Aumento consumi con fotovoltaico


Vipsolar impianto fotovoltaico

Il mio è un INVT CEI-021 e lo schema è quello della casa madre, ed è quello in allegato,compreso il collegamento AC che ho io cancellato per esporre l'esempio
Potevi non cancellare nulla, dato che l'inverter è certificato e il meter (o TA) c'è ed è in quella posizione. Quindi sei senza ATS esterno ?
 
Potevi non cancellare nulla, dato che l'inverter è certificato e il meter (o TA) c'è ed è in quella posizione. Quindi sei senza ATS esterno ?

Lo ho voluto installare io e l'elettricista era contrario, aveva ragione lui allora,
Ma effettivamente se è cosi certificato e giusto che funzioni senza...........................
Ma essendo manuale/automatico posso sempre lasciarlo in manuale uso DPDT standard
 
Ultima modifica:
Lo ho voluto installare io e l'elettricista era contrario, aveva ragione lui allora,
Ma effettivamente se è cosi certificato e giusto che funzioni senza...........................
Ma essendo manuale/automatico posso sempre lasciarlo in manuale uso DPDT standard
Penso di sì.

Qui il centralino è così: non c'è l'ATS e i tre DPDT (o "I-O-II") sono quelli al centro, tra il maledetto trasformatore 220V-12V e il meter fornito assieme all'inverter.

Quadro.jpg

Nel quadro AC di fianco all'inverter ci sono solo:
- un MTD (C25/300mA) sulla porta "grid"
- un MT (C25) sulla porta back-up
D'altro c'è solo un MT (C32) appena sotto al contatore, che fa da DG e da protezione del montante.

Le protezioni delle linee sono in numero minimale per ogni fase, perché originariamente l'impianto era monofase e con solo due linee, forza/16A e luce/10A: già separare i diversi piani non è stato banale.
 
Perciò se il dispositivo di non immissione è certificato secondo le norme it ma per qualche motivo questo non dovesse funzionare correttamente e bruciare i ditini al omino io sarei legalmente a posto?20 milli sec di solito può essere un tempo sufficentemente breve perchè le pdc split lavorino senza subire interruzioni ?O subiscano danni per quei vuoti ?Essendo rispettate formalmente le norme per non immissione ,perciò il generatore fv NON È collegato alla rete del distributore NON è necessario che vengano eseguite le pratiche burocratiche relative vero?
 
Se usato come da manuale non succede di bruciare nessuno............................ se una macchina è certificata per uno specifico uso significa che si puo e se cade la rete si spegne come da normativa e rimane EPS in funzione ad isola
Poi saltano le centrali in collaudo.......................................... ....................... e in quanto a sicurezza dovrebbero essere il massimo.......

P.s. Come gia detto non è l'immissione la discrimina, quello che vale è come è costruita l'interfaccia di collegamento alla rete e la CEI, da come ho capito detta le regole e i modi di funzionamento

Per il tuo impianto essendone il proprietario sei comunque responsabile, SEMPRE, se causa danni.
Non che quattro pezzi di carta cambiano le cose..........................
 
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Tutta la prova 2 (solare + rete) è fatta col bypass chiuso/connesso (cioè tenuto così dal SW dell'inverter):
....

Io vedo cose diverse:

1- consumo carichi:

consumo.JPG

Apporto pannelli:

mix rete + fv.JPG

prelievo dalla rete:

prelievo + consumo.JPG

Il video mostra il mix (IN AC + DC FV) per soddisfare il carico su AC OUT.

72 watt da rete + 535 W da FV (di solito 244 * 2,1 = 512 w) fanno 607 W ma 20/30 potrebbero essere quelli necessari all' inverter per funzionare.

Quindi :

1- è valida la tua tesi, ovvero è un inverter ongrid con "limitazione" gestita all' interno della macchina, alla pari di qualsiasi inverter ongrid con funzione di zero immissioni

2- è valida la mia tesi che puo' mixare o meglio prelevare dalla rete solo quanto necessita per sopperire ai carichi, ma con la doppia conversione AC-DC, a cui si somma quella in ingresso dal FV DC e poi di nuovo DC-AC sull' uscita.

Nella tesi 1 è evidente che deve esserci EE immessa in rete e conteggiata come prelevata dal contatore (ma è strano che anche il piu' semplice dei logger non l' abbia misurata, basta staccare i carichi e usare una pinza amperometrica da 20 euro!

Nella tesi 2 l' energia EE consumata in piu' è stata generata dalla bassa resa del sistema (doppia conversione) ed in parte dalla reattiva generata.

In tutti i modi senza poter mettere le mani sopra all' inverter e fare alcune misure ..... rimangono solo delle ipotesi!
 
Sentiamo cosa ne dicono gli esperti qui presenti di un sistema cosi proposto..

Inverter Cei-21 con certificazione valida,
Porta EPS sempre attiva con tutti i carichi ad essa collegati
Meter sulla linea AC per ottenere immissione ZERO,
...
rrrmori53

Se vogliamo essere "ligi" alla norma cei-021, la porta EPS o di backup

"deve essere determinata dall' intervento della SPI"

Quel "deve" è perentorio, almeno scritto così.

isola4.JPG
 
Perciò se il dispositivo di non immissione è certificato secondo le norme it ma per qualche motivo questo non dovesse funzionare correttamente e bruciare i ditini al omino io sarei legalmente a posto?
Dipende, vedi ultimo punto.

20 milli sec di solito può essere un tempo sufficentemente breve perchè le pdc split lavorino senza subire interruzioni ?O subiscano danni per quei vuoti ?
Io penso che non si fermino e comunque non subiscano alcun danno, ma tieni presente che in un impianto ongrid la commutazione avviene solo in caso i blackout della rete, quindi raramente.


Essendo rispettate formalmente le norme per non immissione ,perciò il generatore fv NON È collegato alla rete del distributore NON è necessario che vengano eseguite le pratiche burocratiche relative vero?
Le norme vanno rispettate per poter collegare l'inverter (qualunque morsetto) alla rete del distributore e penso che, immissione o non immissione, una certa quantità di pratiche burocratiche sia comunque necessaria. Questo risponde anche alla questione della responsabilità in caso di incidente, del tuo primo punto qui.
 
Se vogliamo essere "ligi" alla norma cei-021, la porta EPS o di backup

"deve essere determinata dall' intervento della SPI"

Quel "deve" è perentorio, almeno scritto così.

Infatti negli inverter ongrid con porta EPS/backup è proprio così: l'SPI è integrato, come l'ATS.
Se non sbaglio c'è un limite a 11kW per poter integrare l'SPI; tale limite vale per l'insieme dei generatori di una data fornitura.
Ma non sono sicurissimo perché qui esuliamo dalla mia esperienza personale.
 
Se vogliamo essere "ligi" alla norma cei-021, la porta EPS o di backup

"deve essere determinata dall' intervento della SPI"

Ma infatti funziona cosi......................... funzionamento normale concarichi su EPS e indicazione della macchina in OnGrid
Togli tensione alla porta "grid" e rimane alimentata la porta EPS con indicazine "EPS/OffGrid"e relativa commutazione
Al ritorno rete esattamente il contrario con solo una differenza, Indicazione Grid ed EPS accese entrambe per attendere la sincronizzazione della rete e successiva commutazione, poi va su OnGrid

Non essendo un esperto posso sbagliare ma cosi mi è sembrato funzionare il mio
 
Dammi uno schema, con componenti, che possa far ciò che ho scritto con interruzioni dello scambio autoproduzione/rete che consentano per esempio di non bloccare dispositivi tipo pdc.Accumulo minimo / piccolo ups naturalmente te lo concedo ,MA senza dover sottoscrivere alcun che con i gestori di rete ed essere coperto a termini di legge e ti dò 300 euro.E se te l'ho scritto fidati che te li dò.Norme Comitato Elettrotecnico italiano o meno fai te.

Il tuo "sarà" un impianto di produzione destinato al servizio di riserva o di sicurezza!!

isola2.JPG

isola3.JPG

Sul "buco" di energia generato dallo scambio.... anch'io ci sto lavorando..., per ora la soluzione migliore è quella di interporre fra pdc e isola un vero UPS doppia onda online, da programmare in modalità eco, ovvero se la rete è "costante" la macchina passa in bypass dopo qualche minuto di funzionamento, con consumo pari a zero.
Contro un prodotto del genere costa oltre 1000 euro, ma forse è ancora molto semplici trovarli usati dato che a luglio/agosto 2023 le poste li hanno sostituiti in quasi tutti i loro uffici, con altri meno "rumorosi" . Con 50 euro ti portavi a casa un UPS professionale da 3 kVA e PF 0,9 ... spesso con le batterie nuove o appena sostituite.

Per sicurezza ne ho presi 3, pur avendone già da anni un paio in casa e ufficio (da 2 kVA)

Se il mio amico super ing. avesse un po' di tempo da dedicarmi, dato che di lavoro progetta mega inverter da qualche MW a 3000 V, la soluzione potrebbe essere molto semplice e veloce.
Sviluppare ulteriormente l' idea di rrrmori53 con utilizzo "temporaneo" di SSR zero crossing, per poi passare la palla a due teleruttori "ben fatti" con certificati i kw di potenza sopportati (AC-3 e non le cinesate AC-7!)......

In seguito Vi farò sapere come e se riuscirò a trovare una soluzione, probabilmente anche attraverso un' azienda che lavora su prodotti del settore.
 
Sviluppare ulteriormente l' idea di rrrmori53 con utilizzo "temporaneo" di SSR zero crossing, per poi passare la palla a due teleruttori "ben fatti" con certificati i kw di potenza sopportati (AC-3 e non le cinesate AC-7!)......

In seguito Vi farò sapere come e se riuscirò a trovare una soluzione, probabilmente anche attraverso un' azienda che lavora su prodotti del settore.

Teoricamente facile...................................
Metti gli SSR in parallelo ai contatti dei contattori, contattori che avranno un ritardo da 1/2 secondi, tempo che un SSR da 100A supporta senza dissipatori
Siccome gli SSR rischiano il blocco se troppo caldi e non si aprono, succede ed è successo, con i tempi dati è MOLTO DIFFICILE, se non impossibile

Una volta tolto il carico agli SSR si commutano aperti e il gioco è fatto
 
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....
Togli tensione alla porta "grid" e rimane alimentata la porta EPS con indicazine "EPS/OffGrid"e relativa commutazione
...


La "norma" dice un po' il contrario. L' uscita EPS "puo'" attivarsi solo se interviene la SPI.

Chiaramente nel tuo caso l' uscita EPS è sempre attiva dato che la rete in ingresso non c'è (offgrid).

Poi immagino si possa "programmare" tutto il possibile.... vai a capire come fai a certificare un prodotto "programmabile" quando la sicurezza dipende in gran parte dal SW! e da cosa flagghi sul suo monitor!

Nota marca con cui "smanetto" FR.... ad esempio permette la modifica della norma del paese di riferimento in 2 secondi. I nuovi inverter SM.... certificati fino all' ultima versione conosciuta della cei-021 ..... dal puk necessario per modificare qualsiasi cosa dei miei vecchi trip..... ora i nuovi passano al default mode (per capirci niente rampa, frequenza di intervento quasi libera, tutto libero ed a portata di click) con un semplice click sul reset, compresa la pw di installatore....

Per intenderci.... preferisco la "certezza" meccanica ed elettrica di due relè interbloccati meccanicamente ed elettricamente !
 
Poi immagino si possa "programmare" tutto il possibile.... vai a capire come fai a certificare un prodotto "programmabile" quando la sicurezza dipende in gran parte dal SW! e da cosa flagghi sul suo monitor!

Nota marca con cui "smanetto" FR.... ad esempio permette la modifica della norma del paese di riferimento in 2 secondi.

Il mio mi sembra ha 26 paesi di riferimento compreso Ialia

La cosa che ho notato dal manuale è la differenza della potenza di uscita in base alla nazione impostata..........................
E sulla macchina quasi nessun blocco e pwd di default facile facile
 
...
Siccome gli SSR rischiano il blocco se troppo caldi e non si aprono, succede ed è successo, con i tempi dati è MOLTO DIFFICILE, se non impossibile

Una volta tolto il carico agli SSR si commutano aperti e il gioco è fatto

... è quasi già tutto in viaggio, compresi 3 scaricatori AC (tipo 1+2) con limite 275V che interporrò fra F e N sui 3 ingressi/uscite del ATS, perchè pare essere il picco di tensione che si genera quando si stacca un carico (nel mio caso i victron hanno un toroide abbastanza importante) sull' ingresso dell' SSR a dargli la botta per rovinarlo. Al contrario se è questo un vero problema, dovrebbe bruciare le cartucce dello scaricatore.

Considerato che il passaggio da offgrid a rete dei carichi è quasi sempre prevedibile (livello carica batterie) vorrei usare anche un controller sincroscopio + gli SSR tipo ZR.

In casa ho un oscilloscopio, ma chiaramente non è il mio mestiere.....!
 
La "norma" dice un po' il contrario. L' uscita EPS "puo'" attivarsi solo se interviene la SPI.

E lo fa
L'ATS interno fa il suo dovere e trasforma la macchina in isola quando cade la rete, tramite il controllo della SPI............................... è tutto giusto, questa è la funzione dell'EPS............. alimentare dei carichi in assenza di rete, nessuno dice che la casa non è un carico possibile

Io ho un ATS esterno.......................... in manuale diventa un semplice commutatore DPDT, in automatico fa il normale ATS
 
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Io sto cercando una seconda strada................................

Sotto una certa soglia di accumulo arrestare temporaneamente i carichi meno sensibili
Mi spiego, se fermo l Pdc per 5 minuti niente succede e riprende dove era rimasta,stessa cosa un forno o lavastoviglie
Oggi si puo e se usi un po di logica applicata, domotica, è relativamente facile
Si evita lo stress alle macchine e all'impianto in generale
Vai in OnGrid e riattivi tutto
 
... si è un' altra ottima soluzione, soprattutto per la parte "sensibile" dei carichi ovvero le pdc e condizionatori.
 

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