Autoconsumo collettivo da Fotovoltaico Proposta di Legge


Vipsolar fotovoltaico

Non è stato salvato su piattaforma YTub.?Scusa la domanda indiscreta visto che in fondo è il pane tuo quotidiano e ,visto che era un webinar decisamente tecnico,ma l aria che tira su questa forma di generazione distribuita di energia ti pare la """" solita"""" ricerca di business?Mi basta un SI ( è cosi) NO( ci sono altre motivazioni) o mah ( è difficile ancora capirlo)
 
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Al momento direi:
mah (è difficile ancora capirlo)

Comunque nessuno fa niente per nulla, quindi gli interessi economici ci sono... Però il sistema, una volta collaudato, sarà una vera svolta energetica...

Saluti
 
"sarà una vera svolta energetica..."
concordo perfettamente, ci sono cose da perfezionare ma anch'io penso ad una grande diffusione post 110%
 
ma è applicabile dove questa cosa? solo nei condomini?
io avrei eventualmente necessità di aggiungere un impianto FV oltre ai 6,5kwp mono esistenti, se tra un po' diventasse conveniente un'auto elettrica, ma dovrei attivare una linea aggiuntiva? o i problemi potrebbero esserci con il monofase
 
Io naturalmente intendo interessi oltre la pura installazione/manutenzione tecnica.Another per ora non è facilmente fattibile e no per come hanno inteso (per ora)realizzare le CER e le comunità di autoconsumo (condomini) non cè bisogno di modifiche al impianto esistente,sarà sicuramente moolto auspicabile/necessario un monitoraggio in tempo reale dei consumi.Per me il passo sucessivo sarà l acquisto/realizzazzione di una propia rete indipendente ma connessa alle altre.
 
sai che non ho ben capito, diciamo che quando la cosa sarà a regime magari ci saranno possibilità in più

ad oggi tutta la convenienza delle auto elettriche secondo me sta un po' sfumando, però dovessero abbassarsi i prezzi la mia produzione non basterà più, ma se posso evitare di portarmi la trifase preferisco e quindi volevo capire quale strada sarebbe migliore come semplicità/costi per alzare la produzione
 
Appena passata l'illusione del 110% per tutti , le Comunità energetiche saranno una bella realtà e si svilupperanno
facilmente ma bisogna comprendere bene il meccanismo e soprattuto chi vi aderisce deve farlo con lo spirito di risparmiare sull'attuale bolletta elettrica ma dev'essere cosciente che non si arricchirà, così come chi realizzerà l'impianto, dovrà essere cosciente che non tutti i "guadagni" andranno a lui anche se ha interamente pagato l'impianto.
Sarà sempre un risparmio che valorizzerà ancora di più quel 50% che gli resta a carico per l'acquisto e soprattutto l'ambiente sarà migliore anche con il nostro piccolo contributo

Comunità Energetiche: i documenti necessari


Le due configurazioni possibili per la costituzione di una comunità energetica rinnovabile (CER), lo schema di Autoconsumatori di energia rinnovabileche agiscono collettivamente e quello della Comunità di energia rinnovabile, si costituiscono e sviluppano con procedure e documentazione molto simili; alcune differenze sono presenti nei documenti da presentare al GSE per costituire la comunità.

la documentazione da presentare al GSE, a seconda dello schema definito, è la seguente:
Autoconsumatori di energia rinnovabile che agiscono collettivamente
  • Documento per richiedere al GSE la valorizzazione economica e incentivazione dell’energia condivisa;
  • Elenco clienti finali membri della comunità;
  • Elenco clienti finali non membri della comunità ma presenti nello stesso edificio;
  • Dichiarazione di conformità impianti di produzione;
  • Dichiarazione sulla compatibilità della comunità agli incentivi per l’autoconsumo collettivo
Comunità di energia rinnovabile
  • Documento per richiedere al GSE la valorizzazione economica e incentivazione dell’energia condivisa;
  • Statuto della comunità;
  • Elenco clienti finali membri della comunità;
  • Dichiarazione di conformità che tutti i membri della comunità posseggono le caratteristiche per essere membri di una comunità energetica rinnovabile;
  • Dichiarazione di conformità impianti di produzione;
  • Dichiarazione sulla compatibilità della comunità agli incentivi per l’autoconsumo collettivo.
Strategia concreta elaborata dai costituenti della Comunità Energetica


I costituenti la Comunità Energetica dovranno elaborare una strategia concreta e pratica relativa alla modalità di distribuzione degli incentivi: si potrebbero presentare diverse situazioni, a seconda del soggetto che finanzia l’impianto fotovoltaico e gli eventuali asset energetici (accumulo, pompa di calore, colonnina elettrica, domotica intelligente).

Solitamente, se a finanziare la progettazione, l’installazione e l’allacciamento dell’impianto fotovoltaico ed a sostenere le spese di gestione sono i condòmini in modo equo, in ugual misura tutti potranno ricevere quota parte dei proventi ottenuti dalla CE (incentivo + restituzione + valorizzazione).

Se invece l’impianto e tutte le relative spese sono a carico di un utente esterno, per esempio un residente in una singola unità abitativa propria, allora una quota maggiore dei proventi spetteranno a lui, mentre gli altri utenti facenti parte della comunità energetica insieme a lui beneficeranno di una quota inferiore, eventualmente costituita dalla sola componente di restituzione in bolletta.

Da tenere presente che questi sono casi esemplificativi ma che ogni casistica di comunità energetica prevede regole di condivisione degli incentivi propri, appunto declinabili a seconda del caso e della conformazione della comunità.
Regole di condivisione


In generale, è da prevedere la stesura dei seguenti documenti:
  • Istanza di accesso ai punti di immissione energetica all’interno della comunità;
  • Mandato al rappresentante legale della comunità, che dovrà essere eletto e avrà il compito di monitorare flussi, energetici e monetari;
  • Regolamento della ripartizione degli incentivi per l’autoconsumo collettivo
  • Statuto dell’impresa sociale;
  • Delega di pagamento al rappresentante legale della comunità delle bollette elettriche societarie (eventuali).

Da un articolo di vpsolar
 
quindi sono casistiche riferite sempre a unità abitative multiple? non ci sono casi replicabili su case indipendenti?
 
"quindi sono casistiche riferite sempre a unità abitative multiple? "
veramente si può partire con una comunità anche di solo due persone, ma va fatto bene lo statuto che consenta anche l'ingresso di altri possibili partecipanti.
 
La puntata “Fossile, il lungo addio” della trasmissione Presa Diretta, andata in onda su Rai 3 lo scorso 7 gennaio, ha raccontato al grande pubblico il funzionamento e i valori del progetto di Digital Energy sviluppato a Macchiareddu (Cagliari) dall’ente Sardegna Ricerche in collaborazione con Regalgrid@: una microrete di tre edifici interconnessi, in grado di scambiarsi energia grazie alla piattaforma di Digital Energy Regalgrid ... https://vimeo.com/311678267 è vecchio di due anni ma mi ha ricordato l importanza della concentrazione dei soli,,grazie.
 
io continuo a non capire bene il funzionamento pratico e i benefici per chi ha già un impianto e volesse ampliarlo o raddoppiarlo, ci sono possibilità interessanti?
 
ma come funziona? io faccio un nuovo impianto a casa e posso decidere se fare ssp oppure questa formula? tra 2 intestatari diversi? quando conviene? es. io oggi produco 8600 kWh ma ne consumo 10900 scambiandone 5000 e prelevandone 7200, quindi ci sarebbe spazio per un aumento della produzione, queste comunità possono essere una possibilità?
 
Ma io non sò se convenga lo sbattimento di creare una società (no profit)per 2/3/4 utenze casalinghe,però per il resto si è così,però cè da dire che economicamente,per il singolo, lo scambio sul posto è attualmente con gli 11 cent a kwh recuperati sullo scambiato è alla pari con gli 11 cent del agevolazione sul autoconsumo,però se autoconsumi di più gli 11 li prendi lo stesso e in più quadagni sul autoconsumo.Mettiamo che riesci a fare il 75 % di autoconsumo,mediante accumulo di comunità o di condominio, cè un pò di differenza in euro.Quel che và in rete è pagato come RID +minuterie sugli oneri di dispacciamento che vengono rimborsati dal GSE alla società(mi pare di aver capito), +/- 1 cent al kWh.Poi se ci saranno aumenti sostanziali del prezzo energia non sò..i 10/11 cent di incentivo sono fissi per 20 anni.Poi se qualche bravo avvocato riesce a rendere disponible un format di contratto privato facilmente replicabile dietro onesto compenso sarà felice nei decenni a venire...
 

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Mi fa ribollire il sangue leggere che con una comunità energetica si combatte il cambiamento climatico…
 

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