energia prodotta dall'impianto, quando non ne ho
più effettuo lo switch dei carichi alimentandoli dalla rete.
Badabene il "finchè ne ho" non è solo quella delle batterie, ma anche
quella da autoconsumo istantaneo.
Ovviamente questo non è il modo migliore o più efficiene per usare i moduli FV,
ma non essendoci più conto energia non c'è più il problema di massimizzare
la produzione perchè il kWh prodotto non è più remunerato. Ciò che è remunerato
è quello scambiato che comunque non è valorizzato tanto quello prelevato
(per non parlare poi di quella produzione immessa che eccede lo scambio).
Il "problema" che solleva deepdark è reale ma fino ad in certo punto, perchè
cambia il punto di vista e cambiano il peso economico delle parti dell'impianto.
Nel 2008-2009 un Wp di moduli fotovoltaici costavano da 4 a 5 Euro al distributore
Nel 2018 un Wp di fotovoltaico vale 0,4 Euro
Un impanto da 3 kWp costava più di 20.000 Euro dei quali 12.000-15.000 Euro solo di pannelli
Oggi un 6 kWp installato costa 9000 Euro dei quali 2400 Euro di pannelli.
dal 2008 al 2013 era il conto energia che "pesava" sul rientro economico dell'impianto
e bisognava massimizzare la produzione. Più produzione ed efficienza, minor tempo di rientro
Ora il CE non c'è più, non ha senso considerare questo aspetto preponderante.
Se l'obiettivo è quello di massimizzare l'autoconsumo e la percentuale di indipendanza
dalla rete sarà questo il parametro da perseguire e vedere se con il risparmio conseguito
(assieme alla detrazione) il rientro economico diviene accettabile.